Skip to content

Posts from the ‘organizzare lo studio’ Category

11
Jun

Non ho voglia di studiare: 10 mosse per tornare alla carica

se non hai voglia di studiare rischi questa fine

di iviaggidigogo

Sempre più studenti mi scrivono privatamente per chiedermi consigli su come poter passare gli esami. Spesso però quello che cercano non è un metodo o delle strategie ma ritornare a provare quella motivazione e passione che li porti fino alla laurea.

In pratica la domanda è:

Non ho voglia di studiare, come posso finire l’università?

Questa è una gran bella domanda, io per primo mi sono trovato, arrivato agli ultimi due esami, a dover combattere con la non voglia di studiare. Avevo già aperto questo blog e lavoravo nell’attività di famiglia. Avevo certamente una condizione privilegiata rispetto a tanti altri e da un lato questo mi dava sicurezza. Quindi quello che sto per dirti viene dall’esperienza personale, oltre che dalla formazione.

Spesso l’identikit di chi arriva a provare questa non voglia di studiare è:

  • età tra 26 e 30 anni,
  • esame difficile da dover sostenere,
  • verso la fine del percorso di studi,
  • desiderio di libertà VS senso di oppressione,
  • fuori corso,
  • sensazione di poca integrazione nell’ambiente universitario,
  • poca fiducia nelle proprie capacità,
  • non vede vie d’uscita indolore o in tempi brevi

tutti questi fattori portano alla conseguenza già citata del:

Non ho voglia di studiare, come passare gli esami?!

Ebbene tra un attimo ti dirò cosa ho fatto io per superare questo scoglio che mi ha fatto ritardare di circa 18 mesi il conseguimento della laurea. Essi 18 mesi! Sono passato da una media di 7 esami l’anno a superare l’ultimo esame 18 mesi dopo il penultimo!

Come mai questa differenza abissale tra una condizione e l’altra? Guarda un po’ anche io in quel periodo mi dicevo:

non ho voglia di studiare!

Un altro fattore poi nel mio caso ha fatto da padrone a questa sensazione. Non mi sentivo più studente! Mi sentivo ormai lavoratore, investitore, formatore, scrittore, blogger ma non certo studente. Inoltre avendo un posto sicuro non avevo un grande stimolo a concludere gli studi. In più ci stavo dando dentro con gli investimenti ed anche questo mi dava una sensazione di certezza finanziaria che mi faceva sentire al sicuro.

La conclusione mi dicevo che anche senza laurea potevo benissimo andare avanti lo stesso, avendo il mio reddito mensile, le mie entrate da investimenti e quanto bastava per seguire la mia formazione e crescita personale, che era ed è la mia passione.

Una condizione comoda quindi ed il problema era proprio questo: la comodità che fomentava la non voglia di studiare!

Spesso non è per niente comodo passare ore sui libri a fare entrare nella testa certi concetti. Se poi inizi a dubitare dell’utilità di ciò che stai studiando ti stai, senza accorgertene, affossando ancora di più. Non saranno le valanghe di lamentele a farti passare l’esame, anzi ti toglieranno quel poco di motivazione che forse avevi.

L’unica frase che ti viene in mente in questa circostanza è:

Non ho voglia di studiare e quindi?

Cioè non è poi una tragedia se lascio stare tutto. O almeno dentro di te una parte penserà questo, mentre un’altra sta lottando per fare in modo che tu finisca in fretta questa “tortura”. Anche giustificarsi infatti non è di grande aiuto, sempre se il tuo obiettivo è arrivare alla laurea. In caso contrario ritirati e fai altro nella vita. Al di là della provocazione, se vuoi chiarirti le idee se è davvero importante per te la laurea o meno ti consiglio di leggere questi articoli:

http://www.studentiuniversita.com/2011/10/come-far-pace-con-lo-studio/

http://www.studentiuniversita.com/2011/09/come-passare-lultimo-esame/

http://www.studentiuniversita.com/2011/06/preparazione-esame-universitari-tempi/

http://www.studentiuniversita.com/2011/04/universita-e-lavoro/

Sono tanti articoli? In realtà sono solo alcuni, del resto la domanda a cui vuoi dare risposta è importante, meglio investire 1 ora del tuo tempo per fare chiarezza o rimanere nel dubbio per i prossimi mesi? 😉

Bene, ora che hai fatto un po’ di chiarezza  e forse hai capito perché non hai voglia di studiare dimmi ti è tornata la voglia di studiare? NO?! 😮 Ok, però se stai leggendo queste righe vuol dire che hai più chiarezza sul perché vuoi continuare gli studi o almeno razionalmente sai che ti conviene farlo.

