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Posts from the ‘tecniche di memoria’ Category

12
Sep

mappe mentali: fotografia mentale

Ho disegnato la mappa mentale, ora come la memorizzo? La mappa mentale rientra nelle tecniche di memoria, ed è un ottimo strumento per memorizzare argomenti anche lunghi e complessi molto più velocemente rispetto al metodo tradizionale di: ripetere, ripetere, ripetere…

Ci sono diversi modi per memorizzare una mappa mentale, io ti spiego il meetodo che si chiama: fotografia mentale.

Ecco come fare:

  1. dividi il foglio in 4 quadranti immaginari
  2. concentrati su 1 quadrante alla volta (in senso orario)
  3. conta tutti i rami e sottorami del quadrante
  4. osserva i colori, i dettagli, la posizione delle parole, i disegni (visual)
  5. chiudi di occhi e ricostruisci mentalmente la mappa mentale
  6. riapri gli occhi e verifica
  7. aumenta l’osservazione dei particolari
  8. chiudi di occhi ed arricchisci l’immagine mentale dei nuovi dettagli
  9. continua finchè la mappa che vedi nella mente è uguale a quella disegnata
  10. a questo punto procedi nello stesso modo col secondo quadrante e così via fino alla fine

Ecco riassunto in 10 passi tutto quello che occorre fare per memorizzare con successo le mappe mentali.

Ovviamente prima di procedere alla memorizzazione devi essere sicuro di ricordare ogni parola chiave, sapere cosa significa e saper concludere un discorso partendo da qualsiasi punto della mappa. Questo si fa nella verifica che è il passo che precede la costruzione della mappa mentale.

La verifica va fatta dopo che hai segnato le parole chiave che ti richiamano il discorso. Quanto tempo aspettare tra la scrittura delle parole chiave e la verifica? Fare la verifica 1 ora dopo aver studiato, secondo me non ha senso. E’ facile che a distanza di 1 ora ti ricorderai l’argomento. Io consiglio di aspettare 6, 12 o 24 ore, dipende dalla mole di studio della giornata.

Se hai tanti argomenti da preparare, 6 ore possono bastare, altrimenti si accumula troppo materiale. Se studi un paio d’ore al giorno, puoi aspettare anche 12 o 24 ore per la verifica.

Questo è quanto sulla fotografia mentale.

Se hai dei dubbi ti chiedo di farmelo sapere. Può essere infatti che abbia sorvolato su alcuni punti che per me sono scontati ma per te no.

Prima però dai un occhio ai link correlati, dove trovi altri post che approfondiscono alcune parti dell’argomento.

Ciao e buona giornata.

Cristian

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come usare le mappe mentali

come ricordare le mappe mentali

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8
Aug

mappe mentali: dal disegno alla memorizzazione

Domanda: ho difficoltà a memorizzare  le mappe mentali, mi consigli un metodo da applicare?

Questa domanda mi è stata posta qualche giorno fa da un lettore, ma visto che non è facile rispondere in 2 righe, ho deciso di dedicarci un post.

Prima però un riassunto in 8 punti:

  1. prima di disegnare la tua mappa mentale aspetta 12/24 ore per la verifica
  2. con la verifica controlli se ogni parola segnata richiama il concetto
  3. se si vai al punto 5
  4. se no, cambia parola
  5. disegna la mappa mentale usando colori ed immagini (visual)
  6. Memorizza la mappa mentale mentre la disegni
  7. se non memorizzi subito la mappa, perdi circa il 10% al giorno delle informazioni studiate
  8. sfrutta la tecnica del ripasso per fissare nei giorni successivi quello che hai memorizzato

Perchè si possono avere difficoltà a memorizzare una mappa mentale?

Le ragioni possono essere di 3 tipi:

1) difficoltà nell’uso delle strategie di studio

2) problemi legati alla motivazione

3) entrambi

In questo post approfondisco il discorso legato alle strategie. Se pensi invece che sia più un discorso di motivazione, ti invito a leggere questi post:

trovi altri post legati alla motivazione nell’area mappa del sito

Veniamo invece al discorso memorizzazione.

Come mai si possono avere difficoltà a memorizzare le mappe mentali?

Premetto che anche io in passato ho avuto queste difficoltà, quindi quello che ti sto per dire è frutto della mia esperienza.

Il primo motivo, che è anche la chiave della memorizzazione delle mappe è questo: non si è fatta la verifica. Mentre studi, segna le parole chiave ed aspetta 12/24 ore. Se la sera, o il giorno dopo, ogni parola scritta ti richiama il concetto, vuol dire che hai trovato le parole giuste per te.

Invece se anche 1 sola parola non ti torna, necessariamente occorre cambiarla. Io facevo questa verifica su un foglio a parte, ancora prima, quindi, di disegnare la mappa. Solo dopo la verifica creavo la mappa e la riempivo di colori e visual.

Questa è la differenza tra capire ed imparare a memoria!

Mettiamo che ti tornano tutte le parole ed hai ancora difficoltà a memorizzare la mappa, da cosa può dipendere?

Un altro errore che facevo era quello di aspettare di aver disegnato tutte le mappe prima di iniziare a memorizzare. Facendo così però:

1) perdi tutto il vantaggio della tecnica del ripasso

2) la curva dell’apprendimento dice che a distanza di 24 ore ricordi l’80% di quello che hai letto e capito, a distanza di 7 giorni, meno del 10%

Tradotto vuol dure che fai 10 volte più fatica a memorizzare una mappa mentale dopo 7 giorni che non il giorno stesso in cui la disegni.

Queste possono essere le principali difficoltà tecniche nel memorizzare una mappa. Se non rientri in questi casi, ti viene in mente altro, vuoi condividere la tua esperienza, o fare domande, scrivi pure qui sotto.

Buona giornata

Cristian

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29
Apr

come ricordare le mappe mentali 3

Il terzo punto per ricordare le mappe mentali è legato alla concentrazione/motivazione allo studio.

In come ricordare le mappe mentali 1, abbiamo parlato della necessità di usare il metodo PAV per memorizzare in modo efficace informazioni tanto dettagliate quanto generiche.

In come ricordare le mappe mentali 2, ti ho spiegato come unire un’immagine all’altra, per avere il testo in testa, e saper ripetere parti o tutto il programma d’esame.

Oggi ti mostro quale peso hanno concentrazione e motivazione sullo studio e la memoria.

