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Archive for December, 2010

30
Dec

fine anno universitario

Ciao,

siamo arrivati al penultimo giorno dell’anno, tempo di bilanci.

Come è andato quest anno in università?

Visto che mi rivolgo a te che sei universitario, preferisco concentrare questo post sull’anno che sta per finire da un punto di vista di rendita universitaria.

Schema in 6 punti del post:

  • per tirare le somme del 2010 occorre aver avuto un obiettivo da raggiungere
  • se non lo hai avuto, da un punto di vista universitario, valuta quanti esami hai dato in questi 12 mesi
  • chiediti poi se ne hai dati di più o di meno dell’anno prima
  • in alternativa, pensa a quanti ne hanno dati i tuoi amici per capire se sei in media
  • ancora meglio se dividi gli esami totali per gli anni universitari, e calcoli quanti esami si dovrebbe dare all’anno per rimanere nei tempi
  • ragionare sugli esami è meglio che sui crediti, perchè i primi sono più concreti

Per tirare le somme occorre aver avuto degli obiettivi.

Tanti universitari con cui ho parlato in questi anni, non avevano un’idea chiara su cosa volevano raggiungere. Di conseguenza pur dando più esami di me, si sentivano insoddisfatti.

Per intenderci, la mia media di esami passati, si aggirava sui 7 l’anno, c’è chi ne dà molti di più, chi qualcuno in meno. Diciamo che personalmente ho preferito puntare sul minimo sforzo che sul massimo rendimento. Nel mio caso ho usato le tecniche di memoria, la pianificazione e tante altre tecniche che ho imparato per conto mio (magari l’università insegnasse qualcosa di tutto questo), per dimezzare i tempi di studio.

Il 60% degli esami li ho preparati nell’arco di 1 settimana, il 30% di 2 settimane il restante in più di 2 settimane, dedicando di media 4 ore al giorno!

Conosco anche io studenti che preparano il 90% degli esami in 3 giorni, la differenza è che quasi tutti loro studiano 10 o anche più ore al giorno. Intendiamoci, anche io ho preparato un paio d’esame in 2 giorni studiando 9 ore al giorno, ma poi ho capito che per me, per come sono, era più adatto uno studio meno intenso e  più prolungato.

Qual è il metodo migliore? Secondo me ognuno ha il suo. Sperimenta e vedi quello che è più adatto per te in questo momento. Sottolineo in questo momento, perchè una cosa, secondo me importante da ricordare è che: non esiste niente di fisso, quindi quello che vale oggi, può non valere domani.

Il buddha chiamava questo fenomeno: impermanenza, o anicca nella sua lingua, tanto per fare una citazione colta da ultimo dell’anno! 😀

Comunque, al di là del buddha, come ti è andato quest anno universitario? Se non hai parametri per valutarlo, ti consiglio di fare così:

  • pensa a quanti esami hai dato l’anno scorso o gli anni passati
  • calcola la probabilità p tracciando una normale con un intervallo di confidenza del 90% per valutare il risultato di quest anno, 😮 oppure basati sugli esami dati l’anno scorso per vedere se ne hai dati di più o di meno nel 2010 (mi sa che è meglio la seconda 😉 )
  • se per te questo è il primo anno, guardati intorno e pensa alla media di esami che hanno dato i tuoi amici e chiediti: ne ho dati di più o di meno?
  • la cosa migliore, rimane comunque guardare quanti esami ha il tuo piano di studi e dividerli per il numero di anni totali, così noti subito se sei in linea.

Come vedi io parlo di esami e non di crediti, perchè i primi sono più concreti. Ovvio che ci sono esami più semplici e più difficili, ma alla fine per arrivare alla laurea occorre superarli tutti,  mantenedo anche una certa media annua per non rimanere troppo in dietro.

Quindi, alla luce di tutto questo, come ti è andato l’anno? 🙂

Qualsiasi sia la risposta… buon anno, con l’augurio che il 2011 sia migliore del 2010.

Ciao

Cristian

28
Dec

universitari nel 2011: obiettivi

A che servono gli obiettivi? Che se ne fa uno studente di pianificare gli esami universitari? E’ un vantaggio o una perdita di tempo pianficare tutto l’anno?

Prima di rispondere, vediamo di cosa si parla oggi con lo schema in 4 punti:

  • dalla pianificazione mensile a quella annuale, uguaglianze e diversità
  • come pianificare gli esami universitari (sfrutta la griglia appelli 2011)
  • come pianificare gli obiettivi non universitari
  • usare la griglia settimanale per integrarli

Tempo fa ho parlato di obiettivi e pianificazione. Ho dedicato 6 post (di cui ti indico l’ultimo dal quale puoi trovare gli altri) a spiegarti come creare un obiettivo e come pianificare la giornata e la settimana o il mese, in relazione agli obiettivi ed in generale.

Come si fa invece a pianificare i trimestri e tutto l’anno?

