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11
Jun

Non ho voglia di studiare: 10 mosse per tornare alla carica

se non hai voglia di studiare rischi questa fine

di iviaggidigogo

Sempre più studenti mi scrivono privatamente per chiedermi consigli su come poter passare gli esami. Spesso però quello che cercano non è un metodo o delle strategie ma ritornare a provare quella motivazione e passione che li porti fino alla laurea.

In pratica la domanda è:

Non ho voglia di studiare, come posso finire l’università?

Questa è una gran bella domanda, io per primo mi sono trovato, arrivato agli ultimi due esami, a dover combattere con la non voglia di studiare. Avevo già aperto questo blog e lavoravo nell’attività di famiglia. Avevo certamente una condizione privilegiata rispetto a tanti altri e da un lato questo mi dava sicurezza. Quindi quello che sto per dirti viene dall’esperienza personale, oltre che dalla formazione.

Spesso l’identikit di chi arriva a provare questa non voglia di studiare è:

  • età tra 26 e 30 anni,
  • esame difficile da dover sostenere,
  • verso la fine del percorso di studi,
  • desiderio di libertà VS senso di oppressione,
  • fuori corso,
  • sensazione di poca integrazione nell’ambiente universitario,
  • poca fiducia nelle proprie capacità,
  • non vede vie d’uscita indolore o in tempi brevi

tutti questi fattori portano alla conseguenza già citata del:

Non ho voglia di studiare, come passare gli esami?!

Ebbene tra un attimo ti dirò cosa ho fatto io per superare questo scoglio che mi ha fatto ritardare di circa 18 mesi il conseguimento della laurea. Essi 18 mesi! Sono passato da una media di 7 esami l’anno a superare l’ultimo esame 18 mesi dopo il penultimo!

Come mai questa differenza abissale tra una condizione e l’altra? Guarda un po’ anche io in quel periodo mi dicevo:

non ho voglia di studiare!

Un altro fattore poi nel mio caso ha fatto da padrone a questa sensazione. Non mi sentivo più studente! Mi sentivo ormai lavoratore, investitore, formatore, scrittore, blogger ma non certo studente. Inoltre avendo un posto sicuro non avevo un grande stimolo a concludere gli studi. In più ci stavo dando dentro con gli investimenti ed anche questo mi dava una sensazione di certezza finanziaria che mi faceva sentire al sicuro.

La conclusione mi dicevo che anche senza laurea potevo benissimo andare avanti lo stesso, avendo il mio reddito mensile, le mie entrate da investimenti e quanto bastava per seguire la mia formazione e crescita personale, che era ed è la mia passione.

Una condizione comoda quindi ed il problema era proprio questo: la comodità che fomentava la non voglia di studiare!

Spesso non è per niente comodo passare ore sui libri a fare entrare nella testa certi concetti. Se poi inizi a dubitare dell’utilità di ciò che stai studiando ti stai, senza accorgertene, affossando ancora di più. Non saranno le valanghe di lamentele a farti passare l’esame, anzi ti toglieranno quel poco di motivazione che forse avevi.

L’unica frase che ti viene in mente in questa circostanza è:

Non ho voglia di studiare e quindi?

Cioè non è poi una tragedia se lascio stare tutto. O almeno dentro di te una parte penserà questo, mentre un’altra sta lottando per fare in modo che tu finisca in fretta questa “tortura”. Anche giustificarsi infatti non è di grande aiuto, sempre se il tuo obiettivo è arrivare alla laurea. In caso contrario ritirati e fai altro nella vita. Al di là della provocazione, se vuoi chiarirti le idee se è davvero importante per te la laurea o meno ti consiglio di leggere questi articoli:

http://www.studentiuniversita.com/2011/10/come-far-pace-con-lo-studio/

http://www.studentiuniversita.com/2011/09/come-passare-lultimo-esame/

http://www.studentiuniversita.com/2011/06/preparazione-esame-universitari-tempi/

http://www.studentiuniversita.com/2011/04/universita-e-lavoro/

Sono tanti articoli? In realtà sono solo alcuni, del resto la domanda a cui vuoi dare risposta è importante, meglio investire 1 ora del tuo tempo per fare chiarezza o rimanere nel dubbio per i prossimi mesi? 😉

Bene, ora che hai fatto un po’ di chiarezza  e forse hai capito perché non hai voglia di studiare dimmi ti è tornata la voglia di studiare? NO?! 😮 Ok, però se stai leggendo queste righe vuol dire che hai più chiarezza sul perché vuoi continuare gli studi o almeno razionalmente sai che ti conviene farlo.

Alla fine il motivo è proprio questo, un discorso di convenienza. Ho dato 35 esami, non mi conviene buttarli nel cestino, mi conviene trovare il modo di passare angli gli ultimi 5. Razionalmente siamo tutti d’accordo su questo concetto… la domanda è:

se non ho voglia di studiare come faccio a passare anche solo l’ultimo esame?!

I modi sono tanti, alcuni più complessi ed introspettivi ed altri più semplici e legati all’ambiente esterno. Se fossimo in una coaching individuale potrei farti fare diversi esercizi ad hoc sulla tua situazione. Ad ogni modo ti segnalo di seguito un decalogo di 10 azioni che puoi compiere per farti tornare la voglia di studiare.