In realtà il discorso è semplice. Riusciresti mai a studiare in discoteca?… Lo so, l’esempio era un po’ estremo, allora lo rendo più fattibile. Riusciresti mai a leggere un libro piacevole, che non richiede lo sforzo mentale che usi quando studi, mentre qualcuno ti parla?

Molto difficile direi. Come noti, anche azioni semplici, come leggere un libro, possono diventare moooolto difficili se vieni continuamente distratto da qualcosa/qualcuno.

Certo non avevi bisogno di arrivare fino al mio blog per saperlo, è ovvio e logico, eppure molto spesso non ci facciamo caso.

Domanda: dove studi di solito? Usi una scrivania? Rimani in casa o vai in un posto pubblico (biblioteca, università…)? Sei sicuro di aver tolto tutte le fonti di distrazione prima di iniziare a studiare?

Per spiegarmi meglio ti dico cosa intendo per distrazioni. Le distrazioni possono essere:

  • esterne: TV/radio accesa, rumori acuti, il vicino che parla…
  • fisiche: troppo caldo, troppo freddo, fame, sete…
  • mentali: pensieri che ti attraversano la mente in continuazione
  • emotive: sei davanti ad una bella “persona” che ti distrae 😉

Tutto questo succede perchè oltre ad una mente, hai un corpo che ti manda segnali in continuazione, e chiede giustamente di essere ascoltato.

Si può fare qualcosa? Che cosa si può fare per attenuare queste distrazioni?

Per quanto riguarda le distrazioni esterne, trova il modo di avere silenzio intorno, es. spegni la tv, o chiuditi in un’altra stanza, usa tappi per le orecchie, cambia posto se quello accanto parla, spegni il cellulare e stacca il telefono prima di iniziare a studiare

Le distrazioni fisiche sono facili da controllare. Prima di fare ogni altra cosa, se hai fame bevi acqua, se hai sete bevi acqua, se hai sonno bevi acqua, se hai freddo bevi acqua calda o tiepida, se hai caldo bevi acqua. Tutto qui? No, dopo tutta quest’acqua ricorda di andare in bagno tra una pausa e l’altra. Perchè l’acqua? Bella domanda, ne parlo nel post alimentazione e nutrzione.

Per il discorso pensieri nella testa, o distrazioni mentali, se sono frequenti e non ti permettono di studiare come vorresti, puoi fare 2 cose: chiudi tutto e vai al parco, oppure, usa tecniche di rilassamento e concentrazione. Io per anni ho usato il rilassamento mentale, come spiegato ai corsi di memoria. Si tratta di visualizzare in questo esatto ordine: rosso, arancione, giallo, verde, blu, indaco e viola. Inspirando profondamente ed espirando ad ogni cambio di colore. Arrivato al viola apri gli occhi ed inizia a studiare. Questo è il mio metodo, trova il tuo e mantienilo, sarà un valido alleato. 🙂

Se invece le distrazioni sono emotive, al di là della battuta di prima, il discorso diventa un po’ complesso, ma anche in questo caso il rilassamento mentale può tornarti utile.

Tutto questo vale se sei già proiettato a studiare e passare gli esami. Discorso un po’ diverso se ti manca la voglia di studiare, o per meglio dire la motivazione allo studio.

Si sono scritte enciclopedie sulla motivazione: cause, effetti, come trovarla quando la perdi ecc…

Ho già scritto un paio di post su questo argomento: perchè studiare 1 e perchè studiare 2.

L’argomento è certamente complesso, quindi ci tornerò.

Intanto ti lascio riflettere, anzi sperimentare, quello che ti ho scritto oggi. Fammi sapere come sta andando.

Col nuovo mese voglio iniziare un nuovo trend di argomenti, la connessione tra cibo e studio, come il corpo influenza la mente. Si parlerà ancora di concentrazione, motivazione, alimenti più adatti ad una giornata di studio, quelli meno ecc…

Per ora è tutto, ti auguro un buon we e buon primo maggio! 🙂

Ciao

Cristian

26
Apr

come ricordare le mappe mentali 2

Nel post precendente: come ricordare le mappe mentali, abbiamo parlato di come fare a ricordare i concetti disegnati sulle mappe mentali (se non sai cosa sono o come disegnarle, in fondo all’articolo trovi tutti i link correlati per approfondire).

Abbiamo visto che ci sono 3 ragioni principali che impediscono di ricordare i concetti in modo corretto:

  1. non hai usato il metodo P.A.V.
  2. hai usato immagini generiche e non concatenate
  3. ti senti poco concentrato/motivato

Sempre nel post precedente, abbiamo già parlato del primo punto, vediamo ora il secondo.

Dando per scontato che hai letto, o conosci, tutti i post che ho scritto sulla memoria e come fare a ricordare velocemente, se così non è in fondo trovi i link correlati in ordine di argomento, vediamo come essere sicuri che le immagini usate siano efficaci per te.

Come faccio a spiegartelo? Il modo migliore che conosco è con un esempio.

Se ricordi (spero di si :D), nell’ultimo post ho usato la definizione di diritto reale per chiarire meglio come usare il metoto PAV. Continuo quindi su questo argomento, che scommetto prima o poi ti servirà nella vita, anche se non studi giurisprundeza ed odi gli avvocati. 🙂

Intanto richiama la definizione alla memoria, la ricordi? Se l’hai memorizzata quando la descrivevo, e sei stato abbastanza “PAV”, dovresti. 😉

Ad ogni modo se non la ricordi, o vuoi controllare, la trovi su wikipedia.

Se hai aperto il link, hai visto anche che sotto la definizione vengono elencati questi diritti reali, e sono:

  • proprietà
  • superificie
  • abitazione
  • usufrutto
  • uso
  • enfiteusi
  • servitù
  • pegno
  • ipoteca

Come fare a ricordare questo elenco?

Innanzitutto capendolo. Ora, questo post non è una lezione di diritto privato, e spenderei troppo tempo a descriverle tutte, comunque sempre sul link di wikipedia trovi le varie spiegazioni.

Dando quindi per scontato che te le sei lette e le hai capite, ora ti spiego come memorizzare ogni parola in modo unico, specifico e concatenato.

Proprietà: l’immagine che io uso sempre per questa parola è quella di un cartello che indica proprietà privata. Ricorda che puoi sempre usare un’altra immagine se ti torna di più, basta che terrai sempre quella e la userai solo per questa parola. Per esempio se dovessi in seguito memorizzare proprietà pubblica, occorrerebbe un’altra immagine. Così su due piedi mi viene in mente lo stesso cartello con su scritto proprietà, in piazza a farsi fotografare da mille fotografi, perchè è un personaggio pubblico, anzi una proprietà pubblica.

