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Posts tagged ‘studiare velocemente’

25
May

cibo e concentrazione: la cena

Questi ultimi post sono stati dedicati alla relazione tra cibo, cicli di studio, memoria e concentrazione. (in fondo all’articolo trovi tutti i link precendeti correlati all’argomento).

Un metodo di studio completo prende in considerazione, oltre alle strategie di studio, anche la relazione tra mente e corpo. Ecco perchè oltre a parlare di tecniche di memoria, mappe mentali, organizzazione degli esami, ho introdotto anche questo argomento. Tutto questo lavoro vuole rispondere alla domanda di base: come studiare velocemente? Anzi per meglio dire, vuole darti diversi approcci per aiutarti a trovare il tuo metodo di studio efficace.

Fatta questa importante premessa, di che parliamo oggi? Come hai letto nel titolo, vediamo come la cena può influire sullo studio, sia del dopo cena, se c’è, che del mattino dopo.

Cosa mangi di solito a cena? Preferisci carboidrati (cereali) o proteine (carne, pesce, uova, legumi…)?

Come sempre, non c’è la risposta corretta, c’è la risposta migliore per te.

Fantastico, e come faccio a capirla?

Bravo/a, questo è la domanda! 😉

Io ti dico la mia idea di cena ideale secondo quello che ho studiato sulla nutrizione in questi anni, dopodichè la cosa migliore che puoi fare è sperimentare, e vedere come adattare su di te quello che sto per dire.

Le scuole di pensiero legate alla nutrizione, come forse saprai, sono tante. Per esempio, secondo la dieta dissociata, se hai mangiato proteine a pranzo, meglio puntre sui carboidrati a cena, per la macrobiotica, invece, occorre un mix bilanciato di proteine, carboidrati e grassi ad ogni pasto. Per la medicina cinese, poi, tutto quello che rimane da digerire dopo le 21, non viene più assimilato dall’organismo, perchè il metabolismo chiude i battenti proprio a quel ora per riaprirli alle 6 del giorno dopo. Quindi quel che è assimilato è assimilato, il resto diventa riserva energetica (grasso). Potrei andare avanti ma il post diventerebbe 3 volte più lungo, e va a finire che non ne usciamo fuori.

Ai fini dello studio, dalla mia esperienza, se dopo cena vuoi continuare a studiare, la cosa migliore è: rispettare la mezzora cananica (vedi nei link correlati) post pasto, e mangiare in modo leggero.

Lo so, stare leggero è un consiglio anche troppo generale, che vuol dire in pratica? Per esempio vuol dire mangiare un piatto di cerali con verdure ed evitare la frutta.

Per cereali intendo quelli in chicchi, come il riso, l’orzo, il farro, il grano…, riduci, se puoi la pasta o cibi contenenti lievito che rischiano di gonfiarti e richiedono un super lavoro all’organismo. Le verdure fanno bene, come saprai, inoltre ti saziano e vengono digerite facilmente.

Il discorso frutta è a parte. Sicuramente fa bene, e recenti studi hanno dimostrato che mangiata lontano dai pasti è meglio. Questo perchè un frutto viene digerito, di media, in 20 minuti. Quindi se non trova impedimenti, ti da qualche nutriente e tiene l’organismo impegnato per un po’, lasciandoti leggero. Se invece incontra uno spaghetto nel suo cammino verso il basso, in qualche modo iniziano a litigare, ma lo spaghetto, che la sa lunga, vince sempre sul frutto che rimane lì sospeso, ed un po’ triste, a fermentare finchè il primo non viene digerito.

Ecco perchè mangiare la frutta mezzora prima o 3 ore dopo i pasti. Nel primo caso ti aiuta a sentirti sazio prima.

Le proteine possono andare bene in certi casi, ma una fetta di carne viene digerite più lentamente (fino a 7 ore) di un piatto di riso (max un paio d’ore).

Se dopo cena ho ancora fame? Quello che sto per dirti può sembrare strano. Aspetta mezzora, che è il tempo che impiega il cibo a raggiungere lo stomaco dalla bocca ed a farti sentire sazio. Se hai ancora appetito, bevi una tisana. Al più puoi pucciarci un paio di biscotti dentro se proprio sei abituato al dolce dopo cena.

