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Posts tagged ‘blog universitari’

17
Mar

servizio studenti 2

Nel post precedente servizio studenti 1, ho posto l’attenzione su una diffirenza fondamentale; sintetizzando potrei dire: la differenza tra studio e contorno.

Come universitario il tuo obiettivo sarà quello di passare gli esami e laurearti (studio), ma fai attenzione che l’università non è solo questo, ma offre anche molto altro (contorno). Ho fatto qualche esempio per farti notare quante altre opportunità ti offre l’unviersità come struttura, oltre alle classiche lezioni accademiche. Se non lo hai ancora fatto, leggi servizio studenti 1 per saperne di più, prima di continuare. Di che parliamo oggi? Eccoti lo schema in 6 punti di servizio studenti 2:

  • lo studio è il 35% dei vari servizi che offre l’università

  • per scoprire il 65% nascosto occorre rendersi

    proattivi

  • la proattività può essere scomoda

  • bisogno superare le 2 P: pigrizia e paura

  • primo step: lasciati incuriosire e meravigliare dal mondo come facevi da bambino

  • farlo è semplice: poniti questo intento come priorità della giornata  per almeno 30 giorni

Ci siamo lasciati con un invito a scoprire cosa può offrire la tua università come servizi aggiuntivi, e ad attivarti per coglierli.

Ora, so bene che cambiare le proprie abitudini non è per niente facile. La piscologia ci insegna che l’essere umano è naturalmente portato a riprodurre quello che già sa fare, e tende ad allontanarsi dalle novità.

Pigrizia e paura sono le parole chiave legate alla novità. Pochi sono coloro che si sentono eccitati davanti al nuovo, hanno desiderio di scoprire, sono curiosi e proattivi. O meglio c’è una categoria di persone che è così, e sono i bambini.

Pensa a quando eri bambino, quanto ti affascinava ogni nuova scoperta, quanto era facile farsi sorprendere dalle meraviglie del mondo.

Poi si cresce, e veniamo condizionati dai comportamenti adulti e responsabili: “questo non si fa, quello non si dice, quell’altro non si tocca…”. Poco per volta abbiamo imparato che per non essere sgridati o fare brutte figure, dobbiamo stare al nostro posto. Non uscire dagli schemi e sicuramente nessuno ti dirà nulla. Un po’ tutti abbiamo imparato questo.

Perchè ti dico ciò? Cosa centra con l’agire in modo diverso?

Questa è proprio la domanda chiave. Ti è mai capitato di voler fare od ottenere qualcosa ma non avere il coraggio di provarci? Per esempio con quel/la ragazzo/a, in quel contesto, quella volta che volevi fare una domanda e non l’hai fatta…

Una spiegazione è che hai dimenticato la spontaneità di quando eri bambino/a. Ricorda quel periodo, quanto era facile conoscere altri bambini? dire quello che pensavi?!… Direi che era spontaneo. 😉

Ecco la relazione. Per agire in modo diverso, esplorativo, proattivo, serve recuperare la meraviglia di quando eri bambino.

Recupera la meraviglia di quando eri bambino. Lasciati stupire dal mondo. Lascia che questa energia torni alla luce, e cammina con curiosità! E’ molto più semplice di quello che sembra.

Io mi sono stupito di quanto è bello il duomo di Milano, a 19 anni, la prima volta che mi sono trovato a fare da cicerone, nella mia città, ad una ragazza che veniva da fuori. Per 19 anni non mi ero accorto di quello che avevo sotto gli occhi, pur passandovi davanti tutti i giorni. In quel preciso momento invece è successo qualcosa, come se mi togliessi una benda dagli occhi e vedessi finalmente forme e colori prima sfuocate. Oggi, ogni volta che passo davanti al duomo scopro un dettagli nuovi e mi lascio affascinare dai maestri del passato.

Come vedi è facile, e puoi tenere per te questo esperimento, senza esporti con nessuno, se non ti va, tanto, ad un certo punto, ti verrà spontaneo condividere, ma questo è un altro discorso.  Quello che serve ora, invece, è la volontà di attingere nuovamente a questa energia dentro di te.

Vuoi fare le cose fatte bene? Per i prossimi 30 giorni, metti come prima priorità del giorno quella di guardare il mondo con gli occhi di quando eri bambino, e lasciarti meravigliare da almeno 1 cosa al giorno. A fine serata scrivi quella cosa in un quaderno, ti potrà tornare utile in futuro.

Tutto qui? Per ora si. Questo è il primo passo, si parte da qui. E’ semplice e va fatto, se vuoi uscire dall’ordinarietà, e prendere davvero quello che il mondo ha da offrirti.

Buon lavoro.

Cristian

8
Mar

aggiornamenti

Caro lettore,

grazie a te, oggi, studentiuniversita.com si aggiorna.

Una nuova grafica del blog, per rendere più facile la navigazione.

Non tutte le funzioni sono ancora attive, ma stiamo lavorando per sistemare il tutto.

Se trovi qualche malfunzionamento lascia un commento qui sotto, o scrivimi a universitastudenti@gmail.com.

Dai fammi sto piacere, visto che ci sei, dirmi cosa ne pensi di questa nuova grafica. 😉

Ricorda che il blog lo fai anche tu. Ogni tuo commento è utile per migliorare la qualità di tutto il lavoro che sto portando avanti, che ha il fine di aiutarti in questi anni universitari.

Detto questo, ti auguro buona lettura.

Ciao

Cristian

14
Dec

tecniche di memoria: come usare le mappe mentali

Eccoci arrivati all’ultima parte del post sulle tecniche di memoria.

Come universitario ho usato molto queste tecniche in quasi ogni esame dato in università.

L’università è, secondo me, la fonte per eccellenza dove poter praticare le mappe mentali, come tutte le altre tecniche che ti ho mostrato nei post precedenti.

Prima di proseguire eccoti lo schema in 8 punti su come usare le mappe mentali:

  1. le mappe mentali servono per: schematizzare, memorizzare e studiare più velocemente
  2. nelle mappe mentali si inseriscono solo le parole chiave
  3. ogni parola chiave deve richiamare un concetto, se così non è, cambia parola
  4. le parole chiave si trovano leggendo 3 volte il testo. La prima volta velocemente per avere un’idea generale, la seconda lentamente e sottolineando. Nella terza leggo solo le sottolineature e cerchio le parole più importanti che richiamano il concetto.
  5. Può essere una parola interna al testo o esterna. Nel primo caso riporti sulla mappa la parola trovata, nel secondo usi una parola che per te sintetizza bene il concetto.
  6. Trova le parole chiave ed inseriscile nella mappa, partendo dal centro verso la periferia del foglio. Nel centro inserisci le parole chiave più generali che richiamano diversi concetti o capitoli. Più andrai verso i margini del foglio, maggiore sarà la specificità dei concetti, come puoi notare nei disegni cliccando qui e qui.
  7. finita la mappa rileggila e verifica di ricordare tutte le parole. Se così non è, cambia quelle che non ti dicono nulla, poi una nuova verifica, finchè tutte le parole ti richiamano un concetto.
  8. per memorizzare la mappa usa la tecnica dell’osservazione: Dividi il foglio in 4 quadranti e poniti le domande del buon osservatore: cosa vedo? che colori ci sono? quante parole ci sono? di che dimensione? in che posizione? ci sono disegni?… Chiudi gli occhi e ricostruisci il tutto nella mente, prima di passare al quadrante successivo.