Lo schema generale rimane, cioè:

  1. definisco l’obiettivo
  2. lo fraziono nel tempo
  3. stabilisco delle azioni cicliche per raggiungere l’obiettivo

Quello che differenzia gli obiettivi più a lunga durata è la difficoltà di vederne la realizzazione nell’immediato.

Per esempio, se voglio superare l’esame di matematica tra 1 mese, so di dover studiare 10, 20, 30 pagine al giorno o di fare 5, 10, 50 esercizi, a seconda degli argomenti totali. Quindi sono chiare le azioni da compiere oggi per arrivare a quel risultato tra 1 mese.

Ma se ho l’obiettivo di superare 10 esami, od ottenere 60 crediti  in università nel 2011, come faccio a pianificare il tutto?

La risposta, che può sembrare impegnativa, è invece semplice: con i sotto-obiettivi! 🙂

E che sono? 😮

Sono degli obiettivi di sotto! 😀 No, scusa, volevo dire, è il frazionamento dell’obiettivo annuale in obiettivi più piccoli: trimestrali, mensili, settimanali, giornalieri.

Bello, e come si fa?

Ecco la ricetta per pianificare gli esami universitari:

  • prendi l’obiettivo annuale (es. 10 esami nel 2011)
  • rendilo più concreto come spiegato nel post: creazione degli obiettivi (es. voglio dare e superare: matematica, diritto privato, ragioneria, informatica, statistica…)
  • guarda quanti appelli hai a disposizione e quali esami sostenere ed in quale data
  • valuta quanto tempo hai a disposizione per il primo esame.
  • suddividi le pagine che hai da studiare per i giorni rimasti, tenendo conto della regola dell’imprevisto e della pretesa minima (praticamente se hai 30 gg prima dell’esame organizzati in 20, cioè di regola va tolto il 30% del tempo totale, e non studiare meno di un tot di pagine al giorno)
  • cerca di finire di studiare qualche giorno prima dell’esame. I giorni rimasti servono per il ripasso
  • passato l’esame, usa lo stesso criterio per il successivo

Per aiutarti ti inserisco un file excel che ho usato tantissimo negli anni di studio che sintetizza in 1 foglio tutti gli appelli che vuoi sostenere e le date. Il grande vantaggio è che con un colpo d’occhio hai sotto mano tutti gli esami che vuoi sostenere nell’anno e riesci più facilmente a gestirti.

Clicca qui per il file: griglia appelli 2011

Questo per quanto riguarda la preparazione di un esame.

Se invece hai un obiettivo fuori dall’università che vuoi raggiungere entro fine anno, il concetto non cambia molto.

Dividi l’obiettivo in parti più piccole. Per es, vuoi imparare una nuova lingua entro fine anno.

Dividi l’obiettivo annuale in trimestri. Nel primo trimeste (gennaio-marzo) come pensi di muoverti? Es.: compro un libro di vocaboli e grammatica della lingua straniera, e memorizzo 10 vocaboli al giorno x 5 gg a settimana x 3 settimane al mese x 2 mesi + 2 regole di grammatica a settimana. Quindi se rimani fedele a questo obiettivo, nel primo trimestre hai imparato 300 vocabol e 12 regole di grammatica.

Di media, si usano 350 vocaboli in una conversazione tra amici. Quindi con un piccolo sforzo giornaliero (quanto mai ci metterai a ricordare 10 vocaboli?!) in un trimestre hai messo le basi per la tua nuova lingua.

Nel secondo trimestre magari vuoi coinvolgerti di più, e prevedi di trovare qualcuno con cui fare conversazione in lingua (un amico, un gruppo, un’associazione), non hai idea di quante associazioni gratuite esistono per fare conversazione in: inglese, francese e spagnolo! Quindi per es.: secondo trim: 2 ore a settimana di conversazione in lingua x 4 settimane x 2 mesi + piano primo trim.

A questo punto puoi arrivare a giugno con una basilare conoscenza della lingua che ti basta per cavartela in una conversazione. Puoi riternerti soddisfatto o continuare fino a fine anno. Questo dipende dalle tue priorità.

Nel secondo caso pianificherai il terzo e quarto trim come hai visto per i primi due. Quindi parti dall’obiettivo del trimestre, e scrivi le azioni quotidiane, settimanali e mensili da compiere.

Come integrare gli obiettivi dell’università con quelli di vita?

Usando la griglia settimanale, che è un file excel che puoi scaricare qui.

Nella griglia settimanale segni ora per ora le azioni che hai pianificato di fare nella giornata e nella settimana. Nel margine sopra puoi anche segnare gli obiettivi settimanali così il foglio è completo. Se a quel punto stampi fronte e retro su un foglio a4 la griglia, hai 2 settimane pianificate sempre in tasca! 😉

Per ora è tutto, ti dò appuntamente al prossimo post. Per approfondimenti, richieste o altro, lascia pure un tuo commento.

