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Posts from the ‘erasmus e dintorni’ Category

14
Apr

studiare all’estero: Danimarca

Oggi ospito sul mio blog Luca Milani, giovane studente entusiasta della sua esperienza di studio in Danimarca al punto da inviarmi un articolo convincente che voglio condividere con te.

Se stai valutando di studiare all’estero col programma Erasmus o con altre modalità ti consiglio di leggere questo articolo perché Luca ha elencato ogni modo possibile di arrivare in questa nazione per un programma di studio e guadagnare anche dei soldi mentre fai una grande esperienza. 

In questo articolo vedrai:

  • Perché la Danimarca è la nazione europea più felice per un’esperienza di studio

  • Cosa occorre per fare un’esperienza di studio in Danimarca,

  • Che programmi vengono offerti,

  • Perché tra tutti i paesi europei dovresti scegliere proprio la Danimarca

Programmi di studio e università

 

paese migliore per l’ERASMUS?

Hai terminato gli studi di scuola superiore o sei già in università e senti la necessità di un’esperienza all’estero.

Tante sono le domande che affolllano la tua testa: come fare? Cosa scegliere? Dove andare?… In questo articolo voglio darti la mia esperienza su quella che ritengo essere la nazione più felice d’Europa se non del mondo per l’ottimo mix tra: istruzione, qualità della vita e guadagno.

La differenza fondamentale tra studiare in Danimarca o in un altro paese europeo è il costo dei corsi. Infatti mentre in località più rinomate come Spagna o Inghilterra il peso delle tasse universitarie si fa sentire, nella nazione in questione le lezioni sono completamente gratuite, inoltre tutti i corsi esistenti vengono erogati il lingua inglese, non si può dire altrettanto nel resto d’Europa. Il governo danese rende ciò possibile dedicando alle spese scolastiche una buona percentuale del PIL. Esistono diverse possibilità di studio: corsi di laurea completi, ERASMUS, programmi di scambio culturale e scuole estive.

Queste ultime sono molto utili e spesso fungono da esperienza di introduzione ai corsi di laurea che si dividono in: primo livello (3 anni), professionali (2 anni), corsi post-diploma (Academy Professional degree), master, specializzazioni ma anche università delle arti.

Esistono centinaia di indirizzi universitari, proprio come nel resto dell’UE: ingegneria, medicina, economia, giurisprudenza, psicologia, lettere, ecc… È possibile trovare ulteriori informazioni nel sito ufficiale di Study in Denmark.

Preparativi per studiare in Danimarca

Requisiti per essere ammesso ai corsi di laurea:

  • diploma di scuola superiore,

  • certificato che attesti la padronanza della lingua inglese e che sia riconosciuto dall’università

Sul primo punto non occorrono approfondimenti, se non hai il diploma ovviamente non puoi accedere all’università, sul certificato di inglese invece posso dirti che in genere le università accettano:

  • TOEFL IBT con un punteggio minimo di 80 su 120,

  • IELTS con un punteggio di almeno 6.5 su 9,

  • Cambridge CAE.

La domanda di iscrizione si effettua sul sito di Optagelse, e se si vogliono iniziare gli studi a fine agosto la domanda va compilata tra gennaio e metà marzo dello stesso anno.

Se invece vuoi fare un’esperienza di studio all’estero col programma ERASMUS, dopo esserti assicurato che la tua facoltà abbia un accordo bilaterale con la Danimarca, dovrai seguire l’iter della tua università di appartenenza che organizzerà il tutto e non serve in questo caso un certificato di inglese, perché testeranno loro la tua idoneità linguistica con test e/o con colloqui.

Prima di partire per questa magica avventura occorre capire dove alloggiare per tutto il periodo indicato, il modo più diretto è prenotare una stanza nei residence per studenti che molto spesso si trovano nelle vicinanze dell’ateneo, purtroppo però sono anche i più costosi, specialmente se la vostra meta è una città rinomata come Copenaghen. Sarebbe più economico un appartamento in centro condiviso con altri ragazzi, per trovare queste offerte ti consiglio di iscriverti ai numerosi gruppi Facebook per ERASMUS dove vengono pubblicati annunci di case o stanze in affitto. Il costo generale della vita in Danimarca è leggermente più elevato rispetto alla media europea, quindi le spese quotidiane saranno leggermente più alte.