Se ti fossi perso le puntante precedenti, ti consiglio di dare uno sguardo anche agli altri post prima di proseguire, perchè è un discorso unico.

Di seguito ti riporto uno schema del mini corso di memoria online:

Nel primo post abbiamo parlato di atteggiamento e ti ho spiegato qual è l’approccio migliore, secondo me, per avvicinarsi a queste tecniche. Senza una motivazione forte, le tecniche migliori non servono. Poi ti ho dato dei suggerimenti su come sfruttare la creatività, per sviluppare l’emisfero che di solito dorme quando studi (il destro). Il terzo post è stato dedicato alla prima tecnica di memoria, che in realtà è un antipasto delle tecniche più complesse, e l’ultimo alla costruzione delle mappe mentali.

Oggi vediamo come studiare con questa tecnica di memoria.

Nella mappa mentale, come abbiamo visto, inserisci le parole chiave di un discorso.

E qui la prima domanda: come si trovano le parole chiave? La risposta è più semplice di quel che sembra.

Leggi una prima volta il capitolo che vuoi studiare oggi…guai a te se sottolinei però! 😀

Scherzi a parte, la prima lettura deve essere veloce e sommaria. Non stare a sottolineare già adesso, perchè magari tra 5 pagine trovi lo stesso concetto sintetizzato o espresso meglio.

La prima lettura ha proprio lo scopo di leggere velocemente per capire le parti di libro che puoi scartare. Da una ricerca è emerso che spesso l‘80% dei libri di testo sono struttura, solo il 20% è sostanza. Quindi l’80% serve per incorniciare quel 20%!

Secondo te, quale sarà la parte che studierai sottolinierai e da cui tirerai fuori le parole chiave?

Esatto, quel 20%! 🙂

Quindi, prima lettura screma. Togli fisicamente, facendo una riga con la matita, le parti struttura, come gli esempi, i paragoni ecc…che possono servire forse per capire meglio, ma non ha senso ripassarci sopra una seconda volta. Comunque se sei nel dubbio, lasciala.

Nella seconda lettura prendi la matita ed inizia a sottolineare i concetti salienti di quel 20% rimasto.

A quel punto avrai delle righe o capoversi sottolineati, e non tutto il libro :D, e da quelle righe trova qualche parole chiave che esprima il concetto.

Le parole chiave possono essere interne al testo o esterne. In questo secondo caso dai libero sfogo alla fantasia per trovare la parola più adatta che sintetizzi il tutto, e che nel leggerla richiami facilmente il concetto.

Quindi interne al testo: sono già scritte. Esterne al testo: te le inventi. Nel secondo caso va bene tutto, basta che richiami il concetto. Per esempio, in diritto privato esiste il concetto di nullità del contratto e non ripetibilità per i contratti conclusi con minorenni. A me viene in mente, per ricordarmi il concetto, quando all’età di 9 anni, un camionista mi ha dato 10 euro per  comprargli le sigarette. Cosa ho fatto io? Sono scappato con i soldi! 😀 Legalmente il contratto era nullo (anche se verbale era un contratto), cioè non valido, e sempre legalmente lui non poteva avere indietro i soldi (non ripetibilità). Quindi quali saranno le parole per ricordarmi questo concetto? Nel mio caso, camionista e sigarette! 😉

Dove segnerai le parole chiave? Su un foglio bianco che diventerà la tua mappa mentale.

Il modo di creare una mappa mentale te l’ho mostrato nell’altro post, qui ti dico come metterlo in pratica.

Una mappa mentale può racchiudere un capitolo, un argomento, mezzo libro, dipende da tanti fattori. Che siano 5, 50 o 500 pagine, l’importante è avere chiarezza. La mappa ha il compito di farti richiamare velocemente le informazioni con un colpo d’occhio.

E’ fondamentale quindi che ogni parola inserita ti richiami il concetto, se questo non succede, quella mappa avrà dei buchi.

Come fare ad essere sicuro di aver usato le parole chiave migliori? Anche questa domanda ha un risposta semplice: con la verifica del giorno dopo! 🙂

Mettiamo che oggi studi 50 pg di diritto privato, che sintetizzi in 1 sola mappa. Se ritorni sulla mappa dopo 1 ora, probabilmente ricorderai tutto.

Invece lasciala riposare, ed il giorno dopo, prima di continuare a studiare nuovi argomenti, leggi la mappa e verifica che ogni parola richiami un concetto. Se così non è, cambia quella parola che non ti torna con una migliore per te. Se ne hai messe poche aggiungine qualcuna, se ne hai messe troppe togline qualcuna (perchè fare più fatica, se con meno ottieni lo stesso risultato?! ;)).

Per questo le mappe si disegnano in matita. Dopo aver fatto la verifica, e tutto torna, colora, e rendi vivace il tuo disegno, e mentre lo fai, memorizza i concetti.

Come si memorizza? Ti suggerisco 1 metodo immediato tra i vari che insegnano ai corsi di memoria.

Dividi il foglio in 4 quadranti con l’immaginazione. Ora prendi il primo quarto e fatti le domande del buon osservatore:

  • che cosa è rappresentato?
  • quante parole chiave ci sono?
  • che parola ha ogni parola chiave?
  • ci sono disegni associati?
  • che posizione grafica ha ogni parola?

Osservare vuol dire proprio farsi queste domande, e tutte quelle che ti vengono, per fissare meglio che puoi nella mente la tua mappa. Dopodichè chiudi gli occhi e visualizza nella mente la mappa, senza sbirciare il foglio.

Se ricordi tutto, procedi col secondo quadrante, altrimenti torna su quelle parole che non ti vengono e riempi di maggiori dettagli l’osservazione.

Così come descritta può sembrare lunga, invece, con un po’ di pratica, puoi facilmente arrivare a memorizzare una mappa in qualche decina di minuti, e quando diventi esperto, anche in un pugno di minuti.

Ti ricordo che una mappa racchiude di media 20,30,40,50 pagine; io conservo mappe da 80 pagine anche.

Anche se ci dovessi mettere 50-60 minuti all’inizio, come ti sembra memorizzare 80 pagine in 1 ora? 🙂

Bene. Ora non ti resta che provare, sperimentare, testare e vedere come va!

Con queste righe concludo il trend sulle tecniche di memoria.

Ricorda comunque che quelle che ho scritto sono informazioni base e generiche su come poter usare queste tecniche. Se vuoi approfondire, ti consiglio di seguire un corso, google ti può essere d’aiuto in questo caso, basta scrivere corso di memoria, ti sorprenderà quanti ne puoi trovare, oppure con qualche libro sulle mappe mentali.

Per esempio per iniziare ti consiglio questo libro di Tony Buzan, l’ideatore delle mappe mentali, dal titolo: come realizzare le mappe mentali.

Con questo ti saluto e ti do appuntamento alla prossima volta.