Se dopo cena non studi, puoi concederti qualcosa in più. Tiene comunque conto che il mattino è il momento della giornata in cui si studia meglio, è bene quindi che ti senta riposato e pronto. Diciamo che se ti mangi il cotechino a cena, al mattino è più facile che tu abbia voglia di dormire, piuttosto che di studiare (pensa il giorno dopo capodanno), e tendenzialmente non ti sentirai certo attivo e pieno di energie. 😉

Per ora è tutto, nel prossimo post ti parlerò del sonno, cosa vuol dire dormire bene e come tutto questo influenza lo studio.

Ciao e data l’ora, buon pranzo. 😉

Cristian

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29
Apr

come ricordare le mappe mentali 3

Il terzo punto per ricordare le mappe mentali è legato alla concentrazione/motivazione allo studio.

In come ricordare le mappe mentali 1, abbiamo parlato della necessità di usare il metodo PAV per memorizzare in modo efficace informazioni tanto dettagliate quanto generiche.

In come ricordare le mappe mentali 2, ti ho spiegato come unire un’immagine all’altra, per avere il testo in testa, e saper ripetere parti o tutto il programma d’esame.

Oggi ti mostro quale peso hanno concentrazione e motivazione sullo studio e la memoria.

In realtà il discorso è semplice. Riusciresti mai a studiare in discoteca?… Lo so, l’esempio era un po’ estremo, allora lo rendo più fattibile. Riusciresti mai a leggere un libro piacevole, che non richiede lo sforzo mentale che usi quando studi, mentre qualcuno ti parla?

Molto difficile direi. Come noti, anche azioni semplici, come leggere un libro, possono diventare moooolto difficili se vieni continuamente distratto da qualcosa/qualcuno.

Certo non avevi bisogno di arrivare fino al mio blog per saperlo, è ovvio e logico, eppure molto spesso non ci facciamo caso.

Domanda: dove studi di solito? Usi una scrivania? Rimani in casa o vai in un posto pubblico (biblioteca, università…)? Sei sicuro di aver tolto tutte le fonti di distrazione prima di iniziare a studiare?

Per spiegarmi meglio ti dico cosa intendo per distrazioni. Le distrazioni possono essere:

  • esterne: TV/radio accesa, rumori acuti, il vicino che parla…
  • fisiche: troppo caldo, troppo freddo, fame, sete…
  • mentali: pensieri che ti attraversano la mente in continuazione
  • emotive: sei davanti ad una bella “persona” che ti distrae 😉

Tutto questo succede perchè oltre ad una mente, hai un corpo che ti manda segnali in continuazione, e chiede giustamente di essere ascoltato.

Si può fare qualcosa? Che cosa si può fare per attenuare queste distrazioni?

Per quanto riguarda le distrazioni esterne, trova il modo di avere silenzio intorno, es. spegni la tv, o chiuditi in un’altra stanza, usa tappi per le orecchie, cambia posto se quello accanto parla, spegni il cellulare e stacca il telefono prima di iniziare a studiare

Le distrazioni fisiche sono facili da controllare. Prima di fare ogni altra cosa, se hai fame bevi acqua, se hai sete bevi acqua, se hai sonno bevi acqua, se hai freddo bevi acqua calda o tiepida, se hai caldo bevi acqua. Tutto qui? No, dopo tutta quest’acqua ricorda di andare in bagno tra una pausa e l’altra. Perchè l’acqua? Bella domanda, ne parlo nel post alimentazione e nutrzione.

Per il discorso pensieri nella testa, o distrazioni mentali, se sono frequenti e non ti permettono di studiare come vorresti, puoi fare 2 cose: chiudi tutto e vai al parco, oppure, usa tecniche di rilassamento e concentrazione. Io per anni ho usato il rilassamento mentale, come spiegato ai corsi di memoria. Si tratta di visualizzare in questo esatto ordine: rosso, arancione, giallo, verde, blu, indaco e viola. Inspirando profondamente ed espirando ad ogni cambio di colore. Arrivato al viola apri gli occhi ed inizia a studiare. Questo è il mio metodo, trova il tuo e mantienilo, sarà un valido alleato. 🙂

Se invece le distrazioni sono emotive, al di là della battuta di prima, il discorso diventa un po’ complesso, ma anche in questo caso il rilassamento mentale può tornarti utile.

Tutto questo vale se sei già proiettato a studiare e passare gli esami. Discorso un po’ diverso se ti manca la voglia di studiare, o per meglio dire la motivazione allo studio.

Si sono scritte enciclopedie sulla motivazione: cause, effetti, come trovarla quando la perdi ecc…

Ho già scritto un paio di post su questo argomento: perchè studiare 1 e perchè studiare 2.