Alla fine il motivo è proprio questo, un discorso di convenienza. Ho dato 35 esami, non mi conviene buttarli nel cestino, mi conviene trovare il modo di passare angli gli ultimi 5. Razionalmente siamo tutti d’accordo su questo concetto… la domanda è:

se non ho voglia di studiare come faccio a passare anche solo l’ultimo esame?!

I modi sono tanti, alcuni più complessi ed introspettivi ed altri più semplici e legati all’ambiente esterno. Se fossimo in una coaching individuale potrei farti fare diversi esercizi ad hoc sulla tua situazione. Ad ogni modo ti segnalo di seguito un decalogo di 10 azioni che puoi compiere per farti tornare la voglia di studiare.

Ecco a te le 9 + 1 tappe da percorrere per riprendere in mano la voglia di studiare e concludere gli esami:

  1. cambia ambiente. Se studi in casa vai in biblioteca, se già vai in biblioteca, cambiala! Sembrerà banale ma cambiare ambiente in alcuni casi, soprattutto all’inizio riattiva un certo desiderio ed interesse per lo studio. Provare per credere. Potresti anche cambiare luogo di studio 1 volta a settimana.
  2. Studia in gruppo. Se sei abituato a studiare da solo, ti consiglio di trovare gruppi di studio con cui condividere gioie e fatiche. Il gruppo ha un’energia eccezionale e vi date sostegno a vicenda. Basta anche essere in due perché la cosa funzioni. Sopra i 5 può diventare dispersivo.
  3. Utilizza al meglio le tue capacità. Ognuno di noi è forte in qualcosa. Nel tuo  caso può essere la lettura veloce, oppure le mappe mentali, oppure il fatto di afferrare al volo certi concetti o di sviluppare rapidamente i ragionamenti. Nel gruppo i tuoi talenti saranno fondamentali perché tu potrai spiegare agli altri alcune parti della materia per alcuni oscure e riceverai lo stesso trattamento su ciò che non hai capito. Se non sai con chi studiare sfrutta la bacheca o il forum della tua università per trovare alleati. Ricorda che c’è sempre qualcuno che sta preparando il tuo stesso esame nello stesso periodo, basta capire chi e come aggregarsi.
  4. Mantieni un atteggiamento positivo. Lamentarti non serve. Riporta il gruppo a concentrarsi sull’obiettivo se iniziano a dare la colpa al professore, al programma, al ministero o alla repubblica. Non in modo pesante ma anzi con una battuta e con leggerezza. Vedrai come cambieranno anche le tue convinzioni sulla fattibilità nel superare l’esame.
  5. Sfrutta i colloqui col professore. Non solo le due settimane prima dell’esame, anche se ti dà fastidio o non sei abituato. Non farlo per farti vedere ma per capire davvero ciò che ti sfugge. Tu vuoi passare questo esame e quindi sei tenuto a fare qualcosa di scomodo che non hai mai fatto. Einstein diceva: “Pazzia è credere di ottenere risultati diversi facendo le stesse cose”. Se vuoi ottenere un nuovo risultato (passare l’esame) vorrai fare qualcosa che non sei abituato a fare.
  6. Simula interrogazioni o prove d’esame nel modo corretto. Preparati sui testi e dispense e dopo integra con le prove d’esame.
  7. Ascolta gli orali prima della tua sessione. Anche se non ti sei iscritto alla sessione. Questo ti aiuterà a capire che domande fa e trovare magari anche nuovi alleati (tra chi non lo passa) per ampliare il gruppo o rimpiazzare le “mele marce”. Questo funziona anche se l’esame è scritto. Aspetta fuori dall’aula chi sta dando l’esame e fai loro qualche domanda.
  8. Alterna studio a divertimento. Ricorda che ogni tanto una birra/aperitivo/caffè magari con gli stessi compagni con cui stai preparando l’esame è molto più efficace di una nottata di studio insieme.
  9. 24 ore prima dell’esame è vietato studiare! Questa è una regola contro intuiva eppure funziona tantissimo. Il giorno prima dell’esame distraiti. Rimani in contatto con i tuoi compagni di avventura ma prendila con leggerezza. Se parli dell’esame fallo in modo giocoso, oppure parla di altro (cosa ben difficile lo so).
  10. questo è il +1. Non è indispensabile ma piacevole e ti aiuterà a mantenere un bel ricordo dell’evento. Finito tutto, cioè passato l’esame, festeggia col tuo gruppo! Una pizza in compagnia è un ottimo modo per salutare i vostri compagni di viaggio e mantenere quella carica positiva per passare all’esame successivo.

Ecco come in 10 mosse puoi passare, in modo pratico, da: non ho voglia di studiare a: ho passato l’esame!

