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May 13, 2010

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primi giorni in università

Questo post è dedicato alle matricole appena entrate in università.

Se sei tra le matricole vuol dire che per te le lezioni sono appena iniziate.

Il termine lezioni in questo caso è metaforico, potresti anche essere alla fine del primo anno ma rispetto ai 3 o 5 che ti aspettano è come un trimestre su dodici mesi o forse anche meno.

E’ facile che all’inizio questo nuovo ambiente così strano rispetto a quello che sei abituato, può portare molta confusione e le cause possono essere:

  • il marasma di informazioni da conoscere,
  • il nuovo ambiente,
  • la solitudine.

Nelle mie prime settimane universitarie ho avuto un gran mal di testa e le cause erano prorprio queste.

Non capivo gli orari delle lezioni, arrivavo in ritardo, afferravo la metà di quello che spiegavano e non mi sognavo certo di alzare la mano e chiedere spiegazioni. Conclusione, uscivo dall’aula un po’ scoraggiato.

Tra l’altro mi sentivo timidissimo, quindi non interagivo quasi per niente con i vicini, nè chiedevo consigli a chi ci era già passato.

Ho impiegato oltre un mese ad entrare nel giro, cioè a fare le prime conoscenze e condividere disagi ed interessi con altre persone.

Se avessi avuto qualcuno pronto a spiegarmi cosa fare e come farlo avrei perso molto meno tempo, ma è anche vero che io per primo non avrei chiesto niente a nessuno.

Se anche tu ti trovi in una di queste situazioni, ti potranno tornare utili i consigli che ti lascio di seguito.

Quello che ti sto per dire come ti aiuterà?

Innanzitutto ti farà perdere meno tempo, aiuterà ad integrarti più velocemente nella lezione, tra i compagni e nella struttura universitaria, ti farà capire meglio quello che stai seguendo e quindi ti darà più fiducia nelle tue capacità.

Comunque la parola chiave è sperimentare.

Metti in pratica quello che leggerai tra poco e poi lasciami un feed back su come ti sei trovato.

Per quanto tempo usare questi consigli?

Secondo me finchè non ne avrai trovati di migliori. 😉

  1. Se frequenti sei avantaggiato. Primo per i compitini solo per frequentanti, secondo perchè capisci che tipo di risposte vuole avere il prof.
  2. Frequentare ti rende tanto conosciuto quanto anonimo.                                     E’ una leggenda quella secondo cui il professore non si ricorderà mai di te anche se frequenti tutte le lezioni.                                                              A me è capitato alcune volte di partecipare solo a metà corso o addirittura solo l’ultimo mese ed il professore comunque ricordava il mio volto. Alcuni addirittura ricordano anche se ti hanno già interrogato l’appello precedente.
  3. Non superare la quinta fila. Normalmente in aula funziona così: le prime file sono attente ed in silenzio, più ti allontani dalla cattedra maggiore è il brusio e la distrazione.
  4. Se hai deciso di seguire le lezioni, metti su on la leva dell’attenzione, farai meno fatica.
  5. Arrivare perennemente in ritardo è motivo di disturbo. Il professore nella maggioranza dei casi non ti dirà nulla, ma a lungo andare si potrebbe infastidire. Se capita raramente, generalmente, non succede nulla.
  6. Quando guarda il professore, osserva la persona che si trova dietro il ruolo. Cioè oltre a stare attento a quello che spiega, osserva come si comporta. E’ simpatico, professionale, alla buona, pignolo, preciso, matematico, con una buona dialettica… tutte informazioni utili per l’esame, come spiego nel mio ebook.
  7. Se vai a ricevimento lanci un messaggio di interesse a chi hai davanti. A volte questo ti da punti di vantaggio, altre volte no, ma soprattutto ti aiuta a capire meglio quello che non era chiaro. 😉
  8. Sii te stesso. Se decidi di interagire con un professore, che sia una domanda in aula od a ricevimento, non cercare di impressionarlo o di sedurlo (inteso come portare a sè, cioè dalla tua parte). Chiedi quello di cui hai bisogno in modo tranquillo. Se non hai nulla da chiedere ti consiglio di non chiedere. I professori hanno il radar per individuare i leccapiedi.
  9. Usa anche le forme di comunciazione a distanza. Cioè chiama o invia email. Al 50% i professori rispondono. Questo può essere anche un test per vedere la presenza di un professore, elemento utile per esempio per quando chiederai la tesi.
  10. Non basta studiare per passare gli esami. Dopo il libro, consulta anche: dispense, lucidi, appunti di amici nel caso e visita i forum del tuo ateneo. Certe volte ci sono informazioni utili proprio per il tuo esame. Se vuoi fare le cose in grande, presentati agli orali dell’appello precedente e segna le domande che fanno.

Approfondimenti su questi passaggi li trovi nel mio ebook: “l’esame orale: un gioco di ruolo tra studenti e professori” che puoi scaricare gratuitamente da questo blog.

Detto questo non mi resta che augurarti in bocca al lupo per i tuoi esperimenti e ricorda di lasciarmi un commento una volta che hai fatto i tuoi test. 🙂

Cristian

2 Comments Post a comment
  1. luca
    Oct 13 2012

    sei un grande!

  2. admin
    Oct 14 2012

    Grazie Luca e benvenuto! 🙂
    Hai già letto l’ebook omaggio?

    Buona giornata.

    Cristian

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