perchè disoccupati dopo la laurea 2
nel post precedente abbiamo introdotto il discorso su come mai ci sono tanti laureati che sono rimasti disoccupati dopo la laurea, o vivono il precariato.
Ho richiamato un po’ quelli che sono i motivi generali che si sentono dire, ma sarà proprio tutto vero? O meglio sarà solo quello?
Prima di continuare eccoti lo schema in 5 punti del post di oggi:
- economia, cultura, storia e società hanno il loro peso sulla situazione lavorativa odierna in Italia
- esiste però un elemento ancora più importante che può influenzare gli altri: TU
- tra tutte le componenti della disoccupazione, io mi concentro sull’unico che può essere direttamente migliorato: te stesso!
- esiste un piccolo grande segreto che ti può differenziare dall’80% dei laureati di oggi: capire le vere motivazioni della tua laurea. Perchè vuoi laurarti?
- esistono motivi apparenti (più sicurezza di trovare lavoro, accedere a professioni ben pagate, guadagnare di più…) e motivi reali (quelli più personali che trovati sono il motore per grandi performance)
Sicuramente il lato economico conta, il lato storico culturale anche, e la politica fa la sua parte.
Come sai, però, a me non piace puntare il dito verso qualcuno in particolare, preferisco fare un altro tipo di ragionamento. Cioè: se la condizione attuale è quella che è, cosa posso fare IO per venirne fuori? Cosa posso fare IO per evitare di finire nella massa di disoccupati dopo la laurea?
Queste sono le domande a cui mi piace rispondere. Non giudico gli altri tipi di notizia, dico solo che preferisco occuparmi di qualcosa che dipende direttamente da me, perchè quella è la parte che posso migliorare.
Quindi cosa si può fare per non uscire dalla laurea e trovarsi disoccupati?
La prima cosa che puoi fare è avere le idee ben chiare sul perchè vuoi laurearti.
Quali sono le motivazioni profonde che ti hanno portato a ritardare di x anni il lavoro pre prendere un pezzo di carta? Ragioni economiche? Culturali? Evolutive? Non lo so?
Barra la tua risposta, ma occhio che il mondo del lavoro non ama assumere chi non sa perchè fa le cose, o lo fa per una speranza (di trovare un posto di lavoro migliore). Il ragionamento è: se non sai perchè hai preso una laurea, non sai neanche perchè lavorare, oltre che per uno stipendio. Preferisco qualcuno più motivato.
Fai attenzione quindi a presentarti ad un colloquio di un certo tipo con il tuo bravo elenco di motivazioni convincenti (per essere convincenti occorre che prima convincano te).
Io per esempio ho deciso di riprendere gli studi ed arrivare alla laurea, all’inizio per conoscere degli strumenti di gestione di un team, quando ho visto che l’università non poteva darmi quello che cercavo, ho cambiato motivazione. Oggi mi laureo per dare forza ai lavori online che sto sviluppando, come scrivere in questo blog, scrivere ebook… Purtroppo in Italia piace molto l’idea di comprare qualcosa scritta da un laureato piuttosto che la stessa cosa scritta da un non laureato, come amiamo molto di più le opinioni date da specialisti della materia rispetto a chi non ha quel titolo (può sembrare strano ma a livello statistico è così).
So che non è immediato trovare LA motivazione, quella più vera, ma ci sono esercizi appositi che ti aiutano in questa ricerca. E’ molto probabile che una volta trovato il tuo cosiddetto driver, avrai un nuovo tipo di energia, sarai più focalizzato, salirà la concentrazione ed otterai performance molto migliori.
Capire perchè perseguire un obiettivo, qual è il driver che ti aiuta ad ottenere grandi performance, è uno dei piccoli grandi segreti che ti possono differenziare dall’80% dei laureati che arrivano alla tesi, la discutono e cercano lavoro senza sapere perchè, però si chiede perchè non lo trovano!
Del resto il passo è breve. Se sai perchè ti vuoi laureare, sai perchè vuoi ottenere lavoro in quel settore e con quella compagnia. Non nel senso che i motivi devono essere gli stessi, ma perchè hai allenato la mente a farti queste domande.