Ciao

Cristian

24
Dec

tecniche di memoria: dalla creatività alle mappe mentali

Ciao, ho deciso di riassumere in 21 punti i 6 post precedenti sulle tecniche di memoria. Prendilo come uno specchietto, comunque troverai tutti i riferimenti per gli approfondiment, sia nel testo che in fondo come link correlati.

Schema in 21 punti sulle tecniche di memoria: dalla creatività alle mappe mentali:

  1. seguendo la legge di Pareto, i risultati sono dati per l’80% dal giusto atteggiamento e solo per il 20% dalle strategie
  2. prima di partire con le tecniche di memoria, quindi, occorre mettersi nell’atteggiamento giusto. Chiudi gli occhi, fai un respiro profondo e rilassati. Poi visualizzati in un posto naturale che ti piaccia e ti faccia sentire bene, osserva colori e forma, e solo dopo esserti ricaricato da questa immagine, riapri gli occhi.
  3. l’atteggiamento migliore prevede: rilassatezza ed entusiasmo. Ora che sei rilassato, scrivi 10 buoni motivi per cui essere entusiasta della vita oggi. Fallo ogni giorno per i prossimi 30 giorni, e vedrai quanto potenziale in più riuscirai a sfruttare da tutto ciò che ti capiterà. Scrivi ora 10 buoni motivi per cui essere entusiasta prima di proseguire.
  4. Con questi 2 esercizi veloci hai capito cosa vuol dire avere il giusto atteggiamento. Questo è utile sia per avvicinarsi alle tecniche di memoria che per studiare.
  5. Ogni tecnica che sviluppa e potenzia la memoria, si basa sulla creatività. Allenati a svilupparla con un esercizio semplice e divertente: trova 250 soluzioni ad un problema semplice (es. allacciarsi le scarpe). Forse può sembrare stupido ma è l’esercizio più usato al mondo per sviluppare questo tipo di facoltà mentali. Fidarsi ed affidarsi è il trucco per riuscire. Prenditi 30 giorni anche per completare questo esercizio. Qui trovi tutti i dettagli su come farlo.
  6. Questi esercizi possono sembrare lunghi o noiosi, e potresti chiederti perchè farli. In realtà perchè no?! Oltre ad essere divertenti richiedono veramente poco tempo. Tieni con te un block notes e sfrutta i tempi morti, es. sul tram, in coda, durante una lezione noiosa :D, usalo per fare gli esercizi che richiederanno 10 minuti.
  7. Ora conosci le basi per memorizzare più in fretta. Già solo sfruttare i primi 6 punti, ti permette, oggi, di ottenere il doppio dei risultati.
  8. La mente ricorda molto più facilmente un episodio legato ad un’emozione. Magari non ricordi cosa hai mangiato ieri a pranzo, ma ricordi quando sei caduto dalla bicicletta da bambino. Eppure son passati più di 10 anni, forse 15! Se un’emozione è forte, può rendere indelebile il ricordo.
  9. Costruire un’immagine mentale ricca di dettagli è come renderla reale, e per la nostra mente sarà come un ricordo di qualcosa che è successo.
  10. Tutte le tecnica per sviluppare la memoria si basano sul principio dell’emozione. Per costruire un’emozione occorre riempire di dettagli un’immagine. Quanto più la tua creatività è sviluppata, meglio verrà questo esercizio. 😉
  11. La prima tecnica di memoria si basa sul principio dell’immaginazione e della creatività. Chiudi gli occhi ed ascolta questo video delle 18 parole. Più allenerai la creatività più velocemente riuscirai a creare storie come quella ascoltata. Per approfondimenti clicca qui.
  12. una volta che conosci la tecnica, puoi sfruttarla per memorizzare tutte le parole che vuoi. Quelle 18 parole casuali, possono essere le 18 parole chiave di un discorso o del tuo prossimo esame.
  13. le parole chiave sono quelle che ti permettono di ricostruire un intero discorso da 1 sola parola.
  14. Per trovare le parole chiave in un testo di studio, una tecnica efficace è questa: leggi 3 volte il testo, la prima velocemente per avere un’idea generale, la seconda lentamente per capire bene il testo ed in questo caso sottolinea anche i pezzi più importanti, la terza leggi solo le sottolineature e cerchia le parole che richiamano il discorso. Per approfondimenti clicca qui.
  15. A questo punto dovresti avere una serie di parole chiave. Potresti già memorizzarle una in fila all’altra con la tecnica delle 18 parole, oppure puoi usare un metodo più dinamico, sfruttando le mappe mentali. Clicca qui per approfondimenti sulle mappe mentali.
  16. con la mappa mentale puoi sintetizzare decine di pagine in un solo foglio.
  17. prendi un foglio bianco, mettilo in orizzontale ed inserisci il titolo nel centro. Può essere il titolo del libro, di un argomento o di un capitolo, a seconda del contenuto della mappa.
  18. Tira delle linee di pochi cm che partono dal titolo e vanno verso l’esterno, come mostrato qui. Ogni concetto poi può avere altri sotto concetti, quindi continua a rimpire il foglio in quel modo.
  19. tutte le parole devono richiamarti un concetto, se così non è sostituiscile e verifica di nuovo.
  20. Aggiungi colori e disegni che richiamano le parole, come vedi qui, per sfruttare al meglio la parte creativa ed agevolarti nella memorizzazione
  21. per memorizzare la mappa usa la tecnica dell’osservazione. Dividi in 4 quadranti il foglio e fatti queste domande: che cosa vedo? quante parole ci sono? che colori ci sono? ci sono disegni? come sono posizionate le parole? Poi chiudi gli occhi e ricostruisci mentalmente il quadrante, verifica. Se è tutto ok passa al successivo, altrimenti fatti altre domande e continua la verifica, finchè hai in mente la stessa mappa che vedi ad occhi aperti. Per approfondimenti clicca qui

