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May 9, 2010

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lezioni in università

Ora si entra nel vivo del discorso! 😉

Qual è secondo te la lezione più importante da seguire in un corso universitario? …pensaci un attimo…

In università, dalla mia esperienza, le lezioni più importanti da seguire di tutto il corso sono 2: la prima e l’ultima!

Nella prima conosci il professore, ti fai un’idea del tipo che hai davanti, se è nel ruolo, fuori dal ruolo o a metà, se è visivo, uditivo o cinestesico, come creare rapport ecc…

Se hai già letto il mio ebook: esame orale: un gioco di ruolo tra studenti e professori, sai di cosa sto parlando, altrimenti ti invito a scaricarlo gratuitamente da questo sito.

Tornando a noi, la prima lezione serve per avere la presentazione generale della materia ed inquadrare il professore.

L’ultima lezione invece, serve per inquadrare l’esame.

Qui infatti succedono cose particolari, ma non pensare a robe strane. 😮

“Semplicemente” il professore può usare l’ultima ora per un ripasso o chiarire parti del programma tralasciate o spiegate velocemente oppure rispondere alle domande degli studenti o ancora, e mi è capitato, suggerire le domande più frequenti che troverai all’esame, soprattutto se orale!

Di solito i docenti lasciano le ultime lezioni proprio per questi scopi, ma ricorda che non è la regola.

L’ultima lezione potrebbe infatti essere uguale a tutte le precedenti.

Non rimanere deluso quindi se da non frequentante decidi di partecipare all’ultima lezione per chissà quale rivelazione che poi non viene data.

La situazione ottimale, infatti, è quella di seguire tutte le lezioni del corso, ma capisco che questo non è sempre possibile ed a dircela tutta, certi corsi non si riescono proprio a seguire…vuoi perchè si accavallano le ore, o perchè si può studiare tranquillamente da soli o perchè il professore ci fa passare la voglia…

Qualsiasi sia il tuo motivo, invece di abbandonare completamente la materia e rivedere il professore direttamente all’esame, ti do un suggerimento.

Sei stato alla prima lezione, hai inquadrato un po’ il tutto ed hai deciso di non seguire.

A questo punto fa passare 1 mese circa e presentati nuovamente in aula a metà corso.

Non è detto che afferrerai il nesso del discorso date le assenze, ma quello che ti serve infatti non è tanto capire quanto sentire.

Cioè lo scopo di andare a lezione a metà corso è quella di interagire con i compagni, sapere da loro come sta andando, come trovano le lezioni, cosa ne pensano del prof, se ha dato dei suggerimenti per l’esame durante le lezioni nelle quali sei mancato, insomma una panoramica generale da chi frequenta…ovviamente se capisci anche quello che vien detto a lezione tanto meglio. 😉

Diciamo che prima di tutto sei li per interagire, ma stare attento e magari prendere appunti è sempre valida come regola.

Capita anche che verso metà corso il prof dia indicazioni su possibili preappelli o lezioni di ripasso.

Se non lo fa, e non hai problemi a riguardo, puoi chiederlo direttamente tu. Ti assicuro che i presenti, anche se non ti diranno nulla, saranno più che lieti di avere questa informazione. 😉

Mi rendo conto comunque che alzare la mano e fare una domanda in aula non sia cosa facile, e bisogna proprio avere la faccia di bronzo per chiedere rivelazioni sull’esame se non hai mai frequentato…e se ce l’hai…sfruttala!! 😀

A quel punto scegli. Se ti conviene segui la seconda parte del corso, a me è capitato 2 o 3 volte, soprattutto per materie discorsive, altrimenti saluta tutti e ritorna a fine corso.

Non andare però proprio l’ultima lezione di calendario perchè può capitare anche che il professore finisca in anticipo il programma e rischi un viaggio a vuoto.

Vai piuttosto 2 o 3 lezioni prima della fine ufficiale e goditi le battute finali.

Usa questo tempo anche per:

  • farti dare appunti da chi ha frequentato,
  • avere impressioni finali, sul prof, materia, difficoltà esame ecc…da chi frequenta,
  • chiedere se ha dato indicazioni per l’esame o è entrato nello specifico su qualche argomento.

Insomma in una frase: sonda il terreno.

E’ anche vero però che la maggior parte degli studenti prende appunti in modo passivo, quindi non sono attenti a sfumature che possono dare indizzi su potenziali domande, amenochè non sia il docente stesso a dire: “questa è una possibile domanda d’esame”.

Mi è anche capitato che molti non portassero dietro gli appunti di tutto il corso ma si trovavano più comodi ad usare fogli volanti.

E’ anche possibile, inoltre, che chi ha frequentato non abbia voglia di darti i suoi appunti, soprattutto se presi diligentemente.

Quindi è bene che tu sappia i limiti a cui vai in contro usando questo metodo.

Comunque a me sono sempre venute in aiuto le dispense della copisteria per risolvere questo inconveniente.

Usare questo metodo, come abbiamo appena visto, ha sicuramente dei rischi, infatti se puoi frequenta l’intero corso, ma anche dei grandi vantaggi rispetto a seguire solo la prima o la prima e l’ultima lezione.

