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Posts tagged ‘studenti’

23
Nov

dall’università al lavoro: sistema win-win

Sapevi che esistono siti che vivono facendo sconti! Essendo stato universitario anche io, so quanto si faccia attenzione a non superare il budget mensile, ma anche per chi non ha questi problemi, perchè comprare qualcosa a prezzo pieno se lo posso prendere con uno sconto? 😉

Prima di proseguire eccoti il riassunto per punti

  • i progetti di business del futuro sono i win-win, cioè dove entrambi guadagnano
  • ecologia, salute, formazione sono i settori più orientati a progetti win-win
  • tuttodeal.it,kgb deals, tupertu.it e papidoshopping.it sono validi esempi di questi tipi di business

Questo è un ottimo esempio di business win-win, cioè in cui entrambi, acquirente e venditore,  ci guadagnano.

Chi oggi studia, adotta e sviluppa questi tipi di strategie, se resiste per i primi 3 anni, con buona probabilità si mette ai vertici di un nuovo sistema che rappresenta il business del futuro.

Ecologia, salute, formazione, guadagno dal risparmio di altri (ma non come lo intendono le banche)…, sono tutti esempi e settori in cui creare sistemi efficienti e di qualità, centrati sul consumatore e non sul venditore o il bilancio aziendale.

Tutti i progetti che hanno queste caratteristiche, sono detti progetti win-win.

Ora, se hai letto fin qua chiedendoti dove stanno i link :D,  ti do due notizie, entrambe buone. 😉

La prima è questa: uscire dall’università con questa idea in testa può essere il segreto per trovare un buon lavoro futuro, cioè in un’azienda che non si dichiara in crisi, ma anzi ha capito come trasformarsi per cavalcare il momento, il che vale più di uno sconto, la seconda è che tra 5 righe trovi anche i link! 😀

Insomma, oltre ad acchiapparti lo sconto, acchiappa anche l’idea di cosa vuol dire sviluppare un business win-win, una volta capito sai anche individuare le aziende giuste dove poter lavorare. Se sarà il caso, cioè se me lo chiderai, riprenderò questo discorso.

Intanto ti premio  per aver letto fin qui, con questi link: groupon.it, prezzofelice.it, groupalia.it, kgb deals che fa accedere direttamente alle pagine dedicate agli sconti della giornata, settimana ed in uscita.

Visto però che questi siti crescono come funghi, ti metto direttamente il link del sito che raccoglie e mette insieme tutti i deal presenti in rete della giornata. Si chiama tuttodeal.it

Esiste anche un’altro sistema per risparmiare, ed inoltre guadagnare dai tuoi acquisti. Si tratta di una vetrina elettronica da cui acquistare gli stessi prodotti, nuovi ed originali che trovi nei negozi, ma con una grande differenza di prezzo. Ecco il link tupertu.it.

Inoltre c’è anche una sorpresa molto carina. Questo sito ti permette di creare una tua vetrina online, per cui ogni volta che acquisti da lì, oltre a risparmiare, guadagni anche delle provvigioni! E se altri vengono ad acquistare sulla tua vetrina…indovina…loro risparmiano e tu guadagni!

Ecco la forza di un progetto win-win! 🙂

Se abiti nelle grandi città, come Milano e Roma, (ma anche Parma e Verona) o ti capita di andare qualche volta, ti farà anche piacere sapere che la lista papido, che offre da sempre riduzioni su discoteche, bar, ristoranti… ha aperto una nuova sezione dedicata agli sconti che si chiama papidoshopping.it. Anche su questo sito, sconti dal 20% al 70%!

