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Posts tagged ‘organizzare studio’

7
Jun

organizzare lo studio: scelta degli esami

Un metodo di studio efficace considera anche come dividere gli esami da sostenere.

Di solito chi è in corso ha meno possibilità di manovra, nel senso che è tenuto a sostenere gli esami del semestre, che spesso risultano diversi  l’uno dall’altro.

Se studi giurisprudenza, matematica, statistica, psicologia, informatica… insomma percorsi di studio monotematici, passami il termine, dove cioè si parla al 80/90% di diritto, o di matematica o di linguaggi di programmazione, sei avantaggiato, rispetto a chi studia economia, ingegneria, medicina… cioè facoltà che per la loro natura spaziano da un settore all’altro.

Ad economia, per esempio, ad ogni semestre, si attacca con matematica, che effettua un traversone su  diritto, che passa ad economia che crossa per statistica, ma alla fine para la lingua straniera! 😀

Un mio caro amico, invece, si è laureato in giurisprudenza e su 35 esami, 33 parlavano di diritto (privato, pubblico, penale, societario, canonico, ecclesiastico…), 1 di filosofia, ed 1 di economia.

Ad ogni modo, le differenze tra esame ed esame non mancano, a prescindere da quello che studi.

Se hai scelto percorsi più eclettici, come economia, il consiglio migliore, se non sei tenuto a seguire gli esami del semestre, ed hai quindi più possibilità di manovra, è di ragruppare tutti gli esami di un settore insieme. Per esempio, stai studiando matematica, dopo questo esame prepara, uno dopo l’altro, tutti gli esami di matematica e statistica che ti rimangono. Finito quelli passa poi ad un altro settore, per esempio economia, ed infine a diritto.

Se studi giurisprudenza, anche lì puoi dividere in microaree i tuoi studi. Per esempio, dai prima tutti gli esami civilistici, poi penalistici, poi magari passa a diritto ecclestistico e canonico, poi occupati della parte internazionale ecc… Diritto societario, per esempio, lo metterei subito prima di diritto fallimentare, e farei seguire poi diritto del lavoro, sindacale ecc…

Questa organizzazione faciliterà sia i processi di apprendimento che la proprietà di linguaggio specifica per il ramo che stai affrontando.

Non ho preso in considerazione altri percorsi di studio solo perchè giurisprudenza ed economia sono le realtà che conosco meglio, ed ho preferito prendere questi due come esempi. Se studi altro, ti chiedo scusa se non sono entrano nello specifico. In questo caso semplicemente adatta quello che hai letto al tuo caso personale.

Ad ogni modo sai che se ti serve una mano con l’organizzazione, così come hanno fatto altri, puoi lasciarmi un commento qui sotto, sarò felice di vedere insieme a te un percorso ottimale per il tuo caso.

Riconrda inoltre che subito qui sotto trovi tutti i link correlati all’organizzazione.

Per ora è tutto.

Ti auguro buona giornata

Cristian

——————————

link correlati su organizzare lo studio

universitasri e studio: come pianificare

universitari e studio: griglia settimanale

universitari e studio: consigli finali

mappa del sito

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2
Mar

cosa vuol dire laurearsi

Cosa vuol dire laurearsi oggi in Italia?

Ti riporto uno schema per punti degli step che bisogna affrontare, secondo me, per poter dire che aver preso una laurea sia davvero servito. In altre parole l’università è uno strumento, spetta a te decidere quanto e cosa prendere. Che cosa bisogna fare per prendersi il 100% dell’offerta formativa universitaria oggi?