Se qualcosa non ti è chiaro ricorda che puoi lasciarmi un commento qui sotto, o scrivermi a universitastudenti@gmail.com

Ciao

Cristian

25
Nov

universitari e memoria: prima tecnica

Ciao a tutti, oggi vediamo la prima tecnica di memoria e come sfruttarla nella pratica.

Se questo è il primo post che leggi sulle tecniche di memoria, ti consiglio di dare un’occhiata prima agli altri 3 sull’argomento:

  1. primo segreto sulle tecniche di memoria
  2. secondo segreto sulle tecniche di memoria
  3. terzo segreto sulle tecniche di memoria

è importante leggere gli altri prima di questo visto che è la continuazione di un discorso. Lì ho gettato le basi per quello di cui ti sto per parlare ora.

Ecco lo schema in 5 punti di questo post sulla prima tecnica di memoria:

  1. la creatività è la base delle tecniche di memoria
  2. usando la creatività, come insegnano le tecniche, riesci a memorizzare nella metà del tempo, con più facilità e divertimento
  3. la tecnica di memoria spezza la monotonia dello studio basata sul: ripetere, ripetere, ripetere…
  4. nel post un esercizio facile e veloce per imparare la prima tecnica
  5. prima di memorizzare ricordati di prenderti qualche minuto per rilassarti, a prescindere che usi le tecniche o studi in modo tradizionale. Farlo ti aiuta nell’apprendimento.

Arriviamo quindi alla prima tecnica di memoria. Molti di coloro che operano nel settore, non sarebbero daccordo nel divulgarla gratuitamente, visto che per renderle note si fanno ben pagare. Secondo me il contesto ha la sua importanza, quindi se hai sentito parlare di corsi di memoria e ti incuriosisce il discorso, ti consiglio almeno di andare a vedere di che si tratta. Io a suo tempo ho seguito il corso e mi ha dato una grande spinta nel preparare gli esami.

Senza, quindi, nulla togliere a chi opera nel settore, ho deciso comunque di mettere a disposizione 1 tecnica di memoria base che puoi usare tutti i giorni ed applicare bene nello studio.

Se hai seguito le indicazioni che ti ho dato nell’ultimo e penultimo post, ora ti troverai avantaggiato nel mettere in pratica questo esercizio. Se invece trovi difficoltà ti consiglio, prima di tutto di concentrarti sugli esercizi che ti ho suggerito negli altri posti, in modo particolare nel penultimo sulla creatività, prima di proseguire.

Detto questo, passiamo quindi al primo esercizio.

Per farlo ti chiedo di trascrivere queste parole su un foglio di carta:

TROTTOLA

PANCIA

LAMA

LAVA

BUCA

PIUMINO

MUFFA

REGINA

CERO

MAMMA

FIAMMA

PALAZZO

NEVE

FRUTTA

PACCO

DOCCIA

BOMBA

Ora hai 3 minuti di tempo per memorizzarle tutte!

Non è uno scherzo, prendi un cronometro e datti 3 minuti di tempo, allo scadere gira il foglio e riscrivi le parole nello stesso ordine in cui le hai lette.

Se non lo fai è inutile continuare a leggere il post, se ti prendi 15 minuti invece di 3 è altrettanto inutile.

Quando hai fatto puoi proseguire nella lettura.

——————————————————————————

Come è andata? Se sei nella media ti sarai ricordato meno di 5 parole, e probabilmente non in ordine.

Se te ne sei ricordate di più, meglio, vuol dire che tieni già la memoria in allenamento.

Ora rispondi a questa domanda: come hai fatto a memorizzare le parole?

Probabilmente avrai ripetuto più e più volte la lista finchè non ti entra in testa. Questo è anche un po’ il metodo che si usa di solito per studiare: ripetere, ripetere, ripetere, finchè non ti ricordi le cose.

Divertente? Direi di no. Noioso? Spesso si!

Se le tecniche di memoria si basassero su questo metodo, non ci sarebbe nulla di nuovo rispetto a quello che già fai, e non sarebbe poi un gran chè.

Per fortuna qualcuno ha scoperto che la memoria può essere stimolata in tutt altro modo e ben pià divertente.

Ed ora te lo insegno. 😉

Con questo metodo saprai, d’ora in poi, memorizzare liste anche più lunghe di 18 parole, in pochi minuti, e nell’ordine in cui le trovi. Prima però ti chiedo di metterti comodo e rilassato, e la cosa ottimale sarebbe registrare quello che stai per leggere di modo da poter chiudere gli occhi ed immaginare quello che senti.

In alternativa va bene tenere anche gli occhi aperti, purchè immagini in modo vivido tutto quello che viene descritto.

Ora leggi questa storia e mentre lo fai immagina con più dettagli possibili quello che leggi.

Un’ultima cosa. Leggi senza farti domande, nè dare giudizi, una volta finito l’esercizio puoi fare tutti i commenti che vuoi, ma per ora dagli fiducia. 🙂

Iniziamo quindi: immagina di essere in piedi nella tua camera da letto quando…

noti una grandissima e coloratissima TROTTOLA che gira, gira gira e sbatte contro la tua enorme e pelosissima PANCIA. La pancia si gonfia e ti fa male, quindi decidi di operarti con una affilatissima LAMA. Dalla pancia esce un incandescente fiume di LAVA, che finisce in una profondissima BUCA. Per sicurezza decidi di coprire questa buca con un bianchissimo e morbidissimo PIUMINO. Per una strana reazione sul piumino cresce una verdissima e puzzolentissima MUFFA, che assaggi e ti piace tanto da regalarla alla REGINA di Inghilterra. La regina accoglie con piacere la muffa e ricambia regalandoti un pesantissimo ed altissimo CERO. Prendi questo cero e lo regali alla tua amatissima MAMMA. La mamma lo accetta con gioia e lo accende con una rossissima e potentissima FIAMMA. Poi decide di appoggiarlo sulla sua verdognola NUCA. Cerca di tenerlo in equilibrio finchè non cade e si incendia tutto il PALAZZO. Per fortuna proprio in quel momento, dal cielo scende della bianca e soffice NEVE. La neve come per magia, toccando terra, si trasforma in coloratissima e profumatissima FRUTTA. Ti piace così tanto che vuoi conservarla e quindi la raccogli dentro un grande PACCO. Il pacco però si è sporcato, e per lavarlo decidi di metterlo sotto la freddissima DOCCIA, ma appena apri il rubinetto…boooommm…scoppia una fragorosissima BOMBA.

Quindi un breve riassunto(cerca di anticipare le parole chiave): una coloratissima TROTTOLA ti finisce nella pelosissima PANCIA, che apri con un’affilatissima LAMA, ma esce della caldissima LAVA che finisce in una profondissima BUCA che copri con un bianchissimo PIUMINO, sul quale si forma della puzzolentissima MUFFA, che dai alla REGINA di inghilterra, che ti regala un altissimo CERO, che a tua volta regali alla tua amatissima MAMMA, che accende con una potentissima FIAMMA, e poi mette sulla verdissima NUCA. Ma il cero cade ed incendia il PALAZZO. Per fortuna cade della soffice NEVE che si trasforma in profumatissima FRUTTA, che metti in un PACCO, che si sporca, e decidi di lavare nella freddissima DOCCIA, ma appena apri il rubinetto…boooommm…scoppia una fragorosissima BOMBA.