Quindi riassumendo:

  1. tuttodeal.it dà degli sconti che arrivano fino al 70% su articoli definiti e limitati nel tempo (24 ore di solito)
  2. tupertu.it dà degli sconti fissi (10%, 15%, 20%, 30%) su decine di migliaia di prodotti, perchè sfrutta il potere dell’ecommerce.
  3. papidoshopping.it offre sconti dal 20% al 70% su pub, ristoranti e discoteche

Per ora è tutto. Anche se non ti interessa acquistare ed avere sconti, ti consiglio comunque di fare un giro su questi siti per vedere un po’ come girano queste idee di business.

Inoltre, se mi vuoi lasciare un commento o conosci altri link simili, postali pure qui sotto, farai un piacere a tutti. 🙂

Ciao

Cristian

22
Nov

tecniche di memoria nel web

Ciao, prima del prossimo articolo, che ho quasi concluso, sullo studio e tecniche di memoria, voglio mostarti un video per darti un’idea di dove si può arrivare esercitando con metodo la propria memoria.

Il video che segue è stato girato in università, la platea è in buona parte composta da studenti universitari come te.

Questo video ti fa capire bene cosa vuol dire memorizzare efficacemente, che è qualcosa che nessuno, purtroppo, ci ha insegnato a scuola, ma che ti fa risparmiare tanto, tanto tempo su qualcosa che comunque hai scelto di iniziare, e su cui stai dedicando tante energie.

Buona visione

Cristian

video sulle tecniche di memoria

18
Nov

come preparare gli esami con le tecniche di memoria

Ciao a tutti, torno a parlare di come organizzarsi per passare gli esami con le tecniche di memoria, argomento scottante per gli universitari. 😉

Finora ho solo messo le premesse che introducono le tecniche di memoria. La prima riguarda l’atteggiamento, senza una motivazione forte, le tecniche migliori non servono, la seconda ha a che fare con la creatività, per sviluppare l’emisfero che di solito dorme quando si studia (il destro).

Se hai già letto i post precedenti (se non lo hai fatto clicca su atteggiamento e creatività), ed hai seguito gli esercizi che ti ho suggerito, dovresti già alzarti la mattina con un bel sorriso ed aver individuato il tema su cui trovare 250 soluzioni (e magari averne già scritte almeno una cinquantina ;)).

Questi sono due esercizi importanti, è utile, anzi direi necessario eseguirli giornalmente:

1) per metterti nella giusta ottica ed ottenere il massimo dalle tecniche

2) per sviluppare autodisciplina che forse è la qualità più difficile da allenare

Se non riesci neanche a dedicare pochi minuti per questi semplici esercizi, mi chiedo come farai con le tecniche più complesse, che riechiedono comunque un allenamento quotidiano, almeno nei primi tempi.

Le tecniche sono ottime e dalla mia esperienza funzionano. Per darti un esempio, ho preparato 36 esami su 44 con le tecniche, (faccio parte del vecchio ordinamento) alcuni anche in 3 giorni, studiando 5 ore al giorno. Esami di ogni tipo: matematica, statistica, economia, diritto…per ogni area di studio esiste una tecnica specifica.

Come ho fatto? Con il giusto atteggiamento ed una sviluppata creatività! 🙂

Della serie niente accade a caso! 😉

Bene, tenevo ad essere chiaro su questo punto. Io per primo ho conosciuto le tecniche all’età di 14 anni, ma ho aspettato 7 anni prima di iniziare ad applicarle. Se le avessi applicate già allora, magari la maturità sarebbe andata in modo diverso.

Perchè non l’ho fatto?

Forse perchè non avevo la giusta motivazione, forse non ero pronto, oppure, per pigrizia, non mi andava di dedicarmi a qualcosa di nuovo. Le ragioni possono essere tante e francamente non mi interessa scoprirle, preferisco notare invece i risultati ottenuti da quando ho iniziato ad applicarle.

Anche questo fa parte dell’atteggiamento positivo, evitare di affossarsi per qualcosa che non hai fatto, senza per questo scansare le proprie responsabilità, e compiacersi dei propri progressi, darsi una pacca sulle spalle per il buon lavoro svolto.