Bene, non più di 21 punti come promesso. 😉

Prendilo come regalo di natale e passa buone feste.

Ciao

Cristian

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link correlati:

tecniche di memoria ed atteggiamento

tecniche di memoria e creatività

preparare gli esami con le tecniche di memoria

video dal web sull’efficacia delle tecniche di memoria

video delle 18 parole

post sulla prima tecnica: le 18 parole

costruzione delle mappe mentali

come usare le mappe mentali

14
Dec

tecniche di memoria: come usare le mappe mentali

Eccoci arrivati all’ultima parte del post sulle tecniche di memoria.

Come universitario ho usato molto queste tecniche in quasi ogni esame dato in università.

L’università è, secondo me, la fonte per eccellenza dove poter praticare le mappe mentali, come tutte le altre tecniche che ti ho mostrato nei post precedenti.

Prima di proseguire eccoti lo schema in 8 punti su come usare le mappe mentali:

  1. le mappe mentali servono per: schematizzare, memorizzare e studiare più velocemente
  2. nelle mappe mentali si inseriscono solo le parole chiave
  3. ogni parola chiave deve richiamare un concetto, se così non è, cambia parola
  4. le parole chiave si trovano leggendo 3 volte il testo. La prima volta velocemente per avere un’idea generale, la seconda lentamente e sottolineando. Nella terza leggo solo le sottolineature e cerchio le parole più importanti che richiamano il concetto.
  5. Può essere una parola interna al testo o esterna. Nel primo caso riporti sulla mappa la parola trovata, nel secondo usi una parola che per te sintetizza bene il concetto.
  6. Trova le parole chiave ed inseriscile nella mappa, partendo dal centro verso la periferia del foglio. Nel centro inserisci le parole chiave più generali che richiamano diversi concetti o capitoli. Più andrai verso i margini del foglio, maggiore sarà la specificità dei concetti, come puoi notare nei disegni cliccando qui e qui.
  7. finita la mappa rileggila e verifica di ricordare tutte le parole. Se così non è, cambia quelle che non ti dicono nulla, poi una nuova verifica, finchè tutte le parole ti richiamano un concetto.
  8. per memorizzare la mappa usa la tecnica dell’osservazione: Dividi il foglio in 4 quadranti e poniti le domande del buon osservatore: cosa vedo? che colori ci sono? quante parole ci sono? di che dimensione? in che posizione? ci sono disegni?… Chiudi gli occhi e ricostruisci il tutto nella mente, prima di passare al quadrante successivo.

Se ti fossi perso le puntante precedenti, ti consiglio di dare uno sguardo anche agli altri post prima di proseguire, perchè è un discorso unico.

Di seguito ti riporto uno schema del mini corso di memoria online:

Nel primo post abbiamo parlato di atteggiamento e ti ho spiegato qual è l’approccio migliore, secondo me, per avvicinarsi a queste tecniche. Senza una motivazione forte, le tecniche migliori non servono. Poi ti ho dato dei suggerimenti su come sfruttare la creatività, per sviluppare l’emisfero che di solito dorme quando studi (il destro). Il terzo post è stato dedicato alla prima tecnica di memoria, che in realtà è un antipasto delle tecniche più complesse, e l’ultimo alla costruzione delle mappe mentali.

Oggi vediamo come studiare con questa tecnica di memoria.

Nella mappa mentale, come abbiamo visto, inserisci le parole chiave di un discorso.

E qui la prima domanda: come si trovano le parole chiave? La risposta è più semplice di quel che sembra.

Leggi una prima volta il capitolo che vuoi studiare oggi…guai a te se sottolinei però! 😀

Scherzi a parte, la prima lettura deve essere veloce e sommaria. Non stare a sottolineare già adesso, perchè magari tra 5 pagine trovi lo stesso concetto sintetizzato o espresso meglio.

