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June 10, 2010

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universitari e studio: obiettivi e pianificazione

Eccoci giunti alla terza parte di questo tema scottante: l’organizzazione dello studio.

Se non avessi letto i due post precedenti sull’argomento ti consiglio di farlo perchè è tutto un discorso unico anche se sviluppato in più fasi.

Inoltre se non hai già esperienza di creazione di obiettivi e pianificazione, ti consiglio di far passare almeno 1 giorno tra la lettura di un post e l’altro.

Qui trovi i due post precedenti:

organizzare lo studio (prima parte)

organizzare lo studio (seconda parte)

In questi due post ho parlato dell’utilità di avere degli obiettivi, distinguendo tra obiettivi e priorità.

Le priorità sono azioni da compiere nel quotidiano: fare la spesa, uscire con gli amici, lavorare.

Gli obiettivi invece indicano la direzione da seguire in questo momento: portare a termine la tal pratica entro una certa data, passare quel esame in quella data, ecc…

Infine ho parlato delle 5 caratteristiche degli obiettivi: concreto, identificato, misurabile, raggiungibile, tempo.

Ci siamo lasciati dicendo di cosa ti avrei parlato nella terza parte, cioè: la pianificazione.

Cosa vuol dire pianificare?

Wikipedia riporta questa definizione: La pianificazione è un termine usato per prevedere in linea di massima quando compiere un’attività e/o una serie di attività.

In altri termini scandisce i tempi delle azioni.

Come si fa a scandire i tempi?

Sicuramente tutti noi abbiamo costruito, almeno una volta, una pianificazione.

Che fosse alle medie o alle superiori o magari in università, avendo 10, 20, o 50 pagine da studiare pianificavamo il tutto in modo da essere pronti per il giorno dell’intterrogazione.

Tradotto: che fossero 10, 20 o 50 pagine, bene o male ci mettavamo il giorno prima a studiare. 😀

Perquanto rudimentale anche questo è un tipo di pianificazione.

Certo se vuoi pianificare in questo modo non hai bisogno di leggere questo post, ma è anche vero che se alle medie e superiori si riusciva a studiare il giorno prima per l’interrogazione del giorno dopo, in università ti ci vorranno almeno 3 giorni per preparare un’esame! 😉

Quindi perchè leggere un post su come pianificarsi lo studio se tanto mi bastano 3 giorni per preparare un esame?

Onestamente anche io ho preparato esami in 3 o 4 giorni, studiando 4 ore al giorno e magari dopo un giorno intero di lezioni.

Ho parlato con molti studenti in questi anni di università, e buona parte di loro, dichiaravano di impiegare, di regola circa 1 settimana a preparare e superare un esame.

In realtà, dalla mia esperienza, e vedendo quella di chi mi sta intorno, performance del genere sono fattibili per buona parte delle materie. Amenochè non studi ingegneria o medicina o comunque frequenti facoltà prettamente scientifiche. Io per esempio studio economia, che non è certo una facoltà umanistica, ma oltre la metà degli esami li ho preparati in 1 o 2 settimane, prendendomela comoda. 0 

Oppure al contrario, ci sono studenti che studiano volta per volta, ad ogni lezione. Seppur rappresentano una minoranza, esistono! 🙂

Quindi anche in questo caso se già studi tutti i giorni che bisogno c’è di un’ulteriore pianificazione?

La risposta è semplice.

Il discorso pianificazione richiama una serie di attitudini. Non a caso lo sto affrontando a discorso avviato, solo dopo aver spiegato alcuni concetti chiave.

Essere non solo in grado, ma abituati a pianificarsi le giornate vuol dire:

  • avere degli obiettivi
  • voler lavorare su di essi
  • saper distinguere priorità da obiettivi
  • rimanere focalizzati
  • disciplinarsi
  • essere padroni della propria giornata
  • non perdere energie dietro a 1000 priorità
  • saper gestire gli inconvenienti rimando focalizzati
  • valore aggiunto nel mondo del lavoro

I primi quattro punti li ho già spiegati abbondantemente nei post precedenti.