La gratificazione va a braccetto con l’atteggiamento positivo. Congratularsi per aver studiato 1 ora in più quando non ne avevi voglia, oppure essere rimasto in piedi fino alle 2 di notte per rispettare la pianificazione giornaliera (ho scritto 6 post sulla pianficazione e la pretesa minima)… sono tutti gesti che meritano un riconoscimento.

Certo non ti aspettare che qualcuno ti batta le mani perchè sei stato disciplinato, questo è qualcosa che riguarda solo te.

Trova il modo di complimentarti ogni volta che rispetti un programma, ogni volta che porti a compimento un obiettivo od anche un mini obiettivo. Sii fiero di aver fatto bene!

I miei premi, per esempio, erano vari, dal cucinarmi qualcosa di sfizioso, al comprarmi qualcosa, al fare una vacanza (dopo aver raggiunto un grosso obiettivo), a volte è stato anche quello di sventolare in faccia il mio risultato a qualcuno che non credeva che ce l’avrei fatta! La gratificazione non deve per forza essere nobile, basta che ti motivi quando sei nel mentre e soddisfi quando la realizzi, senza commettere atti illegali preferibilmente :D.

Per ora mi fermo qui. Mantieniti concentrato su questo e vai avanti con gli esercizi iniziali (atteggiamento positivo e creatività).

La prossima volta introdurrò la prima tecnica di memoria, e vedremo come puoi memorizzare facilmente ed in modo divertente una sequenza di parole, e ti spiegherò come applicarlo nel concreto per gli esami.

Intanto…buon allenamento, e se hai dubbi o vuoi condividere qualcosa, lascia pure un commento qui sotto. 🙂

Cristian

11
Nov

come preparare gli esami: tecniche di memoria e creatività

Rieccoci a distanza di 7 giorni, come promesso, per continuare il discorso sulle tecniche di memoria.

Prima però lo schema in 8 punti del post di oggi sulle tecniche di memoria e creatività:

  1. il nostro cervello è diviso in 2 emisferi: desto e sinistro.
  1. il sinistro è logico razionale, usato quando si studia
  2. il destro è creativo deduttivo, spento quando si studia
  3. le tecniche di memoria combinano logica a creatività, per farti sfruttare al 100% le tue potenzialità, e farti risparmiare metà del tempo nello studio
  4. troppe regole spengono la creatività, ma per riattivarla ci sono dei trucchi
  5. imparare a vivere ogni giorno in modo creativo sviluppa le potenzialità personali oltre che quelle legate allo studio
  6. per sviluppare la creatività scrivi 250 soluzioni ad un problema semplice (es. come allacciarsi le scarpe, nel post è spiegato più nel dettaglio cosa vuol dire)
  7. all’inizio può succedere di sentirsi stupidi nel fare certi esercizi. In realtà sei semplicemente non abituato. Affidarsi e sperimentare come farebbe un bambino, sono la chiave per superare un possibile imbarazzo iniziale.

Nel primo post sull’argomento abbiamo visto le competenze dei nostri due emisferi del cervello (destro —> creatività, sinistro —> razionalità), e ti ho spiegato in che modo operano le tecniche di memoria. Qualora non lo avessi ancora letto ti invito a farlo prima di proseguire.

primo post sulle tecniche di memoria

Ti ho poi lasciato con un compito importante (vorrei dirti ricordi? ma evito il gioco di parole :D). Visto che il primo segreto, affinchè queste tecniche funzionino, è viversi l’entusiasmo, ti ho invitato a trovare già da ora nella tua vita, dei motivi per cui ti possa alzare dal letto al mattino con un bel sorriso e respirare in modo liberatorio. 😀

Questo è un esercizio importantissimo, ti consiglio di prenderlo in seria considerazione. Ci metti un secondo a focalizzarti sulla bellezza della vita, sulla gioia di vivere, ma quel secondo ti cambia la giornata. Provare per credere.