Ora tocca a te, in bocca al lupo e fammi sapere come va! 😉

Cristian

27
Jan

come vivi l’università

Ciao,

ti segnalo che è appena uscito il mio nuovo ebook:

            Come vivi l’università

tecniche e strategie per vivere al meglio il percorso di studi Universitario

E’ un ebook che integra lo studio in prospettiva al lavoro. Come zoommare all’indientro per ampliare la visuale sull’immagine di te che mostrerai una volta nel mondo del lavoro.

Tutto questo parte da una decisione: parte dalla scelta su come decidi di vivere l’università!

Come se tu avessi a disposizione dell’argilla morbida e tempo da 3 a 5 anni per creare il tuo vaso migliore!
Chi si ferma al “primo livello di tornitore” (cioè: studia, da esami ed espone una tesi imparata a memoria), per quanto bravo, non potrà che produrre un vaso semplice. Chi invece ha seguito anche i “corsi avanzati” (erasmus, attività in associazioni, rappresentante degli studenti, corsi di formazione personale…) avrà ovviamente più strumenti a disposizione per creare un vaso che si noterà tra la massa.

Tu imprenditore, a parità di costo, quale vaso vorresti? Wink

Scarica ora le prime 30 pg gratis, cliccando qui: Come vivi l’università

E’ ora disponsibile anche la versione completa (149 pg) che trovi allo stesso link.

Buona giornata.

Cristian

21
Oct

come fare pace con lo studio 4

Quello che segue è la continuazione di un discorso unico diviso in parti. Clicca qui per leggere: come fare pace con lo studio 3

 Se è importante capire perchè stai studiando (come spiegato nel post precedente), è ancora più importante capire come arricchire di emozione questo motivo.

Quella che ti sto per svelare è la tecnica della visualizzazione, e funziona tanto più se rimani aperto e ti lasci andare alle sensazioni che emergono.

Con la visualizzazione, vai a vedere nella tua mente qualcosa che è già successo o succederà. Quando viene usata per richiamare qualcosa del passato, spesso è per sostituire un’emozione o sensazione non più utile, con una più produttiva. Quando viene usata, invece, come anticipazione di qualcosa che non è ancora successo, serve per enfatizzare l’evento e per associarvi le emozioni che tu desideri.

Se ci pensi non è nulla di strano, anzi è qualcosa che fai tutti i giorni, in continuazione. Durante la giornata, quante volte, infatti, ti sorpendi a pensare a qualcosa successa nel passato, e richiami l’evento alla mente, magari modificandolo nei contenuti e nei gesti “…gli avrei detto così, avrei fatto cosà…”. Allo stesso tempo, è anche altrettanto facile immaginare qualcosa che ancora non ci è successa, es. oggi incontrerò quel/la ragazzo/a e se mi dirà così io gli/le risponderò così. Magari me metto nella situazione di farmi chiedere quella cosa…

Ormai è così automatico che neanche ci fai caso, ma senza accorgertene durante l’arco di un singolo giorno, hai decine e decine di questi pensieri.

Bene, la visualizzazione è la stessa cosa, solo pilotata in modo consapevole e tesa verso un obiettivo.

Sono stati infatti studi che mostrano come immaginandosi più e più volte una scena che deve ancora avvenire, quando accadrà veramente sarai preparato come se l’avessi già vissuta tante altre volte.

Questo è il trucco, per esempio, di chi inizia a parlare in pubblico. Quello che gli esperti della comunicazione consigliano è infatti, non solo di esercitarsi nell’esposizione dei contenuti, ma anche di visualizzare nei dettagli la scena che avranno davanti al momento designato, come anche quello che diranno. E’ anche la tecnica usata da molti sportivi che prima di iniziare la gara, visualizzano i gesti che faranno nella mente.

Infatti, sempre da questa ricerca è emerso che la nostra mente non distingue azioni realmente compiute da azioni vividamente immaginate. Non a caso se hai un incubo ti svegli col fiatone. Eppure fisicamente sei stato disteso tutto il tempo ad occhi chiusi.

A questo punto ti faccio una domanda.

Alla luce di tutto quello che ci siamo detti, cosa potrebbe cambiare se visualizzassi per 3 settimane di fila il giorno dell’esame, vedendoti tranquillo e rilassato, mentre rispondi in modo brillante a tutte le domande che ti fa il professore?

Probabilmente cambierebbe anche il tuo approccio il giorno dell’esame. Non ci credi? Provare per credere! 😉

Per approfondire questo aspetto, se ancora non l’hai fatto, scarica l’ebook gratuito: esame orale, un gioco di ruolo tra studenti e professori, che trovi sulla colonna di destra.

Bene, ho capito che può essere utile questa tecnica, o quanto meno mi incuriosisce, ma come si fa?