Ecco i pilastri fondamentali:

saper gestire meglio lo stress (se ti presenti all’ultimo esame orale nello stesso stato emotivo del primo esame, allora non hai migliorato questo aspetto)

  • saper fare una domanda quando è il caso (non ho capito quello che sta dicendo, ma piuttosto che alzare la mano e chiedere, mi taglierei un braccio)
  • aver capito un po’ di più come girano le cose nel mondo (quanta gente conosci laureata o che si sta per laureare, che ha solo una formazione accademica ma non sa un accidente di come gira il mondo del lavoro?!)
  • parlare meglio (dopo 30 esami, oltre a conoscere parole nuove, dovresti anche saperle mettere in un ordine sensato :D)
  • saper ragionare per obiettivi (sapersi organizzare gli esami per tempo è importante per laurearti. Sapere in anticipo quanti e quali esami darai quest anno, ti fa risparmiare molto tempo)
  • sapersi organizzare il tempo (una volta che hai l’obiettivo chiaro, bisogna saper incastrare le tue 24 ore con tutti gli impegni che hai)
  • saper fare la cosa più importante del percorso di studi (leggere un bilancio se esci da econima, consultare il codice da giurisprudenza…)
  • conoscere realtà esterne alla tua (progetti di integrazione con l’estero, es. erasmus)
  • saper fare conversazioni diverse con persone diverse
  • capire le caratteristiche salienti di ogni persona che hai davanti (è visivo, uditovo o cinestesico? E’ referenziale intero o esterno? Persona, personalità e ruolo, cosa cambia?…)
  • saper stare zitto quando è il caso!! (grande qualità)
  • saper lavorare anche in gruppo

 

Che cosa sa fare invece l’80% degli studenti universitari dopo 3 o 5 anni di studi?

  • hano saputo passare tutti gli esami (altrimenti non sei laureato :o)
  • hanno discusso la tesi (che dopo 1 anno non ricorda più)

l’80% degli studenti, purtroppo, oggi si ferma a questi due punti, ma c’è molto di più da portar via, oltre ad un pezzo di carta.

Una domanda che ci si dovrebbe sempre fare dopo un corso od un periodo significativo è: che cosa porto via da questa esperienza?

Nei prossimi post apprfondirò il discorso punto per punto.

Intanto puoi lasciare un commento qui sotto.

Buona gioranta

Cristian

2
Feb

nuova pagina: omaggi e consigli

Ciao,

ho appena inaugurato una nuova sezione nel blog, la trovi in alto a destra, l’ho chiamata omaggi e consigli.

All’interno trovi la recensione del mio ebook esame orale: un gioco di ruolo tra studenti e professori, che puoi scaricare gratuitamente dalla colonna di destra.

Inoltre trovi anche consigli di letture utili per l’università; per esempio dalla gestione del tempo, alla motivazione, dal crearsi obiettivi stimolanti alla comunicazione efficace. L’idea mi è venuta rispondendo alle tante email che mi chiedono suggerimenti su letture utili. Visto che il tema mi sembra interessi a molti, ho pensato di aiutare tutti quanti dando vita a questa sezione (tranquillo se mi mandi un’email non mi offendo, continuerò a risponderti ;)).

E’ una sezione che arricchirò man mano. Al momento trovi la recensione su quello che per me è il migliore ebook sulla gestione del tempo nel rapporto qualità/prezzo.

Per approfondimenti clicca qui. 🙂

Più che mai in questa sezione, anche i tuoi commenti sono preziosi, specie se hai qualche lettura da consigliare.

A presto.

Ciao

Cristian

18
Nov

come preparare gli esami con le tecniche di memoria

Ciao a tutti, torno a parlare di come organizzarsi per passare gli esami con le tecniche di memoria, argomento scottante per gli universitari. 😉

Finora ho solo messo le premesse che introducono le tecniche di memoria. La prima riguarda l’atteggiamento, senza una motivazione forte, le tecniche migliori non servono, la seconda ha a che fare con la creatività, per sviluppare l’emisfero che di solito dorme quando si studia (il destro).

Se hai già letto i post precedenti (se non lo hai fatto clicca su atteggiamento e creatività), ed hai seguito gli esercizi che ti ho suggerito, dovresti già alzarti la mattina con un bel sorriso ed aver individuato il tema su cui trovare 250 soluzioni (e magari averne già scritte almeno una cinquantina ;)).