Superficie: può essere un tavolo senza gambe, solo con la superficie che fluttua nell’aria e sul quale magari stai apparecchiando.

Abitazione: potrebbe essere casa tua, ma come fai poi a non confoderla con casa o appartamento? Terrei allora l’immagine di casa tua per una parola più specifica e per abitazione userei la regola della divisione. Taglia cioè in due la parola e così avrai: abita/zione. Tuo zio, anzi zione, che si sta vestendo con un abito elegante, anzi a guardare bene è un abito da sera femminile, quindi un’abita!

Usufrutto: lo stesso procedimento. Dividendo abbiamo usu/frutto. Per chi conosce Usui, maestro orientale, sarebbe facile immaginarlo mentre si sbrodola mangiando una mela marcia (mia immagine per frutto proibito, se fosse mela soltanto potrei confonderla con la parola mela, invece a me serve ricordare frutto) con una mano, mentre con l’altra si centra (medita per capirci). Però pochi avranno ben chiara la faccia del maestro, quindi potremmo cercare un’altra immagine… ma visto che queseta mi piace,  in questo caso mi faccio aiutare dalla tecnologia. Ecco a te la faccia del maestro Usui. 😀

Uso: potresti tenere l’immagine del maestro, ma per non confonderti ti consiglio di trovarne un’altra, capirai il perchè quando andremo a concatenare le parole. Per esempio, per uso mi viene in mente i panni usa e getta.

Enfiteusi: dividendo viene enfi/teusi. La prima immagine che mi viene è un delfino (delfi = enfi) che sta discutendo la tesi (teusi) nella tua università.

Per le ultime tre parole fai tu, ormai hai capito come fare. 😉

Come si fa a concatenare le une alle altre?

Segui questa storia per avere un’idea di come fare:

il re col busto (diritto reale) torna al suo castello. Mentre sta entrando però nota 1000 cartelli, di colori diversi, che prima non c’erano e che indicano proprietà privata (proprietà). Non riesce a fare un passo in più che questi cartelli si staccano e gli vanno incontro fluttuando. Più si avvicinano e più si accorge che sono delle tavole imbandite fluttuanti, senza piedi, con solo la superficie. All’improvviso una superficie si ribalta ed invece di cadere i piatti, esce tuo zio vestito in abito da sera femminile (abitazione). Si toglie il vestito e la sua faccia cambia in quella del maestro Usui che mette una mano sul cuore in meditazione e con l’altra si sbrodola la faccia mangiando una mela marcia (usufrutto). Questa mela è speciale perchè al suo interno non ci sono semini ma un rotolo infinito di morbidi panni usa e getta (uso). Su uno di essi è stampato un delfino che, con occhiali e cappello nero da laureato, sta discutendo la tesi (enfiteusi) nella tua università. Lo vedi mentre si anima nella spiegazione e, nell’agitazione, spruzza acqua dalla bocca, bagnando tutta la sala.

Alcune parti possono aver messo a dura prova il tuo stomaco, ma vedrai che è il pezzo che ricorderai meglio. 😉

Ecco cosa vuol dire concatenare una parola a quella successiva. Ogni parola ha una scena, e non più di una.

Se avessi messo il re in due o tre scene, poteva creare confusione. Inoltre, se hai notato, era facile dire che il maestro Usui si puliva la faccia con dei panni usa e getta, però non sarebbe stato PAV, perchè è un’azione normale e razionale, quindi non ci sarebbe stato il padarosso, quindi facile da dimenticare.

Ora tocca a te, termina la storia con le 3 parole rimaste, e se poi mi vuoi proprio stupire, scrivi qui sotto come finisce la tua storia.

Per ora è tutto. La prossima volta termino parlando del terzo punto, la concentrazione, argomento interessante.

Buona giornata

Cristian

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21
Apr

come ricordare le mappe mentali

All’inizio può non essere immediato ricordare le mappe mentali. Confondi le storie o non te le ricordi, devi sbirciare continuamente per ricordarti i contenuti ecc…

Perchè accade tutto questo?

Le ragioni sono 3:

  1. non hai usato il metodo P.A.V.
  2. hai usato immagini generiche e non concatenate
  3. ti senti poco concentrato/motivato

Vediamole una per una.

Intanto cosa vuol dire P.A.V:

P = paradossale A = azione V = vivido

Se ti dicessi: pensa di raccogliere una singola goccia in un bicchiere d’acqua. Sarebbe facile o difficile? Ora ti dico: pensa di raccogliere una singola goccia d’acqua in un bicchiere col contagocce. Decisamente più facile, vero?! 🙂

Il PAV è il tuo contagocce, se le immagini che visualizzi non sono abbastanza paradossali, non hanno azione e non sono vivide, facilmente le dimenticherai dopo poche ore. Ma in che modo un’immagine è paradossale, ha azione ed è vivida? Te lo spiego con un esempio.

Mettiamo che stai studiando diritto privato e ti serve memorizzare i tipi di diritti reali (anche se non studi giurisprudenza questa è un informazione di carattere generale che può tornare utile nella vita).

Partiamo dalla definizione.

Il diritto reale è un diritto che ha per oggetto una cosa e la segue indipendentemente dal suo proprietario.

Quando non sono nella definizione, ti consiglio di continuare elencando anche le caratteristiche, ti fa apparire sicuro e padrone dell’argomento, al massimo sarà il prof a fermarti, ma comunque avrà già una buona impressione, come scrivo nel mio ebook omaggio sull’esame orale che ti invito a scaridare sulla colonna destra del blog. —>

Quindi le caratteristiche sono: assolutezza, cioè questi diritti vengono fatti valere verso tutti, immediatezza, cioè puoi esercitarli subito senza aspettare, tipicità, cioè sono stabiliti dalla legge e patrimonialità perchè il contenuto è prettamente economico.

Il diritto di proprietà, per esempio, è uno dei diritti reali ed è:

  • assoluto, perchè tutti devono rispettare la tua proprietà,
  • immediato, nel momento in cui diventi proprietario di un bene non devi aspettare per esercitare i tuoi diritti sulla cosa,
  • tipico, perchè è la legge che disciplina le caratteristiche di questo diritto, non te le puoi inventare tu,
  • patrimoniale, perchè disponi di un bene che ha un valore economico (fosse anche una penna).

Nulla di difficile, ok. Ora la domanda è: come faccio a ricordare tutto questo?