E’ molto semplice, ti scrivo i passaggi fondamentali qui sotto:

  1. trova un ambiente tranquillo dove puoi avere 5 minuti tutti per te
  2. prendi in mano l’esercizio del post precedente e leggi il primo motivo per cui vuoi… (es. laurearti, passare il prossimo esame…)
  3. siediti, chiudi gli occhi e rilassati
  4. visualizzati come se avessi già raggiunto quel obiettivo. Guarda dove sei, come sei vestito, chi hai intorno. Quali sono le tue emozioni? Cosa provi?
  5. viviti in modo vivido tutta la scena, arricchendola di colori, di suoni e non trascurare le emozioni
  6. se proprio vuoi fare un lavoro con i fiocchi, riaperti gli occhi (2 o 3 minuti bastano), scrivi quanto hai visto
  7. tieni quello che hai scritto a portata di vista

Come vedi è molto semplice, e puoi farla in qualsiasi momento.

Inoltre puoi visualizzare qualsiasi tema. Per esempio, il tuo prossimo esame orale, oppure la discussione della tesi, o ancora un possibile colloquio di lavoro. Insomma non c’è limite.

Il segreto, anche in questo caso, è la costanza. Perchè abbia il suo effetto, una volta scelto il tema della tua visualizzazione, va ripetuta ogni giorno, almeno 1 volta al giorno, per minimo 21 giorni.

Anche questi non sono numeri a caso, ma te li spiegherò la prossima volta.

Per ora è tutto, ti lascio ai tuoi esercizi e buono studio. 🙂

Cristian

18
Oct

come far pace con lo studio 3

clicca qui per leggere il post precedente: come far pace con lo studio 2

Una grande risorsa che aiuta moltissimo nello studio è capire il motivo reale e profondo per cui stai studiando.

Non basta rispondere alla domanda: perchè mi sono iscritto in università, perchè voglio raggiungere la laurea, perchè mi voglio laureare in questo settore. Queste sono ottime domande che ti consiglio sempre ti tenere in mente, ma le risposte rischiano di essere, ancora una volta, solo razionali.

Quello che occorre fare è un brainstorming. Il brainstorming, letteralmente tempesta cerebrale, è uno strumento molto noto ed usato dalle grandi aziende per creare nuove idee. Attraverso il brainstorming oltrepassi la razionalità e lasci spazio alla creatività.

Come funziona nel concreto? Ecco le fasi:

  1. si parte da un tema che vuoi affrontare (es. perchè voglio laurearmi)
  2. fai un respiro profondo e permetti a te stesso che tutte le risposte che arriveranno, verranno scritte. In altre parole metti in tasca i pregiudizi e scrivi tutto quello che ti viene. Tanto nessuno leggerà quello che hai scritto.
  3. se dopo una decina di motivazioni non sai più cosa scrivere, vuol dire che la parte razionale ha esaurito le sue cartucce. Da lì in poi inizia il vero lavoro di creatività. Rimani concentrato e spingi perchè escano tutte le altre risposte nascoste che hai dentro.
  4. l’obiettivo è arrivare a 100 risposte! Come prima volta comunque, anche 50 possono andar bene.
  5. Pretesa minima: decidi, prima di iniziare l’esercizio, qual è il numero di risposte al di sotto delle quali non ti alzerai dalla sedia. La pretesa minima è molto importante, dalle il giusto peso. Non è necessario dichiarare 50 come risposte minime, ma neanche 5. Per es. 25 o 30 può è essere una buona pretesa minima, ma è del tutto soggettivo.
  6. scrematura. Una volta finito di scrivere rileggi la lista e scegli quelle 2 o 3 risposte che senti più vere, pensando alle quali senti il fuoco dentro, insomma quelle che ti motivano veramente.
  7. se non ne trovi, forse è perchè non hai ancora trovato le vere motivazioni. Ti consiglio in questo caso di continuare a scrivere risposte.
  8. Scrivi da qualche parte queste risposte e tienile in vista.

Questo il procedimento, ora vediamo quali temi trattare.

Puoi fare un brainstorming su questi 3 temi iniziali:

  1. perchè ho iniziato l’università,
  2. perchè mi voglio laureare,
  3. perchè voglio passare l’esame che sto studiando

Sono domande importanti che meritano il giusto tempo e le giuste risposte (10 minuti, comunque possono bastare). Se riesci fai tutto nello stesso giorno, ma non è necessario, puoi anche fare questo esercizio in 3 giorni consecutivi o separati.

Vedrai come, avendo una profonda chiarezza sulle motivazioni reali, si accenderà qualcosa dentro che ti porterà a dare di più, ad impegnarti meglio, e ad ottenere migliori performance.

