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Archive for March, 2011

29
Mar

viaggi studio

Il 30 marzo a Milano, il 31 marzo a Bologna ed il 4 aprile a Roma, si terrà l’expo studi all’estero. Per chi è interessato ai viaggi di studio, questa è un’ottima opportunità per conoscere diverse realtà che aziende ed associazioni mettono a disposizione in questo senso.

Ci saranno decine di espositori, ognuno offrirà un servizio diverso, ed è programmata, ad ogni ora, una conferenza su un tema specifico.

Questa manifestazione durerà un pomeriggio, dalle 13 alle 18. Per quanto riguarda Milano, si terrà presso il palazzo delle stelline (zona cadorna).

Per saperne di più puoi visitare il sito: expo studi all’estero.

Io parteciperò a quella di Milano, sia per prendere contatto con le varie aziende, che per darvi le mie impressioni a riguardo, una volta prese tutte le info.

Se qualcuno partecipa può lasciarmi qui sotto un commento, o scrivere a universitastudenti@gmail.com, così possiamo conoscerci dal vivo, o se non siete di Milano vi dico come arrivarci.

Buona giornata

Crisitan

P.S. lascia comunque un commento con le tue impressioni, se parteciperai o hai partecipato ad uno di questi incontri

27
Mar

tecniche di memoria: memorizzare le mappe mentali

 

Oggi torno a parlare di tecniche di memoria e mappe mentali. Ti riporto uno schema di come trovare le parole chiave quando studi un testo e come memorizzarle efficacemente.

 

Per trovare le parole chiave dentro un testo e memorizzare velocemente:

  1. leggi la prima volta il libro o capitolo che vuoi studiare. La prima lettura ti dà la visione d’insime.
  2. leggi una seconda volta con attenzione, sottolineando le frasi e cerchiando le parole più importanti (evita di sottolineare tutto il libro, meglio solo le parti essenziali). Ricorda una regola d’oro: 80% struttura e 20% contenuti! I libri di testo hanno questa proporzione in linea di massima, quindi se hai sottolineato il 50% del testo, vuol dire che puoi scremare di almeno un altro 30%, e mantenere così solo le informazioni di base.
  3. Una volta finito il capitolo e cerchiate le parole, rileggile e verifica se ti richiamano il concetto. Se così non è magari sostituisci la parola chiave del testo con una tua parola più adatta che ti ricorda meglio il discorso.

Fatto questo il modo migliore per sfruttare e memorizzare le parole chiave è quello di usare le mappe mentali.

Clicca sul link prima di proseguire.

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Ora che sai cosa sono, a cosa servono e come si construiscono le mappe mentali, quello che resta da fare è:

  1. Fatta la verifica, inserisci le parole chiave nella mappa così come hai visto nelle immagini
  2. Memorizza la mappa. A questo punto il discorso già dovresti ricordarlo, quello che manca è la memorizzazione della sequenza di parole, cioè per essere pronto per l’esame, dovresti essere in grado di richiamare tutta la mappa alla mente senza guardarla neanche una volta.

Come si fa a memorizzare la mappa mentale nel concreto?

Clicca qui per leggere una tecnica molto efficace.

Bene, se hai seguito ogni punto ed aperto ogni link, ora dovresti essere in grado di completare da solo una mappa mentale.

In sintesi questa è tutta la procedura, può sembrare macchinosa all’inizio, ma ti assicuro che ti farà risparmiare un sacco di tempo se la usi come metodo di studio.

Nel prossimo post proseguirò sull’argomento. Se hai dubbi o domande puoi scrivermi a universitastudenti@gmail.com oppure lasciare un commento qui sotto.

Ciao

Cristian

23
Mar

servizio studenti 3

Come sta andando l’esercizio sullo stupore? Ne ho parlato in servizio studenti 2, essere curiosi è il primo passo per scoprire quello che l’università ti può offrire oltre alle classiche lezioni. Conoscere il contorno , cioè tutti gli altri servizi , ti sarà di grande aiuto una volta fuori da questo ambiente.

Se non hai ancora letto servizio studenti 2 ti consiglio di farlo prima di proseguire, altrimenti rischi di capire poco di questo post.

Riassunto del post in 4 punti:

Rimanendo aperto al nuovo accumuli esperienze. Il segreto è farsi stupire dalla vita.