Ti do 2 soluzioni per spiegarti bene il PAV.

Partiamo dalla definizione. Come spiegato nel post memorizzare definizioni, prima cosa da fare è individuare le parole chiave, e poi collegarle inventando una storia. Se non hai letto il post in questione ti consiglio di farlo prima di proseguire, può andarne della tua sanità mentale. 😀

Parole chiave: diritto reale, oggetto = cosa, segue, (indipendentemente e proprietario opzionali)

Ora inventiamoci la storia. Un re che ha in mano un testo di diritto (diritto reale), trova un oggetto sui binari del treno, e seguendoli trova un’altra cosa per terra (oggetto = cosa). La cosa inizia a seguire la sua corona, che lancia ad un passante così da farle cambiare direzione (segue indipendentemente dal suo proprietario).

Già così potresti ricordare facilmente la definizione. Eppure se stai attento non ho usato le caratteristiche PAV in ogni scena. Per esempio non ho definito quale oggetto, potresti non avere un immagine per la cosa e confonderla con l’oggetto stesso ecc…

Rivediamo la scena in chiave PAV.

Il re sole (così hai un’immagine precisa ed unica) cammina per la strada col busto (diritto reale :D). Non si cura di camminare sui binari del treno, e si ferma bruscamente solo quando il piede calpesta un oggetto metallico. Si china e scopre essere un vecchio orologio di quelli a cipolla (che per me è la parola che rappresenta oggetto). Lo raccoglie e contento continua a seguire i binari che lo portano al cinema, dove stanno trasmettendo la cosa! La cosa esce dallo schermo per inseguire il re, anzi è attratta  dalla sua corona d’oro, che lancia ad un altro per farle cambiare direzione.

Se non hai letto il post precedente, ora sarai forse un po’ confuso, gli occhi hanno iniziato a girare in senso rotatorio e tra poco inizierai a camminare sulle pareti. Infatti ti avevo avvisato. 😀 Scherzi a parte, per capire la logica e l’utilità di usare questo efficace metodo di memorizzazione, ti consiglio di leggere i post precedenti, ed i link correlati che trovi in fondo a questo articolo.

Hai notato la differenza tra le due storie? Ognuna di esse era paradossale, con azione e vivida.

Per ora mi fermo qui, nei prossimi post vedremo gli altri due punti, e come integrare queste tecniche nelle , riprendendo l’esempio di oggi. Se hai domande puoi farmele tranquillamente lasciando un commento qui sotto, o mandandomi un’email.

Buona giornata.

Cristian

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link correlati a come ricordare le mappe mentali:

tecniche di memoria e creatività

tecniche di memoria: parole chiave

tecniche di memoria: memorizzare mappe mentali

come preparare gli esami con le tecniche di memoria

14
Apr

mappe mentali: parole chiave

Nel post precedente tecniche di memoria: memorizzare definizioni, abbiamo visto come una buona mappa mentale ti permetta di memorizzare qualsiasi cosa. Il presupposto di una buona mappa mentale è quello di saper individuare le parole chiave. Oggi vediamo come fare.

Non a tutti viene facile e naturale individuare le parole chiave, che sono quelle parole di una frase o di un discorso che richiamano tutto il concetto. E’ importante individuarle in un testo per poter disegnare una mappa efficace.

Come si fa a capire quindi se siamo davanti ad una parola chiave o meno?

Prima di spiegartelo ecco il riassunto in 5 punti del post tecniche memoria: parole chiave

  • prima di sottolineare leggere una prima volta,
  • leggere una seconda volta sottolineando le parole chiave
  • per capire quali sono fai riferimento ai capitoli e paragrafi,
  • effettua la verifica per vedere se ne hai inserite troppe o troppo poche,
  • aiutati col testo che trovi in fondo al post

Il trucco è leggere almeno 2 volte il testo. La prima lettura deve essere veloce, senza fermarsi a pensare più di tanto al perchè di quello che stai leggendo. Leggi velocemente con l’intento di avere un’idea generale a grandi linee. Mentre leggi ricorda questa regola: 80% struttura, 20% contenuti! Spesso un testo per spiegarti un concetto di 5 righe, ne scrive 20. E’ un modo per farsi capire, è normale che sia così.

Ovvio se siamo davanti ad un testo di matematica le proporzioni cambiano, se poi stai studiando dalla dispensa il contenuto diventa il 95% e la struttura il 5%, ma generalmente è una regola valida.

Nella prima lettura non si fa nulla, NON si sottolinea, NON si cerchia. Se non vuoi cadere in tentazione, tieni le mani adese al corpicino! (il tuo possibilmente) 😀

Finita la prima lettura, prendi in mano un evidenziatore o matita e rileggi da capo. La seconda lettura avviene in modo lento, parola per parola, capendo bene quello che leggi.

Ti dico subito che tutti gli esempi non vanno considerati, io per evitare di perdere tempo ci tiro una riga sopra spesso, amenochè non sia fondamentale per capire il discorso.

Siamo quindi arrivati alla seconda lettura. Come trovo le parole chiave? Rileggendo la seconda volta, già saprai dove si trovano i paragrafi/frasi/concetti importanti e dove si trovano informazioni secondarie (struttura).

Quindi leggi tutto, parola per parola, cancellando gli esempi e concentrandoti sui contenuti importanti. Come capisco se un contenuto è importante oppure no? Spesso i testi scrivono in neretto le parole più importanti da ricordare, quello è già un aiuto, alcuni poi fanno un mini riassunto a lato. Se non sei stato fortunato, non disperare, ci sono altri modi.

Per esempio, gli elenchi che poi vengono spiegati, vanno saputi. Le definizioni più importanti idem. Tutti i libri sono divisi in capitoli e paragrafi. Occorre considerare anche il titolo del paragrafo. Se il titolo è: l’usucapione, oppure gli elementi della fattura, piuttosto che la derivata, saprai che in quelle pagine si sta parlando di quello, quindi la parola principale l’hai già trovata, è quella del titolo. A quel punto, tutte le caratteristiche, gli elementi, i corollari, gli elenchi, che vengono spiegati, vanno saputi.

Perchè devono essere spiegati? Perchè altrimenti vuol dire che è un richiamo che dovresti già sapere o ti spiegherà più avanti. In entrambi i casi evita di sottolineare, perchè se un’informazione già la sai non ha senso riscriverla sulla mappa, se te la spiegherà più avanti, non ha senso riscrivere 2 volte le stesse parole chiave (doppia fatica a memorizzare per niente). Per questo è importante comunque sempre leggere la prima volta senza sottolineare.

