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March 15, 2011

servizio studenti 1

In questi ultimi post ho affrontato il tema università non solo come studio, ma in senso più generale.

L’università è l’ultimo gradino (se escludiamo il master) prima di entrare nel mondo del lavoro. Puoi salire in 2 modi questo gradino:

 

  1. guardando la scala (concentrato solo sullo studio e sul passare gli esami)

  2. guardandoti intorno (studi, passi gli esami e ti accorgi che c’è dell’altro)

 

Io, ma anche la maggior parte dei tuoi futuri datori di lavoro, trovo più interessante il secondo. Tutti i post precedenti sono stati dedicati al primo gradino. Ho parlato di pianificazione degli obiettivi, organizzazione degli esami, gestione del tempo, comunicazione con i professori, tecniche di memoria… (trovi tutto nel post 1 anno di blog).

Tornerò a parlare di questi argomenti, ma voglio anche guardare insieme a te il secondo gradino, tanto importante quanto il primo se non di più.

Arriviamo al dunque quindi: che cosa vuol dire guardasi intorno e come si fa?

Ottimo, questa è proprio la domanda che mi aspettavo! 😉

Ti rispondo facendoti io una domanda: quanti sevizi ti può offrire l’università?

Mi spiego con un esempio. L’università prima di tutto ti offre la possibilità di studiare, dando aule e professori più o meno competenti, e questo è già 1 serivzio. Ma l’università offre anche la possibilità di studiare all’estero, e questo è già un altro servizio. Molte università danno la possiblità agli studienti di lavorare al suo interno (da me si chiama progetto 150 ore, nelle quali vieni pagato per eseguire compiti vari all’interno della struttura), ed indovina un po’, anche questo è un altro servizio. 0 

La domanda quindi è: che cosa ti offre l’università in più, utile per la tua crescita? (cioè oltre le classiche lezioni)

Anzi guarda, prendi carta e penna e scrivi un elenco di tutti i servizi che la tua università offre allo studente. Se non ne hai idea consulta il sito o rivolgiti alla segreteria studenti.

Io ti riporto alcuni servizi a titolo di esempio

  • erasmus e progetti simili di studio all’estero
  • collaborazioni studentesche (es. 150 ore)
  • rappresentante degli studenti (mi sarebbe piaciuto sperimentare per vedere il “dietro le quinte universitario”, es. partecipando alle riunioni dei docenti)
  • sovvenzioni alle associazioni universitarie (es. per oltre 2 anni ho collaborato con un’associazione di accoglienza erasmus incoming sovvenzionata dall’università. Sia collaborare che fondarne una è un’esperienza che consiglio)

Si dice che per valutare la qualità di un ristornate si debba vedere la cucina. Diciamo che questi servizi aggiuntivi sono un po’ le cucine dell’università. Se hai questa opportunità perchè non sfruttarla?! 😉

Rimanendo sull’esempio, se dovessi comprare una guida sui migliori ristoranti di Milano, preferiresti la classica recensione o, allo stesso prezzo, una guida che svela anche gli altarini di quello che accade in cucina?

Probabilmente la seconda. Bene! Ora pensa a questo: tu sei l’autore ed i tuoi futuri datori di lavoro sono gli acquirenti della tua guida. Ora sta a te decidere cosa scriverci sopra! 🙂

Certo, per fare questo, occorre agire e muoversi in amibiti che forse non sei abituato ad esplorare. Quando a 19 anni ho letto per la prima volta del progetto erasmus ho pensato: non sono mica matto ad andare in un paese estero, senza sapere l’inglese, nè sapendo che mi succederà. A 24 anni non vedevo l’ora di partire! Cosa è cambiato in 5 anni? L’approccio al nuovo. 0 

Le novità possono fare paura, lo so bene, e lo confermano gli psicologi, noi siamo tendenzialmente portati a fare cose ripetitive perchè le novità in qualche modo risultano scomode.

Diciamo che questo è un argomento delicato che vale la pena affrontare a parte. Anzi sai che faccio, te ne parlo nel prossimo post.

Intanto ti lascio al tuo esercizio. Se non te ne sei mai interessato, ti stupirai di tutto quello che può offrire l’università, ma che spesso pochi sanno.

Buona giornata.

Cristian

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