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Posts tagged ‘tecniche memoria’

29
Apr

come ricordare le mappe mentali 3

Il terzo punto per ricordare le mappe mentali è legato alla concentrazione/motivazione allo studio.

In come ricordare le mappe mentali 1, abbiamo parlato della necessità di usare il metodo PAV per memorizzare in modo efficace informazioni tanto dettagliate quanto generiche.

In come ricordare le mappe mentali 2, ti ho spiegato come unire un’immagine all’altra, per avere il testo in testa, e saper ripetere parti o tutto il programma d’esame.

Oggi ti mostro quale peso hanno concentrazione e motivazione sullo studio e la memoria.

In realtà il discorso è semplice. Riusciresti mai a studiare in discoteca?… Lo so, l’esempio era un po’ estremo, allora lo rendo più fattibile. Riusciresti mai a leggere un libro piacevole, che non richiede lo sforzo mentale che usi quando studi, mentre qualcuno ti parla?

Molto difficile direi. Come noti, anche azioni semplici, come leggere un libro, possono diventare moooolto difficili se vieni continuamente distratto da qualcosa/qualcuno.

Certo non avevi bisogno di arrivare fino al mio blog per saperlo, è ovvio e logico, eppure molto spesso non ci facciamo caso.

Domanda: dove studi di solito? Usi una scrivania? Rimani in casa o vai in un posto pubblico (biblioteca, università…)? Sei sicuro di aver tolto tutte le fonti di distrazione prima di iniziare a studiare?

Per spiegarmi meglio ti dico cosa intendo per distrazioni. Le distrazioni possono essere:

  • esterne: TV/radio accesa, rumori acuti, il vicino che parla…
  • fisiche: troppo caldo, troppo freddo, fame, sete…
  • mentali: pensieri che ti attraversano la mente in continuazione
  • emotive: sei davanti ad una bella “persona” che ti distrae 😉

Tutto questo succede perchè oltre ad una mente, hai un corpo che ti manda segnali in continuazione, e chiede giustamente di essere ascoltato.

Si può fare qualcosa? Che cosa si può fare per attenuare queste distrazioni?

Per quanto riguarda le distrazioni esterne, trova il modo di avere silenzio intorno, es. spegni la tv, o chiuditi in un’altra stanza, usa tappi per le orecchie, cambia posto se quello accanto parla, spegni il cellulare e stacca il telefono prima di iniziare a studiare

Le distrazioni fisiche sono facili da controllare. Prima di fare ogni altra cosa, se hai fame bevi acqua, se hai sete bevi acqua, se hai sonno bevi acqua, se hai freddo bevi acqua calda o tiepida, se hai caldo bevi acqua. Tutto qui? No, dopo tutta quest’acqua ricorda di andare in bagno tra una pausa e l’altra. Perchè l’acqua? Bella domanda, ne parlo nel post alimentazione e nutrzione.

Per il discorso pensieri nella testa, o distrazioni mentali, se sono frequenti e non ti permettono di studiare come vorresti, puoi fare 2 cose: chiudi tutto e vai al parco, oppure, usa tecniche di rilassamento e concentrazione. Io per anni ho usato il rilassamento mentale, come spiegato ai corsi di memoria. Si tratta di visualizzare in questo esatto ordine: rosso, arancione, giallo, verde, blu, indaco e viola. Inspirando profondamente ed espirando ad ogni cambio di colore. Arrivato al viola apri gli occhi ed inizia a studiare. Questo è il mio metodo, trova il tuo e mantienilo, sarà un valido alleato. 🙂

Se invece le distrazioni sono emotive, al di là della battuta di prima, il discorso diventa un po’ complesso, ma anche in questo caso il rilassamento mentale può tornarti utile.

Tutto questo vale se sei già proiettato a studiare e passare gli esami. Discorso un po’ diverso se ti manca la voglia di studiare, o per meglio dire la motivazione allo studio.

Si sono scritte enciclopedie sulla motivazione: cause, effetti, come trovarla quando la perdi ecc…

Ho già scritto un paio di post su questo argomento: perchè studiare 1 e perchè studiare 2.

L’argomento è certamente complesso, quindi ci tornerò.

Intanto ti lascio riflettere, anzi sperimentare, quello che ti ho scritto oggi. Fammi sapere come sta andando.

Col nuovo mese voglio iniziare un nuovo trend di argomenti, la connessione tra cibo e studio, come il corpo influenza la mente. Si parlerà ancora di concentrazione, motivazione, alimenti più adatti ad una giornata di studio, quelli meno ecc…

Per ora è tutto, ti auguro un buon we e buon primo maggio! 🙂

Ciao

Cristian

7
Apr

tecniche di memoria: memorizzare definizioni

Come si fa a ricordare le definizioni e gli articoli di codice a memoria?
Nei corsi di memoria, viene dedicata 1 ora a posta per spiegare la memorizzazione degli articoli di codice (numero e contenuto), quindi, se quanto scrivo non è sufficientemente chiaro, fammelo sapere, ed approfondirò le parti che mi richiedi, come ha fatto Emanuela nel suo commento a tecniche di memoria: memorizzare le mappe.

Gli articoli di codice hanno 2 elementi importanti: il numero dell’articolo (c.c. art. 2082 l’imprenditore, c.p. art. 1 responsabilità penale) che in questa sede tralascio, ed il contenuto dell’articolo.
Prindiamo proprio ad esempio l’art 2082 del codice civile che è un classico da sapere a memoria, per gli studenti di economia e giurisprundenza.

“È imprenditore chi esercita professionalmente una attività economica organizzata al fine della produzione o dello scambio di beni o di servizi”

Come si fa a memorizzarlo?

Prima di tutto occorre dire che non va memorizzata parola per parola ma solo le parole chiave.
Quindi prima vanno individuate le parole chiave, che in questo caso sono: professionalmente, attività economica, organizzata, produzione o scambio.
Praticamente tutto ora che ci penso! 😀

Ho tralasciato volutamente imprenditore, perchè è ovvio, è l’oggetto della discussione, e beni o servizi perchè è altrettanto ovvio che quello che prdoduci o scambi saranno per forza beni o servizi.

Ora che ho segnato le parole chiave occorre memorizzarle nell’esatta sequenza.
Come fare?
Con una serie di immagini mentali che rendono più facile il tutto. L’alternativa sarebbe: ripetere, ripetere, ripetere…zzzz….

