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June 6, 2010

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oraganizzare lo studio: obiettivi in pratica

Questa è la continuazione del post precedente sull’organizzazione dello studio.

Se non lo avessi ancora letto lo trovi qui universitari e studio: creazione obiettivi

Prima di procedere facciamo un piccolo riassunto.

Abbiamo aperto le danze di questo argomento parlando di organizzazione.

Abbiamo visto come l’organizzazione dello studio derivi dalla gestione del proprio tempo (time management).

Sapere gestire il tempo a disposizione è un ottimo modo per aumentare le azioni che si possono compiere in un giorno. In altre parole è un modo per avere più tempo libero.

Prima ancora di capire come ottimizzare i tempi, occorre sapere come impiegare le ore della giornata, cioè cosa fare del tempo a mia disposizione. In altri termini occorre avere degli obiettivi.

Avere degli obiettivi da raggiungere segna il punto di arrivo, la gestione del tempo scandisce il percorso.

Data questa premessa, ci siamo lasciati, nel post precedente, dicendo che un buon obiettivo ha determinate caratteristiche, che tra un attimo vediamo.

Prima di procedere ti consiglio di tenere accanto il quaderno nel quale hai segnato il tuo obiettivo come ti avevo suggerito nelle ultime righe della prima parte.

Se non l’hai ancora fatto, ti invito a prendere qualche minuto e scriverlo ora, prima di procedere con la lettura. Ti sarà utile per vedere qual è il tuo punto di partenza, e quanto è chiaro dentro di te ciò che vuoi.

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Se invece già lo hai segnato…ottimo, continuiamo.

Senza ulteriori indugi vediamo quali sono le 5 caratteristiche di un buon obiettivo:

  1. concreto
  2. identificato
  3. misurabile
  4. raggiungibile
  5. tempo

Concreto significa che un obiettivo per essere credibile deve essere scritto.

Gli americani, che sono avanti su queste cose, hanno condotto dei test proprio su questo aspetto.

Hanno chiesto ad un gruppo di persone di dichiarare i propri obiettivi da raggiungere nell’arco di 1 anno. Allo scadere del tempo, solo il 5% dell’intero gruppo aveva raggiunto quanto detto. Il segreto che accomunava la quasi totalità dei vincitori era: aver scritto il proprio obiettivo.

Nel momento in cui fissi nero su bianco quello che vuoi raggiungere, imprimi nella mente una direzione molto più forte delle semplici parole. Del resto lo dicevano anche i latini: verba volant… 😉

identificato vuol dire che deve essere circoscritto, specifico e preciso.

Per esempio scrivere: voglio passare cinque esami questo semestre, non è un obiettivo identificato.

Perchè la mente si attivi sul serio occorre che riceva dei segnali chiari e dei punti di riferimento precisi.

Per esempio: voglio passare: informatica, matematica, diritto commerciale, statistica e tecnica della comuncazione.

Ricorda che quanto più sei preciso e più indizi dai alla tua mente, più facile sarà pianificare, gesitre il tempo e soprattutto ottenere il risultato desiderato.

L’obiettivo è misurabile quando lo si arricchisce di parametri oggettivi. Prendendo l’esempio di prima, non basta dire quali materie voglio superare ma è utile anche definire il voto a priori.

Quindi, voglio superare: informatica con 28/30, matematica con 26/30, statistica con 30/30…

Oltre a questo può essere anche utile indicare la pretesa minima, cioè quella soglia sotto la quale non sei disposto a scendere.

Esempio: voglio superare informatica con 28/30 e se prendo meno di 24 rifiuto!

Esempio 2: Voglio studiare 30 pagine al giorno. Se però sono le 22 di sera e ne ho studiate solo 10 che faccio? Recupero il giorno dopo? NO! Non vado a letto se non ne ho studiate almeno 25. Questa è la pretesa minima.

raggiungibile indica la relazione tra l’obiettivo ed i tuoi standard.

Questo è il passo successivo in cui dopo aver definito l’obiettivo lo metti in relazione al tuo quotidiano ed al tuo vissuto.

Per esempio se vuoi preparare un esame e magari lavori e sai che più di 20 pagine al giorno non riesci a studiare, è rischioso, e certe volte inutile, programmarsi uno studio di 50 pagine giornaliere, sarebbe tutto stress in più per un risultato molto incerto.

In questo caso infatti l’obiettivo non è oggettivamente raggiungibile. Obiettivi del genere sembra che ti diano una grande carica iniziale ma rischi di rimanere deluso ogni volta.

Altro discorso se invece non hai idea di quali possano essere i tuoi parametri, nel qual caso puoi fare dei tantativi i primi giorni per renderti conto dell’impegno che ti occorre e di quanto riesci  a rendere, e da lì valuti una media.

Infine il fattore tempo. Tutte quanto ci siamo detti finora non avrebbe senso se non fosse scadenzato nel tempo.

Il tempo è il misuratore oggettivo delle nostre performance.

E’ ben diverso porsi come obiettivo quello di ottenere una laurea di 5 anni oppure in 10 anni, o di passare un esame entro il terzo tentativo o al primo colpo!

Riprendendo l’esempio di prima, se non specifichi una data o il numero di giorni, per passare informatica, statistica, matematica…tutti gli obiettivi che ti poni, quasi non hanno senso.

Ecco quindi un esempio di obiettivo completo: voglio superare l’esame di informatica con 26/30 in data xx oppure tra xx giorni. Non accetterò meno di 24.

Questo obiettivo ha in sè quasi tutte le caratteristiche. E’: concreto, identificato, raggiungibile, e scadenzato nel tempo ed in parte misurabile.

Per essere completamente misurabile dovrei indicare anche quante pagine al giorno ed alla settimana mi occorre studiare per arrivare preparato il giorno dell’esame.

Questa fa parte della pianificazione che è lo step successivo alla creazione di un obiettivo.

Non vediamo tutto oggi, lascio questo argomento per i prossimi post.

Intanto esercitati a scrivere i tuoi obiettivi con le caratteristiche che ti ho spiegato, e confrontali magari con quello che avevi scritto prima di leggere questo post.

La prossima volta parleremo della pianificazione, altro step necessario prima di parlare della gestione del tempo.

A presto quindi e buon lavoro.

Cristian

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