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Posts tagged ‘studiare università’

14
Nov

università e lavoro

Qual è il trend lavorativo del futuro? L’università è preparata e competente a preparare gli studenti a queste nuove richieste?

L’università italiana è ancora ancorata ad un concetto di preparazione generale e teorica dei suoi studenti. Solo chi studia tanto può avere più speranze di altri di farcela nel complesso mondo lavorativo. Questo è un po’ il pensiero medio dei docenti universitari.

Ma è proprio così che va il mondo del lavoro oggi? Quali sono le tendenze del futuro?

Preparati perchè ti sto per rivelare quello che la maggior parte dei professori ancora non sa e che le università si ostinano a non vedere.

Il mondo del lavoro del futuro, preferisce laureati motivati ai laureati preparati!

La grande offerta di lavoro da parte di giovani (e non) disoccupati, per forza di cose sta portando le aziende del nostro paese ad un tipo di selezione di cui prima non teneva conto: la formazione e crescita personale.

Un neolaureato con il massimo dei voti, senza esperienza lavorativa nè interesse alla crescita personale, sta per essere surclassato da un laureato con votazione media o medio-alta (ma non necessariamente il massimo), ma che oltre ad avere già qualche esperienza, ha puntato anche alla formazione personale.

Insomma in due parole, quello che le aziende vogliono sempre di più oggi è avere a che fare con chi ha: “spessore personale“.

Laureati che non sanno ciò che vogliono, che non hanno ambizioni, cioè obiettivi da raggiungere, nella vita, che non si sono mai interessati allo sviluppo di se stessi, saranno sempre più scartati.

Le aziende del futuro, cioè del prossimo decennio, abbandoneranno progessivamente l’idea di trovare ragazzi giovani e con i voti più alti e seguiranno sempre più la tendenza del “self made man“. Purtroppo le università oggi non sono per nulla preparate a formare studenti anche in quel senso. E come potrebbero se un certo numero di docenti non ha ancora capito cosa vuol dire insegnare?!

Quindi vale la pena continuare a seguire corsi, studiare e laurearsi? Secondo me, oggi, può avere senso se mentre aumenti la tua cultura (informazioni), dedichi del tempo anche ad aumentare le tue capacità (formazione). Unire le due cose offre oggi grandi vantaggi, e nel giro di pochi anni sempre maggiori possibilità di lavoro.

E se non dovesse andare così? Al massimo c’è sempre l’estero, ma la formazione ti prepara anche per quello! 😉

Cristian

 

21
Oct

come fare pace con lo studio 4

Quello che segue è la continuazione di un discorso unico diviso in parti. Clicca qui per leggere: come fare pace con lo studio 3

 Se è importante capire perchè stai studiando (come spiegato nel post precedente), è ancora più importante capire come arricchire di emozione questo motivo.

Quella che ti sto per svelare è la tecnica della visualizzazione, e funziona tanto più se rimani aperto e ti lasci andare alle sensazioni che emergono.

Con la visualizzazione, vai a vedere nella tua mente qualcosa che è già successo o succederà. Quando viene usata per richiamare qualcosa del passato, spesso è per sostituire un’emozione o sensazione non più utile, con una più produttiva. Quando viene usata, invece, come anticipazione di qualcosa che non è ancora successo, serve per enfatizzare l’evento e per associarvi le emozioni che tu desideri.

Se ci pensi non è nulla di strano, anzi è qualcosa che fai tutti i giorni, in continuazione. Durante la giornata, quante volte, infatti, ti sorpendi a pensare a qualcosa successa nel passato, e richiami l’evento alla mente, magari modificandolo nei contenuti e nei gesti “…gli avrei detto così, avrei fatto cosà…”. Allo stesso tempo, è anche altrettanto facile immaginare qualcosa che ancora non ci è successa, es. oggi incontrerò quel/la ragazzo/a e se mi dirà così io gli/le risponderò così. Magari me metto nella situazione di farmi chiedere quella cosa…

Ormai è così automatico che neanche ci fai caso, ma senza accorgertene durante l’arco di un singolo giorno, hai decine e decine di questi pensieri.

Bene, la visualizzazione è la stessa cosa, solo pilotata in modo consapevole e tesa verso un obiettivo.

Sono stati infatti studi che mostrano come immaginandosi più e più volte una scena che deve ancora avvenire, quando accadrà veramente sarai preparato come se l’avessi già vissuta tante altre volte.

Questo è il trucco, per esempio, di chi inizia a parlare in pubblico. Quello che gli esperti della comunicazione consigliano è infatti, non solo di esercitarsi nell’esposizione dei contenuti, ma anche di visualizzare nei dettagli la scena che avranno davanti al momento designato, come anche quello che diranno. E’ anche la tecnica usata da molti sportivi che prima di iniziare la gara, visualizzano i gesti che faranno nella mente.

Infatti, sempre da questa ricerca è emerso che la nostra mente non distingue azioni realmente compiute da azioni vividamente immaginate. Non a caso se hai un incubo ti svegli col fiatone. Eppure fisicamente sei stato disteso tutto il tempo ad occhi chiusi.

A questo punto ti faccio una domanda.