Quando si inizia a vivere in Danimarca è importante fare la domanda per il permesso di residenza e successivamente anche per il CPR-Nummer, una sorta di ID danese valido anche come codice fiscale, importante quindi per l’aspetto sanitario. Vivere nel paese per più di tre mesi senza permesso di residenza equivale ad essere clandestini.

Se si è interessati ad aprire un conto in banca sappiate che per le persone sotto i 26 anni di età è completamente gratuito con alcune banche.

Metodo di insegnamento

Il metodo di insegnamento della Danimarca è molto particolare e differente dalla tendenza prettamente teorica diffusa nei paesi europei. La lezione è strutturata in modo tale da concedere la metà del tempo agli alunni per svolgere esercizi individuali o in gruppo e tutta la teoria appresa durante il semestre viene sperimentata sul campo o nei laboratori e sui progetti. I danesi hanno quindi un approccio molto pratico: gli studenti vengono messi di fronte a situazioni potenzialmente realistiche, in questo modo, una volta terminati gli studi, sono già pronti al 100% per il mondo del lavoro.

Lavoro e sussidi

Anche se rimangono in Danimarca solo 6 o 12 mesi, cioè per il periodo dell’ERASMUS, molti ragazzi vanno alla ricerca di un impiego part-time per bilanciare le spese quotidiane. L’offerta di lavoro in questo paese è abbondante tanto che, secondo un recente articolo di The New York Times, le aziende soffrono la carenza di lavoratori qualificati. Sembrerebbe quasi un’utopia se comparata alla situazione italiana, e come se non bastasse il tasso di disoccupazione medio nell’aprile del 2016 si attestava sul 6.3% (fonte: Eurostat), cioè circa 350.000 rispetto a 7 milioni dell’Italia, in “pole position” tra le nazioni dell’Europa.

L’unica difficoltà quando ti interfacci col mondo del lavoro in Danimarca potrebbe essere la lingua, problema che non sussisterebbe invece scegliendo l’Inghilterra come destinazione. I danesi infatti sono molto esigenti in questo senso, ma lo stato mette a disposizione corsi gratuiti per imparare la lingua locale rivolto a tutti gli stranieri in possesso del CPR-Nummer, grazie ai quali si aumenta ulteriormente le possibilità di trovare lavoro.

Certo ci sono eccezioni. I ragazzi più fortunati riescono infatti a mantenere la propria lingua madre anche nell’ambiente di lavoro, soprattutto nelle aziende che si occupano di mercati esteri come ad esempio Trendhim, famosa anche sul giornale locale Lokalavisen per offrire lavoro a molti studenti del posto.

Se da una parte la vita costa un po’ di più comparata al resto dell’Europa, dall’altra uno stipendio medio è più che proporzionato, stiamo parlando di circa 3000 euro lordi. Una delle motivazioni principali per cui bisognerebbe scegliere la Danimarca è la facilità con la quale si ottengono sussidi dallo stato. Le condizioni sono molto semplici: essere uno studente e lavorare almeno 12 ore a settimana. Si ricevono, con questo sussidio, circa 800 euro (lordi) al mese utili per le spese quotidiane.

Un’esperienza di studio all’estero può aprire la mente e cambiare le prospettive di vita, e scegliere il paese giusto potrebbe fare la differenza. Molti studenti si chiedono se la Danimarca valga veramente la pena, la risposta viene da sé.

1
Apr

viaggi studio 2

Mercoledì 29 ho partecipato al convegno: expo studio all’estero.

Chi c’era? Di che si è parlato? Una ventina di aziende esponevano sul proprio banchetto le informazioni relative ai soggiorni all’estero, che andavano dal classico corso di inglese di 4 settimane alla proposta di iscrizione nelle loro università (improponibile per noi, si parla di 24000 euro a semestre), fino al sostegno per trovare lavoro all’estero.