Quindi questo è il momento. Se ancora non lo hai fatto, pensa ai motivi per i quali puoi essere felice qui ed ora!

Ora sorridi e rilassati. 🙂

Fatto? Bene, porta dentro di te questa sensazione e richiamala più volte durante il giorno.

Senza neanche rendertene conto, ti sei appena vissuto il primo segreto delle tecniche di memoria, cioè quello di potenziare il tuo stato emotivo. Tutto parte da qui, se salti questa fase, rischi di ottenere metà dei risultati che puoi raggiungere.

Quindi il primo passo è l’entusiasmo. Qual è il secondo?

Il secondo passo per utilizzare al meglio le tecniche di memoria è sviluppare la creatività.

Come ho spiegato nel primo post, le tecniche di memoria richiamano alcune competenze dell’emisfero destro (creatività, proiezione nel futuro, emozioni…) e la integrano alla tipica memorizzazione razionale, sorretta quindi dall’emisfero sinistro.

A che serve la creatività?

Secondo alcuni la creatività è il linguaggio dell’anima. 🙂 Essere creativi vuol dire accedere ad aree del cervello che tanti, anche giovani, hanno chiuso in una stanza buia. 🙁

Magari non per colpa loro, del resto fin da quando siamo piccoli siamo stati abituati che chi sta nelle regole, tipo: resta composto, mantieni una buona condotta, sta zitto e prendi appunti…viene premiato, mentre chi manifesta la sua creatività, dal disegnare sul banco a chiedere senza alzare la mano, ecc… viene in qualche modo punito o comunque sgridato e ripreso.

Non a caso i lavori più creativi, come grafici, pubblicitari problem solver… sono i più pagati. Questo è il paradosso del tipo di educazione che viene data oggi infatti. In un posto dove si spendono anni per creare dei quadrati (o gente quadrata), i più premiati, dal mercato del lavoro, sono chi sa disegnare un cerchio nel quadrato. 🙂

Quindi se non ti senti creativo, non darti la colpa, è, secondo me, un difetto di fabbrica della scuola italiana, nel quale c’ero cascato anche io.

Inoltre, diventa anche un discorso di sopravvivenza, per compiacere chi ha il potere di darmi dei voti, e quindi per avere dei bei voti, sto nelle regole.

Il rischio che nasce da ciò, però è che la: creatività, voglia di esplorare, desiderio di distinguersi…venga poco per volta spenta od attenuato, e ci troviamo in un aula a prendere appunti in silenzio ed in modo annoiato e disattento. Domande per chiarimenti? Neanche a pensarci. Interventi in aula? Macchè scherzi?! 😮

Ora, senza togliere il fatto che, secondo me, la scuola va riformata proprio nei geni della sua esistenza, alcune regole è bene che esistano perchè altrimenti sarebbe il caos.

Infatti l’anticonformismo a prescindere è una reazione e quindi non può essere la soluzione, vivere secondo quello che senti consapevolmente è LA soluzione.

Quindi vanno bene le regole per evitare il caos, però troppe regole diminuiscono l’espressività personale, ed in essa, guarda un po’ c’è anche la creatività.

C’è però una categoria di persone che è sempre nella creatività. Un gruppo di inidividui che non si è ancora fatta raggiungere da tutte queste regole, questi schemi, queste rigidità. Sai di chi sto parlando?

Dei bambini!

I bambini non sono ancora stati infettati dal morbo di topolino, 😀 cioè da chi è sempre nelle regole, chi ha sviluppato una profonda rigidità, nella quale i sentimenti non devono esserci o non si devono mostrare. Ora topolino (Miky Mouse) è tanto carino, e mi sta anche simpatico, ma ha un’aria da secchioncello che rende bene l’idea. 😀

Comunque tornando ai bambini. Sapere che sono creativi è un ottima notizia.