Alla luce di tutto quello che ci siamo detti, cosa potrebbe cambiare se visualizzassi per 3 settimane di fila il giorno dell’esame, vedendoti tranquillo e rilassato, mentre rispondi in modo brillante a tutte le domande che ti fa il professore?

Probabilmente cambierebbe anche il tuo approccio il giorno dell’esame. Non ci credi? Provare per credere! 😉

Per approfondire questo aspetto, se ancora non l’hai fatto, scarica l’ebook gratuito: esame orale, un gioco di ruolo tra studenti e professori, che trovi sulla colonna di destra.

Bene, ho capito che può essere utile questa tecnica, o quanto meno mi incuriosisce, ma come si fa?

E’ molto semplice, ti scrivo i passaggi fondamentali qui sotto:

  1. trova un ambiente tranquillo dove puoi avere 5 minuti tutti per te
  2. prendi in mano l’esercizio del post precedente e leggi il primo motivo per cui vuoi… (es. laurearti, passare il prossimo esame…)
  3. siediti, chiudi gli occhi e rilassati
  4. visualizzati come se avessi già raggiunto quel obiettivo. Guarda dove sei, come sei vestito, chi hai intorno. Quali sono le tue emozioni? Cosa provi?
  5. viviti in modo vivido tutta la scena, arricchendola di colori, di suoni e non trascurare le emozioni
  6. se proprio vuoi fare un lavoro con i fiocchi, riaperti gli occhi (2 o 3 minuti bastano), scrivi quanto hai visto
  7. tieni quello che hai scritto a portata di vista

Come vedi è molto semplice, e puoi farla in qualsiasi momento.

Inoltre puoi visualizzare qualsiasi tema. Per esempio, il tuo prossimo esame orale, oppure la discussione della tesi, o ancora un possibile colloquio di lavoro. Insomma non c’è limite.

Il segreto, anche in questo caso, è la costanza. Perchè abbia il suo effetto, una volta scelto il tema della tua visualizzazione, va ripetuta ogni giorno, almeno 1 volta al giorno, per minimo 21 giorni.

Anche questi non sono numeri a caso, ma te li spiegherò la prossima volta.

Per ora è tutto, ti lascio ai tuoi esercizi e buono studio. 🙂

Cristian

18
Oct

come far pace con lo studio 3

clicca qui per leggere il post precedente: come far pace con lo studio 2

Una grande risorsa che aiuta moltissimo nello studio è capire il motivo reale e profondo per cui stai studiando.

Non basta rispondere alla domanda: perchè mi sono iscritto in università, perchè voglio raggiungere la laurea, perchè mi voglio laureare in questo settore. Queste sono ottime domande che ti consiglio sempre ti tenere in mente, ma le risposte rischiano di essere, ancora una volta, solo razionali.

Quello che occorre fare è un brainstorming. Il brainstorming, letteralmente tempesta cerebrale, è uno strumento molto noto ed usato dalle grandi aziende per creare nuove idee. Attraverso il brainstorming oltrepassi la razionalità e lasci spazio alla creatività.

Come funziona nel concreto? Ecco le fasi:

  1. si parte da un tema che vuoi affrontare (es. perchè voglio laurearmi)
  2. fai un respiro profondo e permetti a te stesso che tutte le risposte che arriveranno, verranno scritte. In altre parole metti in tasca i pregiudizi e scrivi tutto quello che ti viene. Tanto nessuno leggerà quello che hai scritto.
  3. se dopo una decina di motivazioni non sai più cosa scrivere, vuol dire che la parte razionale ha esaurito le sue cartucce. Da lì in poi inizia il vero lavoro di creatività. Rimani concentrato e spingi perchè escano tutte le altre risposte nascoste che hai dentro.
  4. l’obiettivo è arrivare a 100 risposte! Come prima volta comunque, anche 50 possono andar bene.
  5. Pretesa minima: decidi, prima di iniziare l’esercizio, qual è il numero di risposte al di sotto delle quali non ti alzerai dalla sedia. La pretesa minima è molto importante, dalle il giusto peso. Non è necessario dichiarare 50 come risposte minime, ma neanche 5. Per es. 25 o 30 può è essere una buona pretesa minima, ma è del tutto soggettivo.
  6. scrematura. Una volta finito di scrivere rileggi la lista e scegli quelle 2 o 3 risposte che senti più vere, pensando alle quali senti il fuoco dentro, insomma quelle che ti motivano veramente.
  7. se non ne trovi, forse è perchè non hai ancora trovato le vere motivazioni. Ti consiglio in questo caso di continuare a scrivere risposte.
  8. Scrivi da qualche parte queste risposte e tienile in vista.

Questo il procedimento, ora vediamo quali temi trattare.

Puoi fare un brainstorming su questi 3 temi iniziali:

  1. perchè ho iniziato l’università,
  2. perchè mi voglio laureare,
  3. perchè voglio passare l’esame che sto studiando

Sono domande importanti che meritano il giusto tempo e le giuste risposte (10 minuti, comunque possono bastare). Se riesci fai tutto nello stesso giorno, ma non è necessario, puoi anche fare questo esercizio in 3 giorni consecutivi o separati.

Vedrai come, avendo una profonda chiarezza sulle motivazioni reali, si accenderà qualcosa dentro che ti porterà a dare di più, ad impegnarti meglio, e ad ottenere migliori performance.