Bene. Se hai registrato la storia riascoltala 1 sola volta, altrimenti, se hai immaginato tutta la storia in modo vivido come ti ho consigliato all’inizio, prendi un altro foglio e scrivi in 1 minuto le 18 parole nell’ordine esatto in cui le hai lette.

Fatto? Bravo, ora scrivile al contrario, cioè partendo dall’ultima fino alla prima, per questo ti puoi prendere 2 minuti.

Risultato? Se ti sei dato il tempo di immaginare bene tutta la storia, avrai raggiunto almeno il risultato di 14 o 15 su 18, se non 18 su 18! 🙂

Riprendi in mano il primo tentativo, quante te ne eri ricordate? Noti la straordinaria differenza?

Questo è un ottimo momento per congratularti con te stesso, per aver trasformato in meno di 20 minuti un risultato da scarso ad eccellente!

Ecco un esempio di metodo, creatività ed entusiasmo, e pensa che questa non è neanche considerabile una vera tecnica di memoria, è più un antipasto! 😉

Eppure è un antipasto succulento! Già con questo esercizio hai in mano un ottimo strumento per memorizzare più efficacemente.

Ora la domanda è: come sfruttare questa tecnica nelle materie di studio?

Tieni presente che queste parole casuali possono essere le parole chiave di un discorso che vuoi fare, oppure le parole grilletto di un argomento (cioè quelle parole che richiamano un concetto). Quanto può diventare più facile e divertente memorizzare appunti, libri o slides in questo modo?

Se già sei abituato a fare degli schemi di quello che studi il vantaggio è evidente. Una volta che hai capito quello che hai studiato, ed hai segnato delle parole chiave che ti ricordino l’argomento, la maggior parte del tempo viene spesa a ricordarsi quelle parole. Bene ora sai quanto può essere facile e veloce ricordare e richiamare le informazioni.

Nel prossimo post vedremo una tecnica altrettanto efficace che abbinata a quella che hai appena imparato ti farà aumentare ancora di più: concentrazione, velocità di apprendimento e ritenzione delle informazioni nel lungo periodo.

Prima però indovina cosa è utile fare? La cosa migliore che tu possa fare nei prossimi 7 giorni è, insieme agli esercizi di creatività (ormai dovresti essere arrivato a 100-140 soluzioni), quello di prenderti mezzora e scriverti ogni giorno una lista di 15/20 parole da memorizzare col metodo che hai visto prima, e riscriverle in un senso e nell’altro, sia subito che a distanza di un paio d’ore.

Per ora è tutto. Se hai dubbi, perplessità, commenti o richieste è il momento di scrivere qui sotto. 😉

Buona giornata.

P.S. Sarà passato circa 1/4 d’ora, riscrivi un’altra volte le 18 parole, e se ti vuoi togliere lo sfizio, prima di andare a dormire, o domani mattina, scrivile un’altra volta. 🙂

23
Nov

dall’università al lavoro: sistema win-win

Sapevi che esistono siti che vivono facendo sconti! Essendo stato universitario anche io, so quanto si faccia attenzione a non superare il budget mensile, ma anche per chi non ha questi problemi, perchè comprare qualcosa a prezzo pieno se lo posso prendere con uno sconto? 😉

Prima di proseguire eccoti il riassunto per punti

  • i progetti di business del futuro sono i win-win, cioè dove entrambi guadagnano
  • ecologia, salute, formazione sono i settori più orientati a progetti win-win
  • tuttodeal.it,kgb deals, tupertu.it e papidoshopping.it sono validi esempi di questi tipi di business

Questo è un ottimo esempio di business win-win, cioè in cui entrambi, acquirente e venditore,  ci guadagnano.

Chi oggi studia, adotta e sviluppa questi tipi di strategie, se resiste per i primi 3 anni, con buona probabilità si mette ai vertici di un nuovo sistema che rappresenta il business del futuro.

Ecologia, salute, formazione, guadagno dal risparmio di altri (ma non come lo intendono le banche)…, sono tutti esempi e settori in cui creare sistemi efficienti e di qualità, centrati sul consumatore e non sul venditore o il bilancio aziendale.

Tutti i progetti che hanno queste caratteristiche, sono detti progetti win-win.

Ora, se hai letto fin qua chiedendoti dove stanno i link :D,  ti do due notizie, entrambe buone. 😉

La prima è questa: uscire dall’università con questa idea in testa può essere il segreto per trovare un buon lavoro futuro, cioè in un’azienda che non si dichiara in crisi, ma anzi ha capito come trasformarsi per cavalcare il momento, il che vale più di uno sconto, la seconda è che tra 5 righe trovi anche i link! 😀

Insomma, oltre ad acchiapparti lo sconto, acchiappa anche l’idea di cosa vuol dire sviluppare un business win-win, una volta capito sai anche individuare le aziende giuste dove poter lavorare. Se sarà il caso, cioè se me lo chiderai, riprenderò questo discorso.

Intanto ti premio  per aver letto fin qui, con questi link: groupon.it, prezzofelice.it, groupalia.it, kgb deals che fa accedere direttamente alle pagine dedicate agli sconti della giornata, settimana ed in uscita.

Visto però che questi siti crescono come funghi, ti metto direttamente il link del sito che raccoglie e mette insieme tutti i deal presenti in rete della giornata. Si chiama tuttodeal.it

Esiste anche un’altro sistema per risparmiare, ed inoltre guadagnare dai tuoi acquisti. Si tratta di una vetrina elettronica da cui acquistare gli stessi prodotti, nuovi ed originali che trovi nei negozi, ma con una grande differenza di prezzo. Ecco il link tupertu.it.

Inoltre c’è anche una sorpresa molto carina. Questo sito ti permette di creare una tua vetrina online, per cui ogni volta che acquisti da lì, oltre a risparmiare, guadagni anche delle provvigioni! E se altri vengono ad acquistare sulla tua vetrina…indovina…loro risparmiano e tu guadagni!

Ecco la forza di un progetto win-win! 🙂

Se abiti nelle grandi città, come Milano e Roma, (ma anche Parma e Verona) o ti capita di andare qualche volta, ti farà anche piacere sapere che la lista papido, che offre da sempre riduzioni su discoteche, bar, ristoranti… ha aperto una nuova sezione dedicata agli sconti che si chiama papidoshopping.it. Anche su questo sito, sconti dal 20% al 70%!

Quindi riassumendo:

  1. tuttodeal.it dà degli sconti che arrivano fino al 70% su articoli definiti e limitati nel tempo (24 ore di solito)
  2. tupertu.it dà degli sconti fissi (10%, 15%, 20%, 30%) su decine di migliaia di prodotti, perchè sfrutta il potere dell’ecommerce.
  3. papidoshopping.it offre sconti dal 20% al 70% su pub, ristoranti e discoteche

Per ora è tutto. Anche se non ti interessa acquistare ed avere sconti, ti consiglio comunque di fare un giro su questi siti per vedere un po’ come girano queste idee di business.