Parte tutto dalla spinta emotiva, se c’è quella, la parte razionale la segue, ma le grandi performance si ottengono facendo parlare il cuore prima della mente.

Per oggi è tutto, la prossima volta vedremo come ancorare le sensazioni positive derivate da questo esercizio. Perchè se è importante trovare le giuste motivazioni è altrettanto importante saper mantenere l’atteggiamento nel tempo.

Ciao

Cristian

14
Oct

come far pace con lo studio 2

clicca qui per leggere il post precedente: come fare pace con lo studio

Questo post rientra nel tema emotività e studio. Un metodo di studio efficace considera sia la parte razionale che quella emotiva del cervello (emisfero desto ed emisfero sinistro). Avendo la collaborazione di entrambi, puoi ottenere molto di più dal tuo potenziale, come spiego in come far pace con lo studio 1.

Oggi ti svelo la prima tecnica per migliorare il tuo rapporto con lo studio. E’ molto semplice ma la fanno in pochi.

Si tratta del rilassamento mentale.

Ci sono tanti modi per rilassarsi, puoi fare un giro al parco, puoi respirare in un certo modo, puoi seguire una lezione di yoga, puoi fare qulacosa che ti diverte, ecc…

Quello di cui parlo io però è un rilassamento funzionale ai cicli di studio, cioè puoi usare facilmente prima di iniziare o riprendere a studiare, dura 1 minuto ed è utile per le sessioni di studio.

E’ quindi un tipo di rilassamento che allo stesso tempo porta concentrazione e si esegue in pochissimo tempo.

L’ideale sarebbe farlo ad occhi chiusi, ma se studi in luoghi pubblici, come biblioteca ed università, tienili pure aperti, il risultato è simile.

Ecco le fasi di questo esercizio:

  1. fai da 1 a 3 respiri profondi
  2. visualizza i 7 colori dell’arcobaleno: rosso, arancione, giallo, verde, blu, indaco e viola
  3. puoi pensare al colore in sè o ad un oggetto di quel colore. Es. l’indaco è come la parte larga della melanzana
  4. 1 colore per respiro. Cambia colore ad ogni espirazione
  5. ricorda di non avere nè mani nè braccia incrociate per fare questo esercizio. La posizione migliore è seduti sulla sedia con schiena dritta, entrambi i piedi a terra e mani sulle gambe.
  6. quando arrivi al viola puoi dirti mentalmente una frase motivante, es. ora sto per studiare questo argomento (dì che cosa) e lo faccio in modo concentrato e focalizzato fino alla prossima pausa
  7. se avevi gli occhi chiusi, riaprili e riprendi a studiare

I risultati possono non essere immediati. Come dicevo nel primo post è un allenamento. Se lo fai tutti i giorni, nel giro di poche settimane ne sentirai i benefici.

Una volta iniziato, per quanto tempo devo continuare a fare questo esercizio?

Dipende da te. Se passato 1 mese, riscontri un netto miglioramento nella concentrazione la domanda è: perchè fermarsi? 😉

Più lo fai, più alleni la mente alla calma e concentrazione. Già dopo poche settimane riuscirai a fare l’esercizio in pochi secondi e con 1 o 2 respiri. Comunque inizia come ti ho suggerito.

Come vedi è una tecnica molto semplice e veloce. Non ti chiedo di credere, ti invito a sperimentare e vedere se funziona anche su di te.

Al massimo avrai affinato la capacità di visualizzare che è comunque una dote molto utile.

Prima di lasciarti, ti do una spiegazione in termini scientifici, per dar da mangiare anche alla parte razionale.

E’ stato studiato che ogni colore attiva una parte del nostro cervello. L’azzurro rilassa, il rosso richiama attività e collera, il bianco come il nero sono neutri. Il viola è il miglior colore, per la mente, per rilassarsi e prendere contatto col mondo interiore. Non a caso si passa dal rosso che è l’attività frenetica e si arriva fino al viola.

Fatta anche questa spiegazione, ti do appuntamento alla prossima puntata per continuare il discorso emotività e studio.

Ciao

Cristian

11
Oct

come far pace con lo studio

Finora ho affrontato il tema studio da un punto di vista razionale. Infatti ho parlato principalmente di:

  1. preparazione esami
  2. tecniche di memoria
  3. organizzare lo studio

I medoti di studio più efficaci, invece, si basano sia sull’uso delle corrette strategie e metodologie di studio, che sul giusto approccio emotivo.

Del resto il nostro cervello è composto da 2 emisferi, chiamati appunto: emisfero razionale ed emisfero emotivo. Puntare solo su uno dei due emisferi, quindi, ti permette di accedere al massimo al 50% del tuo potenziale.