Parte tutto dalla spinta emotiva, se c’è quella, la parte razionale la segue, ma le grandi performance si ottengono facendo parlare il cuore prima della mente.

Per oggi è tutto, la prossima volta vedremo come ancorare le sensazioni positive derivate da questo esercizio. Perchè se è importante trovare le giuste motivazioni è altrettanto importante saper mantenere l’atteggiamento nel tempo.

Ciao

Cristian

14
Oct

come far pace con lo studio 2

clicca qui per leggere il post precedente: come fare pace con lo studio

Questo post rientra nel tema emotività e studio. Un metodo di studio efficace considera sia la parte razionale che quella emotiva del cervello (emisfero desto ed emisfero sinistro). Avendo la collaborazione di entrambi, puoi ottenere molto di più dal tuo potenziale, come spiego in come far pace con lo studio 1.

Oggi ti svelo la prima tecnica per migliorare il tuo rapporto con lo studio. E’ molto semplice ma la fanno in pochi.

Si tratta del rilassamento mentale.

Ci sono tanti modi per rilassarsi, puoi fare un giro al parco, puoi respirare in un certo modo, puoi seguire una lezione di yoga, puoi fare qulacosa che ti diverte, ecc…

Quello di cui parlo io però è un rilassamento funzionale ai cicli di studio, cioè puoi usare facilmente prima di iniziare o riprendere a studiare, dura 1 minuto ed è utile per le sessioni di studio.

E’ quindi un tipo di rilassamento che allo stesso tempo porta concentrazione e si esegue in pochissimo tempo.

L’ideale sarebbe farlo ad occhi chiusi, ma se studi in luoghi pubblici, come biblioteca ed università, tienili pure aperti, il risultato è simile.

Ecco le fasi di questo esercizio:

  1. fai da 1 a 3 respiri profondi
  2. visualizza i 7 colori dell’arcobaleno: rosso, arancione, giallo, verde, blu, indaco e viola
  3. puoi pensare al colore in sè o ad un oggetto di quel colore. Es. l’indaco è come la parte larga della melanzana
  4. 1 colore per respiro. Cambia colore ad ogni espirazione
  5. ricorda di non avere nè mani nè braccia incrociate per fare questo esercizio. La posizione migliore è seduti sulla sedia con schiena dritta, entrambi i piedi a terra e mani sulle gambe.
  6. quando arrivi al viola puoi dirti mentalmente una frase motivante, es. ora sto per studiare questo argomento (dì che cosa) e lo faccio in modo concentrato e focalizzato fino alla prossima pausa
  7. se avevi gli occhi chiusi, riaprili e riprendi a studiare

I risultati possono non essere immediati. Come dicevo nel primo post è un allenamento. Se lo fai tutti i giorni, nel giro di poche settimane ne sentirai i benefici.

Una volta iniziato, per quanto tempo devo continuare a fare questo esercizio?

Dipende da te. Se passato 1 mese, riscontri un netto miglioramento nella concentrazione la domanda è: perchè fermarsi? 😉

Più lo fai, più alleni la mente alla calma e concentrazione. Già dopo poche settimane riuscirai a fare l’esercizio in pochi secondi e con 1 o 2 respiri. Comunque inizia come ti ho suggerito.

Come vedi è una tecnica molto semplice e veloce. Non ti chiedo di credere, ti invito a sperimentare e vedere se funziona anche su di te.

Al massimo avrai affinato la capacità di visualizzare che è comunque una dote molto utile.

Prima di lasciarti, ti do una spiegazione in termini scientifici, per dar da mangiare anche alla parte razionale.

E’ stato studiato che ogni colore attiva una parte del nostro cervello. L’azzurro rilassa, il rosso richiama attività e collera, il bianco come il nero sono neutri. Il viola è il miglior colore, per la mente, per rilassarsi e prendere contatto col mondo interiore. Non a caso si passa dal rosso che è l’attività frenetica e si arriva fino al viola.

Fatta anche questa spiegazione, ti do appuntamento alla prossima puntata per continuare il discorso emotività e studio.

Ciao

Cristian

5
Oct

come passare l’ultimo esame 8

Un valido consiglio per come passare l’ultimo esame è quello di far pace con la materia che stai studiando.

Partiamo da questo postulato: non c’è universitario che non abbia detestato almeno 1 esame.

Questo è normale, e gli effetti sono di studiare con meno voglia ed a volte di dover ridare quello stesso esame. Tutti hanno passato esami che detestavano. Se però sei arrivato all’ultimo od ultimi esami, sei in una situazione di stallo, e per di più quello che devi studiare non ti piace proprio, allora iniziano i guai.

Questa parte non era prevista nel tread come passare l’ultimo esame, ma pensandoci, e ricordando come stavo io quando dovevo studiare informatica (mio ultimo esame), sono arrivato alla conclusione che quanto sto per dirti può essere un valido suggerimento per rompere definitivamente il blocco da ultimo esame.

Devi sapere che per me informatica (programmazione in C), è stato uno scoglio fin dal primo anno. Anno dopo anno seguivo le lezioni, ma non so perchè, a metà corso mi rifiutavo di proseguire, e rinviavo all’anno successivo.