Tenere l’attenzione attiva sulla pianificazione della giornata, e chiaramente rispettare quanto scritto, è un ottimo modo per mantenere la disciplina su di sè e soprattutto sulla propria tempo.

Iniziare a studiare alle 2 o alle 3 non è la stessa cosa se poi alle 7 hai un’appuntamento. Questo di conseguenza porta ad essere padroni della propria giornata, invece di arrivare alle 22 ed accorgerti di aver studiato la metà di quello che ti eri prefissato.

Inoltre pianificarsi aiuta a non farsi distrarre nè dagli imprevisti, nè dalle tante priorità che si accumulano durante la giornata.

Immagina di essere in ufficio e tranquillamente stai facendo il tuo lavoro. Dopo neanche 1 ora arriva il capo che ha una pratica urgente da sistemare ed ha bisogno del tuo aiuto. Finito quello, il collega ti chiede una mano per un progetto complesso, poi squilla il cellulare e perdi altro tempo, alla fine arriva pausa pranzo e non hai capito niente.

Dopo pranzo fase critica, una parte di te vorrebbe dormire su un’amaca (eeeehhh), un’altra parte vorrebbe uccidere capo e colleghi, ma stoicamente la terza parte si fa avanti e con un grande sforzo ti fa riprendere in mano la pratica iniziata al mattino. Ma a questo punto devi perdere mezzora solo per capire che stavi facendo e dove eri arrivato. 😮

Questo tanto per dire che se non imparerai a pianificarti adesso le giornata dove il tempo è autogestito, visto che decidi tu quando e quanto studiare, quando saranno gli altri a dirti cosa fare, rischi di perdere un sacco di tempo senza avere una direzione chiara da seguire a monte. Questo sia che tu lavori alle dipendenze sia come autonomo/libero professionista.

Per non parlare del fatto che la stessa cosa succede anche in università.

Inizi a studiare e tempo mezzora arriva un amico, non vuoi fare due chiacchere? sarebbe da maleducati! 😀

Fai due chiacchere che diventano 1270, che chiaramente sono più comode davanti ad un caffè, tanto più che ti sveglia quindi sei giustificato ad alzarti. 😉

Alla fine torni a sederti e dopo 5 minuti ecco un messaggino. Una parte di te vorrebbe stare sull’amaca…ah no scusa…vorrebbe non rispondere (ma l’amaca è molto evocativa anche per lo studente :D), ma ormai il gesto è automatico, prendi il cellulare in mano e guardi chi è, tanto per curiosità…ma dai… certo che si può fare per domani sera…e via a messaggiarsi! 0 

Ti è mai capitato? 😉

E’ capitato un po’ a tutti, anche a me, finchè non ho iniziato a stendere delle pianificazioni serie e rimanere concentrato su di esse.

Infine per valore aggiunto, riprendendo l’ultimo dei punti, si intende quel qualcosa in più che puoi offrire rispetto agli altri, e che fa la differenza. Quella caratteristica personale che ti distingue dagli altri e ti rende, per esempio, più appetibile nel mercato del lavoro rispetto ai tuoi futuri colleghi che presentano anche un curriculum migliore.

Come vedi, pianificare ha la sua utilità, anche se impieghi 3 giorni a preparare un esame o 3 mesi. 🙂

Per ora mi fermo qui. Mi rendo conto che questo post è stato più discorsivo ma è necessario per introdurre nel modo giusto il concetto della programmazione, e comunque ho lanciato dei messaggi, anche se in modo scherzoso, in questo post che possono far riflettere.

Nel prossimo post vedremo nel concreto come sviluppare la programmazione degli obiettivi, quali sono le caratteristiche con l’aggiunta di un esempio pratico.

Ti auguro quindi una buona giornta ed alla prossima.

Ciao

Cristian

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