L’argomento è certamente complesso, quindi ci tornerò.

Intanto ti lascio riflettere, anzi sperimentare, quello che ti ho scritto oggi. Fammi sapere come sta andando.

Col nuovo mese voglio iniziare un nuovo trend di argomenti, la connessione tra cibo e studio, come il corpo influenza la mente. Si parlerà ancora di concentrazione, motivazione, alimenti più adatti ad una giornata di studio, quelli meno ecc…

Per ora è tutto, ti auguro un buon we e buon primo maggio! 🙂

Ciao

Cristian

26
Apr

come ricordare le mappe mentali 2

Nel post precendente: come ricordare le mappe mentali, abbiamo parlato di come fare a ricordare i concetti disegnati sulle mappe mentali (se non sai cosa sono o come disegnarle, in fondo all’articolo trovi tutti i link correlati per approfondire).

Abbiamo visto che ci sono 3 ragioni principali che impediscono di ricordare i concetti in modo corretto:

  1. non hai usato il metodo P.A.V.
  2. hai usato immagini generiche e non concatenate
  3. ti senti poco concentrato/motivato

Sempre nel post precedente, abbiamo già parlato del primo punto, vediamo ora il secondo.

Dando per scontato che hai letto, o conosci, tutti i post che ho scritto sulla memoria e come fare a ricordare velocemente, se così non è in fondo trovi i link correlati in ordine di argomento, vediamo come essere sicuri che le immagini usate siano efficaci per te.

Come faccio a spiegartelo? Il modo migliore che conosco è con un esempio.

Se ricordi (spero di si :D), nell’ultimo post ho usato la definizione di diritto reale per chiarire meglio come usare il metoto PAV. Continuo quindi su questo argomento, che scommetto prima o poi ti servirà nella vita, anche se non studi giurisprundeza ed odi gli avvocati. 🙂

Intanto richiama la definizione alla memoria, la ricordi? Se l’hai memorizzata quando la descrivevo, e sei stato abbastanza “PAV”, dovresti. 😉

Ad ogni modo se non la ricordi, o vuoi controllare, la trovi su wikipedia.

Se hai aperto il link, hai visto anche che sotto la definizione vengono elencati questi diritti reali, e sono:

  • proprietà
  • superificie
  • abitazione
  • usufrutto
  • uso
  • enfiteusi
  • servitù
  • pegno
  • ipoteca

Come fare a ricordare questo elenco?

Innanzitutto capendolo. Ora, questo post non è una lezione di diritto privato, e spenderei troppo tempo a descriverle tutte, comunque sempre sul link di wikipedia trovi le varie spiegazioni.

Dando quindi per scontato che te le sei lette e le hai capite, ora ti spiego come memorizzare ogni parola in modo unico, specifico e concatenato.

Proprietà: l’immagine che io uso sempre per questa parola è quella di un cartello che indica proprietà privata. Ricorda che puoi sempre usare un’altra immagine se ti torna di più, basta che terrai sempre quella e la userai solo per questa parola. Per esempio se dovessi in seguito memorizzare proprietà pubblica, occorrerebbe un’altra immagine. Così su due piedi mi viene in mente lo stesso cartello con su scritto proprietà, in piazza a farsi fotografare da mille fotografi, perchè è un personaggio pubblico, anzi una proprietà pubblica.

Superficie: può essere un tavolo senza gambe, solo con la superficie che fluttua nell’aria e sul quale magari stai apparecchiando.

Abitazione: potrebbe essere casa tua, ma come fai poi a non confoderla con casa o appartamento? Terrei allora l’immagine di casa tua per una parola più specifica e per abitazione userei la regola della divisione. Taglia cioè in due la parola e così avrai: abita/zione. Tuo zio, anzi zione, che si sta vestendo con un abito elegante, anzi a guardare bene è un abito da sera femminile, quindi un’abita!

Usufrutto: lo stesso procedimento. Dividendo abbiamo usu/frutto. Per chi conosce Usui, maestro orientale, sarebbe facile immaginarlo mentre si sbrodola mangiando una mela marcia (mia immagine per frutto proibito, se fosse mela soltanto potrei confonderla con la parola mela, invece a me serve ricordare frutto) con una mano, mentre con l’altra si centra (medita per capirci). Però pochi avranno ben chiara la faccia del maestro, quindi potremmo cercare un’altra immagine… ma visto che queseta mi piace,  in questo caso mi faccio aiutare dalla tecnologia. Ecco a te la faccia del maestro Usui. 😀

Uso: potresti tenere l’immagine del maestro, ma per non confonderti ti consiglio di trovarne un’altra, capirai il perchè quando andremo a concatenare le parole. Per esempio, per uso mi viene in mente i panni usa e getta.

