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June 14, 2010

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universitari e studio: consigli finali

Siamo arrivato quasi alla fine di questo trend sull’organizzazione dello studio.

Non credevo richiedesse così tanto ma l’argomento è sicuramente ricco e tieni conto che io ho sintentizzato i concetti principali, ma ci sarebbe molto di più da dire. Basta vedere quanti libri sono stati scritti e quanti seminari si tengono oggi sull’argomento.

Già con quello che ho scritto, comunque, se eri a digiuno su questo argomento, hai dei concetti di base e sufficienti per iniziare a programmare con efficacia.

Prima di continuare, se ti fossi perso o volessi rileggere qualcuna delle parti precedenti, ti metto di seguito i link dove trovare gli altri post:

universitari e studio (prima parte), argomenti: gestione del tempo ed obiettivi, priorità ed obiettivi.

universitari e studio (seconda parte), argomenti: caratteristiche degli obiettivi (concreto, identificato, misurabile, raggiungibile, tempo), invito a crearne uno

universitari e studio (terza parte), argomenti: utilità della pianificazione a prescindere dalla condizione di partenza

universitari e studio (quarta parte), argomenti: programmare nel concreto, esercizi ed esempi.

Nell’ultima parte abbiamo visto come programmare un obiettivo, ed abbiamo preso ad esempio un esame.

A questo punto l’argomento sembrerebbe concluso. A mio avviso, invece, è anche utile contestualizzare il programma di studio, vale a dire inserirlo all’interno della giornata.

Mi spiego. Quanto tempo impiegherai, secondo te, a studiare 15 pagine? 1 ora? 2 ore? 3 ore?

Ognuno ha i suoi tempi, capire quali sono i tuoi ti aiuterà a gestire meglio il resto della giornata.

Potresti, per esempio, dedicare la mattinata a studiare ed il pomeriggio a fare altro a seconda dei tuoi impegni.

Oppure dedicare tutto il giorno allo studio.

Io sono arrivato a studiare, 9 ore di fila per preparare una materia.

Quando dico studiare intendo capire e memorizzare con relative mappe, senza dover più tornare sulla parte assimilata.

Era un esame di 1200 pagine che ho preparato in 10 giorni di studio, 14 effettivi.

Diciamo che quella era una sfida personale, ero pieno di motivazione dopo aver seguito un corso di memoria e non vedevo l’ora di applicare quanto imparato.

Al di là di questa performance di media studio 4 ore al giorno, nel periodo degli esami, con punte di 6 ore.

Ma ognuno ha il suo metodo. Io preferisco dedicare meno ore al giorno in più giorni, c’è invece chi studia il mio stesso numero di ore ma nella metà dei giorni. Si tratta di scegliere.

Materie scientifiche come matematica e statistica ti portano a diluire lo studio nel tempo perchè occorre fare tanto esercizio ed in modo sistematico, mentre materie più discorsive si possono studiare anche in meno tempo.

Se vuoi qualche consiglio mirato su come programmare un esame, puoi anche lasciare un commento, e vedremo insieme come fare.

Fase finale della programmazione è rispettare quanto scritto.

Questo è un esplicito richiamo alla disciplina ed alla pretesa minima di cui parlavo nella seconda parte.

Secondo te, la programmazione della giornata o degli obiettivi è qualcosa che ti servirà solo nella fase di studio, in università, o anche nella vita?

Se hai risposto nella vita hai ottenuto la mia virtuale stretta di mano!

Nella vita vuol dire che anche quando lavorerai ti sarà utile non solo sapere come programmare in modo corretto, ma anche essere abituati a farlo.

Abitudine alla programmazione vuol dire essere abituati a ragionare per obiettivi e non lasciare vuoti di tempo nella giornata. Queste sono qualità molto apprezzate nel mondo del lavoro.

Per far questo, però, occorre che tu rimanga disciplinato fin da subito.

All’inizio può sembrare dura, e tra l’altro chi te lo fa fare visto che non devi dare conto a nessuno, ma a me piace vedere l’università anche come una palestra oltre che luogo di studio e divertimento. Una palestra in cui alleni il muscolo della volontà (è una metafora, non è un muscolo concreto), e soprattutto in questo momento di recessione economica (e non una crisi come si dice di solito), fa carriera chi sa apportare valore all’azienda, non chi ha una bella laurea ma non è in grado di rispettare i ritmi aziendali.

Detto questo concludo la parte dedicata alla programmazione e ti do appuntamento alla prossima volta per le conclusioni finali del trend, in cui parlerò di organizzazione che è l’ultimo passo.

Buona giornata

Cristian

1 Comment Post a comment
  1. VInce
    Feb 27 2015

    Ciao Cristian, ho una domanda: uso la tua formula per fissare i miei obiettivi quotidiani. Numero di pagine/Numeri di giorni mancanti all’esame. Quindi, prendo carta e penna e segno il risultato. Mettiamo caso che siano 60 pagine al giorno. Può capitare però vuoi per motivi per stanchezza o per motivi extra di non rispettare il programma e ne arrivi a studiare solo 20. A questo punto il programma “salta”. Cosa dovrei fare? Come fare di nuovo il calcolo?

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