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May 26, 2010

relazionarsi con i professori 2° parte

Questo è la continuazione del post iniziato l’altra volta dedicato alla relazione con i professori, se non hai letto la prima la trovi qui.

Continuiamo quindi il discorso da dove lo abbiamo lasciato.

Abbiamo visto, nel post precedente, l’importanza di distinguere tra ruolo, personalità e persona, ed ho concluso indicando le quattro categorie di professori:

  • timido
  • tranquillo
  • sa il fatto suo
  • se la crede

che altro non sono che quattro personalità diverse.

Come ho detto nel post precedente queste vogliono essere macro aree che racchiudono a grandi linee le quattro modalità di comportamento principali dei professori, da come ho avuto modo di notare in diversi anni di università.

Analizziamole una a una.

Partiamo quindi dal primo citato: Il timido.

Il timido, che può essere sia un giovane assistente che un professore avanti con l’età, probabilmente quando ha iniziato ad insegnare era impacciato, temeva di fare brutte figure, aveva paura del giudizio dell’aula e probabilmente non si sentiva all’altezza.

Un timidò non farà domande in aula, e se dovesse scappargliene qualcuna, entro 10 secondi darà la risposta.

Lezione dopo lezione, visto che nessuno gli tirava pomodori ed insalata, 😀 ha acquisito fiducia nelle sue capacità e nel suo modo di insegnare, mantenendo comunque un certo distacco dagli studenti.

Il timido sa essere molto paziente, pronto a rispiegarti 100 volte la stessa cosa, perchè, secondo il suo modo di ragionare, sarà sempre colpa sua se non capisci.

E’ quindi un ottimo aiutante a ricevimento come a lezione, ma non ti aspettare sconti all’esame.

Proprio perchè mosso da una paura profonda si atterrà quanto più possibile alle direttive generali che il suo ruolo riveste.

Lui viene pagato per interrogarti e lo fa come meglio può.

Se riceve pressioni, anche come proposte di accordi, per es: le do 21…prof si può fare 22?, può cedere più o meno facilmente, attento comunque a non tirare la corda, se si sentirà minacciato da te non ti dirà mai nulla in faccia ma se la legherà al dito, e ti ricordo che tra di loro i professori parlano… :s

Il tranquillo è il professore che si è adattato al suo ruolo ed all’ambiente, ha trovato il suo spazio e sa interagire in modo più diretto con l’aula e gli studenti.

Fa il suo lavoro in modo normale e magari è interessato ad aumentare la qualità del servizio che offre, formandosi in prima persona con corsi vari.

E’ professionale, dice quello che deve dire mantenendo comunque il rispetto verso l’aula ed i singoli studenti. Difficilmente rimprovera uno studente in pubblico o in privato, nulla vieta però che se ne ricorderà all’esame.

E’ comunque avvicinabile, disposto a rispiegare, sicuramente riconoscendo il valore del suo tempo più del timido, quindi se continui a non capire ti dirà ad un certo punto di pensarci su e tornare se non ti è chiaro.

E’ attento alle regole che usa come base, adattandole con una certa flessibilità a seconda del caso. All’esame di base valuta quello che sai, ma in percentuale variabile può aiutare o meno a seconda che senta simpatia o antipatia verso di te.

Chi sa il fatto suo ha preso un percorso diverso.

Ha un temperamento un po’ più aggressivo del tranquillo, è meno collaborativo ma è ancora vicino al centro, cioè non è ostile, nè usa il ruolo per attrarre più potere.

E’ più sfacciato in aula, non per questo maleducato, ma sicuramente pretenderà un maggior coinvolgimento da chi segue la lezione, altrimenti cosa seguite a fare, penserà.

Pretende quindi di più dagli studenti, vuole che ragionino ed arrivino alla conclusione prima che venga data la soluzione. Può essere un ottimo professore in questo senso, per quanto a volte duro, è una di quelle lezioni che vale veramente la pena seguire per calarsi nella materia.

Rispetta gli studenti come esseri umani ma sa di rivestire un ruolo superiore rispetto a chi lo ascolta. Il carattere può essere forte o moderato, sicuramente sa il fatto suo.