Inoltre, se mi vuoi lasciare un commento o conosci altri link simili, postali pure qui sotto, farai un piacere a tutti. 🙂

Ciao

Cristian

18
Nov

come preparare gli esami con le tecniche di memoria

Ciao a tutti, torno a parlare di come organizzarsi per passare gli esami con le tecniche di memoria, argomento scottante per gli universitari. 😉

Finora ho solo messo le premesse che introducono le tecniche di memoria. La prima riguarda l’atteggiamento, senza una motivazione forte, le tecniche migliori non servono, la seconda ha a che fare con la creatività, per sviluppare l’emisfero che di solito dorme quando si studia (il destro).

Se hai già letto i post precedenti (se non lo hai fatto clicca su atteggiamento e creatività), ed hai seguito gli esercizi che ti ho suggerito, dovresti già alzarti la mattina con un bel sorriso ed aver individuato il tema su cui trovare 250 soluzioni (e magari averne già scritte almeno una cinquantina ;)).

Questi sono due esercizi importanti, è utile, anzi direi necessario eseguirli giornalmente:

1) per metterti nella giusta ottica ed ottenere il massimo dalle tecniche

2) per sviluppare autodisciplina che forse è la qualità più difficile da allenare

Se non riesci neanche a dedicare pochi minuti per questi semplici esercizi, mi chiedo come farai con le tecniche più complesse, che riechiedono comunque un allenamento quotidiano, almeno nei primi tempi.

Le tecniche sono ottime e dalla mia esperienza funzionano. Per darti un esempio, ho preparato 36 esami su 44 con le tecniche, (faccio parte del vecchio ordinamento) alcuni anche in 3 giorni, studiando 5 ore al giorno. Esami di ogni tipo: matematica, statistica, economia, diritto…per ogni area di studio esiste una tecnica specifica.

Come ho fatto? Con il giusto atteggiamento ed una sviluppata creatività! 🙂

Della serie niente accade a caso! 😉

Bene, tenevo ad essere chiaro su questo punto. Io per primo ho conosciuto le tecniche all’età di 14 anni, ma ho aspettato 7 anni prima di iniziare ad applicarle. Se le avessi applicate già allora, magari la maturità sarebbe andata in modo diverso.

Perchè non l’ho fatto?

Forse perchè non avevo la giusta motivazione, forse non ero pronto, oppure, per pigrizia, non mi andava di dedicarmi a qualcosa di nuovo. Le ragioni possono essere tante e francamente non mi interessa scoprirle, preferisco notare invece i risultati ottenuti da quando ho iniziato ad applicarle.

Anche questo fa parte dell’atteggiamento positivo, evitare di affossarsi per qualcosa che non hai fatto, senza per questo scansare le proprie responsabilità, e compiacersi dei propri progressi, darsi una pacca sulle spalle per il buon lavoro svolto.

La gratificazione va a braccetto con l’atteggiamento positivo. Congratularsi per aver studiato 1 ora in più quando non ne avevi voglia, oppure essere rimasto in piedi fino alle 2 di notte per rispettare la pianificazione giornaliera (ho scritto 6 post sulla pianficazione e la pretesa minima)… sono tutti gesti che meritano un riconoscimento.

Certo non ti aspettare che qualcuno ti batta le mani perchè sei stato disciplinato, questo è qualcosa che riguarda solo te.

Trova il modo di complimentarti ogni volta che rispetti un programma, ogni volta che porti a compimento un obiettivo od anche un mini obiettivo. Sii fiero di aver fatto bene!

I miei premi, per esempio, erano vari, dal cucinarmi qualcosa di sfizioso, al comprarmi qualcosa, al fare una vacanza (dopo aver raggiunto un grosso obiettivo), a volte è stato anche quello di sventolare in faccia il mio risultato a qualcuno che non credeva che ce l’avrei fatta! La gratificazione non deve per forza essere nobile, basta che ti motivi quando sei nel mentre e soddisfi quando la realizzi, senza commettere atti illegali preferibilmente :D.

Per ora mi fermo qui. Mantieniti concentrato su questo e vai avanti con gli esercizi iniziali (atteggiamento positivo e creatività).

La prossima volta introdurrò la prima tecnica di memoria, e vedremo come puoi memorizzare facilmente ed in modo divertente una sequenza di parole, e ti spiegherò come applicarlo nel concreto per gli esami.

Intanto…buon allenamento, e se hai dubbi o vuoi condividere qualcosa, lascia pure un commento qui sotto. 🙂

Cristian

11
Nov

come preparare gli esami: tecniche di memoria e creatività

Rieccoci a distanza di 7 giorni, come promesso, per continuare il discorso sulle tecniche di memoria.

Prima però lo schema in 8 punti del post di oggi sulle tecniche di memoria e creatività:

  1. il nostro cervello è diviso in 2 emisferi: desto e sinistro.
  1. il sinistro è logico razionale, usato quando si studia
  2. il destro è creativo deduttivo, spento quando si studia
  3. le tecniche di memoria combinano logica a creatività, per farti sfruttare al 100% le tue potenzialità, e farti risparmiare metà del tempo nello studio
  4. troppe regole spengono la creatività, ma per riattivarla ci sono dei trucchi
  5. imparare a vivere ogni giorno in modo creativo sviluppa le potenzialità personali oltre che quelle legate allo studio
  6. per sviluppare la creatività scrivi 250 soluzioni ad un problema semplice (es. come allacciarsi le scarpe, nel post è spiegato più nel dettaglio cosa vuol dire)
  7. all’inizio può succedere di sentirsi stupidi nel fare certi esercizi. In realtà sei semplicemente non abituato. Affidarsi e sperimentare come farebbe un bambino, sono la chiave per superare un possibile imbarazzo iniziale.

Nel primo post sull’argomento abbiamo visto le competenze dei nostri due emisferi del cervello (destro —> creatività, sinistro —> razionalità), e ti ho spiegato in che modo operano le tecniche di memoria. Qualora non lo avessi ancora letto ti invito a farlo prima di proseguire.

primo post sulle tecniche di memoria

Ti ho poi lasciato con un compito importante (vorrei dirti ricordi? ma evito il gioco di parole :D). Visto che il primo segreto, affinchè queste tecniche funzionino, è viversi l’entusiasmo, ti ho invitato a trovare già da ora nella tua vita, dei motivi per cui ti possa alzare dal letto al mattino con un bel sorriso e respirare in modo liberatorio. 😀

Questo è un esercizio importantissimo, ti consiglio di prenderlo in seria considerazione. Ci metti un secondo a focalizzarti sulla bellezza della vita, sulla gioia di vivere, ma quel secondo ti cambia la giornata. Provare per credere.

Quindi questo è il momento. Se ancora non lo hai fatto, pensa ai motivi per i quali puoi essere felice qui ed ora!

Ora sorridi e rilassati. 🙂

Fatto? Bene, porta dentro di te questa sensazione e richiamala più volte durante il giorno.

Senza neanche rendertene conto, ti sei appena vissuto il primo segreto delle tecniche di memoria, cioè quello di potenziare il tuo stato emotivo. Tutto parte da qui, se salti questa fase, rischi di ottenere metà dei risultati che puoi raggiungere.

