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April 26, 2011

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come ricordare le mappe mentali 2

Nel post precendente: come ricordare le mappe mentali, abbiamo parlato di come fare a ricordare i concetti disegnati sulle mappe mentali (se non sai cosa sono o come disegnarle, in fondo all’articolo trovi tutti i link correlati per approfondire).

Abbiamo visto che ci sono 3 ragioni principali che impediscono di ricordare i concetti in modo corretto:

  1. non hai usato il metodo P.A.V.
  2. hai usato immagini generiche e non concatenate
  3. ti senti poco concentrato/motivato

Sempre nel post precedente, abbiamo già parlato del primo punto, vediamo ora il secondo.

Dando per scontato che hai letto, o conosci, tutti i post che ho scritto sulla memoria e come fare a ricordare velocemente, se così non è in fondo trovi i link correlati in ordine di argomento, vediamo come essere sicuri che le immagini usate siano efficaci per te.

Come faccio a spiegartelo? Il modo migliore che conosco è con un esempio.

Se ricordi (spero di si :D), nell’ultimo post ho usato la definizione di diritto reale per chiarire meglio come usare il metoto PAV. Continuo quindi su questo argomento, che scommetto prima o poi ti servirà nella vita, anche se non studi giurisprundeza ed odi gli avvocati. 🙂

Intanto richiama la definizione alla memoria, la ricordi? Se l’hai memorizzata quando la descrivevo, e sei stato abbastanza “PAV”, dovresti. 😉

Ad ogni modo se non la ricordi, o vuoi controllare, la trovi su wikipedia.

Se hai aperto il link, hai visto anche che sotto la definizione vengono elencati questi diritti reali, e sono:

  • proprietà
  • superificie
  • abitazione
  • usufrutto
  • uso
  • enfiteusi
  • servitù
  • pegno
  • ipoteca

Come fare a ricordare questo elenco?

Innanzitutto capendolo. Ora, questo post non è una lezione di diritto privato, e spenderei troppo tempo a descriverle tutte, comunque sempre sul link di wikipedia trovi le varie spiegazioni.

Dando quindi per scontato che te le sei lette e le hai capite, ora ti spiego come memorizzare ogni parola in modo unico, specifico e concatenato.

Proprietà: l’immagine che io uso sempre per questa parola è quella di un cartello che indica proprietà privata. Ricorda che puoi sempre usare un’altra immagine se ti torna di più, basta che terrai sempre quella e la userai solo per questa parola. Per esempio se dovessi in seguito memorizzare proprietà pubblica, occorrerebbe un’altra immagine. Così su due piedi mi viene in mente lo stesso cartello con su scritto proprietà, in piazza a farsi fotografare da mille fotografi, perchè è un personaggio pubblico, anzi una proprietà pubblica.

Superficie: può essere un tavolo senza gambe, solo con la superficie che fluttua nell’aria e sul quale magari stai apparecchiando.

Abitazione: potrebbe essere casa tua, ma come fai poi a non confoderla con casa o appartamento? Terrei allora l’immagine di casa tua per una parola più specifica e per abitazione userei la regola della divisione. Taglia cioè in due la parola e così avrai: abita/zione. Tuo zio, anzi zione, che si sta vestendo con un abito elegante, anzi a guardare bene è un abito da sera femminile, quindi un’abita!

Usufrutto: lo stesso procedimento. Dividendo abbiamo usu/frutto. Per chi conosce Usui, maestro orientale, sarebbe facile immaginarlo mentre si sbrodola mangiando una mela marcia (mia immagine per frutto proibito, se fosse mela soltanto potrei confonderla con la parola mela, invece a me serve ricordare frutto) con una mano, mentre con l’altra si centra (medita per capirci). Però pochi avranno ben chiara la faccia del maestro, quindi potremmo cercare un’altra immagine… ma visto che queseta mi piace,  in questo caso mi faccio aiutare dalla tecnologia. Ecco a te la faccia del maestro Usui. 😀

Uso: potresti tenere l’immagine del maestro, ma per non confonderti ti consiglio di trovarne un’altra, capirai il perchè quando andremo a concatenare le parole. Per esempio, per uso mi viene in mente i panni usa e getta.

Enfiteusi: dividendo viene enfi/teusi. La prima immagine che mi viene è un delfino (delfi = enfi) che sta discutendo la tesi (teusi) nella tua università.

Per le ultime tre parole fai tu, ormai hai capito come fare. 😉

Come si fa a concatenare le une alle altre?

Segui questa storia per avere un’idea di come fare:

il re col busto (diritto reale) torna al suo castello. Mentre sta entrando però nota 1000 cartelli, di colori diversi, che prima non c’erano e che indicano proprietà privata (proprietà). Non riesce a fare un passo in più che questi cartelli si staccano e gli vanno incontro fluttuando. Più si avvicinano e più si accorge che sono delle tavole imbandite fluttuanti, senza piedi, con solo la superficie. All’improvviso una superficie si ribalta ed invece di cadere i piatti, esce tuo zio vestito in abito da sera femminile (abitazione). Si toglie il vestito e la sua faccia cambia in quella del maestro Usui che mette una mano sul cuore in meditazione e con l’altra si sbrodola la faccia mangiando una mela marcia (usufrutto). Questa mela è speciale perchè al suo interno non ci sono semini ma un rotolo infinito di morbidi panni usa e getta (uso). Su uno di essi è stampato un delfino che, con occhiali e cappello nero da laureato, sta discutendo la tesi (enfiteusi) nella tua università. Lo vedi mentre si anima nella spiegazione e, nell’agitazione, spruzza acqua dalla bocca, bagnando tutta la sala.

Alcune parti possono aver messo a dura prova il tuo stomaco, ma vedrai che è il pezzo che ricorderai meglio. 😉

Ecco cosa vuol dire concatenare una parola a quella successiva. Ogni parola ha una scena, e non più di una.

Se avessi messo il re in due o tre scene, poteva creare confusione. Inoltre, se hai notato, era facile dire che il maestro Usui si puliva la faccia con dei panni usa e getta, però non sarebbe stato PAV, perchè è un’azione normale e razionale, quindi non ci sarebbe stato il padarosso, quindi facile da dimenticare.

Ora tocca a te, termina la storia con le 3 parole rimaste, e se poi mi vuoi proprio stupire, scrivi qui sotto come finisce la tua storia.

Per ora è tutto. La prossima volta termino parlando del terzo punto, la concentrazione, argomento interessante.

Buona giornata

Cristian

—————————

link correlati su memoria e mappe mentali:

tecniche di memoria e creatività

prima tecnica di memoria

mappe mentali

come usare le mappe mentali

memorizzare mappe mentali

memorizzare definizioni sulle mappe

link della mappa del sito:

mappa del sito

2 Comments Post a comment
  1. andre
    Feb 27 2012

    ciao, le immaggini per le parole chiave,devono essere uguale alla parola o possono anche essere per assonanza o scomporre la parola?
    le immagini devo farle per tutte le parole?
    grazie

  2. admin
    Mar 2 2012

    Ciao Andrea,
    parti da questo assunto iniziale: l’83% dei ricordi della nostra mente riguardano le immagini.
    Dato questo postulato la prima considerazione che viene da dire è che più immagini inserisci più facile sarà ricordare la mappa.
    Allo stesso tempo l’immagine deve anche richiamare la parola chiave.
    Cioè devi sapere cosa vuol dire quella immagine che hai disegnato, altrimenti è comme attaccare una figurina di uno sconosciuto su un album.
    La verifica ti aiuta in questo.
    Leggi qui per approfondimenti

    Cristian

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