Ecco a te le 9 + 1 tappe da percorrere per riprendere in mano la voglia di studiare e concludere gli esami:

  1. cambia ambiente. Se studi in casa vai in biblioteca, se già vai in biblioteca, cambiala! Sembrerà banale ma cambiare ambiente in alcuni casi, soprattutto all’inizio riattiva un certo desiderio ed interesse per lo studio. Provare per credere. Potresti anche cambiare luogo di studio 1 volta a settimana.
  2. Studia in gruppo. Se sei abituato a studiare da solo, ti consiglio di trovare gruppi di studio con cui condividere gioie e fatiche. Il gruppo ha un’energia eccezionale e vi date sostegno a vicenda. Basta anche essere in due perché la cosa funzioni. Sopra i 5 può diventare dispersivo.
  3. Utilizza al meglio le tue capacità. Ognuno di noi è forte in qualcosa. Nel tuo  caso può essere la lettura veloce, oppure le mappe mentali, oppure il fatto di afferrare al volo certi concetti o di sviluppare rapidamente i ragionamenti. Nel gruppo i tuoi talenti saranno fondamentali perché tu potrai spiegare agli altri alcune parti della materia per alcuni oscure e riceverai lo stesso trattamento su ciò che non hai capito. Se non sai con chi studiare sfrutta la bacheca o il forum della tua università per trovare alleati. Ricorda che c’è sempre qualcuno che sta preparando il tuo stesso esame nello stesso periodo, basta capire chi e come aggregarsi.
  4. Mantieni un atteggiamento positivo. Lamentarti non serve. Riporta il gruppo a concentrarsi sull’obiettivo se iniziano a dare la colpa al professore, al programma, al ministero o alla repubblica. Non in modo pesante ma anzi con una battuta e con leggerezza. Vedrai come cambieranno anche le tue convinzioni sulla fattibilità nel superare l’esame.
  5. Sfrutta i colloqui col professore. Non solo le due settimane prima dell’esame, anche se ti dà fastidio o non sei abituato. Non farlo per farti vedere ma per capire davvero ciò che ti sfugge. Tu vuoi passare questo esame e quindi sei tenuto a fare qualcosa di scomodo che non hai mai fatto. Einstein diceva: “Pazzia è credere di ottenere risultati diversi facendo le stesse cose”. Se vuoi ottenere un nuovo risultato (passare l’esame) vorrai fare qualcosa che non sei abituato a fare.
  6. Simula interrogazioni o prove d’esame nel modo corretto. Preparati sui testi e dispense e dopo integra con le prove d’esame.
  7. Ascolta gli orali prima della tua sessione. Anche se non ti sei iscritto alla sessione. Questo ti aiuterà a capire che domande fa e trovare magari anche nuovi alleati (tra chi non lo passa) per ampliare il gruppo o rimpiazzare le “mele marce”. Questo funziona anche se l’esame è scritto. Aspetta fuori dall’aula chi sta dando l’esame e fai loro qualche domanda.
  8. Alterna studio a divertimento. Ricorda che ogni tanto una birra/aperitivo/caffè magari con gli stessi compagni con cui stai preparando l’esame è molto più efficace di una nottata di studio insieme.
  9. 24 ore prima dell’esame è vietato studiare! Questa è una regola contro intuiva eppure funziona tantissimo. Il giorno prima dell’esame distraiti. Rimani in contatto con i tuoi compagni di avventura ma prendila con leggerezza. Se parli dell’esame fallo in modo giocoso, oppure parla di altro (cosa ben difficile lo so).
  10. questo è il +1. Non è indispensabile ma piacevole e ti aiuterà a mantenere un bel ricordo dell’evento. Finito tutto, cioè passato l’esame, festeggia col tuo gruppo! Una pizza in compagnia è un ottimo modo per salutare i vostri compagni di viaggio e mantenere quella carica positiva per passare all’esame successivo.

Ecco come in 10 mosse puoi passare, in modo pratico, da: non ho voglia di studiare a: ho passato l’esame!

Ora tocca a te, in bocca al lupo e fammi sapere come va! 😉

Cristian

30
Apr

ultimi esami e tesi 4

ultimi esami e tesi 1, ultimi esami e tesi 2 ed ultimi esami e tesi 3

Come scrivere una tesi di laurea? Finora ti ho parlato di cosa vuol dire chiedere la tesi, quando è il momento di farlo e come approcciarsi alla “fase due” del percorso universitario.

La tesi di laurea può essere considerata appunto la “fase due”, l’ultimo gradino prima di prendere il titolo. Se sei arrivato alla tesi vuol dire che il grosso del lavoro è stato fatto. Hai superato tutti o quasi gli esami e stai per iniziare una ricerca su un argomento di tuo interesse. Si può dire in altri termini che hai il vento a favore! 😉

Come mai allora tanti studenti trovano difficoltà ad iniziare questa nuova avvenutra? Ci sono sia ragioni psicologiche/emotive che ragioni pratiche/organizzative.