Un’esperienza tira l’altra come le patatine.

Senza neanche sapere come, potresti sviluppare esperienze altamente formative che fanno curriculum, come è stato per me il MUN.

Sfrutta adesso l’opportunità di fare esperienza, perchè quando inizi a lavorare non avrai più tempo

Abbiamo visto quindi che ci sono due modi per affrontare l’università: andare a lezione, studiare, passare gli esami e laurearsi; oppure seguire le lezioni, dare gli esami e nel frattempo guardare dentro l’università, come ti ho spiegato nell’ultimo post.

Si ok, ma a che cosa mi serve tutto questo?

Te lo spiego con un esempio.

Qualche anno fa sono andato in erasmus. Tornato ho iniziato a collaborare con un’associazione che si occupava dell’accoglienza erasums nella mia università.

A parte che ho mantenuto allenato inglese e spagnolo che non fa mai male, ma i vantaggi non finiscono qui.

Questa associazione ha poi ospitato l’anno dopo un’altra associazione di americani, che giravano il mondo per insegnare lingua e cultura del loro paese. Ho seguito quindi anche questa iniziativa. Loro mi hanno parlato del volontario europeo (SVE), che è una figura finanziata dall’unione europea e che permette di lavorare all’estero in campo umanitario, avendo vitto e alloggio pagato, più un rimborso spese. La durata massima è di 12 mesi. Dato il momento di instabilità economica del nostro paese, io un pensierino lo sto facendo. 😉

Sono stato anche in Polonia, nella sede principale dell’associazione. Lavoro di giorno e festa di notte, e lì ho partecipato anche al mio primo schiuma party! 😀

Forse ti starai chiedendo quanto tempo e soldi ho speso dietro a tutto questo?! Parto dalla seconda.

Quanto ho speso? 0! Solo nel caso della Polonia abbiamo diviso in 3 le spese del viaggio.

Per quanto riguarda la prima domanda, tradotta vuol dire: beh ma la vita non è solo divertimento!

Infatti, per due anni, sempre con la stessa associazione (ISAWO), ho partecipato ad un evento che fa invidia ad ogni curriculum, sono stato un delegato del MUN (Model United Nations).

E che roba è? 😮

Il MUN è la simulazione del congresso delle nazioni unite. Per 5 giorni vivi un’esperienza internazionale altamente formativa. In pratica chi partecipa rappresenta un paese estero diverso dal proprio. L’obiettivo è sviluppare una ricerca su temi di carattere internazionale come: diritti umani, commercio internazionale, politiche estere ecc… i temi vengono dichiarati con largo anticipo dalla commissione che presenzia il MUN. Una volta conclusa la ricerca ci si incontra per discutere, insieme ad altri delegati di altri paesi, il frutto del proprio lavoro e sviluppare, in un clima di cooperazione, una risoluzione comune.

Il tutto non ha scopo politico ma didattico. Ah dimenticavo di dire che tutto l’evento si svolge rigorosamente in inglese.

Figo, ma a me che me ne frega?! 😀

Insomma, se ti sei fatto questa domanda, mi pare di capire che non ti è ancora chiaro il motivo per cui ti ho raccontato tutto questo.

Te lo spiego in 1 secondo (2, 3, 4… dipende quanto sei veloce a leggere).

Mettiti un attimo nell’ottica dell’azienda. Secondo te, un datore di lavoro preferirà un laureato che ha solo studiato fino a quel momento, magari uscendo anche con un voto alto, od un laureato con un voto magari anche un po’ più basso, che ha impiegato un po’ più di tempo per laurearsi, ma che dimostra nel suo curriculum di essere già sveglio?!

Dipende da chi ti trovi davanti. Ma tieni conto che più ti rivolgerai ad aziende note, più sarà facile che chi seleziona il personale, usi dei filtri che vadano oltre il semplice voto o l’età anagrafica.

Purtroppo ci si accorge troppo tardi di quello che si è perso negli anni universitari. Visto che tu sei ancora in questo periodo, beh perchè non sfruttarlo? Dopo non potrai più farlo!

Certo, non tutti sanno che l’università non è solo esami, esami ed esami, io ci ho messo un po’ prima di capire che c’era dell’altro. Infatti l’obiettivo di questo blog è quello di condividere un po’ della mia esperienza perchè tu possa scivolare più velocemente sui binari dell’università.