Quali proposte mi sono sembrate più valide? Mah mi sono sembrate tutte valide, certo probabilmente trovi sul web gli stessi servizi a prezzi minori, ma in questo caso ti parlo di qualità, ed il livello generale mi è parso molto alto.

E’ inutile che ti stia a spiegare l‘importanza di un corso di inglese o di un’esperienza all’estero. Soprattutto in Italia, dove il livello di consocenza di una lingua straniera è decisamente basso. Io per esempio ho il B2 in inglese, che nella scala internazionale è poco sopra la sufficienza. Gli italiani che mi sentono parlare, di solito mi dicono, come sei bravo a parlare inglese, magari fossi io così fluente! 😀

Questo per dire che sfruttare questi soggiorni ed esperienze, a parte fare curriculum, ti danno un valore aggiunto rispetto a tanti tuoi coetanei che cercano lavoro.

Quando valuto questi tipi di esperienze qualificanti, entro anche un attimo nell’ottica dell’azienda media. Un potenziale datore di lavoro, troverebbe utile quello che sto per fare? Come potrei sfruttarlo nel mondo del lavoro? Quanto mi aiuta a vendermi di più in un colloquio?

Nel 2010 ci sono stati 400.000 disoccupati in più, che sono passati dal precariato al non aver lavoro. Davanti ad una concorrenza del genere, o cambi paese o ti metti in gioco, ricercando, per poi proporre, competenze, esperienze e capacità (skills) che la maggior parte dei concorrenti non hanno.

Quindi bando alle ciance, eccovi i link di queste aziende:

www.zoni.com (corsi di lingua inglese di ogni livello)

www.laureatehospitality.com (corsi di studio in Svizzera, Spagna, America, Cina ed Australia)

www.wep.org (soggiorni linguistici, lavoro, stage e volontariato)

www.aiesec.org/italy (formazione e lavoro a contatto con associazioni internazionali)

www.ef-italia.it/ (dedicato ai giovani ed universitari, anno di perfezionamento linguistico)

www.coming.org (corsi di specializzazione in un campus, in tutto il mondo)

www.udel.edu (università a Delaware, stato sulla costa statunitense)

www.usc.edu (University of southehern California)

www.sunflower-exchange.it (corsi di lingua con gruppi universitari, ricerca di lavoro)

www.esl.it (corsi linguistici, 22 lingue in 40 paesi)

www.avec-education.com (tour operator)

Oltre a questi c’è stata una conferenza sul vivere in Australia, a parer mio molto convincente.

L’associazione gostudy.it mette a disposizione gratuitamente, le proprie consocenze e banche dati per chi vuole svolgere un’esperienza in Australia, che sia soggiorno di qualche mese, studio o lavoro.

Le città in cui operano sono: la capitale Sidney, Brisbane, ed un’altra che non ho capito. :p

Da quel che ci ha detto, il costo della vita a Sidney è come a Milano, che è la città più cara d’Italia, dove per vivere occorrono 1000/1200 euro al mese, con la differenza che le paghe sono di media il doppo di quelle italiane, a parità di inquadramento. Ci spiegava che lavorando 20/25 ore al mese, copri i costi di mantenimento sul luogo, il resto è risparmio o spese extra. Una paga oraria media si aggira sui 12/15 dollari netti all’ora.

La cosa che mi ha più convinto è che hanno sede sia nel paese di partenza che in Australia, così possono seguirti da entrambe le parti. In Italia, purtroppo hanno sede solo a Milano, però, da quel che ho capito, si rendono disponibili anche per telefono o email. Al massimo, un giorno ti farai un giro a Milano e ti ci porto. 😀

Questo in sintesi quello che ho preso dal convegno, se vuoi sapere altro lascia pure un tuo commento qui sotto.