E’ andata avanti così finchè non è rimasto da solo. Ultimo esame da dare! Lo detestavo, non ne capivo il senso, lo ritenevo inutile per noi di economia, infatti ad oggi non conosco altri in Italia che sono costretti a studiare il linguaggio C, come esame di informatica della mia facoltà.

Insomma avevo tutte le ragioni per accodarmi al 99,9% degli studenti della mia università che detestava questa materia (e forse la detestano anche oggi).

Eppure lei rimaneva lì, impassibile. Mi guardava detestarla, senza che questo influisse sul fatto che dovevo passare dalla sua porta per accedere alla laurea. Un po’ come il guardiano del portale.

Potrei dilungarmi su questa metafora, ma preferisco scendere dal mondo esoterico nella materia, per farti una domanda pratica. Rifletti su questo: cosa cambia, in termini di risultati, se odi od ami una materia?

Forse penserai: nulla. La psicologia e la PNL, invece, hanno dimostrato che l’atteggiamento col quale affrontiamo le cose, ne determina il risultato.

Nessuno dice che finchè detesti il tuo esame non lo passerai, altrimenti ci sarebbero molti più non laureati oggi, ma accettarlo farà la differenza sulla qualità del tempo che gli dedichi.

In altre parole, accettare ed accogliere quello che stai studiando, ti fa apprezzare di più la materia, attingi a più risorse dal tuo potenziale, sia come concentrazione, che come memoria che come risultati.

Se fai caso, il primo post che ho scritto sulle tecniche di memoria riguarda proprio l’atteggiamento positivo, quindi l’aver fiducia, il congratularsi dei risultati ecc…

Tanto l’esame è lo stesso sia che tu lo detesti, sia che tu lo accolga. Il guardiano di porta, tanto per riprendere la metafora, svolge sempre lo stesso compito, cioè, vedere se quanto hai studiato lo soddisfa per farti andare oltre. Non gli interessa se lo odi o lo ami, vuole il risultato!

Infatti avere un atteggiamento diverso, fa la differenza solo dentro di te.

Ok, ma se proprio non mi piace questa materia, come faccio a farmela andare a genio?

Io tra le altre, usavo il dialogo interno per convincermene. Del tipo, ogni giorno, prima di aprire i libri dicevo mentalmente: comunque ti accetto e ti accolgo. Anzi ti accetto e ti accolgo! Il tutto accompagnato da uno stato d’animo adeguato.

Questo era uno degli strumenti che usavo. Tu puoi trovare il tuo metodo per trasformare l’atteggiamento da rifiuto ad accoglienza.

Ti ripeto, lo so che passeresti ugualmente questo esame anche continuandolo a detestare, ma da quanto ci stai sotto? E perchè continuare a offrire?

Nella vita troverai situazioni che non ti piaceranno e con le quali dovrai convivere. Quando succederà cambia l’ambiente, e se non puoi, accoglilo!

Purtroppo l’ultimo esame è una di quelle cose che non si possono cambiare. Vedrai che ti insegnerà molto di più questo cambio di prospettiva, che molti esami inutili che hai dovuto studiare.

Con questo post concludo il tread dedicato a come passare l’ultimo esame.

Se hai domande, commenti o suggerimenti, ti invito a scriverli qui sotto.

Se invece ti è piaciuto questo post, clicca su mi piace in alto sotto il titolo. Ci metti 1 secondo ma potresti aiutare tanti amici che si trovano nella tua stessa situazione, ed aiuteresti questo progetto a svilupparsi.

Buona giornata.

Cristian

4
Oct

come passare l’ultimo esame 7

Siamo arrivati alla fine di questo tread su come passare l’ultimo esame. In questo post voglio tirare le somme di tutto quello che ci siamo detti su come passare l’ultimo esame. Come hai visto, l’ultimo esame nasconde molte più resistenze mentali di quello che potresti pensare. Prima però di entrare nel vivo riassumo i post precedenti per punti, con relativi link:

  • creati un obiettivo chiaro (clicca il link per vedere quali sono le caratteristiche di un buon obiettivo)
  • ritrova lo scopo, cioè il motivo per cui fai tutto questo (perchè vuoi laurearti?)
  • mantieni la concentrazione sullo scopo mentre porti avanti l’obiettivo
  • cambia ambiente. Esci di casa, torna a frequentare la biblioteca, l’università, vai in posti stimolanti che ti aiutino a mantenere l’intento o ritrovare la concentrazione
  • se devi preparare un esame complesso, cerca qualcuno con cui studiare o fare esercizi. Isolarsi è la cosa peggiore (come passare l’ultimo esame 2)
  • se da solo non riesci a trovare la giusta motivazione, fatti aiutare da un professionista, come un coach o un trainer (come passare l’ultimo esame 3)
  • forse non lo sai, ma anche la corretta alimentazione, l’esercizio fisico e le giuste ore di sonno, aiutano allo scopo
  • vai a questi benedetti ricevimenti. Se non sei il tipo che va dai prof per chiarire i dubbi, bene, a questo punto lo puoi diventare. 😉 Tutti i pensieri che ti possono venire, e le scuse che ti puoi dare, sono meno importanti  della perdita della laurea. (come passare l’ultimo esame 4)
  • frequenta i forum della tua università, ufficiali e non. Ti sorprenderà vedere quanti sono nella tua situazione e quanti hanno scritto soluzioni e commenti utili per il tuo caso. Questo è anche un modo per conoscere nuove persone e creare un gruppo di studio. (come passare l’ultimo esame 5)
  • frequenta qualche lezione del corso se puoi. Non importa se lo hai già frequentato, è un ottimo modo, sia per conoscere altri che come te devono preparare quel esame, sia per aiutarti a tornare sull’argomento. (come passare l’ultimo esame 6)

