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May 17, 2010

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relazionarsi con i professori 1° parte

Ciao, oggi parliamo di come relazionarsi con i professori.

Essendo un argomento lungo e delicato, ho deciso di dividerlo in due post.

Relazionarsi verso qualcuno, in generale, significa interagire; il che prevede uno scambio di informazioni.

Un’azione così semplice, può diventare, tal volta, tanto complicata, soprattutto quando ti rivolgi a qualcuno che sai ti dovrà valutare.

…E se ci fosse un modo per rendere tutto questo molto più semplice?! 😉

In questo post vedremo quali sono:

  • i comportamenti tenuti, di media, dagli studenti verso i professori,
  • la differenza tra: ruolo, personalità e persona.

Alla fine del post troverai anche quelli che sono, secondo me, i quattro tipi di atteggiamento che un professore può avere verso gli studenti.

Nel secondo post guarderò più da vicino questi atteggiamenti, dando la mia esperienza su ognuno di essi.

Voglio quindi iniziare raccontandoti come ero quando mi sono iscritto in università.

Lo ricordo bene, mi sentivo impacciato, fuori dal mio contesto ordinario, intimorito. Bastava che il professore faceva una domanda in aula, che, come la maggior parte, abbassavo lo sguardo e nascondevo la testa.

Non sapevo come relazionarmi con chi, credevo, che aveva potere (in quel caso i professori), e quindi sceglievo di non interagire.

Al contrario, dall’altro lato c’erano studenti irriverenti, con poco rispetto verso chi stava lavorando e l’istituzione che essi rappresentavano, ma chiaramente il tutto ben lontano dall’udito del docente.

Ho notato in questi anni che questi sono due comportamenti tipici: il timore reverenziale o il disprezzo figo.

Solo una minoranza riesce a mantenere una certa centratura anche nelle relazioni con gente che ha, in quel momento ed in quel contesto, un potere superiore al tuo.

Pochi studenti riescono ad interagire tranquillamente con i professori, riconoscendone il ruolo, rispettandolo e contemporaneamente percependolo come un tuo pari.

All’inizio, come dicevo, ero timido ed impacciato, ma per fortuna mi è venuto in aiuto il lavoro del venditore, intrapreso praticamente con l’inizio dell’università e che ha quasi subito, e per i tre anni successivi, rimpiazzato il mio ruolo di studente.

Nel contesto della vendita capita di conoscere gente di ogni tipo ed ogni estrazione sociale.

Saper interagire con loro non vuol dire solo presentarsi e parlare ma significa anche capire i loro registri, cioè, capire che lingua parlano ed adattarsi al loro stesso livello, che può essere più alto o più basso rispetto al tuo standard.

La profonda convinzione di star parlando con un essere umano come me che riveste un ruolo, mi ha permesso e mi permette di interagire con chiunque trattandolo come si aspetta, mantenedo tranquillità nel cuore.

Ogni tanto, pensando a certi programmi che trasmettono oggi in tv, rivedo la stessa dinamica.

Persone famose conosciute come celebrità che, spogliate da quel ruolo e riprese, a volte di nascosto, si mostrano tutt’altro che dotati di qualità speciali ed hanno ben poco del VIP (Very Important Person).

Ruolo, personalità e persona.

Tornando a noi, il professore è una persona che ha una personalità e svolge un ruolo.

Razionalmente può sembrare scontato, ma nella pratica capita invece di dimenticarsi di questa netta divisione e si confonde magari la persona col ruolo, la personalità con la persona.

Certo, alcuni professori non ti rendono vita facile, pretendono reverenza, oltre che rispetto, e sembra quasi che si sentono soddisfatti se temuti.

Prendiamo allora proprio questo esempio, un professore che vuol essere temuto.

In questo caso quale dei tre aspetti è in gioco? La persona, il ruolo o la personalità?

A me viene da pensare che sia la terza, cioè la personalità, ed il ruolo è lo strumento per manifestarla.

Questo comunque è il caso più estremo, diciamo che ci sono tante vie di mezzo più pacifiche al cui lato estremo abbiamo il professore timido ed impacciato.

Volendo semplificare, secondo me, esistono, a grandi linee, 4 categorie di professori:

  • timido
  • tranquillo
  • sa il fatto suo
  • se la crede

Certo i professori non sono solo così.

L’individuo umano è così complesso che è difficile definirlo ed incastrarlo in uno scompartimento.

Sapendo questo, ho voluto comunque racchiudere in macro aree i comportamenti standard dei professori che ho avuto modo di notare in sei anni di università.

Capire come sono è un valido inizio per capire come atteggiarsi e relazionarsi a loro.

Intanto ti lascio con questa riflessione, il prossimo post sarà dedicato all’analisi dei ogni singola area.

Per ora ti auguro buona giornata ed a risentirci presto. 🙂

Ciao

Cristian

3 Comments Post a comment
  1. Vince
    Jun 5 2011

    Ciao Cristian, vorrei farti una domanda molto banale ma che a volte può cambiare l’esito di un esame. Molti prof. chiedono il libretto e sbirciano i voti precedenti. Ti spiego il mio dubbio, nel qual caso la media non sia altissima o comunque se l’esame è propedeutico ad una materia in cui il voto non è altissimo consigli di mostrare il libretto o magari di fare riportare il voto in un secondo momento?

  2. admin
    Jun 6 2011

    Ciao Vincenzo,
    si è vero, alcuni professori guardano il libretto e si fanno influenzare da quello che hai già preso per collocarti in un range.
    Tuttavia dalla mia esperienza è davvero una minoranza.
    La maggior parte è più professionale e ti valuta per quello che sai in quel momento.
    C’è comunque una legge che vuole che i primi 7 secondi sono importantissimi per valutare chi hai davanti.
    All’esame questi 7 secondo possono diventare 4 o 5 minuti, cioè il tempo di sentire la risposta alla prima domanda.
    A quel punto il prof ha già stabilito, bene o male, il range di voto che prenderai. Le altre due domande, spesso servono per confermare questa idea e definire il voto finale.
    Quindi se vuoi la mia, concentrati più sul fare una buona impressione subito con quello che sai ed hai studiato, il resto passa in secondo piano.

    Comunque nell’ebook che puoi scaricare gratuitamente sulla colonna di destra, ho dato diversi consigli su come prepararsi ed affrontare l’esame orale.

    Ciao

    Cristian

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