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Posts tagged ‘comunicazione efficace’

19
Oct

comunicazione efficace: regole d’oro

Nel post precedente ti ho parlato di una cosa importante, anzi fondamentale: chiederti cosa puoi fare per l’altro.

Nella comunicazione, così come nella vendita, mantenere il punto fermo su questi modi di vedere, fa la differenza tra il comunicatore/venditore tradizionale e te.

Se hai capito come aiutarlo, metà del gioco è fatto.

Infatti avrai capito qual è il punto di partenza di chi ti ascolta, di cosa ha bisogno per migliorarlo e da li, offirgli ciò che lui desidera è solo una diretta e naturale conseguenza.

Cosa voglio dire?

Tutti noi partiamo da uno stato di bisogno che chiamerò A e vogliamo arrivare ad uno stato realizzato che chiamerò B.

Facciamo un esempio concreto, diciamo che Alberto vuole conquistare Barbara.

Quindi Alberto parte da una situazione di bisogno non ancora realizzato ma che vorrebbe concretizzare.

Diciamo che tu sei il fratello di Barbara verso la quale hai grande affetto, come è naturale tra fratelli, e lei ricambia il sentimento con stima.

Come puoi comunicare in modo efficace in questa situazione?

Già hai capito, basta che parli bene di Alberto a Barbara, dicendo magari con franchezza le sue qualità positive.

Questo farà crescere il punteggio di Alberto agli occhi della tua sorellina, poi se son rose… 😉

Per comunicare in modo efficace, occorre quindi prima di tutto capire i bisogni di chi hai davanti.

Se ti fossi messo a parlare con Alberto di come si fa la torta pasqualina, invece che della sorella, non avresti comunicato in modo efficace, visto che in quel momento il suo bisogno era un altro.

La prima regola di una comunicazione efficace è: capire cosa desidera chi ti sta davanti.

E come faccio a capire cosa vuole chi mi sta davanti? Semplice, glielo chiedi! 😀

Che cosa ti manca in questo momento? Che cosa vuoi realizzare? Che tipo di risultati materiali/professionali/sentimentali… vuoi raggiungere?

Vedi tu se è il caso di fare direttamente queste domande o di capirlo nel discorso.

Questo dipende da che tipo hai davanti.

Infatti, e questo è intuitivo, se stai parlando con una persona timida e riservata, sarà difficile che voglia o sappia rispondere alla domanda: che diavolo vuoi dalla vita?! 😀

Magari con una persona così potresti iniziare ad aprirti tu, dicendo quello che vorresti ottenere, dove vorresti andare, quali sono i tuoi sogni. Vedrai come diventerà più facile dopo la conversazione.

Al contrario una persona a cui piace parlare di sè, non vede l’ora che qualuno le chieda quali sono i suoi progetti, per esempio, e magari si annoierebbe a stare troppo tempo a sentire i tuoi.

Quindi la seconda regola è: adatta il tipo di conversazione al tipo di persona che hai davanti.

Questi sono 2 passaggi fondamentali che creano una forte differenza tra chi è abituato a parlare e chi vuole comunicare.

Quindi ricapitolando:

1) Capire i bisogni dell’interlocutore

2) capire come soddisfarli

3) entrare in sintonia parlando lo stesso linguaggio

Per ora mi fermo qui.

Se pensi che sia poco quello che ti ho detto, inizia a metterlo in pratica e poi vediamo 😀

Buona sperimentazione.

Cristian

14
Sep

comunicazione efficace: you are beautiful

Ciao! 🙂

In questo calmo martedì di sole (dalla finestra vedo passare una macchina ogni tanto e sembrano tutte così tranquille), ritorno a parlare della comunicazione, riprendendo quello che ci siamo detti nell’altro post.

Prima di continuare il discorso ti invito a vedere questo video di 4 minuti. E’ molto istruttivo. 🙂

video: you are beautiful

Come ti senti dopo averlo visto? Meglio di come stavi qualche minuto fa? In imbarazzo? Scocciato?

Diciamo che l’intento è quello di farti star meglio. Se provi un sentimento diverso, può dipendere dall’immagine che hai di te, magari non in linea col messaggio trasmesso.

Forse ti sarai chiesto cosa centra questo video con la comunicazone.

In  realtà questo è un forte esempio di comunicazione, visto che comunicare in modo efficace, come dicevo nel primo post, vuol dire condividere e saper suscitare emozioni.

Nel post precedente ci eravamo lasciati con una serie di domande, per esempio: come si fa a comunicare in modo efficace? Esistono strategie o è istinto?

Saper comunicare vuol dire sia saper applicare le giuste strategie a seconda del caso, ma prima di tutto saper capire il caso che hai davanti.

Tu sai meglio di me che non si riesce a comunicare con tutti allo stesso modo.

Con un amico comunicherai in un certo modo, con i parenti in un altro, con il professore in un altro ancora ecc… A seconda dei ruoli e della personalità individuale, usi, normalmente, linguaggio diversi.