Io preferisco suggerirti il modo divertente. 😉

Prima di tutto, quindi immagina un imprenditore. Ma non uno qualsiasi, identifica un imprenditore in particolare ed usa sempre lui quando farai questo tipo di associazioni.
Per esempio potrebbe essere Berlusconi, Tronchetti Provera, Agnelli… insomma vedi tu, basta che hai un’immagine ben precisa ed usi sempre quella, quando d’ora in poi, si parlerà di imprenditore.
Ora che hai ben in mente la partenza, occorre fissare delle immagini anche per le altre parole chiave. Vediamo un po’.

Professionalmente è una parola astratta e quindi va cercato un significante (la forma della parola) e da qui l’assonanza con altre parole, od un significato concreto. E’ possibile anche dividere la parola come aiuto. In questo caso professionalmente è assonante a professore e significa professionale. Potrebbe essere quindi un professore in particolare di cui ti ricordi bene, oppure un istituto professionale. L’importante è che tu abbia un’immagine per ogni parola e solo per quella parola, per non confonderti.

Attività economica è ancora più astratta. In questo caso lavorerei sul significato. Cosa ti fa venire in mente attività economica? A me, per esempio, un mercato con gente che scambia soldi in continuazione.

Organizzata è un verbo e quindi facilmente divisibile. Puoi diverlo per esempio in organi/zzata. Abbiamo quindi degli organi (cuore, cervello, polmoni…) in un’orzata!

Produzione e scambio è facile. Per produzione cosa ti viene in mente? Attento a non confondere produzione con prodotto. E’ bene avere 2 immagini ben diverse per le 2 parole. Per es. dividendo abbiamo produ/zione, (uno zione che si prudre) mentre scambio a me viene in mente un baratto, o lo scambio fisico di qualcosa. Anche lo scambio di coppie può andare.

N.B. Più l’immagine è vivida, paradossale, in azione, ironica o macabra, meglio te la ricordi (per apprfondire questa parte guarda i link correlati). Sembra strano ma la nostra mente funziona così. E sai quali sono i temi che ricorda meglio? Indovina un po?! Sesso e sangue. Provare per credere. 😉

Visto, comunque, che non voglio essere bannato da google, ti farò visualizzare una serie di immagini più soft di quelle che userei di solito. Tieni presente comunque che, più userai la fantasia, senza freni, meglio ricorderai. Tanto non devi raccontarla a nessuno.

Quindi tutti gli ingredienti sono pronti, mettiti comodo che ora ci divertiamo. 😀

Visualizza il tuo imprenditore. Per identificarlo lo chiamerò Cavalier Condorelli :D, ma tu immagina pure il tuo. Il Cavalier Condorelli si sta baciando col tuo professore (se hai avuto un moto di repulsione, ottimo, non ti dimenticherai mai più che l’imprenditore esercita professionalmente…). A guardar bene, si trovano in un mercato e tutto intorno ci sono persone che scambiano freneticamente soldi e corrono da una bancherella e l’altra sventolando il denaro in aria, senza far caso a nessuno. Sono nel fermento di un’attività economica. La particolarità è che in questo mercato, non si riceve il resto in denaro ma in organi dentro un bicchiere di orzata. Questo perchè l’attività economica è organizzata. Rovesciando il bicchere, invece del contenuto, esce tuo zio che inizia a grattarsi dappertutto in modo comico, tanto che decide di scambiare la sua pelle con quella di un animale. Questo perchè è al fine della produzione o scambio di bene e servizi.

Ricapitolando, il Cavalier Condorelli si bacia col tuo professore, dentro un mercato in cui tutti scambiano denaro e ricevono come resto organi dentro l’orzata, che rovesciato fa uscire tuo zio a cui prude tutta la pelle e che decide di scambiare con quella di un animale.

Questo è il senso generale di come si fa a memorizzare una definizione.

Ora riscrivi l’art 2082 secondo la storia.

Se non ti vengono delle parole, puoi sempre aggiungerle. Per es. se non ti viene che l’imprenditore esercita professionalmente… aggiungerai un dettaglio alla storia. Per esempio, il cav. Condorelli per evitare figure, prima di baciare il professore, decide di esercitarsi baciando 100 specchi! 😀

Un’altra cosa prima di salutarti. Sembra lungo crearsi una storia per memorizzare una definizione, ma ti assicuro che ci metti davvero poco. All’inizio magari ci vorrà un po’ più di tempo, ma più lo fai e meno impiegherai. Esercitandoti costantemente, arriverai a memorizzare definizioni di questo tipo in meno di 1 minuto. Fintanto che è 1 non si nota tanto la differenza, già con una decina, però, ti accorgi di quanto tempo risparmi, e quanto è più divertente rispetto al ripeti, ripeti, ripeti…zzzz… 😉

Detto questo non mi resta che augurarti buon divertimento. 🙂

P.S. per comodità puoi anche scrivere sul retro della mappa le varie definizioni, mentre nel disegno metterai solo il titolo dell’articolo, e se proprio vuoi le parole chiave.

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link correlati a “tecniche di memoria: memorizzare definizioni”

tecniche di memoria: prima memotecnicha

tecniche di memoria: mappe mentali

tecniche di memoria: come usare le mappe menali

mappa del sito

tutto il blog in 1 post

27
Mar

tecniche di memoria: memorizzare le mappe mentali

 

Oggi torno a parlare di tecniche di memoria e mappe mentali. Ti riporto uno schema di come trovare le parole chiave quando studi un testo e come memorizzarle efficacemente.

 

Per trovare le parole chiave dentro un testo e memorizzare velocemente:

  1. leggi la prima volta il libro o capitolo che vuoi studiare. La prima lettura ti dà la visione d’insime.
  2. leggi una seconda volta con attenzione, sottolineando le frasi e cerchiando le parole più importanti (evita di sottolineare tutto il libro, meglio solo le parti essenziali). Ricorda una regola d’oro: 80% struttura e 20% contenuti! I libri di testo hanno questa proporzione in linea di massima, quindi se hai sottolineato il 50% del testo, vuol dire che puoi scremare di almeno un altro 30%, e mantenere così solo le informazioni di base.
  3. Una volta finito il capitolo e cerchiate le parole, rileggile e verifica se ti richiamano il concetto. Se così non è magari sostituisci la parola chiave del testo con una tua parola più adatta che ti ricorda meglio il discorso.