Ragioni emotive                                                          Ragioni organizzative

stress                                                                          non so da dove iniziare

emozione                                                                    non ho organizzato il lavoro

paura                                                                          non so come procedere con le ricerche

ansia                                                                           non so materialmente come scrivere una tesi

di solito le ragioni organizzative sono la superficie o la reazione di ragioni emotive più profonde. Nelle sessioni di coaching individuale spesso si affrontano entrambi gli aspetti, ma nel blog mi limito a guardare insieme a te la parte di destra, quindi le difficoltà tecniche, perchè non sono uno psicologo, pur avendo studiato per anni l’argomento e le interazioni sociali, ed inoltre la parte emotiva è troppo vasta e dettagliata, ed aggiungerei diversa da persona a persona, per poterla esaminare in questo contesto. All’interno di una sessione di coaching le cose sono diverse. Siamo io e te in un clima rilassato, dove sei tu a dirmi su cosa vuoi lavorare (sia tematiche di vita generali che legate allo studio) e quindi all’interno del discorso aspetti razionali ed emotivi si incontrano in modo naturale.

Ma torniamo al discorso. Vediamo da dove iniziare, come organizzare il lavoro, dove trovare materiale per le ricerche e da dove si inizia per scrivere la tesi.

Una volta che hai il titolo provvisorio della tesi di laurea e magari ti sei fatto dare dal prof qualche spunto per la traccia da seguire, la prima cosa da fare è raccogliere quanto più materiale riesci a trovare sull’argomento. Detta così sembra ovvio, ma da dove si inizia a cercare? Dunque se hai appena chiesto la tesi al prof, e lui ha accettato, probabilmente avete già avuto un primo scambio di idee su come affrontare i primi passi. Se così non fosse ti consiglio di tornare in facoltà o mandare un’email per avere più info. Ad ogni modo mettiamo che hai già una traccia, stai ancora ragionando sull’argomento… perchè tornare a casa e rimandare il tutto? Usa la biblioteca della facoltà per e/o il servizio di internet dell’università per iniziare da subito le ricerche. Impiega anche tutto il giorno se è il caso, ma batti il ferro finchè è caldo.

L’alternativa è quella di andare a casa, rilassarsi, iniziare qualche ricerca per poi annoiarsi o stressarsi perchè non si trova quello che si vuole in poco tempo. Certo non deve andare necessariamente così, ma diciamo che l’università ha sicuramente più strumenti da metterti a disposizione per le tue ricerche rispetto a quelle che puoi avere in casa, quindi visto che sei già lì, sfrutta il momento! 😉

Una volta che hai raccolto del materiale iniziale, prima di iniziare a scrivere è meglio farsi una scaletta. In pratica:

  • quanti capitoli scrivere: di solito non si superano i 4,
  • come impostare il discorso: prima faccio una panoramica e poi entro nello speficico? Devo inserire dei concetti di base prima di arrivare all’oggetto della tesi? E’ utile mostrare l’evoluzione storica di ciò che vado a trattare? Spesso queste sono risposte che ti può dare il professore, anzi quello che sarà il tuo relatore.
  • quante pagine scrivere: anche in questo caso è il relatore a darti un minimo o un massimo. Il numero di pagine è molto variabile, dipende anche dalla voglia del prof di correggere. Per dare dei numeri, ma chiedi conferma, per la triennale le pagine di una tesi media sono circa 100 e per la specialistica intorno a 150.
  • qual è l’argomento più corposo: già da un’indagine iniziale puoi averne un’idea. Magari è l’ultimo capitolo quello più corposo, come spesso capita, e solo lui può raddoppiare il numero di pagine da scrivere. Queste info ti sono utili sia per calcolare approssimativamente quante pagine possono uscire sia per calcolare il tempo a disposizione.

Per ora mi fermo qui. Di informazioni e suggerimenti te ne ho dati anche oggi, inizia da qui e tra qualche giorno ti dirò il seguito.Intanto ti auguro una buona giornata.

Ciao

Cristian

P.S. per il tema organizzazione dello studio, ti consiglio di andare sulla mappa del sito dove trovi almeno 9 post su come gestire il tempo in base agli esami ed agli altri impegni. 🙂

 

27
Jan

come vivi l’università

Ciao,

ti segnalo che è appena uscito il mio nuovo ebook:

            Come vivi l’università

tecniche e strategie per vivere al meglio il percorso di studi Universitario

E’ un ebook che integra lo studio in prospettiva al lavoro. Come zoommare all’indientro per ampliare la visuale sull’immagine di te che mostrerai una volta nel mondo del lavoro.

Tutto questo parte da una decisione: parte dalla scelta su come decidi di vivere l’università!

Come se tu avessi a disposizione dell’argilla morbida e tempo da 3 a 5 anni per creare il tuo vaso migliore!
Chi si ferma al “primo livello di tornitore” (cioè: studia, da esami ed espone una tesi imparata a memoria), per quanto bravo, non potrà che produrre un vaso semplice. Chi invece ha seguito anche i “corsi avanzati” (erasmus, attività in associazioni, rappresentante degli studenti, corsi di formazione personale…) avrà ovviamente più strumenti a disposizione per creare un vaso che si noterà tra la massa.

Tu imprenditore, a parità di costo, quale vaso vorresti? Wink

Scarica ora le prime 30 pg gratis, cliccando qui: Come vivi l’università

E’ ora disponsibile anche la versione completa (149 pg) che trovi allo stesso link.

