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July 18, 2010

universitari all’estero

Perchè andare all’estero per un corso di laurea, se le università italiane sono più comode?

Questa è una reazione comune da parte degli studenti che pensano che studiare all’estero, sia solo ai fini di un titolo di studio quale la laurea.

Perchè studiare all’estero se non conosco bene la lingua, non so dove andrò, chi incontrerò se mi ambientero…?

Queste erano anche le mie domande all’età di 18 anni, quando, per la prima volta, ho sentito parlare di queste opportunità di studio in un’altra nazione.

Diciamo subito che ci sono due modi per studiare all’estero:

1) iscriverti in un’università straniera

2) aderire ad uno dei progetti di mobilità della tua università

A seconda della strada che decidi di intraprendere, diverse sono le procedure da seguire.

Riguardo la prima opzione non ho esperienza, quindi non saprei quali tipi di documenti servano per iniziare, o trasferirsi, dall’Italia in un’università estera.

Ok, ma perchè studiare all’estero?

Potrei darti le ragioni ufficiali che si dicono di solito per rispondere a questa domanda.

Potrei dirti che studiare all’estero apre la mente, ti fa conoscere nuove realtà, ti fa approfondire la pratica di una lingua straniera, ti mette in una situazione scomoda che ti serve per la crescita, ti fa fare nuove amicizie, e diciamo che queste sono le spiegazioni principali.

Rileggendole, mi viene da dirti che le ragioni ufficiali sono anche vere. 🙂

Dalla mia esperienza ho vissuto tutto quello che mi hanno detto, pur dimenticandomi, una volta li, di averlo sentito.

Questo perchè tutte le spiegazioni che ti possono dare prima, per quanto vere e valide, non reggono il confronto con l’esperienza diretta.

Prima di partire, può capitare di essere tra l’eccitato e l’agitato, magari ti prepari prima, fai ricerche su usi e costumi, vedi quanto costa vivere li, quante sono le giornate di sole (eeehhh). Se sei un ragazzo, ti informi anche su come sono le ragazze, mentre se sei una ragazza, sulla densità di centri commerciali della zona. ;D

Una volta arrivato, può succedere di sentirsi spaesato, un po’ nel pallone, e puoi metterci alcune ore, come alcuni giorni, per capire che ti trovi in un altro paese, ed è iniziata la tua avventura.

Ma questa sensazione dura poco, e se sei abituato a viaggiare forse neache la senti. Una volta che entri nell’ottica, inizi a divertirti.

Le prime settimane servono per capire come vanno le cose ed esplorare, seguire i ritmi del posto e goderti il luogo. I mesi successivi…uguale, con la differenza che hai già capito come vanno le cose e quindi è praticamente tutto godimento.

I mesi possono passare così in fretta da arrivare alla fine senza rendertene conto, e tornare nella tua città forse con un misto di gioia e malinconia.

Perchè quindi avvicinarsi ad un’esperienza all’estero?

Proprio per tutte quelle spiegazioni ufficiali e qualcuna ufficiosa, che tanto dimenticherai una volta li, perchè a quel punto inizia la TUA avventura.

Ed anche perchè, tutti quelli con cui ho parlato, che si sono laureati senza avere svolto un’esperienza all’estero, si sono poi pentiti.

E’ un’occasione in più per te, un raro caso in cui l’unversità ti paga per divertirti all’estero.

Ovvio, tu vai li anche per studiare, non è proprio una vacanza, o almeno lo è dal 60% al 90% ma rimane quel 10-40% di studio, però, secondo me, è ben sopportabile. 😉

Quindi, invece di chiederti perchè, chiediti perchè no?! 🙂

Nel prossimo post vedremo i tipi di progetti messi a disposizione dall’università per andare all’estero, e ti darò la mia esperienza su quella che ho seguito direttamente: l’ERASMUS!

Buona giornata

Cristian

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