Fatto questo il modo migliore per sfruttare e memorizzare le parole chiave è quello di usare le mappe mentali.

Clicca sul link prima di proseguire.

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Ora che sai cosa sono, a cosa servono e come si construiscono le mappe mentali, quello che resta da fare è:

  1. Fatta la verifica, inserisci le parole chiave nella mappa così come hai visto nelle immagini
  2. Memorizza la mappa. A questo punto il discorso già dovresti ricordarlo, quello che manca è la memorizzazione della sequenza di parole, cioè per essere pronto per l’esame, dovresti essere in grado di richiamare tutta la mappa alla mente senza guardarla neanche una volta.

Come si fa a memorizzare la mappa mentale nel concreto?

Clicca qui per leggere una tecnica molto efficace.

Bene, se hai seguito ogni punto ed aperto ogni link, ora dovresti essere in grado di completare da solo una mappa mentale.

In sintesi questa è tutta la procedura, può sembrare macchinosa all’inizio, ma ti assicuro che ti farà risparmiare un sacco di tempo se la usi come metodo di studio.

Nel prossimo post proseguirò sull’argomento. Se hai dubbi o domande puoi scrivermi a universitastudenti@gmail.com oppure lasciare un commento qui sotto.

Ciao

Cristian

24
Dec

tecniche di memoria: dalla creatività alle mappe mentali

Ciao, ho deciso di riassumere in 21 punti i 6 post precedenti sulle tecniche di memoria. Prendilo come uno specchietto, comunque troverai tutti i riferimenti per gli approfondiment, sia nel testo che in fondo come link correlati.

Schema in 21 punti sulle tecniche di memoria: dalla creatività alle mappe mentali:

  1. seguendo la legge di Pareto, i risultati sono dati per l’80% dal giusto atteggiamento e solo per il 20% dalle strategie
  2. prima di partire con le tecniche di memoria, quindi, occorre mettersi nell’atteggiamento giusto. Chiudi gli occhi, fai un respiro profondo e rilassati. Poi visualizzati in un posto naturale che ti piaccia e ti faccia sentire bene, osserva colori e forma, e solo dopo esserti ricaricato da questa immagine, riapri gli occhi.
  3. l’atteggiamento migliore prevede: rilassatezza ed entusiasmo. Ora che sei rilassato, scrivi 10 buoni motivi per cui essere entusiasta della vita oggi. Fallo ogni giorno per i prossimi 30 giorni, e vedrai quanto potenziale in più riuscirai a sfruttare da tutto ciò che ti capiterà. Scrivi ora 10 buoni motivi per cui essere entusiasta prima di proseguire.
  4. Con questi 2 esercizi veloci hai capito cosa vuol dire avere il giusto atteggiamento. Questo è utile sia per avvicinarsi alle tecniche di memoria che per studiare.
  5. Ogni tecnica che sviluppa e potenzia la memoria, si basa sulla creatività. Allenati a svilupparla con un esercizio semplice e divertente: trova 250 soluzioni ad un problema semplice (es. allacciarsi le scarpe). Forse può sembrare stupido ma è l’esercizio più usato al mondo per sviluppare questo tipo di facoltà mentali. Fidarsi ed affidarsi è il trucco per riuscire. Prenditi 30 giorni anche per completare questo esercizio. Qui trovi tutti i dettagli su come farlo.
  6. Questi esercizi possono sembrare lunghi o noiosi, e potresti chiederti perchè farli. In realtà perchè no?! Oltre ad essere divertenti richiedono veramente poco tempo. Tieni con te un block notes e sfrutta i tempi morti, es. sul tram, in coda, durante una lezione noiosa :D, usalo per fare gli esercizi che richiederanno 10 minuti.
  7. Ora conosci le basi per memorizzare più in fretta. Già solo sfruttare i primi 6 punti, ti permette, oggi, di ottenere il doppio dei risultati.
  8. La mente ricorda molto più facilmente un episodio legato ad un’emozione. Magari non ricordi cosa hai mangiato ieri a pranzo, ma ricordi quando sei caduto dalla bicicletta da bambino. Eppure son passati più di 10 anni, forse 15! Se un’emozione è forte, può rendere indelebile il ricordo.
  9. Costruire un’immagine mentale ricca di dettagli è come renderla reale, e per la nostra mente sarà come un ricordo di qualcosa che è successo.
  10. Tutte le tecnica per sviluppare la memoria si basano sul principio dell’emozione. Per costruire un’emozione occorre riempire di dettagli un’immagine. Quanto più la tua creatività è sviluppata, meglio verrà questo esercizio. 😉
  11. La prima tecnica di memoria si basa sul principio dell’immaginazione e della creatività. Chiudi gli occhi ed ascolta questo video delle 18 parole. Più allenerai la creatività più velocemente riuscirai a creare storie come quella ascoltata. Per approfondimenti clicca qui.
  12. una volta che conosci la tecnica, puoi sfruttarla per memorizzare tutte le parole che vuoi. Quelle 18 parole casuali, possono essere le 18 parole chiave di un discorso o del tuo prossimo esame.
  13. le parole chiave sono quelle che ti permettono di ricostruire un intero discorso da 1 sola parola.
  14. Per trovare le parole chiave in un testo di studio, una tecnica efficace è questa: leggi 3 volte il testo, la prima velocemente per avere un’idea generale, la seconda lentamente per capire bene il testo ed in questo caso sottolinea anche i pezzi più importanti, la terza leggi solo le sottolineature e cerchia le parole che richiamano il discorso. Per approfondimenti clicca qui.
  15. A questo punto dovresti avere una serie di parole chiave. Potresti già memorizzarle una in fila all’altra con la tecnica delle 18 parole, oppure puoi usare un metodo più dinamico, sfruttando le mappe mentali. Clicca qui per approfondimenti sulle mappe mentali.
  16. con la mappa mentale puoi sintetizzare decine di pagine in un solo foglio.
  17. prendi un foglio bianco, mettilo in orizzontale ed inserisci il titolo nel centro. Può essere il titolo del libro, di un argomento o di un capitolo, a seconda del contenuto della mappa.
  18. Tira delle linee di pochi cm che partono dal titolo e vanno verso l’esterno, come mostrato qui. Ogni concetto poi può avere altri sotto concetti, quindi continua a rimpire il foglio in quel modo.
  19. tutte le parole devono richiamarti un concetto, se così non è sostituiscile e verifica di nuovo.
  20. Aggiungi colori e disegni che richiamano le parole, come vedi qui, per sfruttare al meglio la parte creativa ed agevolarti nella memorizzazione
  21. per memorizzare la mappa usa la tecnica dell’osservazione. Dividi in 4 quadranti il foglio e fatti queste domande: che cosa vedo? quante parole ci sono? che colori ci sono? ci sono disegni? come sono posizionate le parole? Poi chiudi gli occhi e ricostruisci mentalmente il quadrante, verifica. Se è tutto ok passa al successivo, altrimenti fatti altre domande e continua la verifica, finchè hai in mente la stessa mappa che vedi ad occhi aperti. Per approfondimenti clicca qui

