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Posts tagged ‘metodi di studio’

16
Dec

ultimi esami e tesi

Quando iniziare a pensare alla tesi?

Finora nel blog universitario non si è ancora parlato dell’argomento tesi, non poteva mancare quindi una domanda da parte di un lettore su questo argomento.

Diciamo che questa parte si discosta un po’ dal metodo di studio ma tutto sommato neanche più di tanto.

Anche io a suo tempo mi sono chiesto: quando devo iniziare a preparare la tesi? Riuscirò a star dietro sia alla tesi che agli utlimi esami? Come faccio a non impazzire e a non perdere tempo?! 😀

Procediamo con ordine:

1) Quando devo iniziare a preparare la tesi?

Non c’è un tempo valido per tutti, se sei in triennale diciamo che possono volerci da 1 a 3 mesi, ma se fai solo quello anche 2 o 3 settimane possono bastare. La specialistica invece richiede più impegno. In questo caso ci vogliono di media 6 mesi se non fai altro.

2) Riuscirò a star dietro sia alla tesi che agli ultimi esami?

Questa è una bella domanada, c’è chi inizia la tesi mentre prepare gli ultimi esami, chi, come me, preferisce aver dato tutti gli esami prima di mettersi a fare ricerche per la tesi. Diciamo che non è semplice fare le due cose insieme, e c’è il rischio di pensare alla tesi mentre studi per un esame o viceversa.

Invece informarsi su quale argomento svolgere la tesi, parlando con quei due o tre professori che ti ispirano di più, o di cui ti è piaciuta la materia, è utile, e puoi farlo anche 1 anno prima di finire.

3) Come faccio a non impazzire e a non perdere tempo?

Cioè, come misurare i tempi giusti di modo da non sovraccaricarmi di lavoro ma non ritardare il mio ingresso nel modno del lavoro? Qui i tempi sono molto soggettivi, dalla mia esperienza posso dirti questo:

  • a pochi esami dalla fine, valuta su cosa ti piacerebbe svolgere la tesi
  • parla con quei due o tre professori che pensi facciano al caso tuo
  • senti cosa ti propongono, o ancora meglio, arriva tu con una proposta e vedi cosa ti dicono
  • spesso ti chiederanno: la media, il voto preso con loro ed il punteggio che vuoi ottenere come voto finale
  • anche se hai preso un voto basso vai comunque ad informarti, non costa nulla
  • scrivi magari una o due email e vedi i tempi di risposta
  • parla con chi sta dando la tesi con quel prof. Li trovi spesso sono in coda fuori dalla porta negli orari di ricevimento. Prendi più info possibili su come si comporta con i laureandi
  • rivolgiti alla segreteria studenti o guarda sul sito per conoscere le faccende burocratiche e le tempistiche
  • datti qualche settimana o giorno, a seconda del caso, per decidere chi seguire
  • nel dubbio cerca su internet forum del settore della tesi per capire quanto è fattibile una tesi in quel campo
  • anche veloci ricerche in biblioteca possono aiutarti a capire la facile o meno reperibilità del materiale

Ultimo suggerimento prima di salutarti. Visto che devi spendere del tempo a preparare un lavoro che verrà poi ufficialmente riconosciuto, ti consiglio di sviluppare qualcosa che sia spendibile poi nel mondo del lavoro.

Ciao

Cristian

11
Oct

come far pace con lo studio

Finora ho affrontato il tema studio da un punto di vista razionale. Infatti ho parlato principalmente di:

  1. preparazione esami
  2. tecniche di memoria
  3. organizzare lo studio

I medoti di studio più efficaci, invece, si basano sia sull’uso delle corrette strategie e metodologie di studio, che sul giusto approccio emotivo.

Del resto il nostro cervello è composto da 2 emisferi, chiamati appunto: emisfero razionale ed emisfero emotivo. Puntare solo su uno dei due emisferi, quindi, ti permette di accedere al massimo al 50% del tuo potenziale.

Anzi non è del tutto esatto. Visto che non si può decidere di accendere e spegnere a comando un emisfero o l’altro, quando inizi a studiare, ed usi quindi la parte razionale, automaticamente anche delle aree della parte emotiva si attivano.

E’ normale quindi studiare con entrambi gli emisferi, ma quello che non è scontato è sapere come gestirli entrambi.

Quante volte ti sei sorpreso a pensare a 1000 cose, mentre il libro continuava a rimanere aperto sulla stessa pagina?!

Di contro, quante volte hai ottenuto ottime performance sullo studio, per esempio avendo passato un esame preparato in pochi giorni, o essere stato fino a notte fonda a studiare, o ricordarti a distanza di tempo molte informazioni di un esame pur non avendolo usato tecniche di memoria?!

Questi sono tutti esempi di come l’emisfero emotivo influenza, nel bene o nel male, i tuoi risultati nello studio.