Buona giornata.

Cristian

21
Oct

come fare pace con lo studio 4

Quello che segue è la continuazione di un discorso unico diviso in parti. Clicca qui per leggere: come fare pace con lo studio 3

 Se è importante capire perchè stai studiando (come spiegato nel post precedente), è ancora più importante capire come arricchire di emozione questo motivo.

Quella che ti sto per svelare è la tecnica della visualizzazione, e funziona tanto più se rimani aperto e ti lasci andare alle sensazioni che emergono.

Con la visualizzazione, vai a vedere nella tua mente qualcosa che è già successo o succederà. Quando viene usata per richiamare qualcosa del passato, spesso è per sostituire un’emozione o sensazione non più utile, con una più produttiva. Quando viene usata, invece, come anticipazione di qualcosa che non è ancora successo, serve per enfatizzare l’evento e per associarvi le emozioni che tu desideri.

Se ci pensi non è nulla di strano, anzi è qualcosa che fai tutti i giorni, in continuazione. Durante la giornata, quante volte, infatti, ti sorpendi a pensare a qualcosa successa nel passato, e richiami l’evento alla mente, magari modificandolo nei contenuti e nei gesti “…gli avrei detto così, avrei fatto cosà…”. Allo stesso tempo, è anche altrettanto facile immaginare qualcosa che ancora non ci è successa, es. oggi incontrerò quel/la ragazzo/a e se mi dirà così io gli/le risponderò così. Magari me metto nella situazione di farmi chiedere quella cosa…

Ormai è così automatico che neanche ci fai caso, ma senza accorgertene durante l’arco di un singolo giorno, hai decine e decine di questi pensieri.

Bene, la visualizzazione è la stessa cosa, solo pilotata in modo consapevole e tesa verso un obiettivo.

Sono stati infatti studi che mostrano come immaginandosi più e più volte una scena che deve ancora avvenire, quando accadrà veramente sarai preparato come se l’avessi già vissuta tante altre volte.

Questo è il trucco, per esempio, di chi inizia a parlare in pubblico. Quello che gli esperti della comunicazione consigliano è infatti, non solo di esercitarsi nell’esposizione dei contenuti, ma anche di visualizzare nei dettagli la scena che avranno davanti al momento designato, come anche quello che diranno. E’ anche la tecnica usata da molti sportivi che prima di iniziare la gara, visualizzano i gesti che faranno nella mente.

Infatti, sempre da questa ricerca è emerso che la nostra mente non distingue azioni realmente compiute da azioni vividamente immaginate. Non a caso se hai un incubo ti svegli col fiatone. Eppure fisicamente sei stato disteso tutto il tempo ad occhi chiusi.

A questo punto ti faccio una domanda.

Alla luce di tutto quello che ci siamo detti, cosa potrebbe cambiare se visualizzassi per 3 settimane di fila il giorno dell’esame, vedendoti tranquillo e rilassato, mentre rispondi in modo brillante a tutte le domande che ti fa il professore?

Probabilmente cambierebbe anche il tuo approccio il giorno dell’esame. Non ci credi? Provare per credere! 😉

Per approfondire questo aspetto, se ancora non l’hai fatto, scarica l’ebook gratuito: esame orale, un gioco di ruolo tra studenti e professori, che trovi sulla colonna di destra.

Bene, ho capito che può essere utile questa tecnica, o quanto meno mi incuriosisce, ma come si fa?

E’ molto semplice, ti scrivo i passaggi fondamentali qui sotto:

  1. trova un ambiente tranquillo dove puoi avere 5 minuti tutti per te
  2. prendi in mano l’esercizio del post precedente e leggi il primo motivo per cui vuoi… (es. laurearti, passare il prossimo esame…)
  3. siediti, chiudi gli occhi e rilassati
  4. visualizzati come se avessi già raggiunto quel obiettivo. Guarda dove sei, come sei vestito, chi hai intorno. Quali sono le tue emozioni? Cosa provi?
  5. viviti in modo vivido tutta la scena, arricchendola di colori, di suoni e non trascurare le emozioni
  6. se proprio vuoi fare un lavoro con i fiocchi, riaperti gli occhi (2 o 3 minuti bastano), scrivi quanto hai visto
  7. tieni quello che hai scritto a portata di vista

Come vedi è molto semplice, e puoi farla in qualsiasi momento.

Inoltre puoi visualizzare qualsiasi tema. Per esempio, il tuo prossimo esame orale, oppure la discussione della tesi, o ancora un possibile colloquio di lavoro. Insomma non c’è limite.

Il segreto, anche in questo caso, è la costanza. Perchè abbia il suo effetto, una volta scelto il tema della tua visualizzazione, va ripetuta ogni giorno, almeno 1 volta al giorno, per minimo 21 giorni.

Anche questi non sono numeri a caso, ma te li spiegherò la prossima volta.

Per ora è tutto, ti lascio ai tuoi esercizi e buono studio. 🙂

Cristian

18
Oct

come far pace con lo studio 3

clicca qui per leggere il post precedente: come far pace con lo studio 2

Una grande risorsa che aiuta moltissimo nello studio è capire il motivo reale e profondo per cui stai studiando.

