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Archive for January, 2011

26
Jan

perchè disoccupati dopo la laurea 3

Ciao, rieccoci a parlare di università e lavoro, anzi non lavoro.

Questo è il terzo post sul tema perchè disoccupati dopo la laurea. Prima di andare avanti ti consiglio di leggere:

perchè disoccupati dopo la laurea 1, in cui parlo delle cavolate che ci raccontano,

perchè disoccupati dopo la laurea 2, nel quale svelo da cosa dipende lo stato di disoccupazione.

Se non li hai ancora letti ti consiglio di farlo prima di proseguire perchè è un discorso unico. Insomma  non vorrei mai che non capissi una cippa di quello che sto per dire. 😀

Prima di entrare nel vivo del discorso, eccoti il riassunto del post in 5 punti:

  • economia e motivazioni personali, quale dei due è più importante?
  • l’esempio di Simona Melani che provoca pubblicamente la Gelmini e diventa famosa
  • credenze e convinzioni, quali sono le tue?
  • come sfruttare le tue competenze per emergere?
  • il giusto atteggiamento: saper ragionare con la propria testa, avere chiara la meta, capire cosa ti può dare la laurea oltre a semplici nozioni

Quindi, abbiamo visto che quello che fa la differenza sei tu e le tue motivazioni. Già capire questo ti da un grande vantaggio rispetto all’80% di chi si laurea pensando che sia colpa della società o dell’economia se non trova lavoro.

Per rafforzare questo concetto, ti invito a leggere questo articolo che sta divetando famoso. E’ un articolo scritto su facebook da Simona Melani, una ragazza di 25 anni laureata in scienze della comunicazione, come provocazione alla Gelmini che il giorno prima, in una trasmissione, ha dichiarato che proprio la sua laurea non serviva a nulla.

Questa ragazza attualmente lavora e studia, e da quel che dice non ha mai smesso di farlo fin da quando era adolescente. Oggi questo articolo sta girando l’Italia e quella che era la provocazione di una sconosciuta è diventato il grido di protesta di tanti studenti, laureandi e laureati.

Anni spesi a conseguire una laurea dichiarata inutile dallo stesso ministro dell’istruzione, permette ad una ragazza comunque, nel suo piccolo, di diventare famosa! Eppure è una studentessa come te e come tanti altri. Come mai lei è emersa dalla massa? Cosa la differenzia da tanti altri?

Mi vien da dire, innanzitutto, il fatto che aveva ben in mente come impiegare la sua laurea. Non è un caso che una ragazza laureata in scienze della comunicazione ci dia lezione di come si comunica in modo efficace! 😉

Ma non è solo questo, c’è dell’altro, sto parlando delle sue credenze. Davanti ad una frase del ministro dell’istruzione di turno che dice: la tua laurea non serve a nulla, si può reagire essenzialmente in 2 modi:

1) ti faccio vedere io se non serve a nulla! :p

2) cavolo se lo dice anche il ministro che speranze ho?! 🙁

Da cosa dipende una reazione o l’altra? Dalle convinzioni personali, dal credere di potere, dal fuoco di voler dimostrare, dal desiderio di alzare il dito medio quando ci sei riuscito ;), ecc…

In 1 parola, Simona ha dimostrato di saper ragionare con la propria testa e di non accettare il parere dell’esperto di turno. Questo si chiama atteggiamento, e ne parlo anche qui.

E tu, come puoi sfruttare al meglio la tua laurea? Preferisci aspettare che gli altri facciano qualcosa per te, o fare da solo qualcosa per te? Come stai sfruttando questi anni in università? Che cosa prendi oltre qualche nozione? Quale valore aggiunto ti sta dando questo percorso di studi che altrimenti non avresti?

Certo, mi rendo conto che queste domande sono molto dirette, era proprio il mio intento. In realtà queste sono domande iniziali che introducono ciò di cui parlerò la prossima volta, cioè l’atteggiamento più produttivo che puoi tenere in università, per ottenere qualcosa di più di un pezzo di carta chiamato laurea.

Intanto ti lascio con queste domande. Già prenderti del tempo per dare le risposte ti sarà di grande aiuto, la prossima volta vedrai perchè.

Buona giornata.

Cristian

17
Jan

perchè disoccupati dopo la laurea 2

Ciao,

nel post precedente abbiamo introdotto il discorso su come mai ci sono tanti laureati che sono rimasti disoccupati dopo la laurea, o vivono il precariato.