Il discorso quindi non è disattivare la parte emotiva, ma imparare ad usarla come alleata!

Quali sono i possibili vantaggi?

  • aumentare la concentrazione
  • diminuire i tempi di studio
  • ottenere risultati migliori
  • sentire piacere in ciò che si studia
  • sentirsi più entusiasti e soddisfatti
  • mantenere il focus sull’obiettivo
  • sentirsi più presenti a se stessi
  • ricordare più nozioni più a lungo
  • ottenere voti migliori

queste sono i primi vantaggi che mi vengono in mente.

Come ti sentiresti a provare tutto questo? 🙂

Ora lo so che la tua domanda è: dimmi come faccio, presto!!! 😀

Una cosa alla volta.

Intanti sappi che addestrare la propria parte emotiva è più complesso che addestrare quella razionale.

Quindi se hai impiegato del tempo, e fatto tanto esercizio, per imparare ad organizzarti od apprendere le tecniche di memoria, per disciplinarti e modificare le tue emozioni, occorrerà ancora più esercizio e pazienza.

Inoltre non pensare che il cambiamento avverrà da oggi a domani. Consideralo più come un disciplinarsi giorno per giorno.

Se ti senti pronto/a a sviluppare questa parte della tua mente, leggi il prossimo articolo dove ti darò una serie di indicazioni base sulla concentrazione e rilassamento.

Per ora ti lascio riflettere su quanto detto.

Se hai domande puoi postarle qui sotto.

Ciao

Cristian

17
Jun

quanto studiare o come studiare 2

In quanto studiare o come studiare 1, abbiamo visto che un metodo di studio efficace punta l’attenzione su quello che riesci a ricordare a distanza di tempo, solo dopo guarda la rapidità con cui prepari l’esame. Infatti anche io conosco studenti che hanno superato 15, 18, 23 esami in 1 anno, ma poi se verifichi cosa ricordano di tutto quello che hanno studiato, tendenzialmente il risultato sarà molto scadente (non superano il 5%).

Perchè passare anni sui libri, se alla fine ti trovi a ricordare solo un misero 5%? Tanto valeva andare a lavorare dopo il diploma.

Concordo sul fatto che alcuni esami meritano di essere dimenticati più in fretta di quanto li si studi, ma tra tutti questi esami, magari qualcuno può tornarti utile anche fuori dall’università. A questo punto meglio fare la fatica 1 volta sola.

Anche perchè, nei colloqui di lavoro, più che sapere le tue performance, vogliono vedere la sostanza, vogliono capire se quello che sai in quel momento a loro può servire. La realtà nuda e cruda è questa. Non vogliono sapere se hai dato 7, 10 o 20 esami in 1 anno, vogliono capire, anzi vogliono che tu dica loro, in che modo puoi essere utile per l’azienda in quel momento.

Poi, certamente, esistono anche dei paramentri di valutazione legati all’età ed al voto di laurea, ma spesso questi sono prerequisiti per la selezione. Cioè fanno eseguire una ricerca, ad un database, di tutti i laureati under 25 con voto tra 95 e 105, per esempio. Però, nel momento in cui arrivi al colloquio, i numeri passano in secondo piano. A quel punto, quello che fa la differenza è dato da:

1) quello che sai

2) come lo sai esprimere

Sul fatto poi che la laurea aumenti le possibilità di trovare un posto migliore, ci sarebbe un po’ da dire, anzi ora che ci penso, l’ho già detto in: problemi universitari, laurea e soldi, perchè la laurea?

Tornando all’argomento di oggi, invece, ci siamo lasciato con una piccola anticipazione, in questo post ti avrei svelato un grande segreto usato ai corsi di memoria per ricordareanche per sempre, le informazioni che studi. So bene che in questo modo attrarò le ire degli istruttori dei corsi di memoria, ma ho comunque deciso di svelarlo a te che mi segui da tempo.

Quindi, venendo al sodo, come faccio a ricordare nel tempo quello che sto studiando, anche se non riprenderò più in mano l’argomento per gli anni a venire?

Ci sono varie tecniche, io ne utilizzo una basata sullo studio delle mappe mentali. E’ ovvio che prima devi conoscere e saper disegnare una mappa mentale. Se non la conosci, non ti preoccupare, clicca sul link e leggi come fare.

Se già sai usare le mappe mentali, continua a leggere e saprai come mantenere le informazioni a luuuuuuungo nel tempo:

1) giorno 1: una volta capiti i concetti, disegni e memorizzi la mappa mentale

2) giorno 2: ripassa, senza guardare, la prima mappa e continua a studiare

3) giorno 3: ripassa, senza guardare, la mappa del giorno 1 e 2 e continua a studiare

4) giorno 4: ripassa, senza guardare, la mappa del giorno 1, 2 e 3 e continua a studiare

5) giorno 5: ripassa, senza guardare, la mappa del giorno 1, 2, 3 e 4 e continua a studiare.