Non è necessariamente serioso come professore, a volte anima la lezione con delle battute, ma è meglio che sia lui a farle. 😉

Se non hai difficoltà a fare domande in aula, è un’ottima fonte di stimolo e questo forse è uno dei pochi sistemi che possono agevolarti all’esame, ai suoi occhi, se si ricorda di te.

Non ti aspettare altri tipi di collaborazione, se vai a ricevimento sii chiaro e conciso su quello che ti vuoi far spiegare. Al contrario se non va nessuno a ricevimento si può indispettire.

Buona regola è non cercare di ingraziarsi nessuno dei professori, tanto meno chi sa il fatto suo!

I se la crede, che dalla mia esperienza sono comunque una minoranza rispetto agli altri tipi, sono quelli, come scrivo nell’ebook: esame orale: un gioco di ruolo tra studenti e professori, che hanno confuso il ruolo con la persona.

Hanno dimenticato cioè di essere in un ruolo e credono di essere ciò che svolgono.

Quando si prensetano dicono con austerità: “io sono il docente…di…”, quello che pensano invece è: “io sono il docente!”.

In aula fa capire subito chi comanda, e non necessariamente con aggressività ma sicuramente con autorità.

Prende forza dalla riverenza mentale degli studenti ed ha un disperato bisogno di essere riconosciuto in quel modo.

Di solito insegna bene, proprio perchè tiene l’aula in pugno sa dosare la sua aggressività imponendo la partecipazione agli studenti.

Per esempio: l’altra volta abbiamo parlato dei quattro tipi di azienda: lei, mi dica…quali sono?!…e tu in quel momento preghi che una volta risposto non faccia altre domande per il resto della lezione.

Diciamo che il vantaggio di tutto questo è che ti sprona a studiare volta per volta.

L’ultima cosa da fare è ostacolarlo. Puoi non sentirti reverente nei suoi confronti ma comunque rispettarlo, a lui più che altro interessa che tu come singolo sai le cose, e sia reattivo nelle risposte, più che temerlo, tanto a livello collettivo sarà sempre temuto da una buona parte di studenti.

Stranamente invece se trova uno studente preparanto, reattivo, che lo rispetta ma non si fa intimorire da lui, apprezzerà l’individuo e forse lo premierà anche.

Da chi se la crede non aspettarti grandi relazioni, se vai a ricevimento devi già sapere ed essere in grado di ragionare velocemente con lui, altrimenti si spazientisce facilmente. Il pensiero è del tipo: già mi viene a scocciare e non è nenache sveglio!!!

Queste sono le quattro macro aree in cui si colloca un professore.

Nella realtà può essere un po’ più complesso. Potrai trovare un professore timido che ha copiato la modalità aggressiva nel fare lezione, oppure uno che se la crede essere disponibile a ricevimento, o un aggressivo aiutarti il giorno dell’esame.

Diciamo che è difficile trovare chi è al 100% in una modalità, sarà più facile invece che un professore abbia un po’ di un categoria ed un po’ di un’altra.

Tendenzialmente comunque la mescolanza avverrà con la categoria precedente o successiva, difficilmente gli opposti si combineranno.

Quindi per intenderci, un timido prenderà qualcosa dal tranquillo.

Un tranquillo potrà prendere un po’ dal timido ed un po’ dall’aggressivo.

Un agressivo prenderà un po’ dal tranquillo ed un po’ dal se la crede.

Un se la crede prenderà un po’ dall’aggressivo.

Certo esistono poi le eccezioni ma dalla mia esperienza queste proporzioni sono rispettate nella maggioranza dei casi.

Ci sarebbe ancora tanto da scrivere a riguardo, ma preferisco terminare qui il post, lasciando magari spazio ad approfondimenti a seconda delle vostre richieste.

Ti ricordo che questo è voluto essere uno schema generale con l’aggiunta di qualche consigli su come relazionarsi con i professori.

Altri approfondimenti li potrai trovare nel mio nuovo ebook che uscirà tra qualche mese.

Intanto puoi divertirti ad incasellare i vari professori che conosci o hai conosciuto vedendo quale tipo richiama ognuno di loro, e quanto, in percentuale, prende dagli altri gruppi.

Una volta fatto, se ti va, puoi lasciarmi un commento dandomi la tua esperienza.

Un lavoro del genere sarà utile anche a me come indagine statistica.

Buona giornata e buon  divertimento. 😀

Cristian

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