Ho richiamato un po’ quelli che sono i motivi generali che si sentono dire, ma sarà proprio tutto vero? O meglio sarà solo quello?

Prima di continuare eccoti lo schema in 5 punti del post di oggi:

  • economia, cultura, storia e società hanno il loro peso sulla situazione lavorativa odierna in Italia
  • esiste però un elemento ancora più importante che può influenzare gli altri: TU
  • tra tutte le componenti della disoccupazione, io mi concentro sull’unico che può essere direttamente migliorato: te stesso!
  • esiste un piccolo grande segreto che ti può differenziare dall’80% dei laureati di oggi: capire le vere motivazioni della tua laurea. Perchè vuoi laurarti?
  • esistono motivi apparenti (più sicurezza di trovare lavoro, accedere a professioni ben pagate, guadagnare di più…) e motivi reali (quelli più personali che trovati sono il motore per grandi performance)

Sicuramente il lato economico conta, il lato storico culturale anche, e la politica fa la sua parte.

Come sai, però, a me non piace puntare il dito verso qualcuno in particolare, preferisco fare un altro tipo di ragionamento. Cioè: se la condizione attuale è quella che è, cosa posso fare IO per venirne fuori? Cosa posso fare IO per evitare di finire nella massa di disoccupati dopo la laurea?

Queste sono le domande a cui mi piace rispondere. Non giudico gli altri tipi di notizia, dico solo che preferisco occuparmi di qualcosa che dipende direttamente da me, perchè quella è la parte che posso migliorare.

Quindi cosa si può fare per non uscire dalla laurea e trovarsi disoccupati?

La prima cosa che puoi fare è avere le idee ben chiare sul perchè vuoi laurearti.

Quali sono le motivazioni profonde che ti hanno portato a ritardare di x anni il lavoro pre prendere un pezzo di carta? Ragioni economiche? Culturali? Evolutive? Non lo so?

Barra la tua risposta, ma occhio che il mondo del lavoro non ama assumere chi non sa  perchè fa le cose, o lo fa per una speranza (di trovare un posto di lavoro migliore). Il ragionamento è: se non sai perchè hai preso una laurea, non sai neanche perchè lavorare, oltre che per uno stipendio. Preferisco qualcuno più motivato.

Fai attenzione quindi a presentarti ad un colloquio di un certo tipo con il tuo bravo elenco di motivazioni convincenti (per essere convincenti occorre che prima convincano te).

Io per esempio ho deciso di riprendere gli studi ed arrivare alla laurea, all’inizio per conoscere degli strumenti di gestione di un team, quando ho visto che l’università non poteva darmi quello che cercavo, ho cambiato motivazione. Oggi mi laureo per dare forza ai lavori online che sto sviluppando, come scrivere in questo blog, scrivere ebook… Purtroppo in Italia piace molto l’idea di comprare qualcosa scritta da un laureato piuttosto che la stessa cosa scritta da un non laureato, come amiamo molto di più le opinioni date da specialisti della materia rispetto a chi non ha quel titolo (può sembrare strano ma a livello statistico è così).

So che non è immediato trovare LA motivazione, quella più vera, ma ci sono esercizi appositi che ti aiutano in questa ricerca. E’ molto probabile che una volta trovato il tuo cosiddetto driver, avrai un nuovo tipo di energia, sarai più focalizzato, salirà la concentrazione ed otterai performance molto migliori.

Capire perchè perseguire un obiettivo, qual è il driver che ti aiuta ad ottenere grandi performance, è uno dei piccoli grandi segreti che ti possono differenziare dall’80% dei laureati che arrivano alla tesi, la discutono e cercano lavoro senza sapere perchè, però si chiede perchè non lo trovano! 😮

Del resto il passo è breve. Se sai perchè ti vuoi laureare, sai perchè vuoi ottenere lavoro in quel settore e con quella compagnia. Non nel senso che i motivi devono essere gli stessi, ma perchè hai allenato la mente a farti queste domande.

Presentarti davanti ad un potenziale datore di lavoro con la speranza che ti assuma perchè è il decimo colloquio che fai, o presentarti concentrato sul fatto che è quello il lavoro che vuoi per questo e questo motivo, è come rispondere alle domande di un esame in modo deciso, quasi sfidando a farti altre domande, piuttosto che rispondere velocemente nella speranza che non ti chieda altro.