Detto questo ti auguro buona giornata, e se ti va di condividere le tue ultime scoperte, lascia pure un commento qui sotto, sarà utile anche per tutti gli altri.

Ciao

Cristian

17
Mar

servizio studenti 2

Nel post precedente servizio studenti 1, ho posto l’attenzione su una diffirenza fondamentale; sintetizzando potrei dire: la differenza tra studio e contorno.

Come universitario il tuo obiettivo sarà quello di passare gli esami e laurearti (studio), ma fai attenzione che l’università non è solo questo, ma offre anche molto altro (contorno). Ho fatto qualche esempio per farti notare quante altre opportunità ti offre l’unviersità come struttura, oltre alle classiche lezioni accademiche. Se non lo hai ancora fatto, leggi servizio studenti 1 per saperne di più, prima di continuare. Di che parliamo oggi? Eccoti lo schema in 6 punti di servizio studenti 2:

  • lo studio è il 35% dei vari servizi che offre l’università

  • per scoprire il 65% nascosto occorre rendersi

    proattivi

  • la proattività può essere scomoda

  • bisogno superare le 2 P: pigrizia e paura

  • primo step: lasciati incuriosire e meravigliare dal mondo come facevi da bambino

  • farlo è semplice: poniti questo intento come priorità della giornata  per almeno 30 giorni

Ci siamo lasciati con un invito a scoprire cosa può offrire la tua università come servizi aggiuntivi, e ad attivarti per coglierli.

Ora, so bene che cambiare le proprie abitudini non è per niente facile. La piscologia ci insegna che l’essere umano è naturalmente portato a riprodurre quello che già sa fare, e tende ad allontanarsi dalle novità.

Pigrizia e paura sono le parole chiave legate alla novità. Pochi sono coloro che si sentono eccitati davanti al nuovo, hanno desiderio di scoprire, sono curiosi e proattivi. O meglio c’è una categoria di persone che è così, e sono i bambini.

Pensa a quando eri bambino, quanto ti affascinava ogni nuova scoperta, quanto era facile farsi sorprendere dalle meraviglie del mondo.

Poi si cresce, e veniamo condizionati dai comportamenti adulti e responsabili: “questo non si fa, quello non si dice, quell’altro non si tocca…”. Poco per volta abbiamo imparato che per non essere sgridati o fare brutte figure, dobbiamo stare al nostro posto. Non uscire dagli schemi e sicuramente nessuno ti dirà nulla. Un po’ tutti abbiamo imparato questo.

Perchè ti dico ciò? Cosa centra con l’agire in modo diverso?

Questa è proprio la domanda chiave. Ti è mai capitato di voler fare od ottenere qualcosa ma non avere il coraggio di provarci? Per esempio con quel/la ragazzo/a, in quel contesto, quella volta che volevi fare una domanda e non l’hai fatta…

Una spiegazione è che hai dimenticato la spontaneità di quando eri bambino/a. Ricorda quel periodo, quanto era facile conoscere altri bambini? dire quello che pensavi?!… Direi che era spontaneo. 😉

Ecco la relazione. Per agire in modo diverso, esplorativo, proattivo, serve recuperare la meraviglia di quando eri bambino.

Recupera la meraviglia di quando eri bambino. Lasciati stupire dal mondo. Lascia che questa energia torni alla luce, e cammina con curiosità! E’ molto più semplice di quello che sembra.

Io mi sono stupito di quanto è bello il duomo di Milano, a 19 anni, la prima volta che mi sono trovato a fare da cicerone, nella mia città, ad una ragazza che veniva da fuori. Per 19 anni non mi ero accorto di quello che avevo sotto gli occhi, pur passandovi davanti tutti i giorni. In quel preciso momento invece è successo qualcosa, come se mi togliessi una benda dagli occhi e vedessi finalmente forme e colori prima sfuocate. Oggi, ogni volta che passo davanti al duomo scopro un dettagli nuovi e mi lascio affascinare dai maestri del passato.