Questi sono due esercizi importanti, è utile, anzi direi necessario eseguirli giornalmente:

1) per metterti nella giusta ottica ed ottenere il massimo dalle tecniche

2) per sviluppare autodisciplina che forse è la qualità più difficile da allenare

Se non riesci neanche a dedicare pochi minuti per questi semplici esercizi, mi chiedo come farai con le tecniche più complesse, che riechiedono comunque un allenamento quotidiano, almeno nei primi tempi.

Le tecniche sono ottime e dalla mia esperienza funzionano. Per darti un esempio, ho preparato 36 esami su 44 con le tecniche, (faccio parte del vecchio ordinamento) alcuni anche in 3 giorni, studiando 5 ore al giorno. Esami di ogni tipo: matematica, statistica, economia, diritto…per ogni area di studio esiste una tecnica specifica.

Come ho fatto? Con il giusto atteggiamento ed una sviluppata creatività! 🙂

Della serie niente accade a caso! 😉

Bene, tenevo ad essere chiaro su questo punto. Io per primo ho conosciuto le tecniche all’età di 14 anni, ma ho aspettato 7 anni prima di iniziare ad applicarle. Se le avessi applicate già allora, magari la maturità sarebbe andata in modo diverso.

Perchè non l’ho fatto?

Forse perchè non avevo la giusta motivazione, forse non ero pronto, oppure, per pigrizia, non mi andava di dedicarmi a qualcosa di nuovo. Le ragioni possono essere tante e francamente non mi interessa scoprirle, preferisco notare invece i risultati ottenuti da quando ho iniziato ad applicarle.

Anche questo fa parte dell’atteggiamento positivo, evitare di affossarsi per qualcosa che non hai fatto, senza per questo scansare le proprie responsabilità, e compiacersi dei propri progressi, darsi una pacca sulle spalle per il buon lavoro svolto.

La gratificazione va a braccetto con l’atteggiamento positivo. Congratularsi per aver studiato 1 ora in più quando non ne avevi voglia, oppure essere rimasto in piedi fino alle 2 di notte per rispettare la pianificazione giornaliera (ho scritto 6 post sulla pianficazione e la pretesa minima)… sono tutti gesti che meritano un riconoscimento.

Certo non ti aspettare che qualcuno ti batta le mani perchè sei stato disciplinato, questo è qualcosa che riguarda solo te.

Trova il modo di complimentarti ogni volta che rispetti un programma, ogni volta che porti a compimento un obiettivo od anche un mini obiettivo. Sii fiero di aver fatto bene!

I miei premi, per esempio, erano vari, dal cucinarmi qualcosa di sfizioso, al comprarmi qualcosa, al fare una vacanza (dopo aver raggiunto un grosso obiettivo), a volte è stato anche quello di sventolare in faccia il mio risultato a qualcuno che non credeva che ce l’avrei fatta! La gratificazione non deve per forza essere nobile, basta che ti motivi quando sei nel mentre e soddisfi quando la realizzi, senza commettere atti illegali preferibilmente :D.

Per ora mi fermo qui. Mantieniti concentrato su questo e vai avanti con gli esercizi iniziali (atteggiamento positivo e creatività).

La prossima volta introdurrò la prima tecnica di memoria, e vedremo come puoi memorizzare facilmente ed in modo divertente una sequenza di parole, e ti spiegherò come applicarlo nel concreto per gli esami.

Intanto…buon allenamento, e se hai dubbi o vuoi condividere qualcosa, lascia pure un commento qui sotto. 🙂

Cristian

11
Nov

come preparare gli esami: tecniche di memoria e creatività

Rieccoci a distanza di 7 giorni, come promesso, per continuare il discorso sulle tecniche di memoria.

