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Archive for April, 2012

30
Apr

ultimi esami e tesi 4

ultimi esami e tesi 1, ultimi esami e tesi 2 ed ultimi esami e tesi 3

Come scrivere una tesi di laurea? Finora ti ho parlato di cosa vuol dire chiedere la tesi, quando è il momento di farlo e come approcciarsi alla “fase due” del percorso universitario.

La tesi di laurea può essere considerata appunto la “fase due”, l’ultimo gradino prima di prendere il titolo. Se sei arrivato alla tesi vuol dire che il grosso del lavoro è stato fatto. Hai superato tutti o quasi gli esami e stai per iniziare una ricerca su un argomento di tuo interesse. Si può dire in altri termini che hai il vento a favore! 😉

Come mai allora tanti studenti trovano difficoltà ad iniziare questa nuova avvenutra? Ci sono sia ragioni psicologiche/emotive che ragioni pratiche/organizzative.

Ragioni emotive                                                          Ragioni organizzative

stress                                                                          non so da dove iniziare

emozione                                                                    non ho organizzato il lavoro

paura                                                                          non so come procedere con le ricerche

ansia                                                                           non so materialmente come scrivere una tesi

di solito le ragioni organizzative sono la superficie o la reazione di ragioni emotive più profonde. Nelle sessioni di coaching individuale spesso si affrontano entrambi gli aspetti, ma nel blog mi limito a guardare insieme a te la parte di destra, quindi le difficoltà tecniche, perchè non sono uno psicologo, pur avendo studiato per anni l’argomento e le interazioni sociali, ed inoltre la parte emotiva è troppo vasta e dettagliata, ed aggiungerei diversa da persona a persona, per poterla esaminare in questo contesto. All’interno di una sessione di coaching le cose sono diverse. Siamo io e te in un clima rilassato, dove sei tu a dirmi su cosa vuoi lavorare (sia tematiche di vita generali che legate allo studio) e quindi all’interno del discorso aspetti razionali ed emotivi si incontrano in modo naturale.

Ma torniamo al discorso. Vediamo da dove iniziare, come organizzare il lavoro, dove trovare materiale per le ricerche e da dove si inizia per scrivere la tesi.

Una volta che hai il titolo provvisorio della tesi di laurea e magari ti sei fatto dare dal prof qualche spunto per la traccia da seguire, la prima cosa da fare è raccogliere quanto più materiale riesci a trovare sull’argomento. Detta così sembra ovvio, ma da dove si inizia a cercare? Dunque se hai appena chiesto la tesi al prof, e lui ha accettato, probabilmente avete già avuto un primo scambio di idee su come affrontare i primi passi. Se così non fosse ti consiglio di tornare in facoltà o mandare un’email per avere più info. Ad ogni modo mettiamo che hai già una traccia, stai ancora ragionando sull’argomento… perchè tornare a casa e rimandare il tutto? Usa la biblioteca della facoltà per e/o il servizio di internet dell’università per iniziare da subito le ricerche. Impiega anche tutto il giorno se è il caso, ma batti il ferro finchè è caldo.

L’alternativa è quella di andare a casa, rilassarsi, iniziare qualche ricerca per poi annoiarsi o stressarsi perchè non si trova quello che si vuole in poco tempo. Certo non deve andare necessariamente così, ma diciamo che l’università ha sicuramente più strumenti da metterti a disposizione per le tue ricerche rispetto a quelle che puoi avere in casa, quindi visto che sei già lì, sfrutta il momento! 😉

Una volta che hai raccolto del materiale iniziale, prima di iniziare a scrivere è meglio farsi una scaletta. In pratica:

  • quanti capitoli scrivere: di solito non si superano i 4,
  • come impostare il discorso: prima faccio una panoramica e poi entro nello speficico? Devo inserire dei concetti di base prima di arrivare all’oggetto della tesi? E’ utile mostrare l’evoluzione storica di ciò che vado a trattare? Spesso queste sono risposte che ti può dare il professore, anzi quello che sarà il tuo relatore.
  • quante pagine scrivere: anche in questo caso è il relatore a darti un minimo o un massimo. Il numero di pagine è molto variabile, dipende anche dalla voglia del prof di correggere. Per dare dei numeri, ma chiedi conferma, per la triennale le pagine di una tesi media sono circa 100 e per la specialistica intorno a 150.
  • qual è l’argomento più corposo: già da un’indagine iniziale puoi averne un’idea. Magari è l’ultimo capitolo quello più corposo, come spesso capita, e solo lui può raddoppiare il numero di pagine da scrivere. Queste info ti sono utili sia per calcolare approssimativamente quante pagine possono uscire sia per calcolare il tempo a disposizione.

Per ora mi fermo qui. Di informazioni e suggerimenti te ne ho dati anche oggi, inizia da qui e tra qualche giorno ti dirò il seguito.Intanto ti auguro una buona giornata.