Buona giornata

Cristian

29
Mar

viaggi studio

Il 30 marzo a Milano, il 31 marzo a Bologna ed il 4 aprile a Roma, si terrà l’expo studi all’estero. Per chi è interessato ai viaggi di studio, questa è un’ottima opportunità per conoscere diverse realtà che aziende ed associazioni mettono a disposizione in questo senso.

Ci saranno decine di espositori, ognuno offrirà un servizio diverso, ed è programmata, ad ogni ora, una conferenza su un tema specifico.

Questa manifestazione durerà un pomeriggio, dalle 13 alle 18. Per quanto riguarda Milano, si terrà presso il palazzo delle stelline (zona cadorna).

Per saperne di più puoi visitare il sito: expo studi all’estero.

Io parteciperò a quella di Milano, sia per prendere contatto con le varie aziende, che per darvi le mie impressioni a riguardo, una volta prese tutte le info.

Se qualcuno partecipa può lasciarmi qui sotto un commento, o scrivere a universitastudenti@gmail.com, così possiamo conoscerci dal vivo, o se non siete di Milano vi dico come arrivarci.

Buona giornata

Crisitan

P.S. lascia comunque un commento con le tue impressioni, se parteciperai o hai partecipato ad uno di questi incontri

24
Aug

universitari all’estero: consigli e link utili

Ciao caro lettore.

Agosto è un mese particolare, ed anche il blog si è concesso qualche settimana di vacanza. 🙂 Riaprendo oggi quindi il discorso interrotto a luglio sulle opportunità di studio all’estero.

Stavo quindi parlando dell’erasmus e della mia esperienza, e ti spiegavo cosa è successo prima di partire e durante.

Non ti ho spiegato però come si sta emotivamente in una nuova realtà, in una nuova città, con persone che non parlano la tua lingua, contando che tutto questo, per tanti, è una nuova esperienza.

Ti interessa saperlo? Ok nelle prossime righe te lo spiego.

Prima premetto, però, che qui si va sul personale, non ci sono statistiche, quindi ti parlo della mia esperienza. Ricorda comunque che ognuno la vive a modo suo.

Io, per esempio, prima di partire mi sentivo agitato.

Avevo anche seguito un corso di inglese intensivo i 4 mesi precedenti alla partenza, perchè l’idea di arrivare e non saper comunicare mi dava da fare.

Una volta arrivato, mi sono sentito subito accolto.

Nella prima settimana il gruppo che accoglieva gli erasmus incoming, cioè noi che venivamo da altre nazioni, aveva organizzato un tour per la città ed una cena internazionale, più varie feste quasi tutte le sere.

Il gruppo di accoglienza erasmus è una grande risorsa. Ogni università ne ha almeno 1, compresa la tua. Io ho trovato molto utile rivolgermi a quello della mia università prima di partire.

Spesso sono gentili e disponibili e sono una risorsa di informazioni, inoltre senti subito un clima internazionale nei loro uffici, tanto che dal mio ritorno fino all’anno scorso ho collaborato con loro, aiutando sia chi arrivava che chi partiva.

Ricordo ancora che il periodo più difficile dei 5 mesi trascorsi a Veszprem, che è il paese in cui ho vissuto, è stata la prima settimana.

Un po’ di disorganizzazione iniziale mi ha spiazzato e non capivo bene cosa dovevo fare, rimanevo un po’ confuso, ed inoltre la responsabile per gli erasmus del luogo, si era dimenticata di inviarmi un documento firmato che confermava l’accettazione di una parte della mia domanda.

Questo mi ha dato qualche disagio burocratico che però si è risolto in pochi giorni.

Dopo questa prova iniziale diciamo, il mio soggiorno è stato una pacchia.

Tutto il gruppo degli erasmus, eravamo una trentina, era molto aperto e simpatico, gli elementi un po’ più scostanti, semplicemente si allontanavano da soli dal gruppo e se ne creavano uno loro.

La popolazione locale era non solo carina e ben disposta, ma interessata ed incuriosita dalla presenza di ragazzi stranieri nel loro paese.

Ho scoperto quanto gli italiani siano ben visti, anzi direi anche amati, in Ungheria! 🙂

Ti dico solo che ai mondiali 2006, loro festeggiavano nelle piazze insieme a noi, la vittoria della nazionale italiana!