Ho scritto 6 post su come gestire gli obiettivi e trovare la giusta motivazione. Li trovi qui, o puoi andare nella categoria: organizzare lo studio.

Una volta che sai davvero perchè fai quello che fai, sei pronto per il prossimo passo.

Ma di questo ne parliamo la prossima volta.

Buona giornata

Cristian

13
Jan

perchè disoccupati dopo la laurea 1

Ciao,

oggi voglio capire insieme a te perchè ci sono tanti, troppi disoccupati laureati nel nostro bel paese, da cosa dipende e se ci sono soluzioni nel breve periodo.

Prima lo schema del post in 3 punti:

  • esiste un punto di vista economico, che parla di periodi di recessione ed espansione
  • esiste un punto di vista sociologico, che parla di bamboccioni
  • esiste un punto di vista politico che parla di frignacce

Già, disoccupati… perchè disoccupato… da cosa dipende… Quante volte hai letto queste frasi? Quante volte ne hai letto il contenuto? Ed ora dimmi: quante volte il contenuto ti ha soddisfatto?

Vedi, se fossi un economista, per spiegarti la disoccupazione di oggi ti parlerei dei grafici della crescita economica. Cioè in alcuni periodi storici hanno studiato che l’economia mondiale cresceva (crescita/espansione), in altri periodo storici scendeva (recessione), ma nel lungo periodo la tendenza era al rialzo.

Un po’ come gestire una banca: prendi soldi da altri, presti i soldi che hai ad altri, ma alla fine ne hai più di prima.

Quindi un economista serio ti direbbe che questa recessione (per piacere basta chiamarla crisi!), è fisiologica. Passato questo periodo, probabilmente di un paio d’anni ancora, ci sarà una forte accelerazione economica.

Se invece i numeri ti annoiano, magari ti son rimasti più impressi gli articoli che parlano di società. In quegli articoli, di solito, si dice che i giovani di oggi hanno una fibra meno forte rispetto alla gioventù degli anni 50 che è uscita da una guerra massacrante con una grande voglia di ricostruzione e riscatto.

Oggi invece abbiamo tutto pronto, i ragazzi stanno a casa fino a 30 anni, anzi ieri sentivo che il 30% dei giovani rimane a casa fino a 34 anni, occorre che ci si svegli.

Ecco un’immagine che fa capire bene il concetto. 😀

Però può anche essere che le ramanzine storiche non ti piacciano più di tanto, quindi buttiamoci sulla politica. Il governo attuale ha tagliato i fondi all’istruzione, quindi la qualità della stessa è diminuita, ci sono meno possibilità per gli studenti, ed in particolare gli universitari, di essere competitivi nel mondo del lavoro, rispetto soprattutto ai partner europei, e questo ci penalizza doppiamente in questo momento di crisi economica.

Vabbè dai chiudiamo con la frase classica: “le università e l’istruzione in Italia fanno pietà!”

Quante volte hai sentito dire o senti dire queste frasi? Quante volte ti hanno convinto?

Ma quindi sono tutte frignacce? Ma allora perchè ci sono tanti laureati che sono disoccupati in Italia?

In realtà sono mezze frignacce, o mezze verità se vuoi. Tutte hanno un loro fondamento, peccato che da sole non bastano a spiegare la situazione attuale, ma la cosa divertente è che la maggior parte dei sostenitori di una o dell’altra teoria, crede di si.

Per ora mi fermo qui. Preferisco rinviare le conclusioni alla prossima volta, quando le leggerai capirai perchè.

Intanto ti auguro una buona giornata, e se ti va di commentare quanto scritto finora lascia pure un commento qui sotto.

Ciao

Cristian

5
Jan

Pianificazione e consigli pratici

E’ importante per te saper pianificare i tuoi impegni?

Quanto tempo puoi risparmiare se impari a pianificare per tempo i tuoi esami universitari?!

Pensaci un attimo, passare al primo colpo tutti gli esami con i voti che vuoi, saper incastrare lo studio con tutti gli altri impegni, non dover più rinunciare a qualcosa perchè non hai tempo per farla, ritagliarti il tempo per divertirti oltre che per lavorare/studiare, tirar fuori dal cassetto tutti quei progetti rimandati a quando avrai più tempo.

Lascia che ti dica una cosa, se non decidi tu di prendere del tempo per fare anche il resto, non avrai mai “più tempo”!