Come vedi è facile, e puoi tenere per te questo esperimento, senza esporti con nessuno, se non ti va, tanto, ad un certo punto, ti verrà spontaneo condividere, ma questo è un altro discorso.  Quello che serve ora, invece, è la volontà di attingere nuovamente a questa energia dentro di te.

Vuoi fare le cose fatte bene? Per i prossimi 30 giorni, metti come prima priorità del giorno quella di guardare il mondo con gli occhi di quando eri bambino, e lasciarti meravigliare da almeno 1 cosa al giorno. A fine serata scrivi quella cosa in un quaderno, ti potrà tornare utile in futuro.

Tutto qui? Per ora si. Questo è il primo passo, si parte da qui. E’ semplice e va fatto, se vuoi uscire dall’ordinarietà, e prendere davvero quello che il mondo ha da offrirti.

Buon lavoro.

Cristian

15
Mar

servizio studenti 1

In questi ultimi post ho affrontato il tema università non solo come studio, ma in senso più generale.

L’università è l’ultimo gradino (se escludiamo il master) prima di entrare nel mondo del lavoro. Puoi salire in 2 modi questo gradino:

 

  1. guardando la scala (concentrato solo sullo studio e sul passare gli esami)

  2. guardandoti intorno (studi, passi gli esami e ti accorgi che c’è dell’altro)

 

Io, ma anche la maggior parte dei tuoi futuri datori di lavoro, trovo più interessante il secondo. Tutti i post precedenti sono stati dedicati al primo gradino. Ho parlato di pianificazione degli obiettivi, organizzazione degli esami, gestione del tempo, comunicazione con i professori, tecniche di memoria… (trovi tutto nel post 1 anno di blog).

Tornerò a parlare di questi argomenti, ma voglio anche guardare insieme a te il secondo gradino, tanto importante quanto il primo se non di più.

Arriviamo al dunque quindi: che cosa vuol dire guardasi intorno e come si fa?

Ottimo, questa è proprio la domanda che mi aspettavo! 😉

Ti rispondo facendoti io una domanda: quanti sevizi ti può offrire l’università?

Mi spiego con un esempio. L’università prima di tutto ti offre la possibilità di studiare, dando aule e professori più o meno competenti, e questo è già 1 serivzio. Ma l’università offre anche la possibilità di studiare all’estero, e questo è già un altro servizio. Molte università danno la possiblità agli studienti di lavorare al suo interno (da me si chiama progetto 150 ore, nelle quali vieni pagato per eseguire compiti vari all’interno della struttura), ed indovina un po’, anche questo è un altro servizio.

La domanda quindi è: che cosa ti offre l’università in più, utile per la tua crescita? (cioè oltre le classiche lezioni)

Anzi guarda, prendi carta e penna e scrivi un elenco di tutti i servizi che la tua università offre allo studente. Se non ne hai idea consulta il sito o rivolgiti alla segreteria studenti.

Io ti riporto alcuni servizi a titolo di esempio

  • erasmus e progetti simili di studio all’estero
  • collaborazioni studentesche (es. 150 ore)
  • rappresentante degli studenti (mi sarebbe piaciuto sperimentare per vedere il “dietro le quinte universitario”, es. partecipando alle riunioni dei docenti)
  • sovvenzioni alle associazioni universitarie (es. per oltre 2 anni ho collaborato con un’associazione di accoglienza erasmus incoming sovvenzionata dall’università. Sia collaborare che fondarne una è un’esperienza che consiglio)

Si dice che per valutare la qualità di un ristornate si debba vedere la cucina. Diciamo che questi servizi aggiuntivi sono un po’ le cucine dell’università. Se hai questa opportunità perchè non sfruttarla?! 😉

Rimanendo sull’esempio, se dovessi comprare una guida sui migliori ristoranti di Milano, preferiresti la classica recensione o, allo stesso prezzo, una guida che svela anche gli altarini di quello che accade in cucina?

Probabilmente la seconda. Bene! Ora pensa a questo: tu sei l’autore ed i tuoi futuri datori di lavoro sono gli acquirenti della tua guida. Ora sta a te decidere cosa scriverci sopra! 🙂

Certo, per fare questo, occorre agire e muoversi in amibiti che forse non sei abituato ad esplorare. Quando a 19 anni ho letto per la prima volta del progetto erasmus ho pensato: non sono mica matto ad andare in un paese estero, senza sapere l’inglese, nè sapendo che mi succederà. A 24 anni non vedevo l’ora di partire! Cosa è cambiato in 5 anni? L’approccio al nuovo.