Presentarti davanti ad un potenziale datore di lavoro con la speranza che ti assuma perchè è il decimo colloquio che fai, o presentarti concentrato sul fatto che è quello il lavoro che vuoi per questo e questo motivo, è come rispondere alle domande di un esame in modo deciso, quasi sfidando a farti altre domande, piuttosto che rispondere velocemente nella speranza che non ti chieda altro.
Ho scritto 6 post su come gestire gli obiettivi e trovare la giusta motivazione. Li trovi qui, o puoi andare nella categoria: organizzare lo studio.
Una volta che sai davvero perchè fai quello che fai, sei pronto per il prossimo passo.
Ma di questo ne parliamo la prossima volta.
Buona giornata
Cristian
perchè disoccupati dopo la laurea 1
Ciao,
oggi voglio capire insieme a te perchè ci sono tanti, troppi disoccupati laureati nel nostro bel paese, da cosa dipende e se ci sono soluzioni nel breve periodo.
Prima lo schema del post in 3 punti:
- esiste un punto di vista economico, che parla di periodi di recessione ed espansione
- esiste un punto di vista sociologico, che parla di bamboccioni
- esiste un punto di vista politico che parla di frignacce
Già, disoccupati… perchè disoccupato… da cosa dipende… Quante volte hai letto queste frasi? Quante volte ne hai letto il contenuto? Ed ora dimmi: quante volte il contenuto ti ha soddisfatto?
Vedi, se fossi un economista, per spiegarti la disoccupazione di oggi ti parlerei dei grafici della crescita economica. Cioè in alcuni periodi storici hanno studiato che l’economia mondiale cresceva (crescita/espansione), in altri periodo storici scendeva (recessione), ma nel lungo periodo la tendenza era al rialzo.
Un po’ come gestire una banca: prendi soldi da altri, presti i soldi che hai ad altri, ma alla fine ne hai più di prima.
Quindi un economista serio ti direbbe che questa recessione (per piacere basta chiamarla crisi!), è fisiologica. Passato questo periodo, probabilmente di un paio d’anni ancora, ci sarà una forte accelerazione economica.
Se invece i numeri ti annoiano, magari ti son rimasti più impressi gli articoli che parlano di società. In quegli articoli, di solito, si dice che i giovani di oggi hanno una fibra meno forte rispetto alla gioventù degli anni 50 che è uscita da una guerra massacrante con una grande voglia di ricostruzione e riscatto.
Oggi invece abbiamo tutto pronto, i ragazzi stanno a casa fino a 30 anni, anzi ieri sentivo che il 30% dei giovani rimane a casa fino a 34 anni, occorre che ci si svegli.
Ecco un’immagine che fa capire bene il concetto.
Però può anche essere che le ramanzine storiche non ti piacciano più di tanto, quindi buttiamoci sulla politica. Il governo attuale ha tagliato i fondi all’istruzione, quindi la qualità della stessa è diminuita, ci sono meno possibilità per gli studenti, ed in particolare gli universitari, di essere competitivi nel mondo del lavoro, rispetto soprattutto ai partner europei, e questo ci penalizza doppiamente in questo momento di crisi economica.
Vabbè dai chiudiamo con la frase classica: “le università e l’istruzione in Italia fanno pietà!”
Quante volte hai sentito dire o senti dire queste frasi? Quante volte ti hanno convinto?
Ma quindi sono tutte frignacce? Ma allora perchè ci sono tanti laureati che sono disoccupati in Italia?
In realtà sono mezze frignacce, o mezze verità se vuoi. Tutte hanno un loro fondamento, peccato che da sole non bastano a spiegare la situazione attuale, ma la cosa divertente è che la maggior parte dei sostenitori di una o dell’altra teoria, crede di si.
Per ora mi fermo qui. Preferisco rinviare le conclusioni alla prossima volta, quando le leggerai capirai perchè.
Intanto ti auguro una buona giornata, e se ti va di commentare quanto scritto finora lascia pure un commento qui sotto.
Ciao
Cristian
università e futuro
in questo blog ho già parlato di quello che l’università può dare come futuro, a livello pratico ad uno studente.