Enfiteusi: dividendo viene enfi/teusi. La prima immagine che mi viene è un delfino (delfi = enfi) che sta discutendo la tesi (teusi) nella tua università.

Per le ultime tre parole fai tu, ormai hai capito come fare. 😉

Come si fa a concatenare le une alle altre?

Segui questa storia per avere un’idea di come fare:

il re col busto (diritto reale) torna al suo castello. Mentre sta entrando però nota 1000 cartelli, di colori diversi, che prima non c’erano e che indicano proprietà privata (proprietà). Non riesce a fare un passo in più che questi cartelli si staccano e gli vanno incontro fluttuando. Più si avvicinano e più si accorge che sono delle tavole imbandite fluttuanti, senza piedi, con solo la superficie. All’improvviso una superficie si ribalta ed invece di cadere i piatti, esce tuo zio vestito in abito da sera femminile (abitazione). Si toglie il vestito e la sua faccia cambia in quella del maestro Usui che mette una mano sul cuore in meditazione e con l’altra si sbrodola la faccia mangiando una mela marcia (usufrutto). Questa mela è speciale perchè al suo interno non ci sono semini ma un rotolo infinito di morbidi panni usa e getta (uso). Su uno di essi è stampato un delfino che, con occhiali e cappello nero da laureato, sta discutendo la tesi (enfiteusi) nella tua università. Lo vedi mentre si anima nella spiegazione e, nell’agitazione, spruzza acqua dalla bocca, bagnando tutta la sala.

Alcune parti possono aver messo a dura prova il tuo stomaco, ma vedrai che è il pezzo che ricorderai meglio. 😉

Ecco cosa vuol dire concatenare una parola a quella successiva. Ogni parola ha una scena, e non più di una.

Se avessi messo il re in due o tre scene, poteva creare confusione. Inoltre, se hai notato, era facile dire che il maestro Usui si puliva la faccia con dei panni usa e getta, però non sarebbe stato PAV, perchè è un’azione normale e razionale, quindi non ci sarebbe stato il padarosso, quindi facile da dimenticare.

Ora tocca a te, termina la storia con le 3 parole rimaste, e se poi mi vuoi proprio stupire, scrivi qui sotto come finisce la tua storia.

Per ora è tutto. La prossima volta termino parlando del terzo punto, la concentrazione, argomento interessante.

Buona giornata

Cristian

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21
Apr

come ricordare le mappe mentali

All’inizio può non essere immediato ricordare le mappe mentali. Confondi le storie o non te le ricordi, devi sbirciare continuamente per ricordarti i contenuti ecc…

Perchè accade tutto questo?

Le ragioni sono 3:

  1. non hai usato il metodo P.A.V.
  2. hai usato immagini generiche e non concatenate
  3. ti senti poco concentrato/motivato

Vediamole una per una.

Intanto cosa vuol dire P.A.V:

P = paradossale A = azione V = vivido

Se ti dicessi: pensa di raccogliere una singola goccia in un bicchiere d’acqua. Sarebbe facile o difficile? Ora ti dico: pensa di raccogliere una singola goccia d’acqua in un bicchiere col contagocce. Decisamente più facile, vero?! 🙂

Il PAV è il tuo contagocce, se le immagini che visualizzi non sono abbastanza paradossali, non hanno azione e non sono vivide, facilmente le dimenticherai dopo poche ore. Ma in che modo un’immagine è paradossale, ha azione ed è vivida? Te lo spiego con un esempio.

Mettiamo che stai studiando diritto privato e ti serve memorizzare i tipi di diritti reali (anche se non studi giurisprudenza questa è un informazione di carattere generale che può tornare utile nella vita).

Partiamo dalla definizione.

Il diritto reale è un diritto che ha per oggetto una cosa e la segue indipendentemente dal suo proprietario.