Quindi certamente esiste una parte istintiva nella comunicazione che ti permette di entrare in sintonia con l’altro o gli altri. Dopo questa fase entrano in gioco le strategie da usare.

La cosa bella è che all’inizio devi ricordarti i vari  segnali lanciati dall’altro, per modellare il tuo modo di comunicare, poi, più diventi esperto e più questo modellamento diventa istintivo.

Pensa, per esempio, alle varie fasi in cui impari a guidare la macchina. Quando hai il foglio rosa stai imparando. Appena presa la patente, normalmente, stai sempre imparando, quindi fai attenzione alla marcia, devi ricordarti i segnali, le precedenze, la frizione gratta ecc… Poi arriva il giorno in cui entri in macchina, metti la cintura e parti, e tutto è così normale, non hai più bisogno di concentrarti sui gesti da fare, è tutto automatico, ed anzi riesci anche a parlare con chi ti sta accanto o al telefono.

Questo segue il principio che: Ogni cosa prima di diventare facile è difficile.

Bene, grazie. Ora mi dici quali sono queste strategie?! 😀

Certo, ora te lo dico, ma la premessa era importante per vari motivi.

Partiamo allora dalla definizione di comunicazione.

Saper comunicare significare saper condividere.

Spesso perchè gli altri non ci capiscono, anche se abbiamo le migliori intenzioni?

Le ragioni possono essere sia interne che esterne.

Se la persona è chiusa e non disposta a vedere il nostro punto di vista c’è poco da fare, o meglio ci sono tecniche anche per quello, ma sono un po’ complesse e non riesco a spiegarle in un post.

Partiamo dalla base invece. Supponiamo che la persona sia in una condizione neutra, disposta ad ascoltarci, senza idee preconcette, e con un sincero interesse all’ascolto, come se stessi parlando ai tuoi amici delle tue ultime vacanze all’estero.

Diciamo che questa è un’ottima condizione di partenza. Gli altri ti stanno ascoltando, tu stai raccontando e non ti poni nella situazione di voler vendere nulla, quindi non ci sono tensioni provenienti da aspettative varie.

Mettiamo ora il caso che tu lavori in un’agenzia viaggi, entra un cliente e ti chiede informazioni proprio sulla meta delle tue ultime vacanze, che magari è anche il pacchetto vacanze che ti garantisce la percentuale di guadagno più alta.

Cosa cambia?

Tante cose direi. Da parte del cliente ci può essere neutralità, ma da parte tua si accende una forte aspettativa alla vendita.

Se il cliente se ne dovesse accorgere, probabilmente non avrà più voglia di sapere altro da te, quindi o cambierà meta o, più facilmente, cambierà agenzia.

Comunicazione fallita, vendita persa.

Il primo concetto importante quindi nella comunicazione è il tuo stato d’animo quando interagisci.

Se hai in mente solo il guadagno che può venirti in tasca tua, o sei un bravo attore e sai comuffare il tuo interesse, o, per aumentare le probabilità di vendita, entri in un atteggiamento più propositivo, cioè più inidirizzato al beneficio che l’altro può avere nel fare quella cosa.

Questa è la prima grande strategia su cui puoi focalizzarti, soprattutto nella vendita: quali sono i benefici per chi mi sta davanti? Come posso aiutarlo?

Noi siamo abituati a pensare prima di tutto a noi stessi ed a guardare i nostri benefici.

Spesso nella realtà lavorativa, gli altri sono visti come risorse da spremere. Proprio per questo, quando si incontra qualcuno sinceramente interessato a te, più che ai soldi che gli stai portando, ci si sente più disposti, più aperti ed anche più incentivati a tornare, o a comporare qualcosa in più che non si pensava.

Secondo me, un corso di comunicazione potrebbe essere incentrato già solo sull’assimilazione di questo concetto per far ottenere grandi vantaggi ai corsisti.

Già solo saper usare questo atteggiamento nel modo giusto vuol dire, secondo me, aver carpito il 50% dei segreti della comunicazione.

L’altro 50% la prossima volta. 🙂

Intanto il consiglio che ti do è di mettere in pratica quanto scritto.

In questa settimana, ogni volta che hai una conversazione con qualcuno, chiediti: come posso aiutarlo? e vedi cosa cambia nel nuovo tipo di atteggiamento.

Una volta fatto, sentiti libero di lasciarmi un commento qui sotto. 🙂

Buona giornata.

Cristian

6
Sep

comunicazione efficace

Se dovessi dare un voto alla tua comunicazione da 1 a 10, quale sarebbe?

Prima di andare avanti ti invito a guardare questo video di 6 minuti, semplice, veloce efficace e concreto, che ti da proprio l’esempio di cosa vuol dire comunicare o non comunicare.