Quando, anni fa, ho capito questo piccolo grande segreto, mi sono accorto di 2 cose:

  1. vivevo alla giornata senza obiettivi (per pianificare occorre averne almeno 1)
  2. mi stressavo parecchio a star dietro a tutte le incombenze che spuntavano dal nulla, partendo dal lavoro alla vita privata

Poi ho iniziato un percorso di crescita personale, corsi, letture, seminari, video ecc… e le cose sono cambiate. Ho capito e sperimentato quanto si può essere liberi nel pianficare la giornata e sapere cosa fare ora per ora. Liberi nel senso che agisci secondo quanto hai deciso tu stesso, non altri.

Se è la prima volta che senti parlare di pianificazione, può sembrare un po’ strano questo discorso. Metti in pratica quanto imparerai sul tema e ti sarà molto più chiaro.

In tanti anni, dicevo, ho seguito decine tra corsi e letture sul tema pianificazione, ed ognuna mi ha lasciato qualcosa.

Tra tutti questi, se dovessi sceglierne uno da consigliarti, tenendo conto del rapporto qualità/prezzo, sicuramente il prodotto migliore che ti suggerisco è l’ebook: Zen to done di Leo Badauta, che finalmente è stato tradotto anche in italiano.

Difficilmente faccio pubblicità, e quando lo faccio vuol dire che il prodotto non solo ha un grande valore, ma può sintetizzare bene decine di altri libri o corsi.

In pratica cosa mi ha dato di diverso Zen to done da altri libri sul tema?

  • va dritto al punto
  • suggerisce tanti piccoli trucchi che ti possono far risparmiare un sacco di tempo, come per esempio la regola dei due minuti, cioè se ti viene in mente di fare qualcosa che richiede meno di 2 minuti di tempo, non rimandarla, falla subito!
  • sa essere concreto su un tema al 70% teorico. Questo vuol dire che l’autore dice solo quello che ha già sperimentato ed adattato su di sè, molto in linea con lo spirito di questo blog.
  • i risultati sono immediati. Vedrai in 1 settimana quanto tempo riesci a risparmiare!
  • al prezzo di un coktail, o di una pizza, acquisti un prodotto sull’organizzazione e gestione del tempo che ti rimane per sempre! Sono stato studenti anche io e so cosa vuol dire non avere i soldi per fare quello che più ti piace. Per questo la scelta consigliata è anche economica. 😉

Bene, potrai pensare, interessante, e probabilmente anche utile, ma perchè visto che sono universitario dovrebbe già interessarmi il tema sulle strategie di pianificazione?

Anche questa è una cosa che ho capito negli anni. Che tu sia studente o pensionato, nonno o nipote, se non organizzi tu la tua vita, qualcun’altro lo farà per te!

E non è neanche detto che te ne accorga.

Capire questo a 20 o 25 anni ti dà un grande vantaggio: oggi nella tua organizzazione, domani nel mondo del lavoro. E’ inutile dirti che un datore di lavoro preferisce una persona sveglia che sa gestirsi ed ha le idee chiare, rispetto ad un laureato con 110 ancora imbambolato.

Tutto parte da una buona pianificazione, e prima ancora dall’avere degli obiettivi.

Ne ho parlato abbondantemente nel trend sulla pianificazione, già lì trovi tanti spunti. Se già li hai letti e già li conosci, e vuoi approfondimento l’argomento, il consiglio migliore che mi sento di darti in questo momento è Zen to done.

Anche io,  nonostante da anni approfondisco l’argomento, ho trovato degli spunti interessanti da adattare alla vita di tutti i giorni, come per esempio la riorganizzazione dell’email. Quante email non lette hai nella casella di posta? Quando sono andato a vedere mi sono accorto superavano le 100. Seguire il consiglio di aprirle o di smistarle secondo la categoria o cancellarle, mi ha reso un gran servizio. Ho conosciuto nuovi strumenti di marketing online e di comunicazione ed ho colto qualche opportunità che mi era sfuggita.

Detto questo, prima di salutarti, voglio rimarcare l’importanza di scegliere.

Che tu scelga una lettura, un’altra o di non fare nulla, scegli ora!

La cosa peggiore che puoi fare è rimandare ad un altro giorno. Puoi scegliere di agire o di non agire, ma rimanere passivi davanti ad una scelta, è un po’ come fare scena muta all’esame.

Visto che ormai ti sei preso del tempo per leggere fin qui… dichiarati! 😉

Cristian