Quando non sono nella definizione, ti consiglio di continuare elencando anche le caratteristiche, ti fa apparire sicuro e padrone dell’argomento, al massimo sarà il prof a fermarti, ma comunque avrà già una buona impressione, come scrivo nel mio ebook omaggio sull’esame orale che ti invito a scaridare sulla colonna destra del blog. —>

Quindi le caratteristiche sono: assolutezza, cioè questi diritti vengono fatti valere verso tutti, immediatezza, cioè puoi esercitarli subito senza aspettare, tipicità, cioè sono stabiliti dalla legge e patrimonialità perchè il contenuto è prettamente economico.

Il diritto di proprietà, per esempio, è uno dei diritti reali ed è:

  • assoluto, perchè tutti devono rispettare la tua proprietà,
  • immediato, nel momento in cui diventi proprietario di un bene non devi aspettare per esercitare i tuoi diritti sulla cosa,
  • tipico, perchè è la legge che disciplina le caratteristiche di questo diritto, non te le puoi inventare tu,
  • patrimoniale, perchè disponi di un bene che ha un valore economico (fosse anche una penna).

Nulla di difficile, ok. Ora la domanda è: come faccio a ricordare tutto questo?

Ti do 2 soluzioni per spiegarti bene il PAV.

Partiamo dalla definizione. Come spiegato nel post memorizzare definizioni, prima cosa da fare è individuare le parole chiave, e poi collegarle inventando una storia. Se non hai letto il post in questione ti consiglio di farlo prima di proseguire, può andarne della tua sanità mentale. 😀

Parole chiave: diritto reale, oggetto = cosa, segue, (indipendentemente e proprietario opzionali)

Ora inventiamoci la storia. Un re che ha in mano un testo di diritto (diritto reale), trova un oggetto sui binari del treno, e seguendoli trova un’altra cosa per terra (oggetto = cosa). La cosa inizia a seguire la sua corona, che lancia ad un passante così da farle cambiare direzione (segue indipendentemente dal suo proprietario).

Già così potresti ricordare facilmente la definizione. Eppure se stai attento non ho usato le caratteristiche PAV in ogni scena. Per esempio non ho definito quale oggetto, potresti non avere un immagine per la cosa e confonderla con l’oggetto stesso ecc…

Rivediamo la scena in chiave PAV.

Il re sole (così hai un’immagine precisa ed unica) cammina per la strada col busto (diritto reale :D). Non si cura di camminare sui binari del treno, e si ferma bruscamente solo quando il piede calpesta un oggetto metallico. Si china e scopre essere un vecchio orologio di quelli a cipolla (che per me è la parola che rappresenta oggetto). Lo raccoglie e contento continua a seguire i binari che lo portano al cinema, dove stanno trasmettendo la cosa! La cosa esce dallo schermo per inseguire il re, anzi è attratta  dalla sua corona d’oro, che lancia ad un altro per farle cambiare direzione.

Se non hai letto il post precedente, ora sarai forse un po’ confuso, gli occhi hanno iniziato a girare in senso rotatorio e tra poco inizierai a camminare sulle pareti. Infatti ti avevo avvisato. 😀 Scherzi a parte, per capire la logica e l’utilità di usare questo efficace metodo di memorizzazione, ti consiglio di leggere i post precedenti, ed i link correlati che trovi in fondo a questo articolo.

Hai notato la differenza tra le due storie? Ognuna di esse era paradossale, con azione e vivida.

Per ora mi fermo qui, nei prossimi post vedremo gli altri due punti, e come integrare queste tecniche nelle , riprendendo l’esempio di oggi. Se hai domande puoi farmele tranquillamente lasciando un commento qui sotto, o mandandomi un’email.

Buona giornata.

Cristian

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14
Apr

mappe mentali: parole chiave

Nel post precedente tecniche di memoria: memorizzare definizioni, abbiamo visto come una buona mappa mentale ti permetta di memorizzare qualsiasi cosa. Il presupposto di una buona mappa mentale è quello di saper individuare le parole chiave. Oggi vediamo come fare.

Non a tutti viene facile e naturale individuare le parole chiave, che sono quelle parole di una frase o di un discorso che richiamano tutto il concetto. E’ importante individuarle in un testo per poter disegnare una mappa efficace.

Come si fa a capire quindi se siamo davanti ad una parola chiave o meno?

