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Posts tagged ‘come studiare’

25
Jun

preparazione esami universitari: tempi

Organizzare lo studio vuol dire anche aver ben chiaro: cosa studiare ed  in quanto tempo.

Il cosa lo stabilisci nel momento in cui decidi quale esame preparare. Per il quanto tempo, invece, ne ho già parlato in precedenza, ma oggi lo guardiamo sotto un’altra luce.

In sostanza, la domanda è: meglio studiare qualche ora al giorno per più giorni o concentrare il tutto in una giornata intera di studio, o magari farsi la nottata?

La risposta corretta, come spesso dico è: dipende.

In questo blog, come avrai notato, non si va a caccia di risposte assolute, che secondo me quasi non esistono, ma piuttosto si guardano diverse opzioni dalle quali si può scegliere liberamente. Sperimentare è la parola chiave. 😉

A me non è mai capitato di preparare esami in 1 solo giorno, magari in 4, ma non in 1.

Conosco persone invece che si sono trovate bene a studiare tutto il giorno prima, passando anche brillantemente l’esame.

Quello che occorre guardare, secondo me, è il numero di ore che, con grande franchezza, sei disposto a dedicare ad ogni singola giornata di studio. Ti saranno capitati periodi in cui ti sentivi in piena forma ed accettavi di studiare molte ore al giorno. Come, immagino, ci sono stati anche momenti nei quali, arrivare a studiare 2 ore era un peso ed insieme una gran soddisfazione.

Quindi, primo elemento: valuta il tuo stato attuale di concentrazione e motivazione.

Con grande sincerità verso te stesso, chiediti: io, in questo momento, quante ore sono disposto a studiare al giorno per questo esame? Se non ne hai idea, sperimenta. Oggi inizia a studiare finchè ce la fai, così lo saprai. Poi calcola quante ore sono passate… et voilà!

Secondo elemento: la capacità di studio varia a seconda del periodo

Questo mutamento è dovuto a:  condizioni fisiche, mentali ed emotive (e qualcuno dice anche astrali ed astrologiche… voglio vederti a studiare quando nettuno entra in venere, mentre toro salta il recinto :D)

A questo punto puoi fare due cose:

1) assecondare il tuo umore. Studiare quindi il numero di ore che senti, e da lì pianificare i giorni che ci vogliono per preparare l’esame

2) cambiare atteggiamento. Metterti cioè in uno stato più produttivo ed attivo, modificare i tuoi pensieri e cambiare l’emozione del momento, di modo che sia un’alleata per la concentrazione e lo studio.

Come universitario, ho vissuto entrambi gli stati. Il primo è più un seguire la corrente, il secondo, invece si attiva quando vuoi prendere in mano la situazione e gestirla a tuo piacimento.

Vediamo i pro ed i contro

assecondare il tuo umore:

pro: morbidezza, rilassatezza, fare con i propri tempi, seguire il proprio istinto, accogliente

contro: rischio allungamento dei tempi per la laurea, rischio tendenza alla pigrizia, rischio insoddisfazione nel lungo periodo

cambiare atteggiamento:

pro: stato di picco, attivazione energia, attingere a nuove energie, positività, forza dell’intento, obiettivo chiaro

contro: rischio ansia, agitazione creazione di forti aspettative, aumenta lo stess, allontanare da sè tutto il resto

Come vedi ogni atteggiamento ha delle conseguenze, alcune positive, altre no. Io li ho vissuti tutti e due, e ad oggi non ne ho ancora scelto uno, nel senso che a seconda del periodo decido se attingere da uno o dall’altro.

Dipende molto anche da come vedi la vita. Un trainer, motivatore, allenatore, ti spronerebbe ad andare oltre, a darti di più, un meditatore, monaco zen, guida spirituale di qualche genere, ti inviterebbe a cercare la tua armonia innanzitutto.

Anche qui, nessuno dei due ha più ragione dell’altro, sono due ruoli, e possono andare bene entrambi, dipende essenzialmente dal momento.

