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September 14, 2010

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comunicazione efficace: you are beautiful

Ciao! 🙂

In questo calmo martedì di sole (dalla finestra vedo passare una macchina ogni tanto e sembrano tutte così tranquille), ritorno a parlare della comunicazione, riprendendo quello che ci siamo detti nell’altro post.

Prima di continuare il discorso ti invito a vedere questo video di 4 minuti. E’ molto istruttivo. 🙂

video: you are beautiful

Come ti senti dopo averlo visto? Meglio di come stavi qualche minuto fa? In imbarazzo? Scocciato?

Diciamo che l’intento è quello di farti star meglio. Se provi un sentimento diverso, può dipendere dall’immagine che hai di te, magari non in linea col messaggio trasmesso.

Forse ti sarai chiesto cosa centra questo video con la comunicazone.

In  realtà questo è un forte esempio di comunicazione, visto che comunicare in modo efficace, come dicevo nel primo post, vuol dire condividere e saper suscitare emozioni.

Nel post precedente ci eravamo lasciati con una serie di domande, per esempio: come si fa a comunicare in modo efficace? Esistono strategie o è istinto?

Saper comunicare vuol dire sia saper applicare le giuste strategie a seconda del caso, ma prima di tutto saper capire il caso che hai davanti.

Tu sai meglio di me che non si riesce a comunicare con tutti allo stesso modo.

Con un amico comunicherai in un certo modo, con i parenti in un altro, con il professore in un altro ancora ecc… A seconda dei ruoli e della personalità individuale, usi, normalmente, linguaggio diversi.

Quindi certamente esiste una parte istintiva nella comunicazione che ti permette di entrare in sintonia con l’altro o gli altri. Dopo questa fase entrano in gioco le strategie da usare.

La cosa bella è che all’inizio devi ricordarti i vari  segnali lanciati dall’altro, per modellare il tuo modo di comunicare, poi, più diventi esperto e più questo modellamento diventa istintivo.

Pensa, per esempio, alle varie fasi in cui impari a guidare la macchina. Quando hai il foglio rosa stai imparando. Appena presa la patente, normalmente, stai sempre imparando, quindi fai attenzione alla marcia, devi ricordarti i segnali, le precedenze, la frizione gratta ecc… Poi arriva il giorno in cui entri in macchina, metti la cintura e parti, e tutto è così normale, non hai più bisogno di concentrarti sui gesti da fare, è tutto automatico, ed anzi riesci anche a parlare con chi ti sta accanto o al telefono. 0 

Questo segue il principio che: Ogni cosa prima di diventare facile è difficile.

Bene, grazie. Ora mi dici quali sono queste strategie?! 😀

Certo, ora te lo dico, ma la premessa era importante per vari motivi.

Partiamo allora dalla definizione di comunicazione.

Saper comunicare significare saper condividere.

Spesso perchè gli altri non ci capiscono, anche se abbiamo le migliori intenzioni?

Le ragioni possono essere sia interne che esterne.

Se la persona è chiusa e non disposta a vedere il nostro punto di vista c’è poco da fare, o meglio ci sono tecniche anche per quello, ma sono un po’ complesse e non riesco a spiegarle in un post.

Partiamo dalla base invece. Supponiamo che la persona sia in una condizione neutra, disposta ad ascoltarci, senza idee preconcette, e con un sincero interesse all’ascolto, come se stessi parlando ai tuoi amici delle tue ultime vacanze all’estero.

Diciamo che questa è un’ottima condizione di partenza. Gli altri ti stanno ascoltando, tu stai raccontando e non ti poni nella situazione di voler vendere nulla, quindi non ci sono tensioni provenienti da aspettative varie.

Mettiamo ora il caso che tu lavori in un’agenzia viaggi, entra un cliente e ti chiede informazioni proprio sulla meta delle tue ultime vacanze, che magari è anche il pacchetto vacanze che ti garantisce la percentuale di guadagno più alta.

Cosa cambia?

Tante cose direi. Da parte del cliente ci può essere neutralità, ma da parte tua si accende una forte aspettativa alla vendita.

Se il cliente se ne dovesse accorgere, probabilmente non avrà più voglia di sapere altro da te, quindi o cambierà meta o, più facilmente, cambierà agenzia.

Comunicazione fallita, vendita persa.

Il primo concetto importante quindi nella comunicazione è il tuo stato d’animo quando interagisci.

Se hai in mente solo il guadagno che può venirti in tasca tua, o sei un bravo attore e sai comuffare il tuo interesse, o, per aumentare le probabilità di vendita, entri in un atteggiamento più propositivo, cioè più inidirizzato al beneficio che l’altro può avere nel fare quella cosa.

Questa è la prima grande strategia su cui puoi focalizzarti, soprattutto nella vendita: quali sono i benefici per chi mi sta davanti? Come posso aiutarlo?

Noi siamo abituati a pensare prima di tutto a noi stessi ed a guardare i nostri benefici.

Spesso nella realtà lavorativa, gli altri sono visti come risorse da spremere. Proprio per questo, quando si incontra qualcuno sinceramente interessato a te, più che ai soldi che gli stai portando, ci si sente più disposti, più aperti ed anche più incentivati a tornare, o a comporare qualcosa in più che non si pensava.

Secondo me, un corso di comunicazione potrebbe essere incentrato già solo sull’assimilazione di questo concetto per far ottenere grandi vantaggi ai corsisti.

Già solo saper usare questo atteggiamento nel modo giusto vuol dire, secondo me, aver carpito il 50% dei segreti della comunicazione.

L’altro 50% la prossima volta. 🙂

Intanto il consiglio che ti do è di mettere in pratica quanto scritto.

In questa settimana, ogni volta che hai una conversazione con qualcuno, chiediti: come posso aiutarlo? e vedi cosa cambia nel nuovo tipo di atteggiamento.

Una volta fatto, sentiti libero di lasciarmi un commento qui sotto. 🙂

Buona giornata.

Cristian

1 Comment Post a comment
  1. Oct 14 2010

    Ciao Cristian.

    Complimenti per l’ottimo lavoro che stai portando avanti.

    Ti anticipo che parimenti con un mio collega forniamo servizi sul versante opposto degli istituti scolastici attraverso siti web “edu” orientati e piattaforme e-learning. Questo per dirti che probabilmente ci servirà una partnership per ottimzizare sinergicamente il mercato degli studenti con quello delle scuole.

    I tuoi infoprodotti potrebbero tornarci molto utili allo scopo: rivendita, programmi di affiliazione o altro.

    Volevo scaricarmi il tuo “primo bicchiere d’acqua” cioè l’ebook omaggio ma guarda che il server mi fornisce un errore.

    Fammi sapere appena sistemata la cosa.

    A presto!

    Matteo Pasqualini
    (per intenderci quello dei Fiori di Bach…)

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