Bene, non più di 21 punti come promesso. 😉

Prendilo come regalo di natale e passa buone feste.

Ciao

Cristian

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link correlati:

tecniche di memoria ed atteggiamento

tecniche di memoria e creatività

preparare gli esami con le tecniche di memoria

video dal web sull’efficacia delle tecniche di memoria

video delle 18 parole

post sulla prima tecnica: le 18 parole

costruzione delle mappe mentali

come usare le mappe mentali

14
Dec

tecniche di memoria: come usare le mappe mentali

Eccoci arrivati all’ultima parte del post sulle tecniche di memoria.

Come universitario ho usato molto queste tecniche in quasi ogni esame dato in università.

L’università è, secondo me, la fonte per eccellenza dove poter praticare le mappe mentali, come tutte le altre tecniche che ti ho mostrato nei post precedenti.

Prima di proseguire eccoti lo schema in 8 punti su come usare le mappe mentali:

  1. le mappe mentali servono per: schematizzare, memorizzare e studiare più velocemente
  2. nelle mappe mentali si inseriscono solo le parole chiave
  3. ogni parola chiave deve richiamare un concetto, se così non è, cambia parola
  4. le parole chiave si trovano leggendo 3 volte il testo. La prima volta velocemente per avere un’idea generale, la seconda lentamente e sottolineando. Nella terza leggo solo le sottolineature e cerchio le parole più importanti che richiamano il concetto.
  5. Può essere una parola interna al testo o esterna. Nel primo caso riporti sulla mappa la parola trovata, nel secondo usi una parola che per te sintetizza bene il concetto.
  6. Trova le parole chiave ed inseriscile nella mappa, partendo dal centro verso la periferia del foglio. Nel centro inserisci le parole chiave più generali che richiamano diversi concetti o capitoli. Più andrai verso i margini del foglio, maggiore sarà la specificità dei concetti, come puoi notare nei disegni cliccando qui e qui.
  7. finita la mappa rileggila e verifica di ricordare tutte le parole. Se così non è, cambia quelle che non ti dicono nulla, poi una nuova verifica, finchè tutte le parole ti richiamano un concetto.
  8. per memorizzare la mappa usa la tecnica dell’osservazione: Dividi il foglio in 4 quadranti e poniti le domande del buon osservatore: cosa vedo? che colori ci sono? quante parole ci sono? di che dimensione? in che posizione? ci sono disegni?… Chiudi gli occhi e ricostruisci il tutto nella mente, prima di passare al quadrante successivo.

Se ti fossi perso le puntante precedenti, ti consiglio di dare uno sguardo anche agli altri post prima di proseguire, perchè è un discorso unico.

Di seguito ti riporto uno schema del mini corso di memoria online:

Nel primo post abbiamo parlato di atteggiamento e ti ho spiegato qual è l’approccio migliore, secondo me, per avvicinarsi a queste tecniche. Senza una motivazione forte, le tecniche migliori non servono. Poi ti ho dato dei suggerimenti su come sfruttare la creatività, per sviluppare l’emisfero che di solito dorme quando studi (il destro). Il terzo post è stato dedicato alla prima tecnica di memoria, che in realtà è un antipasto delle tecniche più complesse, e l’ultimo alla costruzione delle mappe mentali.

Oggi vediamo come studiare con questa tecnica di memoria.

Nella mappa mentale, come abbiamo visto, inserisci le parole chiave di un discorso.

E qui la prima domanda: come si trovano le parole chiave? La risposta è più semplice di quel che sembra.

Leggi una prima volta il capitolo che vuoi studiare oggi…guai a te se sottolinei però! 😀

Scherzi a parte, la prima lettura deve essere veloce e sommaria. Non stare a sottolineare già adesso, perchè magari tra 5 pagine trovi lo stesso concetto sintetizzato o espresso meglio.

La prima lettura ha proprio lo scopo di leggere velocemente per capire le parti di libro che puoi scartare. Da una ricerca è emerso che spesso l‘80% dei libri di testo sono struttura, solo il 20% è sostanza. Quindi l’80% serve per incorniciare quel 20%!

Secondo te, quale sarà la parte che studierai sottolinierai e da cui tirerai fuori le parole chiave?

Esatto, quel 20%! 🙂

Quindi, prima lettura screma. Togli fisicamente, facendo una riga con la matita, le parti struttura, come gli esempi, i paragoni ecc…che possono servire forse per capire meglio, ma non ha senso ripassarci sopra una seconda volta. Comunque se sei nel dubbio, lasciala.

Nella seconda lettura prendi la matita ed inizia a sottolineare i concetti salienti di quel 20% rimasto.

A quel punto avrai delle righe o capoversi sottolineati, e non tutto il libro :D, e da quelle righe trova qualche parole chiave che esprima il concetto.

Le parole chiave possono essere interne al testo o esterne. In questo secondo caso dai libero sfogo alla fantasia per trovare la parola più adatta che sintetizzi il tutto, e che nel leggerla richiami facilmente il concetto.