Non basta rispondere alla domanda: perchè mi sono iscritto in università, perchè voglio raggiungere la laurea, perchè mi voglio laureare in questo settore. Queste sono ottime domande che ti consiglio sempre ti tenere in mente, ma le risposte rischiano di essere, ancora una volta, solo razionali.

Quello che occorre fare è un brainstorming. Il brainstorming, letteralmente tempesta cerebrale, è uno strumento molto noto ed usato dalle grandi aziende per creare nuove idee. Attraverso il brainstorming oltrepassi la razionalità e lasci spazio alla creatività.

Come funziona nel concreto? Ecco le fasi:

  1. si parte da un tema che vuoi affrontare (es. perchè voglio laurearmi)
  2. fai un respiro profondo e permetti a te stesso che tutte le risposte che arriveranno, verranno scritte. In altre parole metti in tasca i pregiudizi e scrivi tutto quello che ti viene. Tanto nessuno leggerà quello che hai scritto.
  3. se dopo una decina di motivazioni non sai più cosa scrivere, vuol dire che la parte razionale ha esaurito le sue cartucce. Da lì in poi inizia il vero lavoro di creatività. Rimani concentrato e spingi perchè escano tutte le altre risposte nascoste che hai dentro.
  4. l’obiettivo è arrivare a 100 risposte! Come prima volta comunque, anche 50 possono andar bene.
  5. Pretesa minima: decidi, prima di iniziare l’esercizio, qual è il numero di risposte al di sotto delle quali non ti alzerai dalla sedia. La pretesa minima è molto importante, dalle il giusto peso. Non è necessario dichiarare 50 come risposte minime, ma neanche 5. Per es. 25 o 30 può è essere una buona pretesa minima, ma è del tutto soggettivo.
  6. scrematura. Una volta finito di scrivere rileggi la lista e scegli quelle 2 o 3 risposte che senti più vere, pensando alle quali senti il fuoco dentro, insomma quelle che ti motivano veramente.
  7. se non ne trovi, forse è perchè non hai ancora trovato le vere motivazioni. Ti consiglio in questo caso di continuare a scrivere risposte.
  8. Scrivi da qualche parte queste risposte e tienile in vista.

Questo il procedimento, ora vediamo quali temi trattare.

Puoi fare un brainstorming su questi 3 temi iniziali:

  1. perchè ho iniziato l’università,
  2. perchè mi voglio laureare,
  3. perchè voglio passare l’esame che sto studiando

Sono domande importanti che meritano il giusto tempo e le giuste risposte (10 minuti, comunque possono bastare). Se riesci fai tutto nello stesso giorno, ma non è necessario, puoi anche fare questo esercizio in 3 giorni consecutivi o separati.

Vedrai come, avendo una profonda chiarezza sulle motivazioni reali, si accenderà qualcosa dentro che ti porterà a dare di più, ad impegnarti meglio, e ad ottenere migliori performance.

Parte tutto dalla spinta emotiva, se c’è quella, la parte razionale la segue, ma le grandi performance si ottengono facendo parlare il cuore prima della mente.

Per oggi è tutto, la prossima volta vedremo come ancorare le sensazioni positive derivate da questo esercizio. Perchè se è importante trovare le giuste motivazioni è altrettanto importante saper mantenere l’atteggiamento nel tempo.

Ciao

Cristian

14
Oct

come far pace con lo studio 2

clicca qui per leggere il post precedente: come fare pace con lo studio

Questo post rientra nel tema emotività e studio. Un metodo di studio efficace considera sia la parte razionale che quella emotiva del cervello (emisfero desto ed emisfero sinistro). Avendo la collaborazione di entrambi, puoi ottenere molto di più dal tuo potenziale, come spiego in come far pace con lo studio 1.

Oggi ti svelo la prima tecnica per migliorare il tuo rapporto con lo studio. E’ molto semplice ma la fanno in pochi.

Si tratta del rilassamento mentale.

Ci sono tanti modi per rilassarsi, puoi fare un giro al parco, puoi respirare in un certo modo, puoi seguire una lezione di yoga, puoi fare qulacosa che ti diverte, ecc…

Quello di cui parlo io però è un rilassamento funzionale ai cicli di studio, cioè puoi usare facilmente prima di iniziare o riprendere a studiare, dura 1 minuto ed è utile per le sessioni di studio.

E’ quindi un tipo di rilassamento che allo stesso tempo porta concentrazione e si esegue in pochissimo tempo.

L’ideale sarebbe farlo ad occhi chiusi, ma se studi in luoghi pubblici, come biblioteca ed università, tienili pure aperti, il risultato è simile.

Ecco le fasi di questo esercizio:

  1. fai da 1 a 3 respiri profondi
  2. visualizza i 7 colori dell’arcobaleno: rosso, arancione, giallo, verde, blu, indaco e viola
  3. puoi pensare al colore in sè o ad un oggetto di quel colore. Es. l’indaco è come la parte larga della melanzana
  4. 1 colore per respiro. Cambia colore ad ogni espirazione
  5. ricorda di non avere nè mani nè braccia incrociate per fare questo esercizio. La posizione migliore è seduti sulla sedia con schiena dritta, entrambi i piedi a terra e mani sulle gambe.
  6. quando arrivi al viola puoi dirti mentalmente una frase motivante, es. ora sto per studiare questo argomento (dì che cosa) e lo faccio in modo concentrato e focalizzato fino alla prossima pausa
  7. se avevi gli occhi chiusi, riaprili e riprendi a studiare

I risultati possono non essere immediati. Come dicevo nel primo post è un allenamento. Se lo fai tutti i giorni, nel giro di poche settimane ne sentirai i benefici.