Prima però lo schema in 8 punti del post di oggi sulle tecniche di memoria e creatività:

  1. il nostro cervello è diviso in 2 emisferi: desto e sinistro.
  1. il sinistro è logico razionale, usato quando si studia
  2. il destro è creativo deduttivo, spento quando si studia
  3. le tecniche di memoria combinano logica a creatività, per farti sfruttare al 100% le tue potenzialità, e farti risparmiare metà del tempo nello studio
  4. troppe regole spengono la creatività, ma per riattivarla ci sono dei trucchi
  5. imparare a vivere ogni giorno in modo creativo sviluppa le potenzialità personali oltre che quelle legate allo studio
  6. per sviluppare la creatività scrivi 250 soluzioni ad un problema semplice (es. come allacciarsi le scarpe, nel post è spiegato più nel dettaglio cosa vuol dire)
  7. all’inizio può succedere di sentirsi stupidi nel fare certi esercizi. In realtà sei semplicemente non abituato. Affidarsi e sperimentare come farebbe un bambino, sono la chiave per superare un possibile imbarazzo iniziale.

Nel primo post sull’argomento abbiamo visto le competenze dei nostri due emisferi del cervello (destro —> creatività, sinistro —> razionalità), e ti ho spiegato in che modo operano le tecniche di memoria. Qualora non lo avessi ancora letto ti invito a farlo prima di proseguire.

primo post sulle tecniche di memoria

Ti ho poi lasciato con un compito importante (vorrei dirti ricordi? ma evito il gioco di parole :D). Visto che il primo segreto, affinchè queste tecniche funzionino, è viversi l’entusiasmo, ti ho invitato a trovare già da ora nella tua vita, dei motivi per cui ti possa alzare dal letto al mattino con un bel sorriso e respirare in modo liberatorio. 😀

Questo è un esercizio importantissimo, ti consiglio di prenderlo in seria considerazione. Ci metti un secondo a focalizzarti sulla bellezza della vita, sulla gioia di vivere, ma quel secondo ti cambia la giornata. Provare per credere.

Quindi questo è il momento. Se ancora non lo hai fatto, pensa ai motivi per i quali puoi essere felice qui ed ora!

Ora sorridi e rilassati. 🙂

Fatto? Bene, porta dentro di te questa sensazione e richiamala più volte durante il giorno.

Senza neanche rendertene conto, ti sei appena vissuto il primo segreto delle tecniche di memoria, cioè quello di potenziare il tuo stato emotivo. Tutto parte da qui, se salti questa fase, rischi di ottenere metà dei risultati che puoi raggiungere.

Quindi il primo passo è l’entusiasmo. Qual è il secondo?

Il secondo passo per utilizzare al meglio le tecniche di memoria è sviluppare la creatività.

Come ho spiegato nel primo post, le tecniche di memoria richiamano alcune competenze dell’emisfero destro (creatività, proiezione nel futuro, emozioni…) e la integrano alla tipica memorizzazione razionale, sorretta quindi dall’emisfero sinistro.

A che serve la creatività?

Secondo alcuni la creatività è il linguaggio dell’anima. 🙂 Essere creativi vuol dire accedere ad aree del cervello che tanti, anche giovani, hanno chiuso in una stanza buia. 🙁

Magari non per colpa loro, del resto fin da quando siamo piccoli siamo stati abituati che chi sta nelle regole, tipo: resta composto, mantieni una buona condotta, sta zitto e prendi appunti…viene premiato, mentre chi manifesta la sua creatività, dal disegnare sul banco a chiedere senza alzare la mano, ecc… viene in qualche modo punito o comunque sgridato e ripreso.

Non a caso i lavori più creativi, come grafici, pubblicitari problem solver… sono i più pagati. Questo è il paradosso del tipo di educazione che viene data oggi infatti. In un posto dove si spendono anni per creare dei quadrati (o gente quadrata), i più premiati, dal mercato del lavoro, sono chi sa disegnare un cerchio nel quadrato. 🙂

Quindi se non ti senti creativo, non darti la colpa, è, secondo me, un difetto di fabbrica della scuola italiana, nel quale c’ero cascato anche io.

Inoltre, diventa anche un discorso di sopravvivenza, per compiacere chi ha il potere di darmi dei voti, e quindi per avere dei bei voti, sto nelle regole.