Ciao

Cristian

P.S. per il tema organizzazione dello studio, ti consiglio di andare sulla mappa del sito dove trovi almeno 9 post su come gestire il tempo in base agli esami ed agli altri impegni. 🙂

 

24
Apr

ultimi esami e tesi 3

 ultimi esami e tesi 1 ed ultimi esami e tesi 2

L’ultima volta ti ho lasciato dei suggerimenti sulle strategie di approccio alla tesi, sia che ti manchino degli esami sia che li hai già dati tutti. Oggi invece ti svelo una chicca che probabilmente non hai letto da nessun altra parte. Un segreto importante per avere un atteggiamento produttivo verso la tesi.

Da un punto di vista emotivo, se hai già iniziato lo sai, tutto il lavoro di tesi passa da diverse fasi:

1) prima fase: eccitazione ed entusiasmo per la novità

2) seconda fase: panico o fatica o rifiuto rifiuto e noia

3) terza fase: ripresa, interesse e piacere

4) quarta fase: conclusione, preparazione alla discussione e senso di soddisfazione

La maggior parte di chi ha dato la tesi ha passato tutte e quattro queste fasi. Già i titoli sono esplicativi, ad ogni modo te li spiego brevemente.

1) I primi giorni non vedi l’ora di iniziare, hai scelto il professore ed avete concordato l’argomento di tesi. Inizia quindi la tua ricerca sul materiale. Ti senti molto attivo, passi molto tempo sia al computer che in biblioteca per capire il campo d’azione della tesi. Finita la ricerca inizi a scrivere qualcosa per fissare le idee.

2) A questo punto possono succedere diverse situazioni. Hai iniziato a scrivere qualche pagina ma ti sembra di aver già concluso, non sai come andare avanti e si genera una sorta di blocco creato da un momento di panico e sconforto. Oppure l’eccitazione inizione iniziale scompare perchè ti rendi conto che la fase di ricerca porta con se una grande fatica che ti mette a dura prova e magari quello che hai scoperto finora invece di rivelarsi interessante ti annoia o peggio non ti piace proprio.

3) Del resto hai preso un impegno e se ti vuoi laureare la tesi va elaborata, presentata e discussa. Quindi spesso è questa la motivazione che ti spinge a progeseguire i lavori anche se una parte di te non ne “vorrebbe mezza”. Grazie a questa costanza poco per volta esci da questa fase down e ritorna l’interesse ed a volte la passione per il lavoro che stai portando avanti.

4) I giorni passano veloci in questo modo ed a fine giornata ti senti soddisfatto per quanto sei stato produttivo. Passano così le settimane, tra ricerche, confronti col professore, chiaccherate nei corridoi con chi sta preparando la tesi come te, magari con lo stesso prof, correzioni, approfondimenti e sviluppi… ed arrivi senza accorgertene a pochi giorni dalla discussione di laurea… ma questo è un altro file.

Queste sono molto brevemente le 4 fasi che la maggior parte dei laureati ha superato prima di accedere al mondo del lavoro da “dottore”. Si potrebbe approfondire il tema, e se un certo numero di persone mi manifesterà l’interesse a riguardo se ne può parlare, altrimenti passerò oltre.

Quello di cui ti sto per parlare invece viene prima di queste quattro fasi ma in un certo sento va oltre.

In altre parole ti sto per svelare qual è la domanda chiave che dovrestri farti prima di iniziare la tesi. Molti infatti preferiscono prepararla col professore che più gli è piaciuto o nella materia nella quale hanno preso il voto migliore. Altri puntano invece ad un lavoro facile e veloce in una materia poco impegnativa. Tutte strategie valide ed ammissibili, ognuno conosce la propria situazione meglio di chiunque altro e spesso ci sono situazioni esterne e contingenti che ti spingono a dover prendere una scelta piuttosto che un’altra.

Chiaramente non posso conoscere la tua situazione, ma se puoi scegliere, sperimenta questo nuovo approccio che ti sto per dire e probabilmente ti tornerà utile anche in futuro.

La scelta della materia e del titolo su cui svolgere le mie ricerche di tesi è partito da un ragionamento di questo tipo: dato che devo investire diversi mesi del mio tempo in una ricerca, e dato che alla fine di tutto questa ricerca viene altamente ricosciuta a livello accademico e ben vista spesso dal mondo del lavoro (infatti sempre più spesso le aziende chiedono di inserire anche il titolo di tesi nel CV), allora vale la pena unire le due cose e sviluppare un prodotto che possa essere spendibile nel mondo del lavoro.