Quindi il primo passo è l’entusiasmo. Qual è il secondo?

Il secondo passo per utilizzare al meglio le tecniche di memoria è sviluppare la creatività.

Come ho spiegato nel primo post, le tecniche di memoria richiamano alcune competenze dell’emisfero destro (creatività, proiezione nel futuro, emozioni…) e la integrano alla tipica memorizzazione razionale, sorretta quindi dall’emisfero sinistro.

A che serve la creatività?

Secondo alcuni la creatività è il linguaggio dell’anima. 🙂 Essere creativi vuol dire accedere ad aree del cervello che tanti, anche giovani, hanno chiuso in una stanza buia. 🙁

Magari non per colpa loro, del resto fin da quando siamo piccoli siamo stati abituati che chi sta nelle regole, tipo: resta composto, mantieni una buona condotta, sta zitto e prendi appunti…viene premiato, mentre chi manifesta la sua creatività, dal disegnare sul banco a chiedere senza alzare la mano, ecc… viene in qualche modo punito o comunque sgridato e ripreso.

Non a caso i lavori più creativi, come grafici, pubblicitari problem solver… sono i più pagati. Questo è il paradosso del tipo di educazione che viene data oggi infatti. In un posto dove si spendono anni per creare dei quadrati (o gente quadrata), i più premiati, dal mercato del lavoro, sono chi sa disegnare un cerchio nel quadrato. 🙂

Quindi se non ti senti creativo, non darti la colpa, è, secondo me, un difetto di fabbrica della scuola italiana, nel quale c’ero cascato anche io.

Inoltre, diventa anche un discorso di sopravvivenza, per compiacere chi ha il potere di darmi dei voti, e quindi per avere dei bei voti, sto nelle regole.

Il rischio che nasce da ciò, però è che la: creatività, voglia di esplorare, desiderio di distinguersi…venga poco per volta spenta od attenuato, e ci troviamo in un aula a prendere appunti in silenzio ed in modo annoiato e disattento. Domande per chiarimenti? Neanche a pensarci. Interventi in aula? Macchè scherzi?! 😮

Ora, senza togliere il fatto che, secondo me, la scuola va riformata proprio nei geni della sua esistenza, alcune regole è bene che esistano perchè altrimenti sarebbe il caos.

Infatti l’anticonformismo a prescindere è una reazione e quindi non può essere la soluzione, vivere secondo quello che senti consapevolmente è LA soluzione.

Quindi vanno bene le regole per evitare il caos, però troppe regole diminuiscono l’espressività personale, ed in essa, guarda un po’ c’è anche la creatività.

C’è però una categoria di persone che è sempre nella creatività. Un gruppo di inidividui che non si è ancora fatta raggiungere da tutte queste regole, questi schemi, queste rigidità. Sai di chi sto parlando?

Dei bambini!

I bambini non sono ancora stati infettati dal morbo di topolino, 😀 cioè da chi è sempre nelle regole, chi ha sviluppato una profonda rigidità, nella quale i sentimenti non devono esserci o non si devono mostrare. Ora topolino (Miky Mouse) è tanto carino, e mi sta anche simpatico, ma ha un’aria da secchioncello che rende bene l’idea. 😀

Comunque tornando ai bambini. Sapere che sono creativi è un ottima notizia.

Perchè? Perchè se tu ora sei adulto, o quasi adulto, vuol dire che sei stato bambino/a. Facendo un sillogismo viene fuori un risultato pazzesco e confortante: tutti i bambini sono creativi, io sono stato bambino, io sono creativo!!! 😮 😀 clap clap!

Questo è un ottimo punto di partenza per chi non si sente tale. Anche se sei stato dentro i paletti per tutta una vita meglio di uno sciatore di slalom, comunque la tua creatività non ti ha abbandonato, si è solo messa nel letto a dormire, aspettando che la sveglia suonasse.

Se hai migliorato il tuo studio, ti senti più padrone della tua memoria, hai ottenuto risultati migliori, è perchè oggi hai fatto suonare la sveglia!

Interessante, mi piace, voglio farla suonare! 🙂 Ma…come si fa? 😮 In altri termini, come si allena la creatività?

E qui arriviamo al punto di oggi. La creatività è come un muscolo, e come tale può essere allenata!

Come? Ti ripropongo un esercizio che usavo molto quando collaboravo ai corsi di memoria. Quando domattina uscirai di casa, inizia a pensare ai vari modi per arrivare dove stai andando.

E’ proprio questo l’esercizio, trovare i modi più fantasiosi per fare qualcosa di semplice.

Quindi, per esempio: come faccio ad andare da casa in ufficio?

Risposte: in macchina, in autobus, a piedi, in bici, coi pattini… ma questi sono ancora molto razionali, sforzati di trovarne di più fantasiosi… col l’elicottero, con la batmobile, col teletrasporto…già va meglio ma si può molto migliorare… facendo trasferire l’ufficio sotto casa, licenziandomi ed iniziando a lavorare da casa, con un balzo, facendomi portare dalla cicogna :D… già iniziamo a ragionare, e se vogliamo proprio pensare in grande… facendomi evaporare e piovere in ufficio, entrando nell’ascenzore e schiacciando il bottone ufficio, girare il mondo quanto basta per trovarmi in ufficio stando fermo…

Ora tocca a te! Trova altri 250 modi, per esempio, per andare da casa in ufficio, o comunque da un punto A ad un punto B, e mi raccomando, divertiti mentre lo fai. La regola da tenere bene a mente è che è ammesso tutto! Ogni soluzione, dalla più fantasiosa alla più indecente. Quando sarai arrivato a 250, vedrai come sarà sveglia la tua creatività! 😉

Buon allenamento ed alla prossima settimana.

Cristian

P.S. prenditi il tempo che ti serve per fare questo esercizio, non occorre scriverne 250 in 1 giorno e non avrebbe senso. Piuttosto creati l’obiettivo di trovarne 10 al giorno. In 25 giorni sarai arrivato a 250! 🙂

4
Nov

come preparare gli esami: tecniche di memoria e primo segreto

Rieccomi nuovamente in pista a condividere con te le mie esperienze universitarie.

Queste settimane sono state intense, tra studio, lavoro e corsi di formazione.

Per esempio, nel we appena trascorso ho partecipato ad un seminario sulla visione tolteca del 2012. Per intenderci i tolteca sono i progenitori dei maya. Questo per dire che non c’è solo l’aspetto fisico e mentale da curare, secondo me.

Venendo a noi, oggi parliamo di tecniche di memoria.