Se hai fatto un buon lavoro, dovresti aver segnato tutte, e solo quelle, parole chiave che richiamano i concetti da sapere. All’inizio è facile aggiungerne più del dovuto per paura di dimenticare qualcosa. In questo caso scorri velocemente le parole cerchiate e chiediti se togliendone qualcuna riesco comunque a richiamare tutti i concetti importanti.

Se invece ne hai messe poche e non riesci da quelle segnate a ricordare o richiamare tutti i concetti, cosa farai? Sostiutisci e/o aggiungi.

Quindi sintetizzando:

prima lettura veloce, seconda lettura concentrata con sottolineature, cancellazione degli esempi, attenzione a definizioni ed elenchi spiegati, elenco delle parole chiave a parte, verifica togliendo (se troppe) aggiungedo (se poche) o sostituendo (se non ti dice nulla) parole all’elenco

Per aiutarti maggiormente, ho trascritto un testo dal mio manuale del corso di memoria che spiega le fasi dell’apprendimento.

Scaricalo cliccando qui sotto, fai quello che ti dice e vedi come va. Una volta finito, se vuoi, puoi lasciarmi un commento con il risultato o per farmi domande.

test parole chiave

Buona giornata

Cristian

7
Apr

tecniche di memoria: memorizzare definizioni

Come si fa a ricordare le definizioni e gli articoli di codice a memoria?
Nei corsi di memoria, viene dedicata 1 ora a posta per spiegare la memorizzazione degli articoli di codice (numero e contenuto), quindi, se quanto scrivo non è sufficientemente chiaro, fammelo sapere, ed approfondirò le parti che mi richiedi, come ha fatto Emanuela nel suo commento a tecniche di memoria: memorizzare le mappe.

Gli articoli di codice hanno 2 elementi importanti: il numero dell’articolo (c.c. art. 2082 l’imprenditore, c.p. art. 1 responsabilità penale) che in questa sede tralascio, ed il contenuto dell’articolo.
Prindiamo proprio ad esempio l’art 2082 del codice civile che è un classico da sapere a memoria, per gli studenti di economia e giurisprundenza.

“È imprenditore chi esercita professionalmente una attività economica organizzata al fine della produzione o dello scambio di beni o di servizi”

Come si fa a memorizzarlo?

Prima di tutto occorre dire che non va memorizzata parola per parola ma solo le parole chiave.
Quindi prima vanno individuate le parole chiave, che in questo caso sono: professionalmente, attività economica, organizzata, produzione o scambio.
Praticamente tutto ora che ci penso! 😀

Ho tralasciato volutamente imprenditore, perchè è ovvio, è l’oggetto della discussione, e beni o servizi perchè è altrettanto ovvio che quello che prdoduci o scambi saranno per forza beni o servizi.

Ora che ho segnato le parole chiave occorre memorizzarle nell’esatta sequenza.
Come fare?
Con una serie di immagini mentali che rendono più facile il tutto. L’alternativa sarebbe: ripetere, ripetere, ripetere…zzzz….

Io preferisco suggerirti il modo divertente. 😉

Prima di tutto, quindi immagina un imprenditore. Ma non uno qualsiasi, identifica un imprenditore in particolare ed usa sempre lui quando farai questo tipo di associazioni.
Per esempio potrebbe essere Berlusconi, Tronchetti Provera, Agnelli… insomma vedi tu, basta che hai un’immagine ben precisa ed usi sempre quella, quando d’ora in poi, si parlerà di imprenditore.
Ora che hai ben in mente la partenza, occorre fissare delle immagini anche per le altre parole chiave. Vediamo un po’.

Professionalmente è una parola astratta e quindi va cercato un significante (la forma della parola) e da qui l’assonanza con altre parole, od un significato concreto. E’ possibile anche dividere la parola come aiuto. In questo caso professionalmente è assonante a professore e significa professionale. Potrebbe essere quindi un professore in particolare di cui ti ricordi bene, oppure un istituto professionale. L’importante è che tu abbia un’immagine per ogni parola e solo per quella parola, per non confonderti.

Attività economica è ancora più astratta. In questo caso lavorerei sul significato. Cosa ti fa venire in mente attività economica? A me, per esempio, un mercato con gente che scambia soldi in continuazione.

Organizzata è un verbo e quindi facilmente divisibile. Puoi diverlo per esempio in organi/zzata. Abbiamo quindi degli organi (cuore, cervello, polmoni…) in un’orzata!

Produzione e scambio è facile. Per produzione cosa ti viene in mente? Attento a non confondere produzione con prodotto. E’ bene avere 2 immagini ben diverse per le 2 parole. Per es. dividendo abbiamo produ/zione, (uno zione che si prudre) mentre scambio a me viene in mente un baratto, o lo scambio fisico di qualcosa. Anche lo scambio di coppie può andare.

N.B. Più l’immagine è vivida, paradossale, in azione, ironica o macabra, meglio te la ricordi (per apprfondire questa parte guarda i link correlati). Sembra strano ma la nostra mente funziona così. E sai quali sono i temi che ricorda meglio? Indovina un po?! Sesso e sangue. Provare per credere. 😉

Visto, comunque, che non voglio essere bannato da google, ti farò visualizzare una serie di immagini più soft di quelle che userei di solito. Tieni presente comunque che, più userai la fantasia, senza freni, meglio ricorderai. Tanto non devi raccontarla a nessuno.

Quindi tutti gli ingredienti sono pronti, mettiti comodo che ora ci divertiamo. 😀

Visualizza il tuo imprenditore. Per identificarlo lo chiamerò Cavalier Condorelli :D, ma tu immagina pure il tuo. Il Cavalier Condorelli si sta baciando col tuo professore (se hai avuto un moto di repulsione, ottimo, non ti dimenticherai mai più che l’imprenditore esercita professionalmente…). A guardar bene, si trovano in un mercato e tutto intorno ci sono persone che scambiano freneticamente soldi e corrono da una bancherella e l’altra sventolando il denaro in aria, senza far caso a nessuno. Sono nel fermento di un’attività economica. La particolarità è che in questo mercato, non si riceve il resto in denaro ma in organi dentro un bicchiere di orzata. Questo perchè l’attività economica è organizzata. Rovesciando il bicchere, invece del contenuto, esce tuo zio che inizia a grattarsi dappertutto in modo comico, tanto che decide di scambiare la sua pelle con quella di un animale. Questo perchè è al fine della produzione o scambio di bene e servizi.