Quindi interne al testo: sono già scritte. Esterne al testo: te le inventi. Nel secondo caso va bene tutto, basta che richiami il concetto. Per esempio, in diritto privato esiste il concetto di nullità del contratto e non ripetibilità per i contratti conclusi con minorenni. A me viene in mente, per ricordarmi il concetto, quando all’età di 9 anni, un camionista mi ha dato 10 euro per  comprargli le sigarette. Cosa ho fatto io? Sono scappato con i soldi! 😀 Legalmente il contratto era nullo (anche se verbale era un contratto), cioè non valido, e sempre legalmente lui non poteva avere indietro i soldi (non ripetibilità). Quindi quali saranno le parole per ricordarmi questo concetto? Nel mio caso, camionista e sigarette! 😉

Dove segnerai le parole chiave? Su un foglio bianco che diventerà la tua mappa mentale.

Il modo di creare una mappa mentale te l’ho mostrato nell’altro post, qui ti dico come metterlo in pratica.

Una mappa mentale può racchiudere un capitolo, un argomento, mezzo libro, dipende da tanti fattori. Che siano 5, 50 o 500 pagine, l’importante è avere chiarezza. La mappa ha il compito di farti richiamare velocemente le informazioni con un colpo d’occhio.

E’ fondamentale quindi che ogni parola inserita ti richiami il concetto, se questo non succede, quella mappa avrà dei buchi.

Come fare ad essere sicuro di aver usato le parole chiave migliori? Anche questa domanda ha un risposta semplice: con la verifica del giorno dopo! 🙂

Mettiamo che oggi studi 50 pg di diritto privato, che sintetizzi in 1 sola mappa. Se ritorni sulla mappa dopo 1 ora, probabilmente ricorderai tutto.

Invece lasciala riposare, ed il giorno dopo, prima di continuare a studiare nuovi argomenti, leggi la mappa e verifica che ogni parola richiami un concetto. Se così non è, cambia quella parola che non ti torna con una migliore per te. Se ne hai messe poche aggiungine qualcuna, se ne hai messe troppe togline qualcuna (perchè fare più fatica, se con meno ottieni lo stesso risultato?! ;)).

Per questo le mappe si disegnano in matita. Dopo aver fatto la verifica, e tutto torna, colora, e rendi vivace il tuo disegno, e mentre lo fai, memorizza i concetti.

Come si memorizza? Ti suggerisco 1 metodo immediato tra i vari che insegnano ai corsi di memoria.

Dividi il foglio in 4 quadranti con l’immaginazione. Ora prendi il primo quarto e fatti le domande del buon osservatore:

  • che cosa è rappresentato?
  • quante parole chiave ci sono?
  • che parola ha ogni parola chiave?
  • ci sono disegni associati?
  • che posizione grafica ha ogni parola?

Osservare vuol dire proprio farsi queste domande, e tutte quelle che ti vengono, per fissare meglio che puoi nella mente la tua mappa. Dopodichè chiudi gli occhi e visualizza nella mente la mappa, senza sbirciare il foglio.

Se ricordi tutto, procedi col secondo quadrante, altrimenti torna su quelle parole che non ti vengono e riempi di maggiori dettagli l’osservazione.

Così come descritta può sembrare lunga, invece, con un po’ di pratica, puoi facilmente arrivare a memorizzare una mappa in qualche decina di minuti, e quando diventi esperto, anche in un pugno di minuti.

Ti ricordo che una mappa racchiude di media 20,30,40,50 pagine; io conservo mappe da 80 pagine anche.

Anche se ci dovessi mettere 50-60 minuti all’inizio, come ti sembra memorizzare 80 pagine in 1 ora? 🙂

Bene. Ora non ti resta che provare, sperimentare, testare e vedere come va!

Con queste righe concludo il trend sulle tecniche di memoria.

Ricorda comunque che quelle che ho scritto sono informazioni base e generiche su come poter usare queste tecniche. Se vuoi approfondire, ti consiglio di seguire un corso, google ti può essere d’aiuto in questo caso, basta scrivere corso di memoria, ti sorprenderà quanti ne puoi trovare, oppure con qualche libro sulle mappe mentali.

Per esempio per iniziare ti consiglio questo libro di Tony Buzan, l’ideatore delle mappe mentali, dal titolo: come realizzare le mappe mentali.

Con questo ti saluto e ti do appuntamento alla prossima volta.

Se qualcosa non ti è chiaro ricorda che puoi lasciarmi un commento qui sotto, o scrivermi a universitastudenti@gmail.com

Ciao

Cristian

1
Dec

tecniche di memoria: mappa mentale

Con questo post siamo quasi alla fine del trend sulle tecniche di memoria.

Molto di più ci sarebbe da dire, ma queste info vogliono essere un’infarinatura su quelle che sono le tecniche di memoria e come si possono usare in università e nello studio.

Velocemente ti ricordo cosa abbiamo visto nelle puntate precedenti

Prima di proseguire, ecco lo schema in 8 punti di questo post sulle mappe mentali:

  1. le mappe mentali sono lo strumento più veloce per: studiare, memorizzare, riassumere, schematizzare, prendere appunti
  2. in una mappa riesci a sintetizzare decine di pagine
  3. risparmi tempo, spazio e ti rende più concentrato
  4. la mappa mentale sfrutta il modo di ragionare e memorizzare della mente
  5. per disegnare una mappa mentale, inizia mettendo il foglio in orizzontale. Parti dal centro e scrivi il titolo del libro o del paragrafo come vedi in questa foto
  6. ogni argomento principale è indicato da una freccia ed una parola chiave, come vedi nella foto precedente
  7. se vuoi aumentare il dettaglio delle informazioni, basta inserire altre parole come vedi qui
  8. rendi vivace la tua mappa, con colori e disegni che ti richiamino i concetti. Ti aiuteranno nella memorizzazione

Prima di tutto abbiamo parlato di atteggiamento e ti ho spiegato qual è l’approccio migliore, secondo me, per avvicinarsi a queste tecniche. Senza una motivazione forte, le tecniche migliori non servono. Poi ti ho dato dei suggerimenti su come sfruttare la creatività, per sviluppare l’emisfero che di solito dorme quando studi (il destro). L’ultimo post è stato dedicato alla prima tecnica di memoria, che in realtà è un antipasto delle tecniche più complesse.

Oggi invece vediamo un modo completamente diverso, rispetto a quello che ti hanno insegnato, di schematizzare i concetti.

Si chiama mappa mentale e sono state rese famose da Tony Buzan, psicologo americano.