Spesso ho notato che verso gli ultimi esami si perde la voglia di studiare. Diventa tutto più difficile e noioso. Questo succede per una serie di motivi, e partono tutti dalla stessa origine: hai perso la motivazione, ovvero non riconosci più il motivo per cui fare l’azione (in questo caso l’azione di studiare).

Ho parlato spesso di atteggiamento e motivazione, o in altre parole scopo ed obiettivi. Clicca il link in alto per approfondire questo primo tema.

Può essere invece che hai chiaro in mente i motivi che ti spingono ad ottenere la laurea, ma questo non basta per farti uscire dall’impasse. Per ritrovare lo stimolo, altri trucchi interessanti sono quelli di uscire di casa e frequentare, per esempio la biblioteca o l’università per studiare, andare sui forum della tua università (ufficiali e non) per leggere come altri hanno superato l’esame che devi dare, scrivere i tuoi dubbi, e se nel caso trovare qualcuno che ti possa spiegare gli argomenti più ostici, o ti possa guidare nel comprendere la materia.

Facendo così è facile che la ruota riprenda a girare, e ti torni qualche stimolo. A quel punto sfrutta l’onda positiva e rientra nell’ambiente universitario, andando, per esempio, a ricevimento per chiedere spiegazioni, ma anche per conoscere chi ti interrogherà, capire che tipo è. Se poi ti è possibile, frequenta o rifrequenta qualche lezione.

Quanto più torni a prendere contatto con l’ambiente universitario, tanto più riesci a stare sul pezzo.

Inoltre in questo modo puoi conoscere anche studenti con cui creare un gruppo di studio. A questo punto l’eventuale timidezza è meglio metterla nel cassetto, e se hai delle resistenze chiediti: preferisco fare il timido/a o passare questo esame?! 😉

Se trovi difficoltà in qualcuna di queste fasi, per esempio nel capire quali sono i tuoi obiettivi ed il tuo scopo, o non trovi lo stimolo per uscire di casa, od il lavoro ti affossa e non riesci a fare altro, o ti stai chiedendo a cosa ti servirà la laurea, ecc… puoi consultare anche un coach od un trainer, col quale trovare più facilmente delle soluzioni alle quali da solo non riesci ad arrivare.

Soprattutto, innanzitutto, fai pace col tuo ultimo esame. E’ facile che ti venga repulsione, rabbia, odio o paura. Per passare al meglio questo esame, in qualche modo devi accettarlo ed accoglierlo.

Su questo tema scriverò qualcosa nel prossimo post.

Intanto ti lascio riflettere su quanto ci siamo detti. Ci vediamo tra qualche giorno per approfondire il tema dell’accogliernza. 🙂

Buona giornata

Cristian

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27
Sep

come passare l’ultimo esame 6

Ultimo consiglio su come passare l’ultimo esame è frequentare o rifrequentare le lezioni del corso, o almeno qualcuna. Prima di spiegarti meglio questo passaggio importante, faccio un riassunto di quanto detto finora.

  • creati un obiettivo chiaro (clicca il link per vedere quali sono le caratteristiche di un buon obiettivo)
  • ritrova lo scopo, cioè il motivo per cui fai tutto questo (perchè vuoi laurearti?)
  • mantieni la concentrazione sullo scopo mentre porti avanti l’obiettivo
  • cambia ambiente. Esci di casa, torna a frequentare la biblioteca, l’università, vai in posti stimolanti che ti aiutino a mantenere l’intento o ritrovare la concentrazione
  • se devi preparare un esame complesso, cerca qualcuno con cui studiare o fare esercizi. Isolarsi è la cosa peggiore (come passare l’ultimo esame 2)
  • se da solo non riesci a trovare la giusta motivazione, fatti aiutare da un professionista, come un coach o un trainer (come passare l’ultimo esame 3)
  • forse non lo sai, ma anche la corretta alimentazione, l’esercizio fisico e le giuste ore di sonno, aiutano allo scopo
  • vai a questi benedetti ricevimenti. Se non sei il tipo che va dai prof per chiarire i dubbi, bene, a questo punto lo puoi diventare. 😉 Tutti i pensieri che ti possono venire, e le scuse che ti puoi dare, sono meno importanti  della perdita della laurea. (come passare l’ultimo esame 4)
  • frequenta i forum della tua università, ufficiali e non. Ti sorprenderà vedere quanti sono nella tua situazione e quanti hanno scritto soluzioni e commenti utili per il tuo caso. Questo è anche un modo per conoscere nuove persone e creare un gruppo di studio. (come passare l’ultimo esame 5)
  • frequenta qualche lezione del corso se puoi. Non importa se lo hai già frequentato, è un ottimo modo, sia per conoscere altri che come te devono preparare quel esame, sia per aiutarti a tornare sull’argomento.