Mi hanno segnalato un video molto interessante che ti consiglio di guardare. Parla proprio delle università, dei loro pregi e difetti.
situazione universitaria in italia
Ti consiglio di ascoltarlo senza identificare politicamente chi te lo racconta. Non è importante a quale partito appartiene, sono più importanti le parole che dice.
Tranne sulle ultime battute come soluzione per una migliore università, concordo con buona parte delle premesse e considerazioni fatte circa l’università in Italia.
Guardarlo può darti qualche spunto di riflessione in più.
Buona visione
situazione universitaria in italia
Cristian
tagli all’istruzione e alle università
E’ noto quello che sta succedendo in queste settimane circa i tagli all’istruzione e soprattutto alle università.
Già l’anno scorso gli studenti avevano manifestato per una riduzione drastica delle sovvenzioni statali.
Sembra che questo governo non abbia molto a cuore la qualità dell’istruzione che i giovani possono ricevere.
Pensa che la Cattolica di Milano è quella più colpita dai tagli.
Di seguito trovi l’articolo riguardante la perdita di 50 milioni di euro dell’istituto.
Ancora una volta questo vuol dire che non possiamo aspettarci grandi aiuti dal governo.
Purtroppo i parlamentari hanno altri interessi e quelli, non voglio dire dei cittadini, quindi diciamo degli studenti, passa in secondo piano.
La riforma Gelimini sta dando tanti problemi, alcune università hanno già accusato il colpo dall’anno scorso, altre riesco bene o male a barcamenarsi ancora in altri modi, ma sicuramente ogni istituto di queta nazione è stato colpito da questi decreti.
Ad onor del vero, delle cose buone sono state portate dalla riforma, come il divieto di assumere parenti entro il quarto grado e lo sblocco delle assunzioni per i ricercatori.
Le cattive notizie però non si fanno attendere. Il taglio indiscrimanto e generale dei fondi alle università, in particolare, riduce di molto la capacità di manovra degli istituti.
Per approfondimenti sul decreto Gelmini clicca qui.
Questo ovviamente oltre a sollevare dissensi e proteste ha creato anche qualche tensione.
Milano, Bologna, Roma…dappertutto si manifesta un dissenso generale verso questa riforma che sembra non essere stata molto apprezzata dagli addetti ai lavori…ma come ogni volta… una volta che un politico ha in testa di fare una cosa, almeno in Italia, 9 su 10 la fa, fregandosene un po’ del resto.
In sostanza, un cosiglio spassionato agli universitari. Lascia perdere l’idea che il governo possa sollevare le tue condizioni economiche e lavorative, e debba darti la possiblità di trovare un lavoro dopo la laurea.
Non è mai stato così, e per quanto ingiusto possa essere, le cose non sembrano cambiare. Però puoi puntare se qualcuno di molto più affidabile, sai chi è?
Mi sa che l’hai capito…si tratta di te stesso!
Che cosa è per te l’università? Luogo di apprendimento? Di scambio? Un posto dove ottenere un titolo?
Per me l’università è stata ed è uno strumento, non il fine. Pensare: mi laureo e poi lo stato, gli amici, la famiglia, il fato…penserà al mio lavoro, può risultare limitante, rispetto a tutto quello che puoi prendere dalla formazione universitaria.
Tipo? Tipo giocare con chi ha il potere!
Che voglio dire? Voglio dire, come ho scritto nell’ebook che puoi scaricare gratuitamente sulla tua destra intitolato:“esame orale: un gioco di ruolo tra studenti e professori”, che gli anni universitari possono essere un cuscinetto della vita, dove scoprire, interagire, goderti il gioco degli esperimenti e osservarne gli effetti.
Terra terra…se provochi un professore, che nella tua realtà è colui che detiene il potere, visto che decide se promuoverti o meno, e lui ti boccia, beh ti è andato male 1 appello ma non è successo nulla tutto sommato. La volta dopo magari capisci come provocarlo nel modo giusto, affinchè non si senta minacciato ed allo stesso tempo venga stimolato a darti un voto più alto. Ti ho spiegato la teoria dell’interrogazione d’attacco. Metterla in pratica poi è un altro discorso, siamo d’accordo, ma anche quello si impara.