Prima di spiegartelo ecco il riassunto in 5 punti del post tecniche memoria: parole chiave

  • prima di sottolineare leggere una prima volta,
  • leggere una seconda volta sottolineando le parole chiave
  • per capire quali sono fai riferimento ai capitoli e paragrafi,
  • effettua la verifica per vedere se ne hai inserite troppe o troppo poche,
  • aiutati col testo che trovi in fondo al post

Il trucco è leggere almeno 2 volte il testo. La prima lettura deve essere veloce, senza fermarsi a pensare più di tanto al perchè di quello che stai leggendo. Leggi velocemente con l’intento di avere un’idea generale a grandi linee. Mentre leggi ricorda questa regola: 80% struttura, 20% contenuti! Spesso un testo per spiegarti un concetto di 5 righe, ne scrive 20. E’ un modo per farsi capire, è normale che sia così.

Ovvio se siamo davanti ad un testo di matematica le proporzioni cambiano, se poi stai studiando dalla dispensa il contenuto diventa il 95% e la struttura il 5%, ma generalmente è una regola valida.

Nella prima lettura non si fa nulla, NON si sottolinea, NON si cerchia. Se non vuoi cadere in tentazione, tieni le mani adese al corpicino! (il tuo possibilmente) 😀

Finita la prima lettura, prendi in mano un evidenziatore o matita e rileggi da capo. La seconda lettura avviene in modo lento, parola per parola, capendo bene quello che leggi.

Ti dico subito che tutti gli esempi non vanno considerati, io per evitare di perdere tempo ci tiro una riga sopra spesso, amenochè non sia fondamentale per capire il discorso.

Siamo quindi arrivati alla seconda lettura. Come trovo le parole chiave? Rileggendo la seconda volta, già saprai dove si trovano i paragrafi/frasi/concetti importanti e dove si trovano informazioni secondarie (struttura).

Quindi leggi tutto, parola per parola, cancellando gli esempi e concentrandoti sui contenuti importanti. Come capisco se un contenuto è importante oppure no? Spesso i testi scrivono in neretto le parole più importanti da ricordare, quello è già un aiuto, alcuni poi fanno un mini riassunto a lato. Se non sei stato fortunato, non disperare, ci sono altri modi.

Per esempio, gli elenchi che poi vengono spiegati, vanno saputi. Le definizioni più importanti idem. Tutti i libri sono divisi in capitoli e paragrafi. Occorre considerare anche il titolo del paragrafo. Se il titolo è: l’usucapione, oppure gli elementi della fattura, piuttosto che la derivata, saprai che in quelle pagine si sta parlando di quello, quindi la parola principale l’hai già trovata, è quella del titolo. A quel punto, tutte le caratteristiche, gli elementi, i corollari, gli elenchi, che vengono spiegati, vanno saputi.

Perchè devono essere spiegati? Perchè altrimenti vuol dire che è un richiamo che dovresti già sapere o ti spiegherà più avanti. In entrambi i casi evita di sottolineare, perchè se un’informazione già la sai non ha senso riscriverla sulla mappa, se te la spiegherà più avanti, non ha senso riscrivere 2 volte le stesse parole chiave (doppia fatica a memorizzare per niente). Per questo è importante comunque sempre leggere la prima volta senza sottolineare.

Se hai fatto un buon lavoro, dovresti aver segnato tutte, e solo quelle, parole chiave che richiamano i concetti da sapere. All’inizio è facile aggiungerne più del dovuto per paura di dimenticare qualcosa. In questo caso scorri velocemente le parole cerchiate e chiediti se togliendone qualcuna riesco comunque a richiamare tutti i concetti importanti.

Se invece ne hai messe poche e non riesci da quelle segnate a ricordare o richiamare tutti i concetti, cosa farai? Sostiutisci e/o aggiungi.

Quindi sintetizzando:

prima lettura veloce, seconda lettura concentrata con sottolineature, cancellazione degli esempi, attenzione a definizioni ed elenchi spiegati, elenco delle parole chiave a parte, verifica togliendo (se troppe) aggiungedo (se poche) o sostituendo (se non ti dice nulla) parole all’elenco

Per aiutarti maggiormente, ho trascritto un testo dal mio manuale del corso di memoria che spiega le fasi dell’apprendimento.

Scaricalo cliccando qui sotto, fai quello che ti dice e vedi come va. Una volta finito, se vuoi, puoi lasciarmi un commento con il risultato o per farmi domande.

test parole chiave

Buona giornata

Cristian

7
Apr

tecniche di memoria: memorizzare definizioni

Come si fa a ricordare le definizioni e gli articoli di codice a memoria?
Nei corsi di memoria, viene dedicata 1 ora a posta per spiegare la memorizzazione degli articoli di codice (numero e contenuto), quindi, se quanto scrivo non è sufficientemente chiaro, fammelo sapere, ed approfondirò le parti che mi richiedi, come ha fatto Emanuela nel suo commento a tecniche di memoria: memorizzare le mappe.