Anzi non è del tutto esatto. Visto che non si può decidere di accendere e spegnere a comando un emisfero o l’altro, quando inizi a studiare, ed usi quindi la parte razionale, automaticamente anche delle aree della parte emotiva si attivano.

E’ normale quindi studiare con entrambi gli emisferi, ma quello che non è scontato è sapere come gestirli entrambi.

Quante volte ti sei sorpreso a pensare a 1000 cose, mentre il libro continuava a rimanere aperto sulla stessa pagina?!

Di contro, quante volte hai ottenuto ottime performance sullo studio, per esempio avendo passato un esame preparato in pochi giorni, o essere stato fino a notte fonda a studiare, o ricordarti a distanza di tempo molte informazioni di un esame pur non avendolo usato tecniche di memoria?!

Questi sono tutti esempi di come l’emisfero emotivo influenza, nel bene o nel male, i tuoi risultati nello studio.

Il discorso quindi non è disattivare la parte emotiva, ma imparare ad usarla come alleata!

Quali sono i possibili vantaggi?

  • aumentare la concentrazione
  • diminuire i tempi di studio
  • ottenere risultati migliori
  • sentire piacere in ciò che si studia
  • sentirsi più entusiasti e soddisfatti
  • mantenere il focus sull’obiettivo
  • sentirsi più presenti a se stessi
  • ricordare più nozioni più a lungo
  • ottenere voti migliori

queste sono i primi vantaggi che mi vengono in mente.

Come ti sentiresti a provare tutto questo? 🙂

Ora lo so che la tua domanda è: dimmi come faccio, presto!!! 😀

Una cosa alla volta.

Intanti sappi che addestrare la propria parte emotiva è più complesso che addestrare quella razionale.

Quindi se hai impiegato del tempo, e fatto tanto esercizio, per imparare ad organizzarti od apprendere le tecniche di memoria, per disciplinarti e modificare le tue emozioni, occorrerà ancora più esercizio e pazienza.

Inoltre non pensare che il cambiamento avverrà da oggi a domani. Consideralo più come un disciplinarsi giorno per giorno.

Se ti senti pronto/a a sviluppare questa parte della tua mente, leggi il prossimo articolo dove ti darò una serie di indicazioni base sulla concentrazione e rilassamento.

Per ora ti lascio riflettere su quanto detto.

Se hai domande puoi postarle qui sotto.

Ciao

Cristian

5
Oct

studentiuniversita su facebook

Caro lettore,

studentiuniversita.com è entrata su facebook!

In questo modo puoi seguire più comodamente tutte le novità sugli ultimi post scritti, e ricevere in anteprima tutte le promozioni riservate alla lista studentiuniversita.com

Intanto puoi cliccare sul link facebook mi piace che trovi sotto il titolo. In questo modo sarai il primo ad essere avvisato appena verrà creata la pagina.

La funzione mi piace è un nuovo plug in, ed è stato installato su ogni articolo del blog. Se hai trovato utile ed interessante gli articoli letti in passato, o che leggerai in futuro, cliccando mi piace puoi condividere con i tuoi amici queste informazioni ed aiutare studentiuniversita.com a diffondere il suo progetto.

Studentiuniversita.com è nata con lo scopo di aiutare gli studenti a raggiungere più velocemente la laurea, suggerendo un metodo di apprendimento basato su:

  • come organizzazione lo studio,
  • cosa sono e come usare le mappe mentali,
  • cosa sono e come uasre le tecniche di memoria

come pilastri fondamentali.

Trovi maggiori informazioni sulla mission di studentiuniversita.com nella sezione presentazione.

Per ora è tutto, ti auguro una buona giornata e spero di vederti presto sulla nuova pagina di facebook.

N.B. per essere aggiunto alla lista, devi autenticare il profilo facebook prima di cliccare mi piace, altrimenti non sarà possibile vedere il tuo nome.

Ciao

Cristian 🙂

9
Jul

Attenzione!!

Attenzione! Ho appena scoperto che il sistema non ha registrato le email di chi ha scaricato l’ebook omaggio: “esame orale, un gioco di ruolo tra studenti e professori” nell’ultimo periodo, che trovi nella colonna di destra.

Se, una volta scaricato l’ebook, non hai più ricevuto aggiornamenti dal blog, vuol dire che non sei nella mailing list.

Purtroppo non è possibile recuperare la tua email, se rientri in questo caso. Anche riscaricarlo adesso non cambierebbe nulla, perchè i tecnici stanno acora lavorando per risolvere questo incoveniente.

L’unico modo, oggi, per far parte della lista studentiuniversita.com, e quindi ricevere tutti gli aggiornamenti, novità, promozioni, offerte riservate ed omaggi esclusivi,  è mandarmi un’email a universitastudenti@gmail.com

L’email può essere anche vuota, basta inserire nell’oggetto: ebook omaggio.

