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July 9, 2010

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perchè la laurea?

Molti di coloro che escono dalla scuola superiore, intesa sia come liceo che  ragioneria, ed anche indirizzo professionale, iniziano l’università.

Sempre più ragazzi che si iscrivono e sempre più studenti che lasciano l’università.

Perchè?

I motivi sono milioni, ma in questo momento voglio concentrarmi sul discorso motivazione.

Ti sei mai chiesto perchè studiare, e perchè darsi tanta pena per ottenere la laurea?

Io francamente me lo sono chiesto diverse volte.

Ottenere la laurea non è una passeggiata. Chiunque, anche chi trova facile studiare, e passare brillantemente gli esami, comunque investe ore ed ore al giorno sui libri, soprattutto in vista degli esami.

Una dedizione del genere deve avere un forte motivo alle spalle.

Questa è la motivazione, il motivo per compiere un’azione.

Perchè quindi puntare alla laurea?

Negli anni mi sono dato diverse spiegazioni.

Confesso che il primo anno il motivo era: perchè è una tappa obbligata.

Venendo dal liceo linguistico, infatti, non vedevo alternative.

Questa però, per me, era una motivazione decisamente debole. Infatti dopo circa 6 mesi, già lavoravo.

E l’università? Avevo seguito 4 corsi, studiato poco, ma soprattutto avevo assaporato la libertà di fare quello che mi pareva. Così ho iniziato a frequentare sempre meno, a prendermi più tempo per me, a guardarmi intorno ed alla fine ho iniziato a collaborare con una società che vendeva assicurazioni.

Niente stipendio fisso, solo provvigioni, e niente orari fissi. Dipendeva tutto da me.

La soluzione ideale per sperimentare il mondo del lavoro, senza dover dire in casa che non seguivo più i corsi.

Inutile dire come è finita…per i quattro anni successivi mi sono dedicato solo al lavoro.

Solo dopo diversi anni, ho deciso di tornare in università.

Perchè? Per una rinnovata motivazione.

Fino a quel momento, non c’era una ragione, razionale e specifica, percui dovessi darmi tanta pena per studiare e passare gli esami.

Ma l’ultima esperienza lavorativa me ne aveva data una forte.

I tre mesi precedenti al nuovo ingresso in università, li avevo spesi, a 1000 km dalla città in cui vivevo e vivo (Milano), trovandomi un lavoro nel sud Italia.

Non sto qui a dire le ragioni di questa scelta, fatto sta che in quel luogo, in quel lavoro, ho imparato tanto e non solo a livello professionale. Ho imparato anche qualcosa sulla gestione delle emozioni e su come rapportarmi verso chi comanda (cioè il datore di lavoro).

Quel modo burbero di trattarmi, per uno stipendio misero, è stata per me la giusta motivazione, che mi ha spinto a tornare in università, e definire il mio percorso di studi, o meglio iniziarlo visto che avevo in archivio solo due esami.

La mia motivazione iniziale, è stata quella di laurearmi, per non dover più sottostare ai capricci di un capo ignorante, che mi dava uno stipendio da miseria, ma essere io, magari, a guidare un gruppo, un domani.

Da allora (2003) le motivazioni sono cambiate di anno in anno.

Oggi, per esempio, la laurea mi serve per dare forza ai miei lavori online.

Nel mercato del lavoro e dell’ecommerce, soprattutto italiano, è molto più rilevante, e dà molta più credibilità, leggere un articolo, un ebook, un libro scritto da un laureato, che gli stessi lavori scritti da un non laureato.

Una laurea per gli altri insomma? In un certo senso si, il che va bene, basta esserne consapevoli.

E’ un po’ come sapere che guardare la tv rincretinisce.

Puoi iniziare una campagna contro la tv, e contro il sistema, o sfruttare uno strumento, che tanto oggi è così potente da dettare le regole, e, per esempio, comprare una rete, e metterci quei contenuti che tanto vorresti tu.

Questa è certamente un esempio fatto in grande, ma rende bene l’idea.

La laurea piace tanto al mercato italiano, non solo ai datori di lavoro, ma anche a chi entra in contatto con te a livello professionale, ed a volte anche a livello sociale. E’ inutile far finta che non sia così.

Quindi sapendo questo, quanta fatica dovresti fare per cambiare la mentalità della gente facendogli assimilare il concetto che la laurea non conta un piffero? Non ho detto farlo capire, ho detto farlo assimiliare.

Quanto, invece, diventa più semplice, potendolo fare, assecondare il modo di pensare del mercato, usandolo a tuo vantaggio?!

Il mercato vuole una laurea per riconoscere onestamente il mio lavoro? Questo è in linea con quello che voglio io? Bene allora diamogli una laurea! 😉 Tanto non rechi danno a nessuno.