Puoi immaginare come 5 mesi siano passati in fretta in un clima così di festa e rilassante.

Anche gli esami sono stati semplici.

In un semestre, ho sostenuto 6 esami con la media del 29, studiando…molto meno che in Italia.

Tieni presente che spesso i professori hanno comprensione del fatto che ti trovi in una nazione straniera e parli e studi in una lingua che non è la tua.

Parlando con altri, che hanno partecipato all’erasmus, sono arrivato alla conclusione che se entambi, tu ed il professore, parlate in una lingua che non è la vostra, come nel mio caso, la comprensione e l’aiuto, anche nel sostenere gli esami, aumentano.

Se invece sei al secondo anno puoi prendere tre scelte:

1) iscriverti all’erasmus e partire il terzo anno

2) aspettare l’anno successivo per iniziare l’erasmus nella specialistica

3) aderire al progetto 4 motori

Mentre l’erasmus prevede da 1 a 2 semestri di solo studio all’estero, quindi se hai tanti esami da dare ti conviene partire nel primo semestre, il progetti quattro motori prevede un semestre di studio ed uno per preparare la tesi.

Chi è al secondo anno ed è in linea con gli esami, può trovare convieniente questo progetto più dell’erasmus.

La tesi all’estero equivale al progetto quattro motori, con la differenza che non è previsto il semestre di studio precedente alla preparazione della tesi.

La ricerca per la tesi avviene nell’università ospitante, ovviamente nella lingua del posto o in lingua inglese. Terminato il periodo, o anche prima se sarai stato veloce, tornerai in Italia per discterla nella tua università ed in lingua italiana.

Tiene presente che in questo, sei obbligato a trovare il docente pronto a seguirti prima di partire, mentre nel progetto 4 motori, dedichi un semestre di studio prima della preparazione della tesi, quindi hai 6 mesi in più di tempo per cercare il professore che ti assista nell’università ospitante.

L’intensive program è completamente diverso da quanto ti ho spiegato finora.

E’ un progetto a sè stante che prevede un impegno di breve periodo, 10 o 15 giorni, per sviluppare un lavoro in gruppo con altri studenti di altre nazioni, su un tema dato dalla commissione che sostiene l’evento.

Data l’intensità di questo progetto, farà scena nel curriculum, oltre ad essere un’esperienza formativa per te.

In conclusione, le opportunità per prendere contatto con realtà fuori dalla tua città, regione e paese, non mancano.

Secondo me l‘università serve anche a godersi e sfruttare questi momenti che sono sia formativi che distensivi.

L’università è infatti molto più di 35 esami sostenuti in 35/40/45 giorni di sole o di vento.

Questo percorso di apprendimento è, per me, una preparazione a capire di più il mondo, a sperimentare in un contesto ancora abbastanza ovattato, in un’età ancora priva di tante responsabilità.

Sperimenta, prenditi quello che offrono e goditelo. Fallo ora che puoi, prima che tutto finisca; per non rischiare di sentire di aver perso qualcosa di utile, e pentirti per non averlo fatto.

Con queste parole concludo il discorso sullo studio all’estero. Prima però di salutarti voglio farti un regalo.

Esistono in Italia diverse associazioni che si occupano di assistere i giovani che vogliono iniziare un’esperienza all’estero.

Te ne segnalo una in particolare che è più una bancadati che raccoglie le proposte ed offerte delle associazioni sparse per il territorio, si chiama eurocultura. Se sei interessato all’argomento esperienze all’estero a 360°, questo è un sito che ti può essere utile. 🙂

http://www.eurocultura.it/

Detto questo direi che non ho altro da aggiungere, anzi si una cosa…mi piacerebbe leggere un tuo commento riguardo questo post. 😉

Buona esperienza.

Cristian

24
Jul

universitari all’estero: l’erasmus

Ho spiegato, nella prima parte, l’utilità di studiare all’estero.