La prima lettura ha proprio lo scopo di leggere velocemente per capire le parti di libro che puoi scartare. Da una ricerca è emerso che spesso l‘80% dei libri di testo sono struttura, solo il 20% è sostanza. Quindi l’80% serve per incorniciare quel 20%!

Secondo te, quale sarà la parte che studierai sottolinierai e da cui tirerai fuori le parole chiave?

Esatto, quel 20%! 🙂

Quindi, prima lettura screma. Togli fisicamente, facendo una riga con la matita, le parti struttura, come gli esempi, i paragoni ecc…che possono servire forse per capire meglio, ma non ha senso ripassarci sopra una seconda volta. Comunque se sei nel dubbio, lasciala.

Nella seconda lettura prendi la matita ed inizia a sottolineare i concetti salienti di quel 20% rimasto.

A quel punto avrai delle righe o capoversi sottolineati, e non tutto il libro :D, e da quelle righe trova qualche parole chiave che esprima il concetto.

Le parole chiave possono essere interne al testo o esterne. In questo secondo caso dai libero sfogo alla fantasia per trovare la parola più adatta che sintetizzi il tutto, e che nel leggerla richiami facilmente il concetto.

Quindi interne al testo: sono già scritte. Esterne al testo: te le inventi. Nel secondo caso va bene tutto, basta che richiami il concetto. Per esempio, in diritto privato esiste il concetto di nullità del contratto e non ripetibilità per i contratti conclusi con minorenni. A me viene in mente, per ricordarmi il concetto, quando all’età di 9 anni, un camionista mi ha dato 10 euro per  comprargli le sigarette. Cosa ho fatto io? Sono scappato con i soldi! 😀 Legalmente il contratto era nullo (anche se verbale era un contratto), cioè non valido, e sempre legalmente lui non poteva avere indietro i soldi (non ripetibilità). Quindi quali saranno le parole per ricordarmi questo concetto? Nel mio caso, camionista e sigarette! 😉

Dove segnerai le parole chiave? Su un foglio bianco che diventerà la tua mappa mentale.

Il modo di creare una mappa mentale te l’ho mostrato nell’altro post, qui ti dico come metterlo in pratica.

Una mappa mentale può racchiudere un capitolo, un argomento, mezzo libro, dipende da tanti fattori. Che siano 5, 50 o 500 pagine, l’importante è avere chiarezza. La mappa ha il compito di farti richiamare velocemente le informazioni con un colpo d’occhio.

E’ fondamentale quindi che ogni parola inserita ti richiami il concetto, se questo non succede, quella mappa avrà dei buchi.

Come fare ad essere sicuro di aver usato le parole chiave migliori? Anche questa domanda ha un risposta semplice: con la verifica del giorno dopo! 🙂

Mettiamo che oggi studi 50 pg di diritto privato, che sintetizzi in 1 sola mappa. Se ritorni sulla mappa dopo 1 ora, probabilmente ricorderai tutto.

Invece lasciala riposare, ed il giorno dopo, prima di continuare a studiare nuovi argomenti, leggi la mappa e verifica che ogni parola richiami un concetto. Se così non è, cambia quella parola che non ti torna con una migliore per te. Se ne hai messe poche aggiungine qualcuna, se ne hai messe troppe togline qualcuna (perchè fare più fatica, se con meno ottieni lo stesso risultato?! ;)).

Per questo le mappe si disegnano in matita. Dopo aver fatto la verifica, e tutto torna, colora, e rendi vivace il tuo disegno, e mentre lo fai, memorizza i concetti.

Come si memorizza? Ti suggerisco 1 metodo immediato tra i vari che insegnano ai corsi di memoria.

Dividi il foglio in 4 quadranti con l’immaginazione. Ora prendi il primo quarto e fatti le domande del buon osservatore:

  • che cosa è rappresentato?
  • quante parole chiave ci sono?
  • che parola ha ogni parola chiave?
  • ci sono disegni associati?
  • che posizione grafica ha ogni parola?

Osservare vuol dire proprio farsi queste domande, e tutte quelle che ti vengono, per fissare meglio che puoi nella mente la tua mappa. Dopodichè chiudi gli occhi e visualizza nella mente la mappa, senza sbirciare il foglio.

Se ricordi tutto, procedi col secondo quadrante, altrimenti torna su quelle parole che non ti vengono e riempi di maggiori dettagli l’osservazione.

Così come descritta può sembrare lunga, invece, con un po’ di pratica, puoi facilmente arrivare a memorizzare una mappa in qualche decina di minuti, e quando diventi esperto, anche in un pugno di minuti.

Ti ricordo che una mappa racchiude di media 20,30,40,50 pagine; io conservo mappe da 80 pagine anche.

Anche se ci dovessi mettere 50-60 minuti all’inizio, come ti sembra memorizzare 80 pagine in 1 ora? 🙂

Bene. Ora non ti resta che provare, sperimentare, testare e vedere come va!

Con queste righe concludo il trend sulle tecniche di memoria.