Una volta iniziato, per quanto tempo devo continuare a fare questo esercizio?

Dipende da te. Se passato 1 mese, riscontri un netto miglioramento nella concentrazione la domanda è: perchè fermarsi? 😉

Più lo fai, più alleni la mente alla calma e concentrazione. Già dopo poche settimane riuscirai a fare l’esercizio in pochi secondi e con 1 o 2 respiri. Comunque inizia come ti ho suggerito.

Come vedi è una tecnica molto semplice e veloce. Non ti chiedo di credere, ti invito a sperimentare e vedere se funziona anche su di te.

Al massimo avrai affinato la capacità di visualizzare che è comunque una dote molto utile.

Prima di lasciarti, ti do una spiegazione in termini scientifici, per dar da mangiare anche alla parte razionale.

E’ stato studiato che ogni colore attiva una parte del nostro cervello. L’azzurro rilassa, il rosso richiama attività e collera, il bianco come il nero sono neutri. Il viola è il miglior colore, per la mente, per rilassarsi e prendere contatto col mondo interiore. Non a caso si passa dal rosso che è l’attività frenetica e si arriva fino al viola.

Fatta anche questa spiegazione, ti do appuntamento alla prossima puntata per continuare il discorso emotività e studio.

Ciao

Cristian

11
Oct

come far pace con lo studio

Finora ho affrontato il tema studio da un punto di vista razionale. Infatti ho parlato principalmente di:

  1. preparazione esami
  2. tecniche di memoria
  3. organizzare lo studio

I medoti di studio più efficaci, invece, si basano sia sull’uso delle corrette strategie e metodologie di studio, che sul giusto approccio emotivo.

Del resto il nostro cervello è composto da 2 emisferi, chiamati appunto: emisfero razionale ed emisfero emotivo. Puntare solo su uno dei due emisferi, quindi, ti permette di accedere al massimo al 50% del tuo potenziale.

Anzi non è del tutto esatto. Visto che non si può decidere di accendere e spegnere a comando un emisfero o l’altro, quando inizi a studiare, ed usi quindi la parte razionale, automaticamente anche delle aree della parte emotiva si attivano.

E’ normale quindi studiare con entrambi gli emisferi, ma quello che non è scontato è sapere come gestirli entrambi.

Quante volte ti sei sorpreso a pensare a 1000 cose, mentre il libro continuava a rimanere aperto sulla stessa pagina?!

Di contro, quante volte hai ottenuto ottime performance sullo studio, per esempio avendo passato un esame preparato in pochi giorni, o essere stato fino a notte fonda a studiare, o ricordarti a distanza di tempo molte informazioni di un esame pur non avendolo usato tecniche di memoria?!

Questi sono tutti esempi di come l’emisfero emotivo influenza, nel bene o nel male, i tuoi risultati nello studio.

Il discorso quindi non è disattivare la parte emotiva, ma imparare ad usarla come alleata!

Quali sono i possibili vantaggi?

  • aumentare la concentrazione
  • diminuire i tempi di studio
  • ottenere risultati migliori
  • sentire piacere in ciò che si studia
  • sentirsi più entusiasti e soddisfatti
  • mantenere il focus sull’obiettivo
  • sentirsi più presenti a se stessi
  • ricordare più nozioni più a lungo
  • ottenere voti migliori

queste sono i primi vantaggi che mi vengono in mente.

Come ti sentiresti a provare tutto questo? 🙂

Ora lo so che la tua domanda è: dimmi come faccio, presto!!! 😀

Una cosa alla volta.

Intanti sappi che addestrare la propria parte emotiva è più complesso che addestrare quella razionale.

Quindi se hai impiegato del tempo, e fatto tanto esercizio, per imparare ad organizzarti od apprendere le tecniche di memoria, per disciplinarti e modificare le tue emozioni, occorrerà ancora più esercizio e pazienza.

Inoltre non pensare che il cambiamento avverrà da oggi a domani. Consideralo più come un disciplinarsi giorno per giorno.

Se ti senti pronto/a a sviluppare questa parte della tua mente, leggi il prossimo articolo dove ti darò una serie di indicazioni base sulla concentrazione e rilassamento.

Per ora ti lascio riflettere su quanto detto.

Se hai domande puoi postarle qui sotto.

Ciao

Cristian

5
Oct

studentiuniversita su facebook

Caro lettore,

studentiuniversita.com è entrata su facebook!

In questo modo puoi seguire più comodamente tutte le novità sugli ultimi post scritti, e ricevere in anteprima tutte le promozioni riservate alla lista studentiuniversita.com

Intanto puoi cliccare sul link facebook mi piace che trovi sotto il titolo. In questo modo sarai il primo ad essere avvisato appena verrà creata la pagina.