Certo, questa è una nuova acquisizione che mi dà una buona motivazione ora che ho finito.

Se mi fosse venuta in mente 5 anni fa, non avrei certo continuato a studiare.

Ogni momento della tua vita ha delle motivazioni più adatte di altre.

Quindi, per me, oggi, la scelta della laurea, è in un certo senso dedicata agli altri, nell’ottica di essere riconosciuto al meglio,  ed essere preso più sul serio, nei lavori che realizzo e propongo.

Un altro motivo, più esoterico, per così dire, è legato al concetto di chiusura di un ciclo, che è qualcosa di più che portare a compimento un obiettivo.

Qual è invece, sinceramente, la tua motivazione?

Qual è il motivo vero per cui vuoi passare, 3 o 5 anni, a studiare materie, il 70% delle quali non ti serviranno? Tenendo poi presente che quanto hai già studiato, probabilmente, lo hai già dimenticato all’80%?

Perchè quindi laurearsi? A te la risposta.

Cristian

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3 Comments Post a comment
  1. emy
    Oct 9 2010

    Ciao Cristian, i tuoi consigli sono molto utili, ma sinceramente mi chiedo come si possa fare ad avere una forte motivazione per laurearsi dato che oggi vedo sempre più gente diplomata che prende più soldi di un laureato che il più delle volte si ritrova anche disoccupato?
    Ciao e grazie

  2. admin
    Oct 19 2010

    Ciao Ema e benvenuta nel blog.

    Tu poni una domanda molto importante: che vantaggi dà laurearsi oggi in termini di lavoro e guadagni?

    Una prima risposta l’ho già data nel post: laurea e soldi

    I guru della finanza, per dirne uno Robert Kiyosaki sostiene che l’istruzione oggi, parlando dell’America, quindi figurati in Italia, è basata su un modello vecchio non al passo coi tempi, e che la regola: “studia, prendi buoni, voti e troverai un buon posto fisso” oggi non vale più.

    Lo so, non occorreva un genio della finanza per saperlo :D, però nell’immaginario collettiva c’è ancora l’idea che prendere una laurea ti dà qualche garanzia in più per poter diventare ricco, o vivere una vita dignitosa senza patire carenze.

    Secondo me invece, non è la laurea a darti questo, ma la tua capacità di saper guardare oltre, di saper adattare lo schema generale a te ed alla tua realtà, di saper essere creativo e di mente aperta; in una frase accogliere il diverso da te sapendo chi sei.

    Se hai tutto questo, avere una laurea probabilmente ti sarà d’aiuto, ma la metterei in fondo all’elenco più che in cima.

    Per rispondere alla tua domanda, oggi secondo me non occorre essere laureati per guadagnare bene, occorre capire il mercato e proporre delle soluzioni in linea con le sue esigenze, sia da autonomo che da dipendente. Alcuni lo “capiscono di più” con la laurea, altri senza.

    Quindi a che serve la laurea?

    Questa domanda non può che avere una risposta personale. Per me la laurea è come il blocco di partenza nei 100 metri piani, hai presente?
    Bene, i blocchi di partenza sono utile per lo scatto, ma non saranno quelli a farmi vincere la gara. 🙂

    Per te invece? A cosa serve la laurea? Una volta data la risposta hai una nuova motivazione per raggiungerla.

    Se la risposta che ti sei data non ti motiva, o c’è una risposta più profonda e più interessante, o semplicemente sai non ti serve la laurea, almeno in questo momento della tua vita. 🙂

    Mi auguro di aver risposto alla tua domanda.

    Cristian

  3. emy
    Oct 27 2010

    Ciao Cristian,
    ti ringrazio per la tua risposta che, insieme a tutto ciò che hai scritto in questo blog, è spunto di riflessione.
    Sognavo di andare all’università da quando iniziai le scuole medie, tant’è che una volta concluse, scelsi le scuole superiori non prestando attenzione a ciò che mi offriva il diploma, proprio perché vedevo in esso una “carta” utile per poi laurearmi.
    Per me la laurea significava indipendenza e sicurezza futura, elementi che oggi si sono un pò affievoliti in me, forse perché vedo sempre più laureati sfruttati per pochi soldi al mese. E così non ci si può costruire una sicurezza.
    Effettivamente, da quello che mi dici, mi rendo conto che il discorso della sicurezza, al giorno d’oggi, non regge. Viviamo ormai in un era in cui ciò che hai oggi, non è detto che lo si possiede domani. Ecco perché serve la creatività, come giustamente dici. Forse è proprio su questa creatività che devo lavorare.
    Per il momento mi impegno ad applicare i tuoi consigli riguardanti l’organizzazione degli esami, e poi vediamo cosa succede.
    Grazie ancora
    emy

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