Le mappe mentali sono un ottimo strumento semplice, conciso e creativo, per:

  • sintetizzare concetti,
  • riassumere testi,
  • preparare esami,
  • prendere appunti,
  • stilare una scaletta per un discorso,
  • pianificare la giornata,
  • scrivere gli obiettivi dell’anno

insomma per ogni azione che richieda una pianificazione scritta!

Il vantaggio nell’applicazione di questo metodo sono:

  • estrema sintesi: puoi sintetizzare anche 40 pagine in 1 sola mappa
  • sviluppo della creatività: mantieni allenata la mente disegnando
  • concentrazione: occorre essere estremamente concentrati per scrivere un concetto in 1 parola
  • versatilità: vedrai come è facile aggiungere nuovi concetti anche a discorso inoltrato
  • facilità: è stato sudiato che la mente ragiona proprio come una mappa mentale

Partirei proprio dall’ultima caratteristica.

La mente ragiona come una mappa mentale. Ci hanno sempre insegnato che uno schema parte dal titolo messo in alto, e via via si aggiungono informazioni sotto.

Invece la nostra mente pone il titolo, cioè il tema generale di cui si vuol parlare, al centro, e da li si dirama a macchia d’olio con informazioni sempre più specifiche. Quindi i concetti generali sono nel centro, mentre quelli più dettagliati e specifici, alla periferia del foglio ( e della tua mente).

Se è la prima volta che ti avvicini alle mappe mentali, posso immaginare che questa spiegazione sia non immediata, quindi ti faccio vedere delle immagini di mappe mentali così ci intendiamo.

Con la prima immagine, seppur rudimentale, ti presento le mappe mentali. (clap clap clap) 😀

Come vedi si parte dal centro, nel quale inserisici il titolo, e da lì dirami tutti i concetti principali con delle linee. Poi inserisci parole chiave intorno al titolo che saranno quelle parole che ti richiameranno i concetti principali.

Ricorda che si procede sempre in senso orario e preferibilmente partendo dall’alto (h 13).

In questo caso c’è solo 1 livello di informazioni, ma ne puoi mettere quante ne vuoi.

Vediamo ora una mappa che ha più livelli. Ricorda che ogni livello in più rappresenta informazioni sempre più precise e specifiche.

Come vedi nella seconda immagine, le mappe mentali hanno questa struttura a macchia d’olio.

In più questa immagine pone l’attenzione su altri 2 concetti importanti: visual e colori.

I visual sono dei disegni che richiamano la parola, mentre i colori sono importanti per dare vivacità e sollecitare la creatività. Inoltre sono molto importanti per ricordarsi la mappa. Pensa se le immagini che ti ho fatto appena vedere siano in bianco e nero. 😮 La differenza è notevole! 🙂

C’è poco da fare, all’emisfero creativo (dx) piacciono: colori, disegni e linee morbide, arrotondate e curvilinee, al contrario dell’emisfero razionale (sx) che vede in bianco e nero, usa linee dritte e non sa che siano i disegni! 😀

L’obiettivo delle tecniche di memoria è quello di farti risparmiare tempo nello studio, e per farlo, un ottimo incentivo è far parlare i due emisferi del tuo cervello! 😉

Quindi abbiamo visto graficamente come si compila una mappa mentale, ma per quanto riguarda i contenuti?

Diamo un’occhiata alla terza mappa

Cosa noti dall’immagine? Ed Oltre al fatto che sia scritta a mano? 😀

Ti do un suggerimento: le parole. Noti forse frasi lunghe e complete? O piuttosto parole chiave?

Il segreto di una buona mappa mentale è proprio quello di sintetizzare un concetto di diverse righe o pagine, in una o due parole chiave che richiamino il discorso.

In questo modo puoi riassumere 20, 30, 40 o anche 50 pagine in 1 sola mappa!

Io ho preparato esami da 500 pagine in 7 mappe.

Il vantaggio qual è? Il vantaggio concreto, parlando di preparazione degli esami, è che una volta capito il concetto, messo sulla mappa e memorizzata la mappa stessa, per i ripassi, non ti serve più aprire il libro, basta sfogliare le mappe.

Ora secondo te, è più pratico ripassare un libro da 500 pg o 7 fogli? 🙂

Tutto bello, ma come si fa?

Abbi pazienza, ma questo te lo spiego la prossima volta. 😉

Nel prossimo post vediamo come trovare le parole chiave adatte e come memorizzare la mappa.

Intanto prendi familiarità con le mappe rileggendo questo post e guardando le varie immagini.

Buona giornata ed alla prossima.

Cristian

25
Nov

universitari e memoria: prima tecnica

Ciao a tutti, oggi vediamo la prima tecnica di memoria e come sfruttarla nella pratica.

Se questo è il primo post che leggi sulle tecniche di memoria, ti consiglio di dare un’occhiata prima agli altri 3 sull’argomento:

  1. primo segreto sulle tecniche di memoria
  2. secondo segreto sulle tecniche di memoria
  3. terzo segreto sulle tecniche di memoria

è importante leggere gli altri prima di questo visto che è la continuazione di un discorso. Lì ho gettato le basi per quello di cui ti sto per parlare ora.

Ecco lo schema in 5 punti di questo post sulla prima tecnica di memoria:

  1. la creatività è la base delle tecniche di memoria
  2. usando la creatività, come insegnano le tecniche, riesci a memorizzare nella metà del tempo, con più facilità e divertimento
  3. la tecnica di memoria spezza la monotonia dello studio basata sul: ripetere, ripetere, ripetere…
  4. nel post un esercizio facile e veloce per imparare la prima tecnica
  5. prima di memorizzare ricordati di prenderti qualche minuto per rilassarti, a prescindere che usi le tecniche o studi in modo tradizionale. Farlo ti aiuta nell’apprendimento.

Arriviamo quindi alla prima tecnica di memoria. Molti di coloro che operano nel settore, non sarebbero daccordo nel divulgarla gratuitamente, visto che per renderle note si fanno ben pagare. Secondo me il contesto ha la sua importanza, quindi se hai sentito parlare di corsi di memoria e ti incuriosisce il discorso, ti consiglio almeno di andare a vedere di che si tratta. Io a suo tempo ho seguito il corso e mi ha dato una grande spinta nel preparare gli esami.