Come dico nell’ebook, che puoi scaricare gratuitamente nella colonna di destra, il ruolo non è la persona. 😉

Buona giornata

Cristian

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17
Jun

quanto studiare o come studiare 2

In quanto studiare o come studiare 1, abbiamo visto che un metodo di studio efficace punta l’attenzione su quello che riesci a ricordare a distanza di tempo, solo dopo guarda la rapidità con cui prepari l’esame. Infatti anche io conosco studenti che hanno superato 15, 18, 23 esami in 1 anno, ma poi se verifichi cosa ricordano di tutto quello che hanno studiato, tendenzialmente il risultato sarà molto scadente (non superano il 5%).

Perchè passare anni sui libri, se alla fine ti trovi a ricordare solo un misero 5%? Tanto valeva andare a lavorare dopo il diploma.

Concordo sul fatto che alcuni esami meritano di essere dimenticati più in fretta di quanto li si studi, ma tra tutti questi esami, magari qualcuno può tornarti utile anche fuori dall’università. A questo punto meglio fare la fatica 1 volta sola.

Anche perchè, nei colloqui di lavoro, più che sapere le tue performance, vogliono vedere la sostanza, vogliono capire se quello che sai in quel momento a loro può servire. La realtà nuda e cruda è questa. Non vogliono sapere se hai dato 7, 10 o 20 esami in 1 anno, vogliono capire, anzi vogliono che tu dica loro, in che modo puoi essere utile per l’azienda in quel momento.

Poi, certamente, esistono anche dei paramentri di valutazione legati all’età ed al voto di laurea, ma spesso questi sono prerequisiti per la selezione. Cioè fanno eseguire una ricerca, ad un database, di tutti i laureati under 25 con voto tra 95 e 105, per esempio. Però, nel momento in cui arrivi al colloquio, i numeri passano in secondo piano. A quel punto, quello che fa la differenza è dato da:

1) quello che sai

2) come lo sai esprimere

Sul fatto poi che la laurea aumenti le possibilità di trovare un posto migliore, ci sarebbe un po’ da dire, anzi ora che ci penso, l’ho già detto in: problemi universitari, laurea e soldi, perchè la laurea?

Tornando all’argomento di oggi, invece, ci siamo lasciato con una piccola anticipazione, in questo post ti avrei svelato un grande segreto usato ai corsi di memoria per ricordareanche per sempre, le informazioni che studi. So bene che in questo modo attrarò le ire degli istruttori dei corsi di memoria, ma ho comunque deciso di svelarlo a te che mi segui da tempo.

Quindi, venendo al sodo, come faccio a ricordare nel tempo quello che sto studiando, anche se non riprenderò più in mano l’argomento per gli anni a venire?

Ci sono varie tecniche, io ne utilizzo una basata sullo studio delle mappe mentali. E’ ovvio che prima devi conoscere e saper disegnare una mappa mentale. Se non la conosci, non ti preoccupare, clicca sul link e leggi come fare.

Se già sai usare le mappe mentali, continua a leggere e saprai come mantenere le informazioni a luuuuuuungo nel tempo:

1) giorno 1: una volta capiti i concetti, disegni e memorizzi la mappa mentale

2) giorno 2: ripassa, senza guardare, la prima mappa e continua a studiare

3) giorno 3: ripassa, senza guardare, la mappa del giorno 1 e 2 e continua a studiare

4) giorno 4: ripassa, senza guardare, la mappa del giorno 1, 2 e 3 e continua a studiare

5) giorno 5: ripassa, senza guardare, la mappa del giorno 1, 2, 3 e 4 e continua a studiare.

Mettiamo il caso che il quinto giorno è venerdì e questo we non studierai.

Quindi riprendi a studiare lunedì. Prima però, la domenica sera, prenditi del tempo per ripassare le 5 mappe. Il lunedì riprendi a studiare

6) giorno 6: una volta capiti i concetti, disegni e memorizzi la mappa mentale

7) giorno 7: ripassa, senza guardare, la sesta mappa e continua a studiare

e vai avanti così per tutta la settimana. Il ripasso in questo caso parte dalla mappa del sesto giorno.

La domenica sera, sempre posto che studi da lunedì a venerdì, della seconda settimana ripasserai tutte le mappe della seconda settimana.