Per scusarmi di questo inconveniente riceverai subito un altro omaggio che credo ti piacerà. 😉

Buona giornata

Cristian

25
Jun

preparazione esami universitari: tempi

Organizzare lo studio vuol dire anche aver ben chiaro: cosa studiare ed  in quanto tempo.

Il cosa lo stabilisci nel momento in cui decidi quale esame preparare. Per il quanto tempo, invece, ne ho già parlato in precedenza, ma oggi lo guardiamo sotto un’altra luce.

In sostanza, la domanda è: meglio studiare qualche ora al giorno per più giorni o concentrare il tutto in una giornata intera di studio, o magari farsi la nottata?

La risposta corretta, come spesso dico è: dipende.

In questo blog, come avrai notato, non si va a caccia di risposte assolute, che secondo me quasi non esistono, ma piuttosto si guardano diverse opzioni dalle quali si può scegliere liberamente. Sperimentare è la parola chiave. 😉

A me non è mai capitato di preparare esami in 1 solo giorno, magari in 4, ma non in 1.

Conosco persone invece che si sono trovate bene a studiare tutto il giorno prima, passando anche brillantemente l’esame.

Quello che occorre guardare, secondo me, è il numero di ore che, con grande franchezza, sei disposto a dedicare ad ogni singola giornata di studio. Ti saranno capitati periodi in cui ti sentivi in piena forma ed accettavi di studiare molte ore al giorno. Come, immagino, ci sono stati anche momenti nei quali, arrivare a studiare 2 ore era un peso ed insieme una gran soddisfazione.

Quindi, primo elemento: valuta il tuo stato attuale di concentrazione e motivazione.

Con grande sincerità verso te stesso, chiediti: io, in questo momento, quante ore sono disposto a studiare al giorno per questo esame? Se non ne hai idea, sperimenta. Oggi inizia a studiare finchè ce la fai, così lo saprai. Poi calcola quante ore sono passate… et voilà!

Secondo elemento: la capacità di studio varia a seconda del periodo

Questo mutamento è dovuto a:  condizioni fisiche, mentali ed emotive (e qualcuno dice anche astrali ed astrologiche… voglio vederti a studiare quando nettuno entra in venere, mentre toro salta il recinto :D)

A questo punto puoi fare due cose:

1) assecondare il tuo umore. Studiare quindi il numero di ore che senti, e da lì pianificare i giorni che ci vogliono per preparare l’esame

2) cambiare atteggiamento. Metterti cioè in uno stato più produttivo ed attivo, modificare i tuoi pensieri e cambiare l’emozione del momento, di modo che sia un’alleata per la concentrazione e lo studio.

Come universitario, ho vissuto entrambi gli stati. Il primo è più un seguire la corrente, il secondo, invece si attiva quando vuoi prendere in mano la situazione e gestirla a tuo piacimento.

Vediamo i pro ed i contro

assecondare il tuo umore:

pro: morbidezza, rilassatezza, fare con i propri tempi, seguire il proprio istinto, accogliente

contro: rischio allungamento dei tempi per la laurea, rischio tendenza alla pigrizia, rischio insoddisfazione nel lungo periodo

cambiare atteggiamento:

pro: stato di picco, attivazione energia, attingere a nuove energie, positività, forza dell’intento, obiettivo chiaro

contro: rischio ansia, agitazione creazione di forti aspettative, aumenta lo stess, allontanare da sè tutto il resto

Come vedi ogni atteggiamento ha delle conseguenze, alcune positive, altre no. Io li ho vissuti tutti e due, e ad oggi non ne ho ancora scelto uno, nel senso che a seconda del periodo decido se attingere da uno o dall’altro.

Dipende molto anche da come vedi la vita. Un trainer, motivatore, allenatore, ti spronerebbe ad andare oltre, a darti di più, un meditatore, monaco zen, guida spirituale di qualche genere, ti inviterebbe a cercare la tua armonia innanzitutto.

Anche qui, nessuno dei due ha più ragione dell’altro, sono due ruoli, e possono andare bene entrambi, dipende essenzialmente dal momento.

Come dico nell’ebook, che puoi scaricare gratuitamente nella colonna di destra, il ruolo non è la persona. 😉

Buona giornata

Cristian

——————————————

link correlati

obiettivi in pratica

pianificazione e consigli pratici

organizzare lo studio: griglia settimanale

mappa del sito

mappa del sito

17
Jun

quanto studiare o come studiare 2

In quanto studiare o come studiare 1, abbiamo visto che un metodo di studio efficace punta l’attenzione su quello che riesci a ricordare a distanza di tempo, solo dopo guarda la rapidità con cui prepari l’esame. Infatti anche io conosco studenti che hanno superato 15, 18, 23 esami in 1 anno, ma poi se verifichi cosa ricordano di tutto quello che hanno studiato, tendenzialmente il risultato sarà molto scadente (non superano il 5%).