Gli articoli di codice hanno 2 elementi importanti: il numero dell’articolo (c.c. art. 2082 l’imprenditore, c.p. art. 1 responsabilità penale) che in questa sede tralascio, ed il contenuto dell’articolo.
Prindiamo proprio ad esempio l’art 2082 del codice civile che è un classico da sapere a memoria, per gli studenti di economia e giurisprundenza.

“È imprenditore chi esercita professionalmente una attività economica organizzata al fine della produzione o dello scambio di beni o di servizi”

Come si fa a memorizzarlo?

Prima di tutto occorre dire che non va memorizzata parola per parola ma solo le parole chiave.
Quindi prima vanno individuate le parole chiave, che in questo caso sono: professionalmente, attività economica, organizzata, produzione o scambio.
Praticamente tutto ora che ci penso! 😀

Ho tralasciato volutamente imprenditore, perchè è ovvio, è l’oggetto della discussione, e beni o servizi perchè è altrettanto ovvio che quello che prdoduci o scambi saranno per forza beni o servizi.

Ora che ho segnato le parole chiave occorre memorizzarle nell’esatta sequenza.
Come fare?
Con una serie di immagini mentali che rendono più facile il tutto. L’alternativa sarebbe: ripetere, ripetere, ripetere…zzzz….

Io preferisco suggerirti il modo divertente. 😉

Prima di tutto, quindi immagina un imprenditore. Ma non uno qualsiasi, identifica un imprenditore in particolare ed usa sempre lui quando farai questo tipo di associazioni.
Per esempio potrebbe essere Berlusconi, Tronchetti Provera, Agnelli… insomma vedi tu, basta che hai un’immagine ben precisa ed usi sempre quella, quando d’ora in poi, si parlerà di imprenditore.
Ora che hai ben in mente la partenza, occorre fissare delle immagini anche per le altre parole chiave. Vediamo un po’.

Professionalmente è una parola astratta e quindi va cercato un significante (la forma della parola) e da qui l’assonanza con altre parole, od un significato concreto. E’ possibile anche dividere la parola come aiuto. In questo caso professionalmente è assonante a professore e significa professionale. Potrebbe essere quindi un professore in particolare di cui ti ricordi bene, oppure un istituto professionale. L’importante è che tu abbia un’immagine per ogni parola e solo per quella parola, per non confonderti.

Attività economica è ancora più astratta. In questo caso lavorerei sul significato. Cosa ti fa venire in mente attività economica? A me, per esempio, un mercato con gente che scambia soldi in continuazione.

Organizzata è un verbo e quindi facilmente divisibile. Puoi diverlo per esempio in organi/zzata. Abbiamo quindi degli organi (cuore, cervello, polmoni…) in un’orzata!

Produzione e scambio è facile. Per produzione cosa ti viene in mente? Attento a non confondere produzione con prodotto. E’ bene avere 2 immagini ben diverse per le 2 parole. Per es. dividendo abbiamo produ/zione, (uno zione che si prudre) mentre scambio a me viene in mente un baratto, o lo scambio fisico di qualcosa. Anche lo scambio di coppie può andare.

N.B. Più l’immagine è vivida, paradossale, in azione, ironica o macabra, meglio te la ricordi (per apprfondire questa parte guarda i link correlati). Sembra strano ma la nostra mente funziona così. E sai quali sono i temi che ricorda meglio? Indovina un po?! Sesso e sangue. Provare per credere. 😉

Visto, comunque, che non voglio essere bannato da google, ti farò visualizzare una serie di immagini più soft di quelle che userei di solito. Tieni presente comunque che, più userai la fantasia, senza freni, meglio ricorderai. Tanto non devi raccontarla a nessuno.

Quindi tutti gli ingredienti sono pronti, mettiti comodo che ora ci divertiamo. 😀

Visualizza il tuo imprenditore. Per identificarlo lo chiamerò Cavalier Condorelli :D, ma tu immagina pure il tuo. Il Cavalier Condorelli si sta baciando col tuo professore (se hai avuto un moto di repulsione, ottimo, non ti dimenticherai mai più che l’imprenditore esercita professionalmente…). A guardar bene, si trovano in un mercato e tutto intorno ci sono persone che scambiano freneticamente soldi e corrono da una bancherella e l’altra sventolando il denaro in aria, senza far caso a nessuno. Sono nel fermento di un’attività economica. La particolarità è che in questo mercato, non si riceve il resto in denaro ma in organi dentro un bicchiere di orzata. Questo perchè l’attività economica è organizzata. Rovesciando il bicchere, invece del contenuto, esce tuo zio che inizia a grattarsi dappertutto in modo comico, tanto che decide di scambiare la sua pelle con quella di un animale. Questo perchè è al fine della produzione o scambio di bene e servizi.