Perchè farlo? Perchè quando inizierai a lavorare, saprai come rivolgerti al capo o al collega anziano in modo da portare rispetto ed allo stesso tempo farti rispettare. Ti assicuro che al mercato del lavoro una persona così piace molto.
Ecco per esempio una peculiarità, un punto di forza, che misura il tuo valore oltre alla tua competenza, in un mondo del lavoro fin troppo concorrenziale.
Ecco cosa vuol dire che non saranno i politici a trovarti lavoro, ma sarà l’esperienza che ti sei fatto aprendo gli occhi nel mondo universitario, se hai deciso di intraprendere questa strada.
In questo modo studiare, avvicinarsi alla tesi, dedicare tempo e fatica ad un progetto, diventa più stimolante, più divertente e più formativo ed ha uno scopo, qualsiasi cosa accada dopo!
Ricorda: possono portarti via tutto ma non la tua formazione!
In alternativa, studia quanto basta per passare l’esame, rimani nella massa, non fare domande a lezione, non ti distinguere, passa tutti gli esami al primo colpo, laureati e spera (:o) di trovare lavoro.
Però se sei arrivato a leggere fin qui, vuol dire che probabilmente ti piace di più la prima opzione.
Non ti preoccupare, non ci si forma in 1 giorno, ed oggi gli strumenti non mancano, basta decidere di andare loro in contro. Se lo vuoi, questo blog può essere uno di quegli strumenti, e se vuoi lasciami un messaggio o mandami un’email a studentiunversita@gmail.com e vedrò come poterti aiutare.
Cristian
dall’università al lavoro: sistema win-win
Sapevi che esistono siti che vivono facendo sconti! Essendo stato universitario anche io, so quanto si faccia attenzione a non superare il budget mensile, ma anche per chi non ha questi problemi, perchè comprare qualcosa a prezzo pieno se lo posso prendere con uno sconto?
Prima di proseguire eccoti il riassunto per punti
- i progetti di business del futuro sono i win-win, cioè dove entrambi guadagnano
- ecologia, salute, formazione sono i settori più orientati a progetti win-win
- tuttodeal.it,kgb deals, tupertu.it e papidoshopping.it sono validi esempi di questi tipi di business
Questo è un ottimo esempio di business win-win, cioè in cui entrambi, acquirente e venditore, ci guadagnano.
Chi oggi studia, adotta e sviluppa questi tipi di strategie, se resiste per i primi 3 anni, con buona probabilità si mette ai vertici di un nuovo sistema che rappresenta il business del futuro.
Ecologia, salute, formazione, guadagno dal risparmio di altri (ma non come lo intendono le banche)…, sono tutti esempi e settori in cui creare sistemi efficienti e di qualità, centrati sul consumatore e non sul venditore o il bilancio aziendale.
Tutti i progetti che hanno queste caratteristiche, sono detti progetti win-win.
Ora, se hai letto fin qua chiedendoti dove stanno i link
, ti do due notizie, entrambe buone.
La prima è questa: uscire dall’università con questa idea in testa può essere il segreto per trovare un buon lavoro futuro, cioè in un’azienda che non si dichiara in crisi, ma anzi ha capito come trasformarsi per cavalcare il momento, il che vale più di uno sconto, la seconda è che tra 5 righe trovi anche i link!
Insomma, oltre ad acchiapparti lo sconto, acchiappa anche l’idea di cosa vuol dire sviluppare un business win-win, una volta capito sai anche individuare le aziende giuste dove poter lavorare. Se sarà il caso, cioè se me lo chiderai, riprenderò questo discorso.
Intanto ti premio per aver letto fin qui, con questi link: groupon.it, prezzofelice.it, groupalia.it, kgb deals che fa accedere direttamente alle pagine dedicate agli sconti della giornata, settimana ed in uscita.
Visto però che questi siti crescono come funghi, ti metto direttamente il link del sito che raccoglie e mette insieme tutti i deal presenti in rete della giornata. Si chiama tuttodeal.it
Esiste anche un’altro sistema per risparmiare, ed inoltre guadagnare dai tuoi acquisti. Si tratta di una vetrina elettronica da cui acquistare gli stessi prodotti, nuovi ed originali che trovi nei negozi, ma con una grande differenza di prezzo. Ecco il link tupertu.it.