E’ un esempio di vita concreta, il classico colloquio di lavoro, in cui sei nuovamente esaminato, però non più da un professore, ma da qualcuno che ti garantisce la pagnotta a fine mese, almeno per un certo periodo di tempo.

Per vederlo clicca sul link qui sotto. Buona visione

comunica il tuo vero valore

Interessante vero?

Probabilmente il tuo livello comunicativo sarà superiore a quello dell’esempio, ma se non è già a 10, allora si può sempre migliorare. 🙂

Intanto vediamo cosa vuol dire saper comunicare.

Comunicare vuol dire saper mettere in comunione, ovvero saper condividere.

Già questa è un’informazione interessante. In realtà stai comunicando quando condividi qualcosa con qualcuno, non semplicemente quando parli.

Ma condividere cosa? Informazioni? Pensieri? Opinioni?

Pensaci un attimo, in tutte le conversazioni che hai avuto, quali sono quelle che ricordi meglio?

E non mi dire quelle che hai avuto ieri! 😀

Certamente il fattore tempo è importante, ma magari ricordi bene anche l’ultima litigata col tuo partner o con un amico o con i genitori, come puoi ricordare bene le parole usate nelle ultime avances ricevute, o ancora gli utlimi gossip, anche se questi risalgono ad anni prima.

Certo non ricorderai conversazioni normali, chiacchere e banalità.

Perchè questo? Principalmente perchè la mente è fatta così, cioè ricorda con grande facilità parole e situazioni che sono state emozionanti, e lascia andare altrettanto facilmente situazioni neutre, o ancor peggio noiose.

Se pensi un attimo a qual è quella lezione universitaria che hai seguito e ti è rimasta più impressa,  non necessariamente sarà l’ultima, potrebbe anzi essere la lezione di metà corso di un esame del primo anno. E son pronto a scommettere che quella lezione è stata speciale in qualche modo. 🙂

Io ricordo bene una lezione di 4 anni fa, sulla teoria dei giochi, in cui il prof aveva, guarda un po’, fatto un gioco in aula di questo tipo:

Io metto sul banco 10 euro. Chiunque può fare un’offerta partendo da 1 euro. Se nessuno offre di più dell’ultima offerta, l’offerente vince 10 euro, altrimenti il nuovo offerente vince 10 euro ed il precedente, o i precedenti, pagano l’importo offerto.

Tradotto vuol dire: Alberto offre 1 euro, Beatrice 2 euro, Carlo 9 euro (facile A, B, C).

Se nessuno offre di più, Alberto e Beatrice pagano rispettivamente 1 e 2 euro al banco, e Carlo prende i 10 euro dal banco. Però se Alberto offre ora 10 euro, allora Beatrice paga 2 euro, Carlo ne paga 9, e se nessuno offre di più, il primo prende i 10 euro.

A parole sembra macchinoso, ma nella realtà è facile ed anche divertente.

Una cosa è certa, in questo gioco il banco vincerà sempre.

Infatti se ci pensi, chi lascerebbe al primo la possibilità di prendersi 10 euro a gratis? Qualcuno offrirà comunque di più. E tra l’altro basta un’offerta di 5 ed una di 6 euro che il banco già sta guadagnando (visto che paga l’ultima offerta ma prende l’importo di tutte le offerte precedenti).

E pensa un po’ l’ultima offerta ricordo che era di 22 euro, sempre per riceverne 10 in cambio. Io ricordo che dovevo pagare 12 euro! 😀 Insomma il banco vinceva circa  50 euro in pochi minuti.

Chiaramente poi il prof non ha riscosso e si è messo i 10 euro in tasca.

Perchè ti sto raccontando tutto questo?

Sempre per rispondere alla domanda di prima: che cosa si condivide?

Secondo me, la cosa più forte che puoi condividere in una conversazione, che allora diventa comunicazione, sono le emozioni!

Divertimento, gioia, benessere, felicità, rabbia, dispiacere, commozione… sono tutte emozioni che i professionisti della comunicazione sanno come farti nascere all’interno del discorso a seconda delle necessità.

E tu che mi dici?

Ti piacerebbe emozionare chi ti sta ascoltando? Ti piacerebbe saper comunicare in modo efficace e catturare l’attenzione? Cosa cambierebbe nel rapporto con gli altri se riuscissi a farlo? Cosa cambierebbe a livello universitario?

Ogni tanto mi immagino il giorno della tesi,  saper padroneggiare tecniche di comunicazione, catturare l’attenzione dei professori, gestire uno dei momenti più importanti della tua vita, che sicuramente ricorderai a lungo, come per esempio ricordi il giorno del tuo diploma.

Condurre tu la discussione invece di farti condurre rispondendo timidamente alle domande, nella speranza che finiscano in fretta e siano clementi.

Ecco per esempio la differenza tra chi sa comunicare e chi non lo sa fare.

Nel prossimo post ti spiegherò qualche trucco base per una comunicazione efficace.

Buona giornata

Cristian