Senza, quindi, nulla togliere a chi opera nel settore, ho deciso comunque di mettere a disposizione 1 tecnica di memoria base che puoi usare tutti i giorni ed applicare bene nello studio.

Se hai seguito le indicazioni che ti ho dato nell’ultimo e penultimo post, ora ti troverai avantaggiato nel mettere in pratica questo esercizio. Se invece trovi difficoltà ti consiglio, prima di tutto di concentrarti sugli esercizi che ti ho suggerito negli altri posti, in modo particolare nel penultimo sulla creatività, prima di proseguire.

Detto questo, passiamo quindi al primo esercizio.

Per farlo ti chiedo di trascrivere queste parole su un foglio di carta:

TROTTOLA

PANCIA

LAMA

LAVA

BUCA

PIUMINO

MUFFA

REGINA

CERO

MAMMA

FIAMMA

PALAZZO

NEVE

FRUTTA

PACCO

DOCCIA

BOMBA

Ora hai 3 minuti di tempo per memorizzarle tutte!

Non è uno scherzo, prendi un cronometro e datti 3 minuti di tempo, allo scadere gira il foglio e riscrivi le parole nello stesso ordine in cui le hai lette.

Se non lo fai è inutile continuare a leggere il post, se ti prendi 15 minuti invece di 3 è altrettanto inutile.

Quando hai fatto puoi proseguire nella lettura.

——————————————————————————

Come è andata? Se sei nella media ti sarai ricordato meno di 5 parole, e probabilmente non in ordine.

Se te ne sei ricordate di più, meglio, vuol dire che tieni già la memoria in allenamento.

Ora rispondi a questa domanda: come hai fatto a memorizzare le parole?

Probabilmente avrai ripetuto più e più volte la lista finchè non ti entra in testa. Questo è anche un po’ il metodo che si usa di solito per studiare: ripetere, ripetere, ripetere, finchè non ti ricordi le cose.

Divertente? Direi di no. Noioso? Spesso si!

Se le tecniche di memoria si basassero su questo metodo, non ci sarebbe nulla di nuovo rispetto a quello che già fai, e non sarebbe poi un gran chè.

Per fortuna qualcuno ha scoperto che la memoria può essere stimolata in tutt altro modo e ben pià divertente.

Ed ora te lo insegno. 😉

Con questo metodo saprai, d’ora in poi, memorizzare liste anche più lunghe di 18 parole, in pochi minuti, e nell’ordine in cui le trovi. Prima però ti chiedo di metterti comodo e rilassato, e la cosa ottimale sarebbe registrare quello che stai per leggere di modo da poter chiudere gli occhi ed immaginare quello che senti.

In alternativa va bene tenere anche gli occhi aperti, purchè immagini in modo vivido tutto quello che viene descritto.

Ora leggi questa storia e mentre lo fai immagina con più dettagli possibili quello che leggi.

Un’ultima cosa. Leggi senza farti domande, nè dare giudizi, una volta finito l’esercizio puoi fare tutti i commenti che vuoi, ma per ora dagli fiducia. 🙂

Iniziamo quindi: immagina di essere in piedi nella tua camera da letto quando…

noti una grandissima e coloratissima TROTTOLA che gira, gira gira e sbatte contro la tua enorme e pelosissima PANCIA. La pancia si gonfia e ti fa male, quindi decidi di operarti con una affilatissima LAMA. Dalla pancia esce un incandescente fiume di LAVA, che finisce in una profondissima BUCA. Per sicurezza decidi di coprire questa buca con un bianchissimo e morbidissimo PIUMINO. Per una strana reazione sul piumino cresce una verdissima e puzzolentissima MUFFA, che assaggi e ti piace tanto da regalarla alla REGINA di Inghilterra. La regina accoglie con piacere la muffa e ricambia regalandoti un pesantissimo ed altissimo CERO. Prendi questo cero e lo regali alla tua amatissima MAMMA. La mamma lo accetta con gioia e lo accende con una rossissima e potentissima FIAMMA. Poi decide di appoggiarlo sulla sua verdognola NUCA. Cerca di tenerlo in equilibrio finchè non cade e si incendia tutto il PALAZZO. Per fortuna proprio in quel momento, dal cielo scende della bianca e soffice NEVE. La neve come per magia, toccando terra, si trasforma in coloratissima e profumatissima FRUTTA. Ti piace così tanto che vuoi conservarla e quindi la raccogli dentro un grande PACCO. Il pacco però si è sporcato, e per lavarlo decidi di metterlo sotto la freddissima DOCCIA, ma appena apri il rubinetto…boooommm…scoppia una fragorosissima BOMBA.

Quindi un breve riassunto(cerca di anticipare le parole chiave): una coloratissima TROTTOLA ti finisce nella pelosissima PANCIA, che apri con un’affilatissima LAMA, ma esce della caldissima LAVA che finisce in una profondissima BUCA che copri con un bianchissimo PIUMINO, sul quale si forma della puzzolentissima MUFFA, che dai alla REGINA di inghilterra, che ti regala un altissimo CERO, che a tua volta regali alla tua amatissima MAMMA, che accende con una potentissima FIAMMA, e poi mette sulla verdissima NUCA. Ma il cero cade ed incendia il PALAZZO. Per fortuna cade della soffice NEVE che si trasforma in profumatissima FRUTTA, che metti in un PACCO, che si sporca, e decidi di lavare nella freddissima DOCCIA, ma appena apri il rubinetto…boooommm…scoppia una fragorosissima BOMBA.

Bene. Se hai registrato la storia riascoltala 1 sola volta, altrimenti, se hai immaginato tutta la storia in modo vivido come ti ho consigliato all’inizio, prendi un altro foglio e scrivi in 1 minuto le 18 parole nell’ordine esatto in cui le hai lette.

Fatto? Bravo, ora scrivile al contrario, cioè partendo dall’ultima fino alla prima, per questo ti puoi prendere 2 minuti.

Risultato? Se ti sei dato il tempo di immaginare bene tutta la storia, avrai raggiunto almeno il risultato di 14 o 15 su 18, se non 18 su 18! 🙂

Riprendi in mano il primo tentativo, quante te ne eri ricordate? Noti la straordinaria differenza?