La funzione mi piace è un nuovo plug in, ed è stato installato su ogni articolo del blog. Se hai trovato utile ed interessante gli articoli letti in passato, o che leggerai in futuro, cliccando mi piace puoi condividere con i tuoi amici queste informazioni ed aiutare studentiuniversita.com a diffondere il suo progetto.

Studentiuniversita.com è nata con lo scopo di aiutare gli studenti a raggiungere più velocemente la laurea, suggerendo un metodo di apprendimento basato su:

  • come organizzazione lo studio,
  • cosa sono e come usare le mappe mentali,
  • cosa sono e come uasre le tecniche di memoria

come pilastri fondamentali.

Trovi maggiori informazioni sulla mission di studentiuniversita.com nella sezione presentazione.

Per ora è tutto, ti auguro una buona giornata e spero di vederti presto sulla nuova pagina di facebook.

N.B. per essere aggiunto alla lista, devi autenticare il profilo facebook prima di cliccare mi piace, altrimenti non sarà possibile vedere il tuo nome.

Ciao

Cristian 🙂

5
Oct

come passare l’ultimo esame 8

Un valido consiglio per come passare l’ultimo esame è quello di far pace con la materia che stai studiando.

Partiamo da questo postulato: non c’è universitario che non abbia detestato almeno 1 esame.

Questo è normale, e gli effetti sono di studiare con meno voglia ed a volte di dover ridare quello stesso esame. Tutti hanno passato esami che detestavano. Se però sei arrivato all’ultimo od ultimi esami, sei in una situazione di stallo, e per di più quello che devi studiare non ti piace proprio, allora iniziano i guai.

Questa parte non era prevista nel tread come passare l’ultimo esame, ma pensandoci, e ricordando come stavo io quando dovevo studiare informatica (mio ultimo esame), sono arrivato alla conclusione che quanto sto per dirti può essere un valido suggerimento per rompere definitivamente il blocco da ultimo esame.

Devi sapere che per me informatica (programmazione in C), è stato uno scoglio fin dal primo anno. Anno dopo anno seguivo le lezioni, ma non so perchè, a metà corso mi rifiutavo di proseguire, e rinviavo all’anno successivo.

E’ andata avanti così finchè non è rimasto da solo. Ultimo esame da dare! Lo detestavo, non ne capivo il senso, lo ritenevo inutile per noi di economia, infatti ad oggi non conosco altri in Italia che sono costretti a studiare il linguaggio C, come esame di informatica della mia facoltà.

Insomma avevo tutte le ragioni per accodarmi al 99,9% degli studenti della mia università che detestava questa materia (e forse la detestano anche oggi).

Eppure lei rimaneva lì, impassibile. Mi guardava detestarla, senza che questo influisse sul fatto che dovevo passare dalla sua porta per accedere alla laurea. Un po’ come il guardiano del portale.

Potrei dilungarmi su questa metafora, ma preferisco scendere dal mondo esoterico nella materia, per farti una domanda pratica. Rifletti su questo: cosa cambia, in termini di risultati, se odi od ami una materia?

Forse penserai: nulla. La psicologia e la PNL, invece, hanno dimostrato che l’atteggiamento col quale affrontiamo le cose, ne determina il risultato.

Nessuno dice che finchè detesti il tuo esame non lo passerai, altrimenti ci sarebbero molti più non laureati oggi, ma accettarlo farà la differenza sulla qualità del tempo che gli dedichi.

In altre parole, accettare ed accogliere quello che stai studiando, ti fa apprezzare di più la materia, attingi a più risorse dal tuo potenziale, sia come concentrazione, che come memoria che come risultati.

Se fai caso, il primo post che ho scritto sulle tecniche di memoria riguarda proprio l’atteggiamento positivo, quindi l’aver fiducia, il congratularsi dei risultati ecc…

Tanto l’esame è lo stesso sia che tu lo detesti, sia che tu lo accolga. Il guardiano di porta, tanto per riprendere la metafora, svolge sempre lo stesso compito, cioè, vedere se quanto hai studiato lo soddisfa per farti andare oltre. Non gli interessa se lo odi o lo ami, vuole il risultato!

Infatti avere un atteggiamento diverso, fa la differenza solo dentro di te.

Ok, ma se proprio non mi piace questa materia, come faccio a farmela andare a genio?

Io tra le altre, usavo il dialogo interno per convincermene. Del tipo, ogni giorno, prima di aprire i libri dicevo mentalmente: comunque ti accetto e ti accolgo. Anzi ti accetto e ti accolgo! Il tutto accompagnato da uno stato d’animo adeguato.

Questo era uno degli strumenti che usavo. Tu puoi trovare il tuo metodo per trasformare l’atteggiamento da rifiuto ad accoglienza.

Ti ripeto, lo so che passeresti ugualmente questo esame anche continuandolo a detestare, ma da quanto ci stai sotto? E perchè continuare a offrire?

Nella vita troverai situazioni che non ti piaceranno e con le quali dovrai convivere. Quando succederà cambia l’ambiente, e se non puoi, accoglilo!

Purtroppo l’ultimo esame è una di quelle cose che non si possono cambiare. Vedrai che ti insegnerà molto di più questo cambio di prospettiva, che molti esami inutili che hai dovuto studiare.