Ricapitolando, il Cavalier Condorelli si bacia col tuo professore, dentro un mercato in cui tutti scambiano denaro e ricevono come resto organi dentro l’orzata, che rovesciato fa uscire tuo zio a cui prude tutta la pelle e che decide di scambiare con quella di un animale.

Questo è il senso generale di come si fa a memorizzare una definizione.

Ora riscrivi l’art 2082 secondo la storia.

Se non ti vengono delle parole, puoi sempre aggiungerle. Per es. se non ti viene che l’imprenditore esercita professionalmente… aggiungerai un dettaglio alla storia. Per esempio, il cav. Condorelli per evitare figure, prima di baciare il professore, decide di esercitarsi baciando 100 specchi! 😀

Un’altra cosa prima di salutarti. Sembra lungo crearsi una storia per memorizzare una definizione, ma ti assicuro che ci metti davvero poco. All’inizio magari ci vorrà un po’ più di tempo, ma più lo fai e meno impiegherai. Esercitandoti costantemente, arriverai a memorizzare definizioni di questo tipo in meno di 1 minuto. Fintanto che è 1 non si nota tanto la differenza, già con una decina, però, ti accorgi di quanto tempo risparmi, e quanto è più divertente rispetto al ripeti, ripeti, ripeti…zzzz… 😉

Detto questo non mi resta che augurarti buon divertimento. 🙂

P.S. per comodità puoi anche scrivere sul retro della mappa le varie definizioni, mentre nel disegno metterai solo il titolo dell’articolo, e se proprio vuoi le parole chiave.

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27
Mar

tecniche di memoria: memorizzare le mappe mentali

 

Oggi torno a parlare di tecniche di memoria e mappe mentali. Ti riporto uno schema di come trovare le parole chiave quando studi un testo e come memorizzarle efficacemente.

 

Per trovare le parole chiave dentro un testo e memorizzare velocemente:

  1. leggi la prima volta il libro o capitolo che vuoi studiare. La prima lettura ti dà la visione d’insime.
  2. leggi una seconda volta con attenzione, sottolineando le frasi e cerchiando le parole più importanti (evita di sottolineare tutto il libro, meglio solo le parti essenziali). Ricorda una regola d’oro: 80% struttura e 20% contenuti! I libri di testo hanno questa proporzione in linea di massima, quindi se hai sottolineato il 50% del testo, vuol dire che puoi scremare di almeno un altro 30%, e mantenere così solo le informazioni di base.
  3. Una volta finito il capitolo e cerchiate le parole, rileggile e verifica se ti richiamano il concetto. Se così non è magari sostituisci la parola chiave del testo con una tua parola più adatta che ti ricorda meglio il discorso.

Fatto questo il modo migliore per sfruttare e memorizzare le parole chiave è quello di usare le mappe mentali.

Clicca sul link prima di proseguire.

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Ora che sai cosa sono, a cosa servono e come si construiscono le mappe mentali, quello che resta da fare è:

  1. Fatta la verifica, inserisci le parole chiave nella mappa così come hai visto nelle immagini
  2. Memorizza la mappa. A questo punto il discorso già dovresti ricordarlo, quello che manca è la memorizzazione della sequenza di parole, cioè per essere pronto per l’esame, dovresti essere in grado di richiamare tutta la mappa alla mente senza guardarla neanche una volta.

Come si fa a memorizzare la mappa mentale nel concreto?

Clicca qui per leggere una tecnica molto efficace.

Bene, se hai seguito ogni punto ed aperto ogni link, ora dovresti essere in grado di completare da solo una mappa mentale.

In sintesi questa è tutta la procedura, può sembrare macchinosa all’inizio, ma ti assicuro che ti farà risparmiare un sacco di tempo se la usi come metodo di studio.

Nel prossimo post proseguirò sull’argomento. Se hai dubbi o domande puoi scrivermi a universitastudenti@gmail.com oppure lasciare un commento qui sotto.

Ciao

Cristian