Ricapitolando, il Cavalier Condorelli si bacia col tuo professore, dentro un mercato in cui tutti scambiano denaro e ricevono come resto organi dentro l’orzata, che rovesciato fa uscire tuo zio a cui prude tutta la pelle e che decide di scambiare con quella di un animale.

Questo è il senso generale di come si fa a memorizzare una definizione.

Ora riscrivi l’art 2082 secondo la storia.

Se non ti vengono delle parole, puoi sempre aggiungerle. Per es. se non ti viene che l’imprenditore esercita professionalmente… aggiungerai un dettaglio alla storia. Per esempio, il cav. Condorelli per evitare figure, prima di baciare il professore, decide di esercitarsi baciando 100 specchi! 😀

Un’altra cosa prima di salutarti. Sembra lungo crearsi una storia per memorizzare una definizione, ma ti assicuro che ci metti davvero poco. All’inizio magari ci vorrà un po’ più di tempo, ma più lo fai e meno impiegherai. Esercitandoti costantemente, arriverai a memorizzare definizioni di questo tipo in meno di 1 minuto. Fintanto che è 1 non si nota tanto la differenza, già con una decina, però, ti accorgi di quanto tempo risparmi, e quanto è più divertente rispetto al ripeti, ripeti, ripeti…zzzz… 😉

Detto questo non mi resta che augurarti buon divertimento. 🙂

P.S. per comodità puoi anche scrivere sul retro della mappa le varie definizioni, mentre nel disegno metterai solo il titolo dell’articolo, e se proprio vuoi le parole chiave.

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link correlati a “tecniche di memoria: memorizzare definizioni”

tecniche di memoria: prima memotecnicha

tecniche di memoria: mappe mentali

tecniche di memoria: come usare le mappe menali

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27
Mar

tecniche di memoria: memorizzare le mappe mentali

 

Oggi torno a parlare di tecniche di memoria e mappe mentali. Ti riporto uno schema di come trovare le parole chiave quando studi un testo e come memorizzarle efficacemente.

 

Per trovare le parole chiave dentro un testo e memorizzare velocemente:

  1. leggi la prima volta il libro o capitolo che vuoi studiare. La prima lettura ti dà la visione d’insime.
  2. leggi una seconda volta con attenzione, sottolineando le frasi e cerchiando le parole più importanti (evita di sottolineare tutto il libro, meglio solo le parti essenziali). Ricorda una regola d’oro: 80% struttura e 20% contenuti! I libri di testo hanno questa proporzione in linea di massima, quindi se hai sottolineato il 50% del testo, vuol dire che puoi scremare di almeno un altro 30%, e mantenere così solo le informazioni di base.
  3. Una volta finito il capitolo e cerchiate le parole, rileggile e verifica se ti richiamano il concetto. Se così non è magari sostituisci la parola chiave del testo con una tua parola più adatta che ti ricorda meglio il discorso.

Fatto questo il modo migliore per sfruttare e memorizzare le parole chiave è quello di usare le mappe mentali.

Clicca sul link prima di proseguire.

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Ora che sai cosa sono, a cosa servono e come si construiscono le mappe mentali, quello che resta da fare è:

  1. Fatta la verifica, inserisci le parole chiave nella mappa così come hai visto nelle immagini
  2. Memorizza la mappa. A questo punto il discorso già dovresti ricordarlo, quello che manca è la memorizzazione della sequenza di parole, cioè per essere pronto per l’esame, dovresti essere in grado di richiamare tutta la mappa alla mente senza guardarla neanche una volta.

Come si fa a memorizzare la mappa mentale nel concreto?

Clicca qui per leggere una tecnica molto efficace.

Bene, se hai seguito ogni punto ed aperto ogni link, ora dovresti essere in grado di completare da solo una mappa mentale.

In sintesi questa è tutta la procedura, può sembrare macchinosa all’inizio, ma ti assicuro che ti farà risparmiare un sacco di tempo se la usi come metodo di studio.

Nel prossimo post proseguirò sull’argomento. Se hai dubbi o domande puoi scrivermi a universitastudenti@gmail.com oppure lasciare un commento qui sotto.

Ciao

Cristian

24
Dec

tecniche di memoria: dalla creatività alle mappe mentali

Ciao, ho deciso di riassumere in 21 punti i 6 post precedenti sulle tecniche di memoria. Prendilo come uno specchietto, comunque troverai tutti i riferimenti per gli approfondiment, sia nel testo che in fondo come link correlati.

Schema in 21 punti sulle tecniche di memoria: dalla creatività alle mappe mentali:

  1. seguendo la legge di Pareto, i risultati sono dati per l’80% dal giusto atteggiamento e solo per il 20% dalle strategie
  2. prima di partire con le tecniche di memoria, quindi, occorre mettersi nell’atteggiamento giusto. Chiudi gli occhi, fai un respiro profondo e rilassati. Poi visualizzati in un posto naturale che ti piaccia e ti faccia sentire bene, osserva colori e forma, e solo dopo esserti ricaricato da questa immagine, riapri gli occhi.
  3. l’atteggiamento migliore prevede: rilassatezza ed entusiasmo. Ora che sei rilassato, scrivi 10 buoni motivi per cui essere entusiasta della vita oggi. Fallo ogni giorno per i prossimi 30 giorni, e vedrai quanto potenziale in più riuscirai a sfruttare da tutto ciò che ti capiterà. Scrivi ora 10 buoni motivi per cui essere entusiasta prima di proseguire.
  4. Con questi 2 esercizi veloci hai capito cosa vuol dire avere il giusto atteggiamento. Questo è utile sia per avvicinarsi alle tecniche di memoria che per studiare.
  5. Ogni tecnica che sviluppa e potenzia la memoria, si basa sulla creatività. Allenati a svilupparla con un esercizio semplice e divertente: trova 250 soluzioni ad un problema semplice (es. allacciarsi le scarpe). Forse può sembrare stupido ma è l’esercizio più usato al mondo per sviluppare questo tipo di facoltà mentali. Fidarsi ed affidarsi è il trucco per riuscire. Prenditi 30 giorni anche per completare questo esercizio. Qui trovi tutti i dettagli su come farlo.
  6. Questi esercizi possono sembrare lunghi o noiosi, e potresti chiederti perchè farli. In realtà perchè no?! Oltre ad essere divertenti richiedono veramente poco tempo. Tieni con te un block notes e sfrutta i tempi morti, es. sul tram, in coda, durante una lezione noiosa :D, usalo per fare gli esercizi che richiederanno 10 minuti.
  7. Ora conosci le basi per memorizzare più in fretta. Già solo sfruttare i primi 6 punti, ti permette, oggi, di ottenere il doppio dei risultati.
  8. La mente ricorda molto più facilmente un episodio legato ad un’emozione. Magari non ricordi cosa hai mangiato ieri a pranzo, ma ricordi quando sei caduto dalla bicicletta da bambino. Eppure son passati più di 10 anni, forse 15! Se un’emozione è forte, può rendere indelebile il ricordo.
  9. Costruire un’immagine mentale ricca di dettagli è come renderla reale, e per la nostra mente sarà come un ricordo di qualcosa che è successo.
  10. Tutte le tecnica per sviluppare la memoria si basano sul principio dell’emozione. Per costruire un’emozione occorre riempire di dettagli un’immagine. Quanto più la tua creatività è sviluppata, meglio verrà questo esercizio. 😉
  11. La prima tecnica di memoria si basa sul principio dell’immaginazione e della creatività. Chiudi gli occhi ed ascolta questo video delle 18 parole. Più allenerai la creatività più velocemente riuscirai a creare storie come quella ascoltata. Per approfondimenti clicca qui.
  12. una volta che conosci la tecnica, puoi sfruttarla per memorizzare tutte le parole che vuoi. Quelle 18 parole casuali, possono essere le 18 parole chiave di un discorso o del tuo prossimo esame.
  13. le parole chiave sono quelle che ti permettono di ricostruire un intero discorso da 1 sola parola.
  14. Per trovare le parole chiave in un testo di studio, una tecnica efficace è questa: leggi 3 volte il testo, la prima velocemente per avere un’idea generale, la seconda lentamente per capire bene il testo ed in questo caso sottolinea anche i pezzi più importanti, la terza leggi solo le sottolineature e cerchia le parole che richiamano il discorso. Per approfondimenti clicca qui.
  15. A questo punto dovresti avere una serie di parole chiave. Potresti già memorizzarle una in fila all’altra con la tecnica delle 18 parole, oppure puoi usare un metodo più dinamico, sfruttando le mappe mentali. Clicca qui per approfondimenti sulle mappe mentali.
  16. con la mappa mentale puoi sintetizzare decine di pagine in un solo foglio.
  17. prendi un foglio bianco, mettilo in orizzontale ed inserisci il titolo nel centro. Può essere il titolo del libro, di un argomento o di un capitolo, a seconda del contenuto della mappa.
  18. Tira delle linee di pochi cm che partono dal titolo e vanno verso l’esterno, come mostrato qui. Ogni concetto poi può avere altri sotto concetti, quindi continua a rimpire il foglio in quel modo.
  19. tutte le parole devono richiamarti un concetto, se così non è sostituiscile e verifica di nuovo.
  20. Aggiungi colori e disegni che richiamano le parole, come vedi qui, per sfruttare al meglio la parte creativa ed agevolarti nella memorizzazione
  21. per memorizzare la mappa usa la tecnica dell’osservazione. Dividi in 4 quadranti il foglio e fatti queste domande: che cosa vedo? quante parole ci sono? che colori ci sono? ci sono disegni? come sono posizionate le parole? Poi chiudi gli occhi e ricostruisci mentalmente il quadrante, verifica. Se è tutto ok passa al successivo, altrimenti fatti altre domande e continua la verifica, finchè hai in mente la stessa mappa che vedi ad occhi aperti. Per approfondimenti clicca qui

Bene, non più di 21 punti come promesso. 😉

Prendilo come regalo di natale e passa buone feste.

Ciao

Cristian

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link correlati:

tecniche di memoria ed atteggiamento

tecniche di memoria e creatività

preparare gli esami con le tecniche di memoria

video dal web sull’efficacia delle tecniche di memoria

video delle 18 parole

post sulla prima tecnica: le 18 parole

costruzione delle mappe mentali

come usare le mappe mentali

14
Dec

tecniche di memoria: come usare le mappe mentali

Eccoci arrivati all’ultima parte del post sulle tecniche di memoria.

Come universitario ho usato molto queste tecniche in quasi ogni esame dato in università.

L’università è, secondo me, la fonte per eccellenza dove poter praticare le mappe mentali, come tutte le altre tecniche che ti ho mostrato nei post precedenti.

Prima di proseguire eccoti lo schema in 8 punti su come usare le mappe mentali:

  1. le mappe mentali servono per: schematizzare, memorizzare e studiare più velocemente
  2. nelle mappe mentali si inseriscono solo le parole chiave
  3. ogni parola chiave deve richiamare un concetto, se così non è, cambia parola
  4. le parole chiave si trovano leggendo 3 volte il testo. La prima volta velocemente per avere un’idea generale, la seconda lentamente e sottolineando. Nella terza leggo solo le sottolineature e cerchio le parole più importanti che richiamano il concetto.
  5. Può essere una parola interna al testo o esterna. Nel primo caso riporti sulla mappa la parola trovata, nel secondo usi una parola che per te sintetizza bene il concetto.
  6. Trova le parole chiave ed inseriscile nella mappa, partendo dal centro verso la periferia del foglio. Nel centro inserisci le parole chiave più generali che richiamano diversi concetti o capitoli. Più andrai verso i margini del foglio, maggiore sarà la specificità dei concetti, come puoi notare nei disegni cliccando qui e qui.
  7. finita la mappa rileggila e verifica di ricordare tutte le parole. Se così non è, cambia quelle che non ti dicono nulla, poi una nuova verifica, finchè tutte le parole ti richiamano un concetto.
  8. per memorizzare la mappa usa la tecnica dell’osservazione: Dividi il foglio in 4 quadranti e poniti le domande del buon osservatore: cosa vedo? che colori ci sono? quante parole ci sono? di che dimensione? in che posizione? ci sono disegni?… Chiudi gli occhi e ricostruisci il tutto nella mente, prima di passare al quadrante successivo.

Se ti fossi perso le puntante precedenti, ti consiglio di dare uno sguardo anche agli altri post prima di proseguire, perchè è un discorso unico.

Di seguito ti riporto uno schema del mini corso di memoria online:

Nel primo post abbiamo parlato di atteggiamento e ti ho spiegato qual è l’approccio migliore, secondo me, per avvicinarsi a queste tecniche. Senza una motivazione forte, le tecniche migliori non servono. Poi ti ho dato dei suggerimenti su come sfruttare la creatività, per sviluppare l’emisfero che di solito dorme quando studi (il destro). Il terzo post è stato dedicato alla prima tecnica di memoria, che in realtà è un antipasto delle tecniche più complesse, e l’ultimo alla costruzione delle mappe mentali.