Quindi riassumendo:

  • le lezioni più importanti sono 2: la prima e l’ultima
  • la situazione ottimale è seguire l’intero corso
  • se non riesci, segui la prima lezione e le ultime due o tre secondo il calendario accademico
  • fare un salto a metà corso è utile per carpire informazioni pratiche su prof, materia ed esame
  • interagisci con chi frequenta per prendere quante più info possibili
  • chiedi tutto quello che ti può essere utile ed accetta quanto ti viene dato. Anche se non otterrai tutto l’aiuto che pensavi di ricevere, non fa niente. Qualcosa in più comunque la porti  sempre a casa

Bene, la parte teorica è terminata, indovina cosa manca andesso? 😉

Si mi sa che è proprio quello che pensi…ora non ti resta che provare.

Fammi sapere come è andato l’esperimento lasciandomi un commento qui sotto se ti fa piacere. 🙂

Ciao

Cristian

2 Comments Post a comment
  1. Bruna
    Dec 19 2010

    Ciao Cristian,

    sono tornata a studiare dopo oltre 30 anni ed ho qualche difficoltà ad organizzarmi con gli studi, la facoltà che ho scelto è a numero programmato, perciò ho dovuto superare l’esame di ammissione. il piano di studi è molto impegnativo perchè oltre alle lezioni di teoria, con obbligo di frequenza dalle 6 alle 8 ore al giorno, prevede periodi di tirocinio di 8 ore al giorno. Dopo pratica e teoria inizia la sessione di esami, il tempo da dedicare allo studio è veramente poco, quindi ho l’esigenza di organizzare in odo proficuo gli studi, hai qualche suggerimento?? Grazie mille per la risposta. Bruna

  2. admin
    Dec 29 2010

    Ciao Bruna,
    La tua domanda è molto interessante e mi fa piacere che dopo 30 anni lontana dai libri, hai trovato il mio blog come uno degli strumento di supporto.
    Certo hai scelto una facoltà impegnativa, immagino che l’idea di fisioterapia venga da un obiettivo ben chiaro nella tua mente, o da un’immagine di te che vuoi raggiungere.

    Questo è un ottimo punto di partenza, anche io sono tornato in università dopo anni di solo lavoro, e posso ben capire cosa vuol dire darsi nuove regole e tornare in pista su qualcosa che non si è più abituati a fare.

    Per rispondere alla tua domanda, ricordo che la prima cosa che ho fatto una volta tornato in università, è stato seguire un corso di memoria.
    Posso dire che è stata una manna dal cielo. E’ importantissimo, proprio all’inizio, avere delle conferme sia dall’esterno che dall’interno, sulla nuova strada intrapresa. Inoltre, visto che la tua scelta va contro le tendenze del mercato, avrai avuto qualcuno che ti ha sostenuto e qualcun altro che non ha capito la tua scelta e magari ti ha criticato. Ma, secondo me, la critica parte da una non comprensione dell’altro delle tue motivazioni.

    Una regola utile da tenere a mente per passare velocemente gli esami è mantenersi nel giusto atteggiamento.
    Chi organizza corsi di memoria conosce bene questa regola ed il clima che si respira è pieno di ottimismo, di stimoli a fare di più e meglio, di focus sugli obiettivi, insomma per me è stato un grande, grande aiuto.
    Al di là dell’ambiente, anche le tecniche hanno una grande importanza. Ho preparato esami veramente in pochissimo tempo grazie alle tecniche.
    Ma torno a ribadire il concetto, come scritto nei post sulle tecniche di memoria, che l’80% lo fa l’atteggiamento, ed il 20% le strategie.

    Quindi che tu scelga di seguire un corso di memoria, o un corso di giardinaggio, il primo consiglio che ti dò è nel portare l’attenzione sull’ambiente facendoti queste domande: è un ambiente positivo? è stimolante per me? posso ottenere più chiarezza seguendo queste strategie, consigli, insegnamenti?

    Se le risposte sono si, hai trovato qualcosa che ti può servire, se ci sono dei no, forse puoi cercare dell’altro. 🙂

    Secondo consiglio pratico, se non lo hai già fatto, leggi l’ebook: “esame orale: un gioco di ruolo tra studenti e professori” che ho messo a disposizione nella parte destra del blog, e che per ora trovi in omaggio.
    Li troverai un modo diverso di vedere l’università, i professori, i vari ruoli e troverai anche delle tecniche efficaci che potranno esserti utile all’esame.

    Questo in breve quello che posso consigliarti.
    Se vuoi sapere qualcosa più nello specifico, basta chiedere. 🙂

    Ora ti faccio io una domanda: che tema vorresti che trattassi, circa l’apprendimento e l’ambiente universitario, che ancora non hai letto nel blog?

    La tua risposta mi sarà molto utile per capire che taglio dare ai prossimi articoli.
    Per esempio, ho deciso di inizare il trend sulle tecniche di memoria perchè una ragazza mi ha chiesto, via email, di trattarne l’argomento, e quanto pare è stato utile anche a te. 😉

    Detto questo, non mi resta che augurarti buona serata.

    Ciao

    Cristian

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