Perchè? Perchè se tu ora sei adulto, o quasi adulto, vuol dire che sei stato bambino/a. Facendo un sillogismo viene fuori un risultato pazzesco e confortante: tutti i bambini sono creativi, io sono stato bambino, io sono creativo!!! 😮 😀 clap clap!

Questo è un ottimo punto di partenza per chi non si sente tale. Anche se sei stato dentro i paletti per tutta una vita meglio di uno sciatore di slalom, comunque la tua creatività non ti ha abbandonato, si è solo messa nel letto a dormire, aspettando che la sveglia suonasse.

Se hai migliorato il tuo studio, ti senti più padrone della tua memoria, hai ottenuto risultati migliori, è perchè oggi hai fatto suonare la sveglia!

Interessante, mi piace, voglio farla suonare! 🙂 Ma…come si fa? 😮 In altri termini, come si allena la creatività?

E qui arriviamo al punto di oggi. La creatività è come un muscolo, e come tale può essere allenata!

Come? Ti ripropongo un esercizio che usavo molto quando collaboravo ai corsi di memoria. Quando domattina uscirai di casa, inizia a pensare ai vari modi per arrivare dove stai andando.

E’ proprio questo l’esercizio, trovare i modi più fantasiosi per fare qualcosa di semplice.

Quindi, per esempio: come faccio ad andare da casa in ufficio?

Risposte: in macchina, in autobus, a piedi, in bici, coi pattini… ma questi sono ancora molto razionali, sforzati di trovarne di più fantasiosi… col l’elicottero, con la batmobile, col teletrasporto…già va meglio ma si può molto migliorare… facendo trasferire l’ufficio sotto casa, licenziandomi ed iniziando a lavorare da casa, con un balzo, facendomi portare dalla cicogna :D… già iniziamo a ragionare, e se vogliamo proprio pensare in grande… facendomi evaporare e piovere in ufficio, entrando nell’ascenzore e schiacciando il bottone ufficio, girare il mondo quanto basta per trovarmi in ufficio stando fermo…

Ora tocca a te! Trova altri 250 modi, per esempio, per andare da casa in ufficio, o comunque da un punto A ad un punto B, e mi raccomando, divertiti mentre lo fai. La regola da tenere bene a mente è che è ammesso tutto! Ogni soluzione, dalla più fantasiosa alla più indecente. Quando sarai arrivato a 250, vedrai come sarà sveglia la tua creatività! 😉

Buon allenamento ed alla prossima settimana.

Cristian

P.S. prenditi il tempo che ti serve per fare questo esercizio, non occorre scriverne 250 in 1 giorno e non avrebbe senso. Piuttosto creati l’obiettivo di trovarne 10 al giorno. In 25 giorni sarai arrivato a 250! 🙂

2
Nov

problemi universitari

Ciao,

oggi parliamo della condizione in cui versano molte le università italiane.

Non tanto per fare gossip o polemica, quanto per capire qual è la realtà, e da lì partire.

Si dà per scontato infatti che la realtà che conosciamo sia anche quella vera, a volte perchè ci mancano le informazioni corrette, a volte per pigrizia, altre per disinterresse. A prescindere dal motivo, il grande rischio è quello di prendere una cantonata.

Per spiegarmi ti racconto una storia.

3 amici, ciechi dalla nascita, decidono un giorno di andare allo zoo per capire come sono fatti gli animali. Arrivano davanti ad un animale e la guida dice loro che si tratta di un elefante. Tutti entusiasti iniziano a toccare l’animale. Il primo tocca la proboschide ed esclama: l’elefante è  lungo e senza ossa. Il secondo tocca la pancia e dice: l’elefante è grosso e ruvido. Il terzo tocca la coda e dice: l’elefante è sottile e setoso.

Chi ha ragione?

Da un punto di vista tutti e tre, ma in realtà i 3 amici hanno solo una parte di verità che però scambiano come unica verità.