Ricorda comunque che quelle che ho scritto sono informazioni base e generiche su come poter usare queste tecniche. Se vuoi approfondire, ti consiglio di seguire un corso, google ti può essere d’aiuto in questo caso, basta scrivere corso di memoria, ti sorprenderà quanti ne puoi trovare, oppure con qualche libro sulle mappe mentali.

Per esempio per iniziare ti consiglio questo libro di Tony Buzan, l’ideatore delle mappe mentali, dal titolo: come realizzare le mappe mentali.

Con questo ti saluto e ti do appuntamento alla prossima volta.

Se qualcosa non ti è chiaro ricorda che puoi lasciarmi un commento qui sotto, o scrivermi a universitastudenti@gmail.com

Ciao

Cristian

10
Dec

università e futuro

Ciao,

in questo blog ho già parlato di quello che l’università può dare come futuro, a livello pratico ad uno studente.

Mi hanno segnalato un video molto interessante che ti consiglio di guardare. Parla proprio delle università, dei loro pregi e difetti.

situazione universitaria in italia

Ti consiglio di ascoltarlo senza identificare politicamente chi te lo racconta. Non è importante a quale partito appartiene, sono più importanti le parole che dice.

Tranne sulle ultime battute come soluzione per una migliore università, concordo con buona parte delle premesse e considerazioni fatte circa l’università in Italia.

Guardarlo può darti qualche spunto di riflessione in più.

Buona visione

situazione universitaria in italia

Cristian

7
Dec

tagli all’istruzione e alle università

E’ noto quello che sta succedendo in queste settimane circa i tagli all’istruzione e soprattutto alle università.

Già l’anno scorso gli studenti avevano manifestato per una riduzione drastica delle sovvenzioni statali.

Sembra che questo governo non abbia molto a cuore la qualità dell’istruzione che i giovani possono ricevere.

Pensa che la Cattolica di Milano è quella più colpita dai tagli.

Di seguito trovi l’articolo riguardante la perdita di 50 milioni di euro dell’istituto.

clicca qui

Ancora una volta questo vuol dire che non possiamo aspettarci grandi aiuti dal governo.

Purtroppo i parlamentari hanno altri interessi e quelli, non voglio dire dei cittadini, quindi diciamo degli studenti, passa in secondo piano.

La riforma Gelimini sta dando tanti problemi, alcune università hanno già accusato il colpo dall’anno scorso, altre riesco bene o male a barcamenarsi ancora in altri modi, ma sicuramente ogni istituto di queta nazione è stato colpito da questi decreti.

Ad onor del vero, delle cose buone sono state portate dalla riforma, come il divieto di assumere parenti entro il quarto grado e lo sblocco delle assunzioni per i ricercatori.

Le cattive notizie però non si fanno attendere. Il taglio indiscrimanto e generale dei fondi alle università, in particolare, riduce di molto la capacità di manovra degli istituti.

Per approfondimenti sul decreto Gelmini clicca qui.

Questo ovviamente oltre a sollevare dissensi e proteste ha creato anche qualche tensione.

Milano, Bologna, Roma…dappertutto si manifesta un dissenso generale verso questa riforma che sembra non essere stata molto apprezzata dagli addetti ai lavori…ma come ogni volta… una volta che un politico ha in testa di fare una cosa, almeno in Italia, 9 su 10 la fa, fregandosene un po’ del resto.

In sostanza, un cosiglio spassionato agli universitari. Lascia perdere l’idea che il governo possa sollevare le tue condizioni economiche e lavorative, e debba darti la possiblità di trovare un lavoro dopo la laurea.

Non è mai stato così, e per quanto ingiusto possa essere, le cose non sembrano cambiare. Però puoi puntare se qualcuno di molto più affidabile, sai chi è?

Mi sa che l’hai capito…si tratta di te stesso!

Che cosa è per te l’università? Luogo di apprendimento? Di scambio? Un posto dove ottenere un titolo?

Per me l’università è stata ed è uno strumento, non il fine. Pensare: mi laureo e poi lo stato, gli amici, la famiglia, il fato…penserà al mio lavoro, può risultare limitante, rispetto a tutto quello che puoi prendere dalla formazione universitaria.

Tipo? Tipo giocare con chi ha il potere!

Che voglio dire? Voglio dire, come ho scritto nell’ebook che puoi scaricare gratuitamente sulla tua destra intitolato:“esame orale: un gioco di ruolo tra studenti e professori”, che gli anni universitari possono essere un cuscinetto della vita, dove scoprire, interagire, goderti il gioco degli esperimenti e osservarne gli effetti.

Terra terra…se provochi un professore, che nella tua realtà è colui che detiene il potere, visto che decide se promuoverti o meno, e lui ti boccia, beh ti è andato male 1 appello ma non è successo nulla tutto sommato. La volta dopo magari capisci come provocarlo nel modo giusto, affinchè non si senta minacciato ed allo stesso tempo venga stimolato a darti un voto più alto. Ti ho spiegato la teoria dell’interrogazione d’attacco. Metterla in pratica poi è un altro discorso, siamo d’accordo, ma anche quello si impara.