Mettiamo il caso che il quinto giorno è venerdì e questo we non studierai.

Quindi riprendi a studiare lunedì. Prima però, la domenica sera, prenditi del tempo per ripassare le 5 mappe. Il lunedì riprendi a studiare

6) giorno 6: una volta capiti i concetti, disegni e memorizzi la mappa mentale

7) giorno 7: ripassa, senza guardare, la sesta mappa e continua a studiare

e vai avanti così per tutta la settimana. Il ripasso in questo caso parte dalla mappa del sesto giorno.

La domenica sera, sempre posto che studi da lunedì a venerdì, della seconda settimana ripasserai tutte le mappe della seconda settimana.

Così fai per la terza e la quarta settimana se ci sono. Dopo 28 giorni ripassa tutte quante le mappe mentali, partendo dalla prima.

Se segui questo metodo ricorderai tutto l’esame per molti molti anni.

Domanda: e se dopo 7 giorni ho finito di studiare? Se sono informazioni che pensi ti possano servire anche fuori dall’università, allora mantieni le regole del ripasso, anche dopo l’esame.

Quindi scriviti una nota sull’agenda che ti ricordi di fare il ripasso. Saltare anche solo 1 ciclo di ripasso può mandare all’aria tutto il lavoro di ritenzione delle informazioni nel lungo periodo.

Per ora è tutto, ti auguro di sfruttare al meglio questa rivelazione.

Buona giornata

Cristian

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11
Jun

quanto studiare o come studiare?

Negli ultimi post sto puntando molto l’attenzione sul metodo di studio. Ho parlato di mappe mentali, di tecniche di memoria di come organizzare gli esami e dell’importanza degli obiettivi.

Questo in generale, e nel particolare, quali sono le caratteristiche di un metodo di studio efficace? La prima risposta che viene è: la capacità di studiare velocemente. Ma sarà solo questo? Basta saper preparare velocemente un esame, per velocemente intendo in meno di 5 giorni, per dire di avere un buon metodo?

Secondo me no. O meglio, si ma non solo… Lo so, detta così non è molto chiara, ora ti spiego meglio che voglio dire.

Quello che voglio dire è che la rapidità con cui prepari un esame ha la sua importanza, e potrebbe bastare se ti trovi davanti ad un esame secondario, di cui cioè non ti interessa ricordare il contenuto in futuro, ma è ancora più importante la capacità di mantenere nel tempo le informazioni studiate.

In pratica preferisci preparare un esame in 5 giorni e dimenticarlo il sesto, o preparlo in 10 giorni e ricordare per gli anni a venire quello che hai studiato? Immagino la seconda se si tratta di qualcosa che ti interessa.

Già le sole tecniche di memoria ti permettono di ricordare quello che hai studiato per molti molti anni, se vuoi. Una buona pianificazione, e la giusta dose di atteggiamento, ti permettono di studiare in 5 giorni, se vuoi. Ecco ottenuto in questo modo un mix perfetto.

Quando seguivo i corsi di memoria, il mio istruttore ripeteva spesso di aver preparato tre esami di fila nell’arco di 1 mese, dedicando da 1 a 5 giorni per esame. Io, invece, ricordo di aver preparato 4 esami in 28 giorni.

Performance del genere le possiamo ottenere tutti, ma la domanda più importante è: quanto ricordo di quei 4 esami? Nel mio caso, ad oggi, cioè dopo 3 anni, il 10% circa. Non erano esami che mi interessava ricordare.

Quando invece mi sono trovato davanti a: diritto commerciale o fallimentare, ho seguito tutto il corso, ho fatto i miei bravi parziali e mi sono preparto per l’orale. Certo non ho impiegato 1 anno a studiare solo quello, facevo anche altro, ma mi sono preso i miei tempi. Lo stesso vale per statistica, matematica, economia aziendale e ragioneria.

Quindi la domanda più efficace non è impiego più o meno tempo degli altri a studiare, ma: a parità di ritenzione delle informazioni nel tempo, ho impiegato più o meno tempo degli altri? In altri termini: è passato 1 anno da quel esame, ricordo il 50%. Intanto, quanti possono dire altrettanto (forse ne trovi 1 o 2)? Di questi, quanti hanno impiegato meno tempo di me?

Se c’è qualcuno, a quel punto può essere interessante capire come hanno fatto, magari ti danno delle idee a cui non avevi pensato.

Per questa prima parte è tutto. Nella continuazione di questo articolo, ti svelerò la mia strategia per ricordare le informazioni a lungo nel tempo. Chi tiene corsi di memoria mi odierà, perchè è una tecnica che viene svelata solo a fine corso, dopo che hai passato degli step importanti, ma io ho deciso comunque di rivelarla a chi mi segue.

Intanto ti auguro buona giornata.

Ciao

Cristian

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