Schema in 9 punti del post di oggi su tecniche di memoria e primo segreto:

  1. la mente è divisa in 2 emisferi: sinistro e destro
  2. il sinistro è razionale, logico, matematio
  3. il destro è creativo, deduttivo, olistico
  4. quando studi usi solo uno dei due emisferi, il sinistro. Cioè come usare il 50% del tuo potenziale
  5. le tecniche di memoria ti insegnano invece ad attivare anche il destro nello studio per una resa che va oltre il doppio del normale
  6. seguendo la legge di pareto (20-80), in genere, i risultati sono dato per l’80% dall’atteggiamento e per il 20% dalle tecniche
  7. per arrivare alle tecniche si parte dall’atteggiamento
  8. il primo segreto è sviluppare l’atteggiamento giusto per potenziare il risultato
  9. un esercizio veloce per attivare l’atteggiamento ottimale è sfruttare le visualizzazioni ed i pensieri (nel post viene spiegato nel dettaglio)

Come forse avrai letto nell’ebook, che ti ricordo puoi scaricare gratis sulla destra mettendo nome ed email, e se per qualsiasi motivo non dovessi riuscire basta che mi scrivi a universitastudenti@gmail.com, in passato ho collaborato per qualche anno con una società che si occupa di tecniche di memoria e metodo di studio.

Ovviamente in 1 post non posso esaurire l’argomento, e neanche in 2 o 3, posso però introdurlo ed insegnarti i concetti base che reggono le tecniche di memoria.

Quanto ti dirò non si trova facilmente in giro. Chi tiene corsi di memoria, si fa pagare centinaia di euro per insegnarle. Senza togliere il pane dai loro denti, il mio intento è quello di darti un’idea su cosa vuol dire memorizzare facilmente e come questo può accadere. Se poi vuoi approfondire,puoi sempre seguire un corso di memoria per imparare a destreggiarti nelle varie tecniche.

Per parlare di memoria, occorre parlare, prima del cervello e di come è diviso.

Iniziamo quindi col dire che la mente è divisa in due emisferi: destro e sinistro.

L’emisfero destro regge la parte intuitivo-olistica mentre quello sinistro la parte logico-razionale.

Per intenderci rappresento uno schema delle caratteristiche dei due emisferi:

EMISFERO SINISTRO (razionalità)                      EMISFERO DESTRO (creatività)

verbale (parola)                                             non verbale (linguaggio del corpo)

analitico (calcoli)                                       sintetico (unifica in 1 concetto)

simbolico (ragiona per simboli)                  concreto (interagisce col presente)

temporale (scandito dal tempo)                 atemporale (fuori dal tempo)

spaziale (identifica lo spazio)                      non spaziale (fuori dallo spazio)

logico (tutto è in un ordine logico)                  intuitivo (oltre i 5 sensi)

lineare (catena di pensieri coerenti)                   olistico (osserva l’insieme)

Come vedi hanno funzioni ben precise ed opposte l’uno all’altro.

Ora, secondo te, quando studiamo, quale emisfero usiamo?

Son sicuro che hai risposto quello legato alla razionalità, quindi il sinistro.               Infatti è proprio così! Ci hanno sempre insegnato ad essere logici in quello che dicevamo, a riflettere e contare fino a 10 prima di parlare, a stare seduti composti, attenti ed in silenzio, e forse anche ad imparare le poesie a memoria per esercitarla. 🙁

Insomma fin dal primo giorno della prima elementare ci hanno insegnato a potenziare principalmente l’emisfero sinistro.

Per fortuna che, tornati a casa, buttavamo la cartella in un angolo e ci mettavamo a giocare :D, o almeno spero lo abbia fatto anche tu. 😉

Negli anni, questi messaggi martellanti: stai composto, alza la mano prima di fare una domanda, stai attento in classe, studia, tieni le tue cose in ordine ecc… ci hanno forse resi più intelligenti a discapito però di una parte della creatività.

Bada bene, non sto dicendo che siano concetti sbagliati, anzi, sono utili e fanno parte dell’educazione da impartire, sto dicendo invece che l’ottimale sarebbe dare un colpo al cerchio ed uno alla botte. Quindi va bene allenare l’emisfero razionale, ed insegnami anche ad allenare quello creativo.

E’ proprio qui che entrano le tecniche di memoria.

Prima ti ho fatto una domanda: quali dei due emisferi si usa solitamente per studiare? Giustamente hai risposto il sinistro, quello razionale.

Pensa ora di studiare usando entrambi gli emisferi. Quanto potresti attingere dal tuo potenziale? Non più il 50% ma il il 100%! Ed attingendo il doppio dal tuo potenziale, quanto tempo risparmieresti nell’apprendimento delle informazioni? Almeno la metà! Dico almeno perchè diventa un lavoro di squadra. Per esempio, se impieghi 1 ora a ricopiare degli appunti, quanto impieghi se qualcuno te li detta? Forse 15 minuti! 😉

Il compito delle tecniche di memoria è proprio questo, fare da trait d’union tra l’emisfero destro e sinistro e farti sviluppare il potenziale, diminuendo i tempi di studio.

Ti piace l’idea? 😉

Vuoi sapere come si fa? Allora leggi con attenzione il prossimo post, dove ti spiegherò qualche tecnica base per ricordare velocemente ed in modo divertente.

Però non voglio chiudere così lasciandoti a bocca asciutta. 🙁 Ti svelo quindi un segreto fin da subito.

Le tecniche sono importanti per potenziare, accellerare e sviluppare lo studio, ma ancora più importante è il tuo atteggiamento nell’apprendere.

Cosa vuol dire? Significa che è l’entusiasmo, la voglia di conoscere, la curiosità che ti farà ottenere risultati, prima ancora della tecnica in sè.

Pensa ad un evento importante della tua vita, in cui hai raggiunto l’obiettivo, anche se era difficile e magari non tutti credevano che ce l’avresti fatta. Però tu ce l’hai fatta! Cosa ti ha portato fino al traguardo? Qualche strategia vincente? Certo quelle avranno anche contribuito, ma ciò che ti ha portato al successo è stato il tuo entusiasmo, focalizzazione e voglia di raggiungere l’obiettivo.

Quindi il primo segreto è proprio questo: vivi con entusiasmo l’avventura universitaria che hai davanti, assaporala, gustala, e dopo usa tutte le tecniche e strategie che vuoi.

Visto quindi che l’entusiasmo è fondamentale, ti consiglio un esercizio, da fare tutti i giorni per almeno 1 settimana, per esercitare questo muscolo. 🙂

Chiudi gli occhi e ripensa a quel momento in cui hai raggiunto un obiettivo che per te era difficile o impegnativo. Sentiti come quel giorno in cui hai raggiunto quel obiettivo, rivivi quelle emozioni, riassapora il gusto della vittoria, datti ancora qualche istante per rivivere tutto questo, goditela proprio, ed espandi queste sensazioni nel tuo corpo! 😀

Ogni giorno, appena sveglio rifai questo esercizio, che ti richiede pochissimi minuti. Lascia che le emozioni entrino dentro di te e porta con te questo entusiasmo.

Questo è un esercizio utile, e secondo me, ancora più importante delle tecniche di memoria. Ti basterebbe già solo questo per potenziare il tuo studio e passare tutti gli esami che vuoi; quindi dagli la considerazione che merita.

Intanto ti auguro buona giornata e buon lavoro.

Appuntamento al prossimo post. 🙂

Ciao

Cristian

2
Nov

problemi universitari

Ciao,

oggi parliamo della condizione in cui versano molte le università italiane.

Non tanto per fare gossip o polemica, quanto per capire qual è la realtà, e da lì partire.