In pratica la domanda è stata: perchè fare una ricerca che ha un alto valore accademico e mi costa tempo e fatica per poi chiuderla in un cassetto? Tanto vale fare qualcosa che anche il mercato del lavoro possa apprezzare e magari può diventare il mio primo prodotto in vendita (come libro, ebook, video, progetto o prodotto fisico…)

Questa riflessione si è poi concretizzata nello sviluppo di 4 fasi.

fase 1: stabilisci un’area di interesse su cui vuoi elaborare la tesi

fase 2: data l’area di interesse fai una ricerca di mercato per capire qual è il desiderio latente degli utenti ai quali ti rivolgi con questo prodotto

fase 3: trova il professore e/o la materia che ti permettano di sviluppare le ricerche in tal senso

fase 4: trova l’approvazione del professore e buon lavoro! 🙂

Anche queste 4 fasi meriterebbero degli approfondimenti, ed infatti sto scrivendo un ebook proprio su questo! 😉

Intanto se ci sono domande puoi lasciarmele qui sotto o scrivermi a universitastudenti@gmail.com

Per ora è tutto ti auguro una buona giornata.

A presto.

Cristian

 

6
Apr

ultimi esami e tesi 2

Leggi ultimi esami e tesi 1 prima di continuare.

In ultimi esame e tesi 1 ti ho spiegato come è utile prendere informazioni sulla tesi anche se sei agli ultimi esami, magari informandoti su quali sono i temi più papabili e quindi valutare quale ti piace di più.

Un conto quindi è prendere informazioni generali e preliminari, altra cosa invece è iniziare la tesi mentre stai ancora studiando per gli ultimi o l’ultimo esame. Per quanto sia possibile e conosco gente che lo ha fatto, personalmente ritengo che si perdano troppe energie nel tentativo di stare dietro ad entrambe le cose. Sarebbe un po’ come andare in giro con una scarpa da ginnastica ed uno stivaletto. Il rischio infatti è quello di pensare alla tesi mentre studi per l’esame e viceversa.

Come sempre ogni regola ha la sua eccezione. Magari sei abituato a lavorare in “multitask” e quindi riesci a star dietro ad entrambe le cose, oppure hai scelto un argomento di tesi scemplice che non ti chiede troppo impegno (se lo hai trovato ti prego di segnalarmelo nei commenti qui sotto. Io ad oggi non conosco nessuno in questa situazione), oppure al contrario gli esami che ti mancano sono semplici e ti permettono di dedicarti anche ad altro (se sei in questo caso sei stato saggio, e rientri in gruppo ristretto di studenti, che non supera il 10% del totale).

Purtroppo solo la minoranza degli studenti rientra nei casi che ho appena citato, gli altri si trovano alle prese con quel esame… si proprio quello che ti faceva venire mal di pancia già l’anno prima, che ti faceva sudare d’inverno e gelare d’estate, 😀 e piuttosto che aprire il libro e studiare “quella roba” preparo un altro esame.

Ci siamo passati un po’ tutti. Anche io mi sono tenuto come ultimo esame informatica, che da noi voleva dire imparare a programmare in C. 😮 Ho scritto ben 8 post su questi tipi di esame, quelli che proprio non ti vanno giù e che tendi a rimandare. E’ nel tread come passare l’ultimo esame. Non necessariamente è l’ultimo, ma è quello superato il quale ti sembra che la strada sia in discesa (ma spesso è proprio l’ultimo! :D).

Se rientri anche tu in questo caso ti sconsiglio vivamente di aggiungere anche la tesi ai tuoi pensieri.

I tempi di preparazione della tesi, come sai dal primo post, variano da poche settimane (per la triennale) a 6 mesi (per la specialistica).

Se sei nel primo caso non ti troverai davanti a grandi problemi di tempo, anzi probabilmente la parte più lunga sarà la ricerca del materiale piuttosto che la stesura vera e propria.

Se invece devi preparare la tesi per la specialistica, o magistrale, o quadriennale o quello che è, la situazione diventa più impegnativa. Sicuramente la fase iniziale della ricerca ti porterà via del tempo, che può andare da qualche giorno, se sei fortunato e trovi tutto quello che ti serve (e se sei in questo caso dicci che tesi hai fatto per piacere :D), ad alcune settimane se il materiale è sparpagliato e non immediato da trovare.

La ricerca del materiale in modo approfondito riguarda il lavoro di tesi, ma quello che puoi fare, se non vuoi perdere troppo tempo finiti gli esami, è dare un’occhiata in giro sulla facilità o meno di reperire informazioni su internet o in biblioteca circa l’argomento potenziale che potresti trattare.

Questo comunque è un di più, e ti consiglio di farlo solo se non sei vicino agli appelli.

Quindi ricapitolando

1) meglio finire gli esami prima di iniziare la tesi,

2) una ricerca iniziale sulla materia e tipo di tesi che vuoi affrontare può invece essere utile anche se ti mancano un po’ di esame, anche cinque esami prima,

3) se gli esami che ti mancano sono semplici o di media difficoltà e sei lontano dalle date di appelli puoi abbozzare una ricerca generica e veloce sul tema o i temi che potresti trattare. La ricerca è meglio che sia generica e veloce, ti serve giusto per avere un quadro molto sommario della situazione e per scegliere materia, professore e tema.

Per ora mi fermo qui. La prossima volta vedremo qual è l’atteggiamento consigliabile per approcciarsi alla tesi.

Intanto ti auguro una buona giornata. 🙂

Ciao

Cristian