Con questo post concludo il tread dedicato a come passare l’ultimo esame.

Se hai domande, commenti o suggerimenti, ti invito a scriverli qui sotto.

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Buona giornata.

Cristian

4
Oct

come passare l’ultimo esame 7

Siamo arrivati alla fine di questo tread su come passare l’ultimo esame. In questo post voglio tirare le somme di tutto quello che ci siamo detti su come passare l’ultimo esame. Come hai visto, l’ultimo esame nasconde molte più resistenze mentali di quello che potresti pensare. Prima però di entrare nel vivo riassumo i post precedenti per punti, con relativi link:

  • creati un obiettivo chiaro (clicca il link per vedere quali sono le caratteristiche di un buon obiettivo)
  • ritrova lo scopo, cioè il motivo per cui fai tutto questo (perchè vuoi laurearti?)
  • mantieni la concentrazione sullo scopo mentre porti avanti l’obiettivo
  • cambia ambiente. Esci di casa, torna a frequentare la biblioteca, l’università, vai in posti stimolanti che ti aiutino a mantenere l’intento o ritrovare la concentrazione
  • se devi preparare un esame complesso, cerca qualcuno con cui studiare o fare esercizi. Isolarsi è la cosa peggiore (come passare l’ultimo esame 2)
  • se da solo non riesci a trovare la giusta motivazione, fatti aiutare da un professionista, come un coach o un trainer (come passare l’ultimo esame 3)
  • forse non lo sai, ma anche la corretta alimentazione, l’esercizio fisico e le giuste ore di sonno, aiutano allo scopo
  • vai a questi benedetti ricevimenti. Se non sei il tipo che va dai prof per chiarire i dubbi, bene, a questo punto lo puoi diventare. 😉 Tutti i pensieri che ti possono venire, e le scuse che ti puoi dare, sono meno importanti  della perdita della laurea. (come passare l’ultimo esame 4)
  • frequenta i forum della tua università, ufficiali e non. Ti sorprenderà vedere quanti sono nella tua situazione e quanti hanno scritto soluzioni e commenti utili per il tuo caso. Questo è anche un modo per conoscere nuove persone e creare un gruppo di studio. (come passare l’ultimo esame 5)
  • frequenta qualche lezione del corso se puoi. Non importa se lo hai già frequentato, è un ottimo modo, sia per conoscere altri che come te devono preparare quel esame, sia per aiutarti a tornare sull’argomento. (come passare l’ultimo esame 6)

Spesso ho notato che verso gli ultimi esami si perde la voglia di studiare. Diventa tutto più difficile e noioso. Questo succede per una serie di motivi, e partono tutti dalla stessa origine: hai perso la motivazione, ovvero non riconosci più il motivo per cui fare l’azione (in questo caso l’azione di studiare).

Ho parlato spesso di atteggiamento e motivazione, o in altre parole scopo ed obiettivi. Clicca il link in alto per approfondire questo primo tema.

Può essere invece che hai chiaro in mente i motivi che ti spingono ad ottenere la laurea, ma questo non basta per farti uscire dall’impasse. Per ritrovare lo stimolo, altri trucchi interessanti sono quelli di uscire di casa e frequentare, per esempio la biblioteca o l’università per studiare, andare sui forum della tua università (ufficiali e non) per leggere come altri hanno superato l’esame che devi dare, scrivere i tuoi dubbi, e se nel caso trovare qualcuno che ti possa spiegare gli argomenti più ostici, o ti possa guidare nel comprendere la materia.

Facendo così è facile che la ruota riprenda a girare, e ti torni qualche stimolo. A quel punto sfrutta l’onda positiva e rientra nell’ambiente universitario, andando, per esempio, a ricevimento per chiedere spiegazioni, ma anche per conoscere chi ti interrogherà, capire che tipo è. Se poi ti è possibile, frequenta o rifrequenta qualche lezione.

Quanto più torni a prendere contatto con l’ambiente universitario, tanto più riesci a stare sul pezzo.

Inoltre in questo modo puoi conoscere anche studenti con cui creare un gruppo di studio. A questo punto l’eventuale timidezza è meglio metterla nel cassetto, e se hai delle resistenze chiediti: preferisco fare il timido/a o passare questo esame?! 😉

Se trovi difficoltà in qualcuna di queste fasi, per esempio nel capire quali sono i tuoi obiettivi ed il tuo scopo, o non trovi lo stimolo per uscire di casa, od il lavoro ti affossa e non riesci a fare altro, o ti stai chiedendo a cosa ti servirà la laurea, ecc… puoi consultare anche un coach od un trainer, col quale trovare più facilmente delle soluzioni alle quali da solo non riesci ad arrivare.

Soprattutto, innanzitutto, fai pace col tuo ultimo esame. E’ facile che ti venga repulsione, rabbia, odio o paura. Per passare al meglio questo esame, in qualche modo devi accettarlo ed accoglierlo.

Su questo tema scriverò qualcosa nel prossimo post.

Intanto ti lascio riflettere su quanto ci siamo detti. Ci vediamo tra qualche giorno per approfondire il tema dell’accogliernza. 🙂

Buona giornata

Cristian

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