Perchè farlo? Perchè quando inizierai a lavorare, saprai come rivolgerti al capo o al collega anziano in modo da portare rispetto ed allo stesso tempo farti rispettare. Ti assicuro che al mercato del lavoro una persona così piace molto.

Ecco per esempio una peculiarità, un punto di forza, che misura il tuo valore oltre alla tua competenza, in un mondo del lavoro fin troppo concorrenziale.

Ecco cosa vuol dire che non saranno i politici a trovarti lavoro, ma sarà l’esperienza che ti sei fatto aprendo gli occhi nel mondo universitario, se hai deciso di intraprendere questa strada.

In questo modo studiare, avvicinarsi alla tesi, dedicare tempo e fatica ad un progetto, diventa più stimolante, più divertente e più formativo ed ha uno scopo, qualsiasi cosa accada dopo!

Ricorda: possono portarti via tutto ma non la tua formazione!

In alternativa, studia quanto basta per passare l’esame, rimani nella massa, non fare domande a lezione, non ti distinguere, passa tutti gli esami al primo colpo, laureati e spera (:o) di trovare lavoro.

Però se sei arrivato a leggere fin qui, vuol dire che probabilmente ti piace di più la prima opzione. 😉

Non ti preoccupare, non ci si forma in 1 giorno, ed oggi gli strumenti non mancano, basta decidere di andare loro in contro. Se lo vuoi, questo blog può essere uno di quegli strumenti, e se vuoi lasciami un messaggio o mandami un’email a studentiunversita@gmail.com e vedrò come poterti aiutare.

Cristian

6
Dec

comunicazione: i problemi di mediaset premium

Ciao,

tanto per darti una chicca in più sulla comunicazione, e le varie fasi che essa comporta, ti invito a guardare questo video

i problemi di mediaset premium

E’ lo sfogo di un untente mediaset premium che è anche un operato di web marketing, che in 1 giorno ha disdetto l’abbonamento per:

notizie fraudolente, scrotesia dell’assistenza clienti e generica presa in giro.

Sentendo le sue parole puoi avere un’idea ben precisa di cosa vuol dire saper comunicare, anzi di cosa vuol dire non saper comunicare nel modo adeguato.

Una delle dirette conseguenze di una cattiva comunicazione è la pubblicità negativa, cioè persone che parlano male di un servizio ad altre persone.

Il video dura circa 9 minuti ed è abbastanza diretto nel giudizio verso mediaset premum. Dopo tutto il racconto, è interessante il consiglio finale. Prima di acquistare qualsiasi prodotto ma soprattutto servizio, e non si parla solo di mediaset premium, fai una piccola indagine di mercato e guarda cosa dice la rete di quello stesso prodotto.

Se troverai più lamentele che commenti a favore, è segno che il servizio offerto, diciamo che può essere ancora migliorato, in caso contrario vai tranquillo con l’acquisto.

Su mediaset premium ci sono migliaia di lamentele per gli stessi motivi elencati nel video.

Buona visione

Cristian

1
Dec

tecniche di memoria: mappa mentale

Con questo post siamo quasi alla fine del trend sulle tecniche di memoria.

Molto di più ci sarebbe da dire, ma queste info vogliono essere un’infarinatura su quelle che sono le tecniche di memoria e come si possono usare in università e nello studio.

Velocemente ti ricordo cosa abbiamo visto nelle puntate precedenti

Prima di proseguire, ecco lo schema in 8 punti di questo post sulle mappe mentali:

  1. le mappe mentali sono lo strumento più veloce per: studiare, memorizzare, riassumere, schematizzare, prendere appunti
  2. in una mappa riesci a sintetizzare decine di pagine
  3. risparmi tempo, spazio e ti rende più concentrato
  4. la mappa mentale sfrutta il modo di ragionare e memorizzare della mente
  5. per disegnare una mappa mentale, inizia mettendo il foglio in orizzontale. Parti dal centro e scrivi il titolo del libro o del paragrafo come vedi in questa foto
  6. ogni argomento principale è indicato da una freccia ed una parola chiave, come vedi nella foto precedente
  7. se vuoi aumentare il dettaglio delle informazioni, basta inserire altre parole come vedi qui
  8. rendi vivace la tua mappa, con colori e disegni che ti richiamino i concetti. Ti aiuteranno nella memorizzazione

Prima di tutto abbiamo parlato di atteggiamento e ti ho spiegato qual è l’approccio migliore, secondo me, per avvicinarsi a queste tecniche. Senza una motivazione forte, le tecniche migliori non servono. Poi ti ho dato dei suggerimenti su come sfruttare la creatività, per sviluppare l’emisfero che di solito dorme quando studi (il destro). L’ultimo post è stato dedicato alla prima tecnica di memoria, che in realtà è un antipasto delle tecniche più complesse.