Si dà per scontato infatti che la realtà che conosciamo sia anche quella vera, a volte perchè ci mancano le informazioni corrette, a volte per pigrizia, altre per disinterresse. A prescindere dal motivo, il grande rischio è quello di prendere una cantonata.

Per spiegarmi ti racconto una storia.

3 amici, ciechi dalla nascita, decidono un giorno di andare allo zoo per capire come sono fatti gli animali. Arrivano davanti ad un animale e la guida dice loro che si tratta di un elefante. Tutti entusiasti iniziano a toccare l’animale. Il primo tocca la proboschide ed esclama: l’elefante è  lungo e senza ossa. Il secondo tocca la pancia e dice: l’elefante è grosso e ruvido. Il terzo tocca la coda e dice: l’elefante è sottile e setoso.

Chi ha ragione?

Da un punto di vista tutti e tre, ma in realtà i 3 amici hanno solo una parte di verità che però scambiano come unica verità.

Ora ti faccio una domanda e ti chiedo di rispondere mentalmente prima di andare avanti a leggere la risposta. Secondo te, cosa pensano i professori dell’università?

…………………………………pensa…………………….pensa………………………pensa……………………………

Fatto? 😀

Bene, ti dico qual è una parte della verità emersa da un articolo del corriere della sera dal promettente titolo: l’università non insegna a studiare.

I professori concepiscono l’università non come luogo di formazione ma di selezione.

Questo articolo risale ad oltre 16 anni fa, gennaio 1994, ma per molti versi è ancora molto attuale.

Questo cosa significa? Significa purtroppo che in 16 anni, la visione dell’università è rimasta ancorata a vecchi schemi del 900 che già non andavano più bene alla fine del 900, figuriamoci ora che siamo entrati a piè pari nel nostro secolo.

16 anni sono un’enormità, circa 1/6 di secolo!

Ciò che vuol dire? Che già 16 anni fa c’erano questi problemi? No, questo è ovvio, ma il messaggio è che in 16 anni i problemi che c’erano sono rimasti.

Non ci si interrogava allora su come fare a cambiare il sistema e non ci si interroga oggi.

Conoscere questa parte di verità ti aiuta a capire che aria tira nell’ambiente universitario, e se penso alla mia esperienza, questo articolo è la fotocopia di quello che mi ho vissuto nei primi anni di studio.

Certo non è solo questo l’università, ma entrare come matricola e sapere cosa ti aspetta nei primi due anni, può essere scoraggiante o stimolante a seconda di che tipo sei, ma almeno, sei libero di scegliere.

Scegliere cosa?

Per esempio se frequentare o no, quante lezioni seguire a semestre, se vale la pena iniziare l’università avendo già un lavoro, e soprattutto a che mi serve la laurea.

Del resto se i professori pensano più a selezionare, e cioè bocciare a raffica e mettere standard molto elevati, così l’università sembra seria e prestigiosa, che a formare, la laurea attesterà che hai studiato tanto, ma non necessariamente che hai imparato qualcosa.

Ed ecco che torna la solita lotta:

tanta conoscenza teorica VS poco saper fare.

Ma allora se tanto mi dà tanto, e sapendo che la laurea, nel mercato italiano, è apprezzata già in quanto tale, più che per quello che hai imparato e sai fare, tanto vale iscriversi a qualche università online, dove la vita è spesso molto più semplice.

Con questo non sto dicendo che le università online sono tutto fumo. Sto dicendo che molte di queste non reggono il confronto, a livello di difficoltà e mole di studio, rispetto a tante storiche università italiane.

Tanto si sà che in Italia, spesso, chi ha pezzi di carta che attestano qualcosa che possa essere anche solo lontanamente utili per il business aziendale, è preferito rispetto a chi non ce l’ha, seppur sa fare molte più cose del primo.

Ma anche questa può essere parte di una verità.

E tu? Qual è la tua verità? 🙂

Cristian

19
Oct

comunicazione efficace: regole d’oro

Nel post precedente ti ho parlato di una cosa importante, anzi fondamentale: chiederti cosa puoi fare per l’altro.

Nella comunicazione, così come nella vendita, mantenere il punto fermo su questi modi di vedere, fa la differenza tra il comunicatore/venditore tradizionale e te.

Se hai capito come aiutarlo, metà del gioco è fatto.

Infatti avrai capito qual è il punto di partenza di chi ti ascolta, di cosa ha bisogno per migliorarlo e da li, offirgli ciò che lui desidera è solo una diretta e naturale conseguenza.

Cosa voglio dire?

Tutti noi partiamo da uno stato di bisogno che chiamerò A e vogliamo arrivare ad uno stato realizzato che chiamerò B.

Facciamo un esempio concreto, diciamo che Alberto vuole conquistare Barbara.

Quindi Alberto parte da una situazione di bisogno non ancora realizzato ma che vorrebbe concretizzare.

Diciamo che tu sei il fratello di Barbara verso la quale hai grande affetto, come è naturale tra fratelli, e lei ricambia il sentimento con stima.

Come puoi comunicare in modo efficace in questa situazione?

Già hai capito, basta che parli bene di Alberto a Barbara, dicendo magari con franchezza le sue qualità positive.

Questo farà crescere il punteggio di Alberto agli occhi della tua sorellina, poi se son rose… 😉

Per comunicare in modo efficace, occorre quindi prima di tutto capire i bisogni di chi hai davanti.

Se ti fossi messo a parlare con Alberto di come si fa la torta pasqualina, invece che della sorella, non avresti comunicato in modo efficace, visto che in quel momento il suo bisogno era un altro.

La prima regola di una comunicazione efficace è: capire cosa desidera chi ti sta davanti.

E come faccio a capire cosa vuole chi mi sta davanti? Semplice, glielo chiedi! 😀

Che cosa ti manca in questo momento? Che cosa vuoi realizzare? Che tipo di risultati materiali/professionali/sentimentali… vuoi raggiungere?

Vedi tu se è il caso di fare direttamente queste domande o di capirlo nel discorso.

Questo dipende da che tipo hai davanti.

Infatti, e questo è intuitivo, se stai parlando con una persona timida e riservata, sarà difficile che voglia o sappia rispondere alla domanda: che diavolo vuoi dalla vita?! 😀

Magari con una persona così potresti iniziare ad aprirti tu, dicendo quello che vorresti ottenere, dove vorresti andare, quali sono i tuoi sogni. Vedrai come diventerà più facile dopo la conversazione.

Al contrario una persona a cui piace parlare di sè, non vede l’ora che qualuno le chieda quali sono i suoi progetti, per esempio, e magari si annoierebbe a stare troppo tempo a sentire i tuoi.

Quindi la seconda regola è: adatta il tipo di conversazione al tipo di persona che hai davanti.

Questi sono 2 passaggi fondamentali che creano una forte differenza tra chi è abituato a parlare e chi vuole comunicare.

Quindi ricapitolando:

1) Capire i bisogni dell’interlocutore

2) capire come soddisfarli

3) entrare in sintonia parlando lo stesso linguaggio

Per ora mi fermo qui.

Se pensi che sia poco quello che ti ho detto, inizia a metterlo in pratica e poi vediamo 😀

Buona sperimentazione.

Cristian