Ora ti faccio una domanda e ti chiedo di rispondere mentalmente prima di andare avanti a leggere la risposta. Secondo te, cosa pensano i professori dell’università?

…………………………………pensa…………………….pensa………………………pensa……………………………

Fatto? 😀

Bene, ti dico qual è una parte della verità emersa da un articolo del corriere della sera dal promettente titolo: l’università non insegna a studiare.

I professori concepiscono l’università non come luogo di formazione ma di selezione.

Questo articolo risale ad oltre 16 anni fa, gennaio 1994, ma per molti versi è ancora molto attuale.

Questo cosa significa? Significa purtroppo che in 16 anni, la visione dell’università è rimasta ancorata a vecchi schemi del 900 che già non andavano più bene alla fine del 900, figuriamoci ora che siamo entrati a piè pari nel nostro secolo.

16 anni sono un’enormità, circa 1/6 di secolo!

Ciò che vuol dire? Che già 16 anni fa c’erano questi problemi? No, questo è ovvio, ma il messaggio è che in 16 anni i problemi che c’erano sono rimasti.

Non ci si interrogava allora su come fare a cambiare il sistema e non ci si interroga oggi.

Conoscere questa parte di verità ti aiuta a capire che aria tira nell’ambiente universitario, e se penso alla mia esperienza, questo articolo è la fotocopia di quello che mi ho vissuto nei primi anni di studio.

Certo non è solo questo l’università, ma entrare come matricola e sapere cosa ti aspetta nei primi due anni, può essere scoraggiante o stimolante a seconda di che tipo sei, ma almeno, sei libero di scegliere.

Scegliere cosa?

Per esempio se frequentare o no, quante lezioni seguire a semestre, se vale la pena iniziare l’università avendo già un lavoro, e soprattutto a che mi serve la laurea.

Del resto se i professori pensano più a selezionare, e cioè bocciare a raffica e mettere standard molto elevati, così l’università sembra seria e prestigiosa, che a formare, la laurea attesterà che hai studiato tanto, ma non necessariamente che hai imparato qualcosa.

Ed ecco che torna la solita lotta:

tanta conoscenza teorica VS poco saper fare.

Ma allora se tanto mi dà tanto, e sapendo che la laurea, nel mercato italiano, è apprezzata già in quanto tale, più che per quello che hai imparato e sai fare, tanto vale iscriversi a qualche università online, dove la vita è spesso molto più semplice.

Con questo non sto dicendo che le università online sono tutto fumo. Sto dicendo che molte di queste non reggono il confronto, a livello di difficoltà e mole di studio, rispetto a tante storiche università italiane.

Tanto si sà che in Italia, spesso, chi ha pezzi di carta che attestano qualcosa che possa essere anche solo lontanamente utili per il business aziendale, è preferito rispetto a chi non ce l’ha, seppur sa fare molte più cose del primo.

Ma anche questa può essere parte di una verità.

E tu? Qual è la tua verità? 🙂

Cristian

14
Mar

Cosa trovi in questa sezione

Questa area è la parte operativa del blog dedicata allo studio.

Qui troveranno risposta domande del tipo:

Come mai non ho ancora iniziato a studiare e già mi distraggo?

Come mai perdo tempo prima e durante lo studio?

Come mai arrivo a 3 giorni dall’esame e devo fare le corse per finire di studiare?

Come mai non riesco a preparare tutti gli esami che vorrei?

Il mio obiettivo è offrire una serie Read moreRead more

1
Feb

Benvenuto

Con questo post apro ufficialmente il blog dedicato agli studenti univeristari.

Il blog è dedicato a te e quindi i post prenderanno la piega che la maggior parte di voi deciderà di dare.

Gli argomenti che ho in mente di affrontare comunque sono:

  • studio e concentrazione
  • ambiente fisico di studio
  • corpo e mente
  • offerte universitarie
  • studiare all’estero
  • comunicare con i prof
  • ecc…

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