Inoltre c’è anche una sorpresa molto carina. Questo sito ti permette di creare una tua vetrina online, per cui ogni volta che acquisti da lì, oltre a risparmiare, guadagni anche delle provvigioni! E se altri vengono ad acquistare sulla tua vetrina…indovina…loro risparmiano e tu guadagni!
Ecco la forza di un progetto win-win!
Se abiti nelle grandi città, come Milano e Roma, (ma anche Parma e Verona) o ti capita di andare qualche volta, ti farà anche piacere sapere che la lista papido, che offre da sempre riduzioni su discoteche, bar, ristoranti… ha aperto una nuova sezione dedicata agli sconti che si chiama papidoshopping.it. Anche su questo sito, sconti dal 20% al 70%!
Quindi riassumendo:
- tuttodeal.it dà degli sconti che arrivano fino al 70% su articoli definiti e limitati nel tempo (24 ore di solito)
- tupertu.it dà degli sconti fissi (10%, 15%, 20%, 30%) su decine di migliaia di prodotti, perchè sfrutta il potere dell’ecommerce.
- papidoshopping.it offre sconti dal 20% al 70% su pub, ristoranti e discoteche
Per ora è tutto. Anche se non ti interessa acquistare ed avere sconti, ti consiglio comunque di fare un giro su questi siti per vedere un po’ come girano queste idee di business.
Inoltre, se mi vuoi lasciare un commento o conosci altri link simili, postali pure qui sotto, farai un piacere a tutti.
Ciao
Cristian
laureati e soldi
L’università ha come scopo quello di farti studiare, per darti più informazioni da spendere nel mondo del lavoro, e quindi maggiore professionalità. Questo ti porterà maggiori entrate.
Questa è un po’ l’idea comune che si ha dell’università, ma sarà vero tutto questo?
Vediamo un po’, analizzo la frase pezzo per pezzo e vediamo quanto questa è corretta, secondo quello che abbiamo intorno oggi.
L’università ha come scopo quello di farti studiare… Questo è corretto.
Lo scopo che si sono dati, fin dalla sua creazione, è stato quello di far accedere, chi se lo poteva permettere, gli studenti ad una formazione maggiore.
Infatti l’università era l’ultimo gradino, il più alto, prima di entrare nel mondo del lavoro.
Un laureato godeva di fama e prestigio, e questo fino a pochi decenni fa, e, per questi pochi fortunati, era molto semplice accedere a cariche dirigenziali in breve tempo.
L’obiettivo si è mantenuto nel tempo. Anche oggi l’università mantiene l’arduo compito di farti studiare, ma non si può dire altrettanto circa la formazione.
Tutti sappiamo che una grande pecca delle università italiane, riguarda il grande nozionismo che viene dispensato, e quindi la grande cultura che ti offre, sempre che ti ricorderai quanto hai studiato anche dopo, a discapito, però, della praticità.
Quindi si, ti fanno studiare ma, ti posso garantire, sempre meno. In 10 anni infatti i programmi si sono ridotti generalmente di 1/3, e questo comunque senza badare più di tanto alla concretezza.
Non a caso, oggi, la laurea non è più il gradino più alto dell’istruzione, ma i master e dopo l’apprendistato, hanno preso il suo posto.
…per darti più informazioni da spendere nel mondo del lavoro… finchè si parla di informazioni, la frase è corretta, ma come abbiamo visto poco fa, queste sono spesso troppo astratte per il mondo del lavoro.
Non a caso, infatti si parla di informazioni ma non di formazione.
L’università, purtroppo, ha mantenuto degli standard educativi e didattici di altri tempi, e non si sono ancora adeguati a quello che oggi il mercato del lavoro richiede, che è ben diverso da quello che richiedeva 50 anni fa, ma anche solo 10 anni fa.
Non ci si può aspettare del resto che una macchina così complessa come la struttura universitaria, si rivoluzioni ogni 4 anni, altrimenti sarebbe il caos.
Un ciclo di studi completo, infatti, dura 5 anni, che facilmente diventano 7. Sarebbe molto destabilizzante per uno studente vedersi cambiare le regole a metà percorso.