Così fai per la terza e la quarta settimana se ci sono. Dopo 28 giorni ripassa tutte quante le mappe mentali, partendo dalla prima.

Se segui questo metodo ricorderai tutto l’esame per molti molti anni.

Domanda: e se dopo 7 giorni ho finito di studiare? Se sono informazioni che pensi ti possano servire anche fuori dall’università, allora mantieni le regole del ripasso, anche dopo l’esame.

Quindi scriviti una nota sull’agenda che ti ricordi di fare il ripasso. Saltare anche solo 1 ciclo di ripasso può mandare all’aria tutto il lavoro di ritenzione delle informazioni nel lungo periodo.

Per ora è tutto, ti auguro di sfruttare al meglio questa rivelazione.

Buona giornata

Cristian

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11
Jun

quanto studiare o come studiare?

Negli ultimi post sto puntando molto l’attenzione sul metodo di studio. Ho parlato di mappe mentali, di tecniche di memoria di come organizzare gli esami e dell’importanza degli obiettivi.

Questo in generale, e nel particolare, quali sono le caratteristiche di un metodo di studio efficace? La prima risposta che viene è: la capacità di studiare velocemente. Ma sarà solo questo? Basta saper preparare velocemente un esame, per velocemente intendo in meno di 5 giorni, per dire di avere un buon metodo?

Secondo me no. O meglio, si ma non solo… Lo so, detta così non è molto chiara, ora ti spiego meglio che voglio dire.

Quello che voglio dire è che la rapidità con cui prepari un esame ha la sua importanza, e potrebbe bastare se ti trovi davanti ad un esame secondario, di cui cioè non ti interessa ricordare il contenuto in futuro, ma è ancora più importante la capacità di mantenere nel tempo le informazioni studiate.

In pratica preferisci preparare un esame in 5 giorni e dimenticarlo il sesto, o preparlo in 10 giorni e ricordare per gli anni a venire quello che hai studiato? Immagino la seconda se si tratta di qualcosa che ti interessa.

Già le sole tecniche di memoria ti permettono di ricordare quello che hai studiato per molti molti anni, se vuoi. Una buona pianificazione, e la giusta dose di atteggiamento, ti permettono di studiare in 5 giorni, se vuoi. Ecco ottenuto in questo modo un mix perfetto.

Quando seguivo i corsi di memoria, il mio istruttore ripeteva spesso di aver preparato tre esami di fila nell’arco di 1 mese, dedicando da 1 a 5 giorni per esame. Io, invece, ricordo di aver preparato 4 esami in 28 giorni.

Performance del genere le possiamo ottenere tutti, ma la domanda più importante è: quanto ricordo di quei 4 esami? Nel mio caso, ad oggi, cioè dopo 3 anni, il 10% circa. Non erano esami che mi interessava ricordare.

Quando invece mi sono trovato davanti a: diritto commerciale o fallimentare, ho seguito tutto il corso, ho fatto i miei bravi parziali e mi sono preparto per l’orale. Certo non ho impiegato 1 anno a studiare solo quello, facevo anche altro, ma mi sono preso i miei tempi. Lo stesso vale per statistica, matematica, economia aziendale e ragioneria.

Quindi la domanda più efficace non è impiego più o meno tempo degli altri a studiare, ma: a parità di ritenzione delle informazioni nel tempo, ho impiegato più o meno tempo degli altri? In altri termini: è passato 1 anno da quel esame, ricordo il 50%. Intanto, quanti possono dire altrettanto (forse ne trovi 1 o 2)? Di questi, quanti hanno impiegato meno tempo di me?

Se c’è qualcuno, a quel punto può essere interessante capire come hanno fatto, magari ti danno delle idee a cui non avevi pensato.

Per questa prima parte è tutto. Nella continuazione di questo articolo, ti svelerò la mia strategia per ricordare le informazioni a lungo nel tempo. Chi tiene corsi di memoria mi odierà, perchè è una tecnica che viene svelata solo a fine corso, dopo che hai passato degli step importanti, ma io ho deciso comunque di rivelarla a chi mi segue.

Intanto ti auguro buona giornata.

Ciao

Cristian

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