Vediamo ora quali sono i progetti principali che buona parte delle università pubbliche mettono a disposizione.

Mi concentro sulle università pubbliche perchè le private possono attivare progetti differenti, e vista che ne esistono diverse decine diventa troppo lungo guardarle una per una.

I progetti principali, quindi, sono:

1) erasmus (semestre o anno di studio)

2) quattro motori (semestre di studio + tesi o stage)

3) tesi all’estero (per le specialistiche)

4) Intensive Program (da 10 a 15 gg all’estero per un progetto comune)

Intanto bisogno distinguere in quale momento del percorso universitario ti trovi.

A seconda che tu sia all’inizio, metà o alla fine dei tuoi studi, sarà più adatto uno o l’altro progetto.

I nomi più comuni, come Erasmus, 4 motori… sono uguali per tutti, ma può essere che la tua università abbia attivato progetti simili a quelli che ti sto per descrivere ma con altri nomi.

Questi inoltre sono solo alcuni dei tanti progetti che potresti trovare nel tuo ateneo.

Ti consiglio quindi di guardare il sito della tua facoltà ed università, per prendere informazioni più dettagliate circa i progetti specifici attivati.

Il primo progetto a cui, di solito, uno studente si accosta è l’erasmus, che è anche il più conosciuto.

L’erasmus, come gli altri progetti, è finanziato in parte dalla Comunità Europea, in parte dalla tua università, ed ha l’obiettivo di far studiare i propri studenti in università di altre nazioni europee, e negli ultimi anni anche extraeuropee.

I progetto sono bilateral, cioè se la tua università ha un accordo di ospitalità con un’università straniera, questa avrà lo stesso accordo con la tua.

La mia università, per esempio, contava, nel 2006, più o meno 200 posti disponibili, in circa 90 università e 13 paesi stranieri. Ciò vuol dire che dava la possiblità a circa 200 studenti stranieri, provenienti dalle stesse 90 università di quei 13 paesi, di studiare a Milano.

La procedura per aderire all’erasmus è un po’ complessa, ti suggerisco di leggerla bene sul bando, che puoi trovare nella sezione apposita del sito della tua università o su internet.

Spesso, inoltre, l’università stessa organizza incontri per gli studenti interessati a questo progetto, poco prima dell’apertura dei nuovi bandi.

Se sei al primo anno credo sia perfetto per te iniziare ad informarti su questo progetto, visto che il bando per l’adesione esce tra febbraio e marzo e rimane attivo poche settimane.

In tutto hai tempo circa 4 mesi per completare le procedure richieste e ti assicuro che ci vogliono tutti. Percui le fasi conclusive della procedura saranno tra maggio e giugno.

La durata del soggiorno è variabile, parte da 3 fino a 12 mesi.

La maggior parte dei bandi comunque sono da 5 o 10 mesi.

Nella mia università, ma non mi sento di darla come regola generale, i progetti per la Spagna duravano quasi tutti 10 mesi.

In questo caso la partenza dall’Italia è prevista a settembre.

Se invece aderisci ad un progetto da 5 mesi, come ho fatto io, che sono stato in Ungheria, puoi partire nel primo semestre, (settembre) o nel secondo semestre (febbraio). La data di partenza, in questo caso, la decidi tu, io comunque consiglio se è possibile di partire il primo semestre.

Perchè? Perchè se parti nel primo semestre puoi chiedere il prolungamento verso la fine del periodo, cioè richiedi di stare 1 semestre in più. Se parti nel secondo non ti è concesso alcun prolungamento.

C’è da dire comunque che il prolungamento verrà rimborsato solo che i fondi saranno sufficienti.

Come vedi i tempi sono molti lunghi, può passare anche 1 anno da quando hai fatto domanda a quando parti. Per questo consiglio a tutti coloro che sono al primo anno di informarsi comunque sull’erasmus, anche se non hanno l’idea di aderire al momento.

Ti assicuro che l’esperienza che vivrai te la ricorderai per molti anni e probabilmente ti cambierà anche.

Visto che il post sta diventando troppo lungo, preferisco fermarmi qui.