Oggi invece vediamo un modo completamente diverso, rispetto a quello che ti hanno insegnato, di schematizzare i concetti.

Si chiama mappa mentale e sono state rese famose da Tony Buzan, psicologo americano.

Le mappe mentali sono un ottimo strumento semplice, conciso e creativo, per:

  • sintetizzare concetti,
  • riassumere testi,
  • preparare esami,
  • prendere appunti,
  • stilare una scaletta per un discorso,
  • pianificare la giornata,
  • scrivere gli obiettivi dell’anno

insomma per ogni azione che richieda una pianificazione scritta!

Il vantaggio nell’applicazione di questo metodo sono:

  • estrema sintesi: puoi sintetizzare anche 40 pagine in 1 sola mappa
  • sviluppo della creatività: mantieni allenata la mente disegnando
  • concentrazione: occorre essere estremamente concentrati per scrivere un concetto in 1 parola
  • versatilità: vedrai come è facile aggiungere nuovi concetti anche a discorso inoltrato
  • facilità: è stato sudiato che la mente ragiona proprio come una mappa mentale

Partirei proprio dall’ultima caratteristica.

La mente ragiona come una mappa mentale. Ci hanno sempre insegnato che uno schema parte dal titolo messo in alto, e via via si aggiungono informazioni sotto.

Invece la nostra mente pone il titolo, cioè il tema generale di cui si vuol parlare, al centro, e da li si dirama a macchia d’olio con informazioni sempre più specifiche. Quindi i concetti generali sono nel centro, mentre quelli più dettagliati e specifici, alla periferia del foglio ( e della tua mente).

Se è la prima volta che ti avvicini alle mappe mentali, posso immaginare che questa spiegazione sia non immediata, quindi ti faccio vedere delle immagini di mappe mentali così ci intendiamo.

Con la prima immagine, seppur rudimentale, ti presento le mappe mentali. (clap clap clap) 😀

Come vedi si parte dal centro, nel quale inserisici il titolo, e da lì dirami tutti i concetti principali con delle linee. Poi inserisci parole chiave intorno al titolo che saranno quelle parole che ti richiameranno i concetti principali.

Ricorda che si procede sempre in senso orario e preferibilmente partendo dall’alto (h 13).

In questo caso c’è solo 1 livello di informazioni, ma ne puoi mettere quante ne vuoi.

Vediamo ora una mappa che ha più livelli. Ricorda che ogni livello in più rappresenta informazioni sempre più precise e specifiche.

Come vedi nella seconda immagine, le mappe mentali hanno questa struttura a macchia d’olio.

In più questa immagine pone l’attenzione su altri 2 concetti importanti: visual e colori.

I visual sono dei disegni che richiamano la parola, mentre i colori sono importanti per dare vivacità e sollecitare la creatività. Inoltre sono molto importanti per ricordarsi la mappa. Pensa se le immagini che ti ho fatto appena vedere siano in bianco e nero. 😮 La differenza è notevole! 🙂

C’è poco da fare, all’emisfero creativo (dx) piacciono: colori, disegni e linee morbide, arrotondate e curvilinee, al contrario dell’emisfero razionale (sx) che vede in bianco e nero, usa linee dritte e non sa che siano i disegni! 😀

L’obiettivo delle tecniche di memoria è quello di farti risparmiare tempo nello studio, e per farlo, un ottimo incentivo è far parlare i due emisferi del tuo cervello! 😉

Quindi abbiamo visto graficamente come si compila una mappa mentale, ma per quanto riguarda i contenuti?

Diamo un’occhiata alla terza mappa

Cosa noti dall’immagine? Ed Oltre al fatto che sia scritta a mano? 😀

Ti do un suggerimento: le parole. Noti forse frasi lunghe e complete? O piuttosto parole chiave?

Il segreto di una buona mappa mentale è proprio quello di sintetizzare un concetto di diverse righe o pagine, in una o due parole chiave che richiamino il discorso.

In questo modo puoi riassumere 20, 30, 40 o anche 50 pagine in 1 sola mappa!

Io ho preparato esami da 500 pagine in 7 mappe.

Il vantaggio qual è? Il vantaggio concreto, parlando di preparazione degli esami, è che una volta capito il concetto, messo sulla mappa e memorizzata la mappa stessa, per i ripassi, non ti serve più aprire il libro, basta sfogliare le mappe.

Ora secondo te, è più pratico ripassare un libro da 500 pg o 7 fogli? 🙂

Tutto bello, ma come si fa?

Abbi pazienza, ma questo te lo spiego la prossima volta. 😉

Nel prossimo post vediamo come trovare le parole chiave adatte e come memorizzare la mappa.

Intanto prendi familiarità con le mappe rileggendo questo post e guardando le varie immagini.

Buona giornata ed alla prossima.

Cristian