Oggi vediamo come studiare con questa tecnica di memoria.

Nella mappa mentale, come abbiamo visto, inserisci le parole chiave di un discorso.

E qui la prima domanda: come si trovano le parole chiave? La risposta è più semplice di quel che sembra.

Leggi una prima volta il capitolo che vuoi studiare oggi…guai a te se sottolinei però! 😀

Scherzi a parte, la prima lettura deve essere veloce e sommaria. Non stare a sottolineare già adesso, perchè magari tra 5 pagine trovi lo stesso concetto sintetizzato o espresso meglio.

La prima lettura ha proprio lo scopo di leggere velocemente per capire le parti di libro che puoi scartare. Da una ricerca è emerso che spesso l‘80% dei libri di testo sono struttura, solo il 20% è sostanza. Quindi l’80% serve per incorniciare quel 20%!

Secondo te, quale sarà la parte che studierai sottolinierai e da cui tirerai fuori le parole chiave?

Esatto, quel 20%! 🙂

Quindi, prima lettura screma. Togli fisicamente, facendo una riga con la matita, le parti struttura, come gli esempi, i paragoni ecc…che possono servire forse per capire meglio, ma non ha senso ripassarci sopra una seconda volta. Comunque se sei nel dubbio, lasciala.

Nella seconda lettura prendi la matita ed inizia a sottolineare i concetti salienti di quel 20% rimasto.

A quel punto avrai delle righe o capoversi sottolineati, e non tutto il libro :D, e da quelle righe trova qualche parole chiave che esprima il concetto.

Le parole chiave possono essere interne al testo o esterne. In questo secondo caso dai libero sfogo alla fantasia per trovare la parola più adatta che sintetizzi il tutto, e che nel leggerla richiami facilmente il concetto.

Quindi interne al testo: sono già scritte. Esterne al testo: te le inventi. Nel secondo caso va bene tutto, basta che richiami il concetto. Per esempio, in diritto privato esiste il concetto di nullità del contratto e non ripetibilità per i contratti conclusi con minorenni. A me viene in mente, per ricordarmi il concetto, quando all’età di 9 anni, un camionista mi ha dato 10 euro per  comprargli le sigarette. Cosa ho fatto io? Sono scappato con i soldi! 😀 Legalmente il contratto era nullo (anche se verbale era un contratto), cioè non valido, e sempre legalmente lui non poteva avere indietro i soldi (non ripetibilità). Quindi quali saranno le parole per ricordarmi questo concetto? Nel mio caso, camionista e sigarette! 😉

Dove segnerai le parole chiave? Su un foglio bianco che diventerà la tua mappa mentale.

Il modo di creare una mappa mentale te l’ho mostrato nell’altro post, qui ti dico come metterlo in pratica.

Una mappa mentale può racchiudere un capitolo, un argomento, mezzo libro, dipende da tanti fattori. Che siano 5, 50 o 500 pagine, l’importante è avere chiarezza. La mappa ha il compito di farti richiamare velocemente le informazioni con un colpo d’occhio.

E’ fondamentale quindi che ogni parola inserita ti richiami il concetto, se questo non succede, quella mappa avrà dei buchi.

Come fare ad essere sicuro di aver usato le parole chiave migliori? Anche questa domanda ha un risposta semplice: con la verifica del giorno dopo! 🙂

Mettiamo che oggi studi 50 pg di diritto privato, che sintetizzi in 1 sola mappa. Se ritorni sulla mappa dopo 1 ora, probabilmente ricorderai tutto.

Invece lasciala riposare, ed il giorno dopo, prima di continuare a studiare nuovi argomenti, leggi la mappa e verifica che ogni parola richiami un concetto. Se così non è, cambia quella parola che non ti torna con una migliore per te. Se ne hai messe poche aggiungine qualcuna, se ne hai messe troppe togline qualcuna (perchè fare più fatica, se con meno ottieni lo stesso risultato?! ;)).

Per questo le mappe si disegnano in matita. Dopo aver fatto la verifica, e tutto torna, colora, e rendi vivace il tuo disegno, e mentre lo fai, memorizza i concetti.

Come si memorizza? Ti suggerisco 1 metodo immediato tra i vari che insegnano ai corsi di memoria.

Dividi il foglio in 4 quadranti con l’immaginazione. Ora prendi il primo quarto e fatti le domande del buon osservatore:

  • che cosa è rappresentato?
  • quante parole chiave ci sono?
  • che parola ha ogni parola chiave?
  • ci sono disegni associati?
  • che posizione grafica ha ogni parola?

Osservare vuol dire proprio farsi queste domande, e tutte quelle che ti vengono, per fissare meglio che puoi nella mente la tua mappa. Dopodichè chiudi gli occhi e visualizza nella mente la mappa, senza sbirciare il foglio.

Se ricordi tutto, procedi col secondo quadrante, altrimenti torna su quelle parole che non ti vengono e riempi di maggiori dettagli l’osservazione.

Così come descritta può sembrare lunga, invece, con un po’ di pratica, puoi facilmente arrivare a memorizzare una mappa in qualche decina di minuti, e quando diventi esperto, anche in un pugno di minuti.

Ti ricordo che una mappa racchiude di media 20,30,40,50 pagine; io conservo mappe da 80 pagine anche.

Anche se ci dovessi mettere 50-60 minuti all’inizio, come ti sembra memorizzare 80 pagine in 1 ora? 🙂

Bene. Ora non ti resta che provare, sperimentare, testare e vedere come va!

Con queste righe concludo il trend sulle tecniche di memoria.

Ricorda comunque che quelle che ho scritto sono informazioni base e generiche su come poter usare queste tecniche. Se vuoi approfondire, ti consiglio di seguire un corso, google ti può essere d’aiuto in questo caso, basta scrivere corso di memoria, ti sorprenderà quanti ne puoi trovare, oppure con qualche libro sulle mappe mentali.

Per esempio per iniziare ti consiglio questo libro di Tony Buzan, l’ideatore delle mappe mentali, dal titolo: come realizzare le mappe mentali.

Con questo ti saluto e ti do appuntamento alla prossima volta.

Se qualcosa non ti è chiaro ricorda che puoi lasciarmi un commento qui sotto, o scrivermi a universitastudenti@gmail.com

Ciao

Cristian