Nella terza ed ultima parte ti finisco di raccontare la mia storia e di guardare velocemente gli altri progetti.

Intanto buon fine settimana. 🙂

Cristian


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18
Jul

universitari all’estero

Perchè andare all’estero per un corso di laurea, se le università italiane sono più comode?

Questa è una reazione comune da parte degli studenti che pensano che studiare all’estero, sia solo ai fini di un titolo di studio quale la laurea.

Perchè studiare all’estero se non conosco bene la lingua, non so dove andrò, chi incontrerò se mi ambientero…?

Queste erano anche le mie domande all’età di 18 anni, quando, per la prima volta, ho sentito parlare di queste opportunità di studio in un’altra nazione.

Diciamo subito che ci sono due modi per studiare all’estero:

1) iscriverti in un’università straniera

2) aderire ad uno dei progetti di mobilità della tua università

A seconda della strada che decidi di intraprendere, diverse sono le procedure da seguire.

Riguardo la prima opzione non ho esperienza, quindi non saprei quali tipi di documenti servano per iniziare, o trasferirsi, dall’Italia in un’università estera.

Ok, ma perchè studiare all’estero?

Potrei darti le ragioni ufficiali che si dicono di solito per rispondere a questa domanda.

Potrei dirti che studiare all’estero apre la mente, ti fa conoscere nuove realtà, ti fa approfondire la pratica di una lingua straniera, ti mette in una situazione scomoda che ti serve per la crescita, ti fa fare nuove amicizie, e diciamo che queste sono le spiegazioni principali.

Rileggendole, mi viene da dirti che le ragioni ufficiali sono anche vere. 🙂

Dalla mia esperienza ho vissuto tutto quello che mi hanno detto, pur dimenticandomi, una volta li, di averlo sentito.

Questo perchè tutte le spiegazioni che ti possono dare prima, per quanto vere e valide, non reggono il confronto con l’esperienza diretta.

Prima di partire, può capitare di essere tra l’eccitato e l’agitato, magari ti prepari prima, fai ricerche su usi e costumi, vedi quanto costa vivere li, quante sono le giornate di sole (eeehhh). Se sei un ragazzo, ti informi anche su come sono le ragazze, mentre se sei una ragazza, sulla densità di centri commerciali della zona. ;D

Una volta arrivato, può succedere di sentirsi spaesato, un po’ nel pallone, e puoi metterci alcune ore, come alcuni giorni, per capire che ti trovi in un altro paese, ed è iniziata la tua avventura.

Ma questa sensazione dura poco, e se sei abituato a viaggiare forse neache la senti. Una volta che entri nell’ottica, inizi a divertirti.

Le prime settimane servono per capire come vanno le cose ed esplorare, seguire i ritmi del posto e goderti il luogo. I mesi successivi…uguale, con la differenza che hai già capito come vanno le cose e quindi è praticamente tutto godimento.

I mesi possono passare così in fretta da arrivare alla fine senza rendertene conto, e tornare nella tua città forse con un misto di gioia e malinconia.

Perchè quindi avvicinarsi ad un’esperienza all’estero?

Proprio per tutte quelle spiegazioni ufficiali e qualcuna ufficiosa, che tanto dimenticherai una volta li, perchè a quel punto inizia la TUA avventura.

Ed anche perchè, tutti quelli con cui ho parlato, che si sono laureati senza avere svolto un’esperienza all’estero, si sono poi pentiti.

E’ un’occasione in più per te, un raro caso in cui l’unversità ti paga per divertirti all’estero.

Ovvio, tu vai li anche per studiare, non è proprio una vacanza, o almeno lo è dal 60% al 90% ma rimane quel 10-40% di studio, però, secondo me, è ben sopportabile. 😉

Quindi, invece di chiederti perchè, chiediti perchè no?! 🙂

Nel prossimo post vedremo i tipi di progetti messi a disposizione dall’università per andare all’estero, e ti darò la mia esperienza su quella che ho seguito direttamente: l’ERASMUS!

Buona giornata

Cristian