Se sei fermo da tempo sull’ultimo esame, è facile che tu abbia perso contatto con l’università, le lezioni, i professori, e che non ti senti più uno studente.

Può arrivare, infatti, un momento, verso la fine dell’università, in cui ti senti praticamente già laureato. Pensi: bene ce l’ho fatta, ho finito, mi mancano solo pochi esami.

Questo atteggiamento, da un lato è piacevole, ti fa sentire di aver concluso, o quasi, qualcosa, dall’altro ti allontana dalla realtà dei fatti e cioè che gli ultimi esami sono ancora lì che ti aspettano.

Cosa succede a quel punto? Ti senti proiettato a fare altro. Lo studio e la preparazione dell’ultimo esame passa in secondo piano, inizi ad interessarti maggiormente al lavoro ed alla carriera professionale, e magari trovi un impiego od inizi a sviluppare un progetto.

A me è successo a 3 esami dall fine. Sentivo di aver ormai finito. Ho iniziato quindi a sviluppare dei progetti on line, tra cui la scrittura del mio primo ebook dal titolo: esame orale: un gioco di ruolo tra studenti e professori (che ho messo in omaggio, e lo puoi scaricare dalla colonna di destra gratis). Tutti progetti importanti per me, solo che mancavano ancora degli esami da dare. Insomma tutto questo mi è costato 2 anni di ritardo nella conclusione di tutti gli esami.

Se ti trovi in questa situazione, quello che puoi fare, oltre a quello che ho suggerito finora, è riprendere contatto con lo status di studente. In altre parole, torna a fare quello che fanno gli studenti. Torna quindi a seguire le lezioni, e se non puoi, cerca di andare almeno a qualche lezione. Tornare a frequentare gli studenti e l’università, all’inizio può sembrare strano, e magari anche imbarazzante, ma in breve tempo tornerai nell’ottica giusta per passare quel benedetto ultimo esame.

Se invece stai continuando a frequentare le lezioni e l’università, ti consiglio di non allontanarti troppo da quel ambiente, anche se per ora sei bloccato su qualche esame. Il contatto con l’ambiente è un grande aiuto per superare certi ostacoli e blocchi.

Per ora è tutto. Scriverò un ultimo post per trarre le conclusioni su questa nodosa questione di come passare l’ultimo esame. Sentiti libero di lasciare un commento, se vuoi dire la tua esperienza, od approfondire qualcosa su cui ho sorvolato.

Buona giornata

Cristian

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24
Sep

come passare l’ultimo esame 5

Ottimo strumento di cui tener conto per passare l’ultimo esame, è usare abitualmente il sito di facoltà ed i forum della tua università.

Prima di procedere, ricapitolo i punti precedenti (in azzurro il tema di oggi).

  • creati un obiettivo chiaro (clicca il link per vedere quali sono le caratteristiche di un buon obiettivo)
  • ritrova lo scopo, cioè il motivo per cui fai tutto questo (perchè vuoi laurearti?)
  • mantieni la concentrazione sullo scopo mentre porti avanti l’obiettivo
  • cambia ambiente. Esci di casa, torna a frequentare la biblioteca, l’università, vai in posti stimolanti che ti aiutino a mantenere l’intento o ritrovare la concentrazione
  • se devi preparare un esame complesso, cerca qualcuno con cui studiare o fare esercizi. Isolarsi è la cosa peggiore (come passare l’ultimo esame 2)
  • se da solo non riesci a trovare la giusta motivazione, fatti aiutare da un professionista, come un coach o un trainer (come passare l’ultimo esame 3)
  • forse non lo sai, ma anche la corretta alimentazione, l’esercizio fisico e le giuste ore di sonno, aiutano allo scopo
  • vai a questi benedetti ricevimenti. Se non sei il tipo che va dai prof per chiarire i dubbi, bene, a questo punto lo puoi diventare. 😉 Tutti i pensieri che ti possono venire, e le scuse che ti puoi dare, sono meno importanti  della perdita della laurea. (come passare l’ultimo esame 4)
  • frequenta i forum della tua università, ufficiali e non. Ti sorprenderà vedere quanti sono nella tua situazione e quanti hanno scritto soluzioni e commenti utili per il tuo caso. Questo è anche un modo per conoscere nuove persone e creare un gruppo di studio.
  • frequenta qualche lezione del corso se puoi. Non importa se lo hai già frequentato, è un ottimo modo, sia per conoscere altri che come te devono preparare quel esame, sia per aiutarti a tornare sull’argomento.

Non ho mai usato il forum della mia università come nel periodo in cui preparavo  l’esame di informatica, mio ultimo esame! Per me è stata una scoperta, non credevo che tanti studenti avessero il mio stesso problema, ma soprattutto, non credevo di trovare tante soluzioni e spiegazioni aggiuntive sulla materia.

Per me il forum degli studenti della mia università ha fatto parte dei grandi aiuti che mi sostenevano nel raggiungere il mio obiettivo!

Ma questi forum sono ufficiali o non ufficiali? Tieni presente che tutto quello che non è scritto o visionato dai professori, o dai segretari, è considerato non ufficiale.