Quindi, purtroppo, l’università italiana, si è impigliata da sola in una struttura rigida.
Del resto cosa potrebbe fare?
Le idee qui non mancano. In America stanno già sperimentando le grandi potenzialità di internet legate all’apprendimento.
Alcune università, infatti, danno la possibilità di seguire corsi, legati al percorso universitario scelto, in qualsiasi altra università del globo che partecipi a questo progetto.
Il tutto avviene chiaramente via internet.
Una sorta di università online globale.
Se, per esempio, sei iscritto ad Oxford, ed aderisci al progetto, hai facoltà di seguire il corso di diritto romano del professor Tizio che insegna in Bocconi, piuttosto che quello di marketing internazionale del professor Caio alla Sorbonne di Parigi.
Raggiunta la laurea, potresti così trovarti, per esempio, 10 esami dati nella tua università, 10 in università tedesche, 5 in università francesi e 2 in quelle italiane.
Questo, secondo me, vuol dire guardare avanti.
In Italia invece, non c’è ancora questo tipo di apertura, nè da parte delle istituzioni, ma a dirla tutta neanche da parte di tanti studenti.
Pensa per esempio, che quando ho partecipato al progetto erasmus, nella mia università (Milano), i posti disponibili erano superiori di circa il 20% alle richieste.
Aprirsi al nuovo, aprirsi ad altre culture, e lingue, non è un tema così tanto sentito, ancora, nel nostro paese.
Per darti idea di quello di cui sto parlando ti faccio leggere questo articolo del corriere della sera che porpone delle statistiche su quanti parlano, oggi in Italia, una lingua straniera.
In sintesi il 66% della popolazione dichiara di averle studiate, ma oltre il 50% di questi non le sa parlare (inglese scolastico), ed il 52% non intende migliorare il suo livello neanche in futuro!
Curioso tra l’altro che, per dire conoscenza insufficiente di inglese, si usi il termine più accomodante di inglese scolastico…e questo la dice lunga su come viene insegnato nelle scuole. :/
Questo ti porterà maggiori entrate. Mi dispiace dirti che in Italia non funziona così.
Secondo i contratti collettivi di lavoro, infatti, un maggior stipendio ti viene riconosciuto solo se inizi un lavoro inerente a ciò che hai studiato. Negli altri casi, la laurea, non dà diritto ad un livello di inquadramento più alto rispetto ad un non laureato.
In questo caso, trovare un impiego, dopo la laurea, diverso da ciò per cui hai studiato, e credimi questo capita sempre di più, non solo non ti garantisce uno stipendio maggiore rispetto agli altri, ma colui che si è diplomato ed ha iniziato a lavorare 5 anni prima di te in quel settore, guadagnerà sicuramente più di te.
Questo perchè, sempre per legge, esistono i cosiddetti scatti di anzianità. A prescindere dall’azienda in cui hai lavorato, a parità di mansioni, sei tenuto ad un aumento di stipendio automatico ogni tot, come riconoscimento dell’anzianità lavorativa e professionale.
Questo vuol dire che se lavorerai per 10 anni in quel settore, il diplomato guadagnerà sempre più di te.
Amenochè non raggiungi una qualifica superiore alla sua. Però, visto che fai un lavoro diverso rispetto a ciò per cui hai studiato, o hai imparato qualcosa di più di 4 nozioni, nel periodo universitario, o la laurea non ti servirà neanche per spiccare tra gli altri a livello professionale.
In quel caso perchè dovrebbero darti una qualifica superiore a chi ha una maggiore conoscenza e competenza in quel settore?
Alla fine, allora, a che serve la laurea?
A tante cose a livello personale, rimane un incognita, invece, dal punto professionale, lavorativo e di guadagno.
Con questo non sto certo discriminando i laureati, sto invece dando una visione che abbraccia diversi aspetti della realtà in cui siamo oggi immersi.
Cristian
universitari e soldi
I soldi sono un argomento scottante, per questo non mi limito a scrivere un solo post ma voglio dedicargli un’intera area all’interno del blog.
Forse ti starai chiedendo: cosa centra un blog sullo studio con il discorso soldi?
Te lo spiego subito.
L’idea di questo Read more