Il rischio che nasce da ciò, però è che la: creatività, voglia di esplorare, desiderio di distinguersi…venga poco per volta spenta od attenuato, e ci troviamo in un aula a prendere appunti in silenzio ed in modo annoiato e disattento. Domande per chiarimenti? Neanche a pensarci. Interventi in aula? Macchè scherzi?! 😮

Ora, senza togliere il fatto che, secondo me, la scuola va riformata proprio nei geni della sua esistenza, alcune regole è bene che esistano perchè altrimenti sarebbe il caos.

Infatti l’anticonformismo a prescindere è una reazione e quindi non può essere la soluzione, vivere secondo quello che senti consapevolmente è LA soluzione.

Quindi vanno bene le regole per evitare il caos, però troppe regole diminuiscono l’espressività personale, ed in essa, guarda un po’ c’è anche la creatività.

C’è però una categoria di persone che è sempre nella creatività. Un gruppo di inidividui che non si è ancora fatta raggiungere da tutte queste regole, questi schemi, queste rigidità. Sai di chi sto parlando?

Dei bambini!

I bambini non sono ancora stati infettati dal morbo di topolino, 😀 cioè da chi è sempre nelle regole, chi ha sviluppato una profonda rigidità, nella quale i sentimenti non devono esserci o non si devono mostrare. Ora topolino (Miky Mouse) è tanto carino, e mi sta anche simpatico, ma ha un’aria da secchioncello che rende bene l’idea. 😀

Comunque tornando ai bambini. Sapere che sono creativi è un ottima notizia.

Perchè? Perchè se tu ora sei adulto, o quasi adulto, vuol dire che sei stato bambino/a. Facendo un sillogismo viene fuori un risultato pazzesco e confortante: tutti i bambini sono creativi, io sono stato bambino, io sono creativo!!! 😮 😀 clap clap!

Questo è un ottimo punto di partenza per chi non si sente tale. Anche se sei stato dentro i paletti per tutta una vita meglio di uno sciatore di slalom, comunque la tua creatività non ti ha abbandonato, si è solo messa nel letto a dormire, aspettando che la sveglia suonasse.

Se hai migliorato il tuo studio, ti senti più padrone della tua memoria, hai ottenuto risultati migliori, è perchè oggi hai fatto suonare la sveglia!

Interessante, mi piace, voglio farla suonare! 🙂 Ma…come si fa? 😮 In altri termini, come si allena la creatività?

E qui arriviamo al punto di oggi. La creatività è come un muscolo, e come tale può essere allenata!

Come? Ti ripropongo un esercizio che usavo molto quando collaboravo ai corsi di memoria. Quando domattina uscirai di casa, inizia a pensare ai vari modi per arrivare dove stai andando.

E’ proprio questo l’esercizio, trovare i modi più fantasiosi per fare qualcosa di semplice.

Quindi, per esempio: come faccio ad andare da casa in ufficio?

Risposte: in macchina, in autobus, a piedi, in bici, coi pattini… ma questi sono ancora molto razionali, sforzati di trovarne di più fantasiosi… col l’elicottero, con la batmobile, col teletrasporto…già va meglio ma si può molto migliorare… facendo trasferire l’ufficio sotto casa, licenziandomi ed iniziando a lavorare da casa, con un balzo, facendomi portare dalla cicogna :D… già iniziamo a ragionare, e se vogliamo proprio pensare in grande… facendomi evaporare e piovere in ufficio, entrando nell’ascenzore e schiacciando il bottone ufficio, girare il mondo quanto basta per trovarmi in ufficio stando fermo…

Ora tocca a te! Trova altri 250 modi, per esempio, per andare da casa in ufficio, o comunque da un punto A ad un punto B, e mi raccomando, divertiti mentre lo fai. La regola da tenere bene a mente è che è ammesso tutto! Ogni soluzione, dalla più fantasiosa alla più indecente. Quando sarai arrivato a 250, vedrai come sarà sveglia la tua creatività! 😉

Buon allenamento ed alla prossima settimana.

Cristian

P.S. prenditi il tempo che ti serve per fare questo esercizio, non occorre scriverne 250 in 1 giorno e non avrebbe senso. Piuttosto creati l’obiettivo di trovarne 10 al giorno. In 25 giorni sarai arrivato a 250! 🙂