Quindi quanto sono affidabili questi forum? Questo è il punto. Essendo autogestito dagli studenti, troverai informazioni corrette, ed altre non corrette, voci di corridoio spacciate per vere, ma anche dettagli utili per il tuo esame, come il prof dal quale farsi interrogare se è orale, o il posto in cui si copia meglio se è scritto. 😀

Altre informazioni tipo il classico: “cosa chiede all’esame”, o “le domande più gettonate”, son da prendere con le pinze, secondo me.

Quindi ricapitolando:

  • fatti aiutare dai forum della tua università
  • li trovi facilmente inserendo sui motori parole chiave come: forum + il nome della tua università
  • considera che non sono supervisionati dai docenti (forum non ufficiale)
  • alcune informazioni possono non essere corrette
  • sfrutta il forum per avere un’idea generale di come può essere l’esame
  • attento ad affidarti ad informazioni troppo dettagliate
  • interagisci all’interno del forum e comunica con chi ha già dato quel esame o lo sta per dare
  • interagire ti aiuterà a riprendere quel desiderio di passare l’esame e magari a creare un gruppo di studio
  • ricorda che sono comunque sempre punti di vista, a te potrebbe andare in maniera molto diversa
  • lasciare un tuo commento una volta superato l’esame potrà essere di aiuto a chi dovrà sostenerlo e se avrai altri esami da dare sarai già conosciuto

Per ora è tutto. Sbizzarisciti coi forum e fammi sapere come è andata. 😉

Ciao

Cristian

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20
Sep

come passare l’ultimo esame 4

Per passare l’ultimo esame, nota importante è avere il coraggio di andare a ricevimento per risolvere tutti i tuoi dubbi. Prima di procedere faccio un riassunto per punti di tutto quanto visto finora:

  • creati un obiettivo chiaro (clicca il link per vedere quali sono le caratteristiche di un buon obiettivo)
  • ritrova lo scopo, cioè il motivo per cui fai tutto questo (perchè vuoi laurearti?)
  • mantieni la concentrazione sullo scopo mentre porti avanti l’obiettivo
  • cambia ambiente. Esci di casa, torna a frequentare la biblioteca, l’università, vai in posti stimolanti che ti aiutino a mantenere l’intento o ritrovare la concentrazione
  • se devi preparare un esame complesso, cerca qualcuno con cui studiare o fare esercizi. Isolarsi è la cosa peggiore (come passare l’ultimo esame 2)
  • se da solo non riesci a trovare la giusta motivazione, fatti aiutare da un professionista, come un coach o un trainer (come passare l’ultimo esame 3)
  • forse non lo sai, ma anche la corretta alimentazione, l’esercizio fisico e le giuste ore di sonno, aiutano allo scopo
  • vai a questi benedetti ricevimenti. Se non sei il tipo che va dai prof per chiarire i dubbi, bene, a questo punto lo puoi diventare. 😉 Tutti i pensieri che ti possono venire, e le scuse che ti puoi dare, sono meno importanti  della perdita della laurea.
  • frequenta i forum della tua università, ufficiali e non. Ti sorprenderà vedere quanti sono nella tua situazione e quanti hanno scritto soluzioni e commenti utili per il tuo caso. Questo è anche un modo per conoscere nuove persone e creare un gruppo di studio.
  • frequenta qualche lezione del corso se puoi. Non importa se lo hai già frequentato, è un ottimo modo, sia per conoscere altri che come te devono preparare quel esame, sia per aiutarti a tornare sull’argomento.

Inizialmente, come molti, anche io snobbavo i ricevimenti. Non mi sentivo a mio agio a parlare con un professore, pensavo: e se faccio una brutta figura?

Questo succedeva all’inizio della mia carriera universitaria, prima che iniziassi a lavorare. Lavoro, formazione ed esperienze di vita mi hanno fatto cambiare prospettiva (se non lo hai ancora fatto, scarica l’ebook omaggio esame orale: un gioco di ruolo tra studenti e professori, che trovi sulla colonna di destra).

La timidezza può sparire lavorandoci su, e così anche la pigrizia, ma visto che il tuo blocco sull’ultimo esame è oggi, occorre fare qualcosa di immediato.

Se ti fa sentire scomodo l’idea di essere davanti al professore per chiarire i tuoi dubbi, ma è comunque qualcosa di praticabile, allora non ti serve fare altro che vedere quando riceve ed andarci. Anzi in questo caso ti dico, invece di andare solo 1 volta, torna almeno altre 2 volte.

Questo ha a che fare con l’area di comfort. Come ho già spiegato in perchè disoccupati dopo la laurea, continuare a fare qualcosa che ti crea un qualche disagio ha 2 grandi effetti:

  1. aumenta il tuo spessore personale
  2. rende sempre più confortevole l’azione, finchè arriva ad un punto in cui non ti crea più disagi

Quindi torna almeno altre 2 volte, e se ti senti ancora a disagio, continua a tornare finchè la cosa non ti da più fastidio, o hai passato l’esame.

In entrambi i casi hai vinto! 😉

Se invece l’emozione ti sovrasta, pensando di dover essere a tu per tu con un professore, e non credi potresti mai farlo, allora capisco bene come ti senti, perchè anche io ero così.