Le novità possono fare paura, lo so bene, e lo confermano gli psicologi, noi siamo tendenzialmente portati a fare cose ripetitive perchè le novità in qualche modo risultano scomode.

Diciamo che questo è un argomento delicato che vale la pena affrontare a parte. Anzi sai che faccio, te ne parlo nel prossimo post.

Intanto ti lascio al tuo esercizio. Se non te ne sei mai interessato, ti stupirai di tutto quello che può offrire l’università, ma che spesso pochi sanno.

Buona giornata.

Cristian

8
Mar

aggiornamenti

Caro lettore,

grazie a te, oggi, studentiuniversita.com si aggiorna.

Una nuova grafica del blog, per rendere più facile la navigazione.

Non tutte le funzioni sono ancora attive, ma stiamo lavorando per sistemare il tutto.

Se trovi qualche malfunzionamento lascia un commento qui sotto, o scrivimi a universitastudenti@gmail.com.

Dai fammi sto piacere, visto che ci sei, dirmi cosa ne pensi di questa nuova grafica. 😉

Ricorda che il blog lo fai anche tu. Ogni tuo commento è utile per migliorare la qualità di tutto il lavoro che sto portando avanti, che ha il fine di aiutarti in questi anni universitari.

Detto questo, ti auguro buona lettura.

Ciao

Cristian

2
Mar

cosa vuol dire laurearsi

Cosa vuol dire laurearsi oggi in Italia?

Ti riporto uno schema per punti degli step che bisogna affrontare, secondo me, per poter dire che aver preso una laurea sia davvero servito. In altre parole l’università è uno strumento, spetta a te decidere quanto e cosa prendere. Che cosa bisogna fare per prendersi il 100% dell’offerta formativa universitaria oggi?

Ecco i pilastri fondamentali:

saper gestire meglio lo stress (se ti presenti all’ultimo esame orale nello stesso stato emotivo del primo esame, allora non hai migliorato questo aspetto)

  • saper fare una domanda quando è il caso (non ho capito quello che sta dicendo, ma piuttosto che alzare la mano e chiedere, mi taglierei un braccio)
  • aver capito un po’ di più come girano le cose nel mondo (quanta gente conosci laureata o che si sta per laureare, che ha solo una formazione accademica ma non sa un accidente di come gira il mondo del lavoro?!)
  • parlare meglio (dopo 30 esami, oltre a conoscere parole nuove, dovresti anche saperle mettere in un ordine sensato :D)
  • saper ragionare per obiettivi (sapersi organizzare gli esami per tempo è importante per laurearti. Sapere in anticipo quanti e quali esami darai quest anno, ti fa risparmiare molto tempo)
  • sapersi organizzare il tempo (una volta che hai l’obiettivo chiaro, bisogna saper incastrare le tue 24 ore con tutti gli impegni che hai)
  • saper fare la cosa più importante del percorso di studi (leggere un bilancio se esci da econima, consultare il codice da giurisprudenza…)
  • conoscere realtà esterne alla tua (progetti di integrazione con l’estero, es. erasmus)
  • saper fare conversazioni diverse con persone diverse
  • capire le caratteristiche salienti di ogni persona che hai davanti (è visivo, uditovo o cinestesico? E’ referenziale intero o esterno? Persona, personalità e ruolo, cosa cambia?…)
  • saper stare zitto quando è il caso!! (grande qualità)
  • saper lavorare anche in gruppo

 

Che cosa sa fare invece l’80% degli studenti universitari dopo 3 o 5 anni di studi?

  • hano saputo passare tutti gli esami (altrimenti non sei laureato :o)
  • hanno discusso la tesi (che dopo 1 anno non ricorda più)

l’80% degli studenti, purtroppo, oggi si ferma a questi due punti, ma c’è molto di più da portar via, oltre ad un pezzo di carta.

Una domanda che ci si dovrebbe sempre fare dopo un corso od un periodo significativo è: che cosa porto via da questa esperienza?

Nei prossimi post apprfondirò il discorso punto per punto.

Intanto puoi lasciare un commento qui sotto.

Buona gioranta

Cristian