Perchè passare anni sui libri, se alla fine ti trovi a ricordare solo un misero 5%? Tanto valeva andare a lavorare dopo il diploma.

Concordo sul fatto che alcuni esami meritano di essere dimenticati più in fretta di quanto li si studi, ma tra tutti questi esami, magari qualcuno può tornarti utile anche fuori dall’università. A questo punto meglio fare la fatica 1 volta sola.

Anche perchè, nei colloqui di lavoro, più che sapere le tue performance, vogliono vedere la sostanza, vogliono capire se quello che sai in quel momento a loro può servire. La realtà nuda e cruda è questa. Non vogliono sapere se hai dato 7, 10 o 20 esami in 1 anno, vogliono capire, anzi vogliono che tu dica loro, in che modo puoi essere utile per l’azienda in quel momento.

Poi, certamente, esistono anche dei paramentri di valutazione legati all’età ed al voto di laurea, ma spesso questi sono prerequisiti per la selezione. Cioè fanno eseguire una ricerca, ad un database, di tutti i laureati under 25 con voto tra 95 e 105, per esempio. Però, nel momento in cui arrivi al colloquio, i numeri passano in secondo piano. A quel punto, quello che fa la differenza è dato da:

1) quello che sai

2) come lo sai esprimere

Sul fatto poi che la laurea aumenti le possibilità di trovare un posto migliore, ci sarebbe un po’ da dire, anzi ora che ci penso, l’ho già detto in: problemi universitari, laurea e soldi, perchè la laurea?

Tornando all’argomento di oggi, invece, ci siamo lasciato con una piccola anticipazione, in questo post ti avrei svelato un grande segreto usato ai corsi di memoria per ricordareanche per sempre, le informazioni che studi. So bene che in questo modo attrarò le ire degli istruttori dei corsi di memoria, ma ho comunque deciso di svelarlo a te che mi segui da tempo.

Quindi, venendo al sodo, come faccio a ricordare nel tempo quello che sto studiando, anche se non riprenderò più in mano l’argomento per gli anni a venire?

Ci sono varie tecniche, io ne utilizzo una basata sullo studio delle mappe mentali. E’ ovvio che prima devi conoscere e saper disegnare una mappa mentale. Se non la conosci, non ti preoccupare, clicca sul link e leggi come fare.

Se già sai usare le mappe mentali, continua a leggere e saprai come mantenere le informazioni a luuuuuuungo nel tempo:

1) giorno 1: una volta capiti i concetti, disegni e memorizzi la mappa mentale

2) giorno 2: ripassa, senza guardare, la prima mappa e continua a studiare

3) giorno 3: ripassa, senza guardare, la mappa del giorno 1 e 2 e continua a studiare

4) giorno 4: ripassa, senza guardare, la mappa del giorno 1, 2 e 3 e continua a studiare

5) giorno 5: ripassa, senza guardare, la mappa del giorno 1, 2, 3 e 4 e continua a studiare.

Mettiamo il caso che il quinto giorno è venerdì e questo we non studierai.

Quindi riprendi a studiare lunedì. Prima però, la domenica sera, prenditi del tempo per ripassare le 5 mappe. Il lunedì riprendi a studiare

6) giorno 6: una volta capiti i concetti, disegni e memorizzi la mappa mentale

7) giorno 7: ripassa, senza guardare, la sesta mappa e continua a studiare

e vai avanti così per tutta la settimana. Il ripasso in questo caso parte dalla mappa del sesto giorno.

La domenica sera, sempre posto che studi da lunedì a venerdì, della seconda settimana ripasserai tutte le mappe della seconda settimana.

Così fai per la terza e la quarta settimana se ci sono. Dopo 28 giorni ripassa tutte quante le mappe mentali, partendo dalla prima.

Se segui questo metodo ricorderai tutto l’esame per molti molti anni.

Domanda: e se dopo 7 giorni ho finito di studiare? Se sono informazioni che pensi ti possano servire anche fuori dall’università, allora mantieni le regole del ripasso, anche dopo l’esame.

Quindi scriviti una nota sull’agenda che ti ricordi di fare il ripasso. Saltare anche solo 1 ciclo di ripasso può mandare all’aria tutto il lavoro di ritenzione delle informazioni nel lungo periodo.

Per ora è tutto, ti auguro di sfruttare al meglio questa rivelazione.

Buona giornata

Cristian

——————————————

link correlati

pianificazione e consigli pratici

organizzare lo studio: griglia settimanale

mappa del sito

mappa del sito