Io l’ho superata passando diverse fasi:

  1. all’età di 15 anni ho deciso che non sarebbe passato giorno senza aver migliorato qualcosa di me
  2. dai 19 ai 21 fermavo sconosciuti per strada, con lo scopo di farmi lasciare il loro numero nell’arco di 3 minuti (e mi riusciva anche bene), per fini lavorativi,
  3. a 26 anni sono andato in erasmus, ed anche quella è stata una grande palestra.

Alcuni risultati di questo training sono stati, per esempio, trovarmi a parlare in pubblico in diverse occasioni, a volte avendo una scaletta di argomenti da affrontare, altre volte improvvisando. Ero emozionato? Si, ma sapevo anche come gestire questa emozione. In pratica quello che è cambiato è che:

sono io a gestire le mie emozioni e non il contrario!

Pensa, se hai l’abitudine di parlare in pubblico, quanto può mai darti fastidio fare una domanda in aula, od andare ad un ricevimento?!

Questa però è la mia esperienza, e non credo tu voglia passare i prossimi 11 anni a cambiare le tue abitudini, prima di andare a ricevimento. 😀 Bene, se anche tu la pensi così, ho una buona notizia per te. Puoi incontrare il prof e chiarire tutti i tuoi dubbi, quante volte vuoi, in tutta tranquillità e senza uscire di casa.

Come si fa?! Col poterere della visualizzazione.

Quello che ti svelerò sappi che è usato da relatori di fama mondiale. Grandi motivatori e coach la usano spesso prima di confrontarsi col pubblico. Antony Robbins, uno dei più grandi motivatori del mondo, che, per intenderci, fa pagare un consulto telefonico di 1 ora, 1 milione di dollari, ha dichiarato e messo per iscritto, che usa la visualizzazione ogni volta prima di entrare sul palco.

Tranquillo, non ti chiederò 1 milone di dollari per svelarti come si fa, ti chiedo invece qualche giorno in più di pazienza, perchè voglio dedicare un post intero a questo tema.

Quindi nel prossimo post parleremo proprio della tecnica della visualizzazione, come funzione, come applicarla e come tutto questo può aiutarti a superare momenti di forte emozione, che oggi può essere parlarare ad un professore, domani discutere la tesi, dopodomani sostenere un esame di abilitazione davanti ad una commissione.

Intanto ti saluto e ti auguro una buona giornata.

Cristian

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15
Sep

come passare l’ultimo esame 3

In come passare l’ultimo esame 1 ho dato dei riferimenti ad obiettivi ed organizzazione del tempo per passare l’ultimo esame.

In come passare l’ultimo esame 2 ho parlato dell’importanza del gruppo come fonte di sostegno e motivazione, oltre che di studio.

Oggi andiamo oltre. Cioè, se ti sei già creato un obiettivo hai trovato la tua motivazione, studi in gruppo, ma questo vedi che non basta, oppure vuoi capire come ottenere di più, allora puoi valutare la possibilità di farti affiancare, per pochi giorni, da un coach o un trainer.

I coach ed i trainer non sono psicologi. Non occorre, quindi, mettersi sul lettino e parlare dei propri problemi.

Coach e trainer non sono medici. Quindi non sostituiscono terapie fisiche o mentali. Anzi se necessiti di questo tipo di supporto ti consiglio di rivolgerti direttamente ad un medico.

Coach e trainer sono figure legate al mondo della PNL, comunicazione, motivazione, obiettivi, pianificazione, gestione del tempo, monitoraggio dei risultati…

La differenza tra i due è che il trainer valuta quali sono i tuoi obiettivi e ti dice cosa fare per raggiungerli. Il coach offre degli strumenti per farti arrivare alle risposte che sono dentro di te.

In pratica il:

  • coach: fa delle domande ed aspetta le tue risposte
  • trainer: valuta i tuoi bisogni ed obiettivi ed offre delle soluzioni, complementari o alternative alle tue

A questo punto già so la tua domanda: meglio il coach o il trainer?

Se mi segui da un po’ sai anche la mia risposta preferita a questo tipo di domanda è: dipende.

Dipende da quello che cerchi, dal cammino formativo che hai fatto fino ad oggi, dal temperamento, da quanto ti conosci ecc…

Visto che si sta parlando del superamento dell’ultimo esame, che in realtà è il superamento di uno o più blocchi interni, se sai che bastano le domande giuste per trovare le risposte dentro di te, puoi affidarti ad un coach. Se invece non sei sicuro di arrivare alle risposte, puoi affidarti ad un trainer.

Se ancora sei indeciso su quale figura può essere meglio per te, una strategia può essere quella di fare una sessione di coaching e se non ti soddisfa, farti affiancare da un trainer.

Ed un coach/trainer? Certo se lo trovassi avresti risolto il problema. Diciamo che tendenzialmente chi si forma come coach sviluppa quella tendenza formativa, così come chi fa il trainer, ma nulla vieta che si possano trovare le due figure in una persona sola. Anche io, nelle mie sessioni di coaching, a seconda delle circostanze, inserisco delle parti più da trainer, e son sicuro che al trainer capiti di fare altrettanto.

Bene, per oggi è tutto.

Per qualsiasi domanda e commento, scrivi pure qui sotto.

Ciao

Cristian

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