Questo è un ottimo momento per congratularti con te stesso, per aver trasformato in meno di 20 minuti un risultato da scarso ad eccellente!

Ecco un esempio di metodo, creatività ed entusiasmo, e pensa che questa non è neanche considerabile una vera tecnica di memoria, è più un antipasto! 😉

Eppure è un antipasto succulento! Già con questo esercizio hai in mano un ottimo strumento per memorizzare più efficacemente.

Ora la domanda è: come sfruttare questa tecnica nelle materie di studio?

Tieni presente che queste parole casuali possono essere le parole chiave di un discorso che vuoi fare, oppure le parole grilletto di un argomento (cioè quelle parole che richiamano un concetto). Quanto può diventare più facile e divertente memorizzare appunti, libri o slides in questo modo?

Se già sei abituato a fare degli schemi di quello che studi il vantaggio è evidente. Una volta che hai capito quello che hai studiato, ed hai segnato delle parole chiave che ti ricordino l’argomento, la maggior parte del tempo viene spesa a ricordarsi quelle parole. Bene ora sai quanto può essere facile e veloce ricordare e richiamare le informazioni.

Nel prossimo post vedremo una tecnica altrettanto efficace che abbinata a quella che hai appena imparato ti farà aumentare ancora di più: concentrazione, velocità di apprendimento e ritenzione delle informazioni nel lungo periodo.

Prima però indovina cosa è utile fare? La cosa migliore che tu possa fare nei prossimi 7 giorni è, insieme agli esercizi di creatività (ormai dovresti essere arrivato a 100-140 soluzioni), quello di prenderti mezzora e scriverti ogni giorno una lista di 15/20 parole da memorizzare col metodo che hai visto prima, e riscriverle in un senso e nell’altro, sia subito che a distanza di un paio d’ore.

Per ora è tutto. Se hai dubbi, perplessità, commenti o richieste è il momento di scrivere qui sotto. 😉

Buona giornata.

P.S. Sarà passato circa 1/4 d’ora, riscrivi un’altra volte le 18 parole, e se ti vuoi togliere lo sfizio, prima di andare a dormire, o domani mattina, scrivile un’altra volta. 🙂

22
Nov

tecniche di memoria nel web

Ciao, prima del prossimo articolo, che ho quasi concluso, sullo studio e tecniche di memoria, voglio mostarti un video per darti un’idea di dove si può arrivare esercitando con metodo la propria memoria.

Il video che segue è stato girato in università, la platea è in buona parte composta da studenti universitari come te.

Questo video ti fa capire bene cosa vuol dire memorizzare efficacemente, che è qualcosa che nessuno, purtroppo, ci ha insegnato a scuola, ma che ti fa risparmiare tanto, tanto tempo su qualcosa che comunque hai scelto di iniziare, e su cui stai dedicando tante energie.

Buona visione

Cristian

video sulle tecniche di memoria

18
Nov

come preparare gli esami con le tecniche di memoria

Ciao a tutti, torno a parlare di come organizzarsi per passare gli esami con le tecniche di memoria, argomento scottante per gli universitari. 😉

Finora ho solo messo le premesse che introducono le tecniche di memoria. La prima riguarda l’atteggiamento, senza una motivazione forte, le tecniche migliori non servono, la seconda ha a che fare con la creatività, per sviluppare l’emisfero che di solito dorme quando si studia (il destro).

Se hai già letto i post precedenti (se non lo hai fatto clicca su atteggiamento e creatività), ed hai seguito gli esercizi che ti ho suggerito, dovresti già alzarti la mattina con un bel sorriso ed aver individuato il tema su cui trovare 250 soluzioni (e magari averne già scritte almeno una cinquantina ;)).

Questi sono due esercizi importanti, è utile, anzi direi necessario eseguirli giornalmente:

1) per metterti nella giusta ottica ed ottenere il massimo dalle tecniche

2) per sviluppare autodisciplina che forse è la qualità più difficile da allenare

Se non riesci neanche a dedicare pochi minuti per questi semplici esercizi, mi chiedo come farai con le tecniche più complesse, che riechiedono comunque un allenamento quotidiano, almeno nei primi tempi.

Le tecniche sono ottime e dalla mia esperienza funzionano. Per darti un esempio, ho preparato 36 esami su 44 con le tecniche, (faccio parte del vecchio ordinamento) alcuni anche in 3 giorni, studiando 5 ore al giorno. Esami di ogni tipo: matematica, statistica, economia, diritto…per ogni area di studio esiste una tecnica specifica.

Come ho fatto? Con il giusto atteggiamento ed una sviluppata creatività! 🙂

Della serie niente accade a caso! 😉

Bene, tenevo ad essere chiaro su questo punto. Io per primo ho conosciuto le tecniche all’età di 14 anni, ma ho aspettato 7 anni prima di iniziare ad applicarle. Se le avessi applicate già allora, magari la maturità sarebbe andata in modo diverso.

Perchè non l’ho fatto?

Forse perchè non avevo la giusta motivazione, forse non ero pronto, oppure, per pigrizia, non mi andava di dedicarmi a qualcosa di nuovo. Le ragioni possono essere tante e francamente non mi interessa scoprirle, preferisco notare invece i risultati ottenuti da quando ho iniziato ad applicarle.

Anche questo fa parte dell’atteggiamento positivo, evitare di affossarsi per qualcosa che non hai fatto, senza per questo scansare le proprie responsabilità, e compiacersi dei propri progressi, darsi una pacca sulle spalle per il buon lavoro svolto.

La gratificazione va a braccetto con l’atteggiamento positivo. Congratularsi per aver studiato 1 ora in più quando non ne avevi voglia, oppure essere rimasto in piedi fino alle 2 di notte per rispettare la pianificazione giornaliera (ho scritto 6 post sulla pianficazione e la pretesa minima)… sono tutti gesti che meritano un riconoscimento.

Certo non ti aspettare che qualcuno ti batta le mani perchè sei stato disciplinato, questo è qualcosa che riguarda solo te.

Trova il modo di complimentarti ogni volta che rispetti un programma, ogni volta che porti a compimento un obiettivo od anche un mini obiettivo. Sii fiero di aver fatto bene!

I miei premi, per esempio, erano vari, dal cucinarmi qualcosa di sfizioso, al comprarmi qualcosa, al fare una vacanza (dopo aver raggiunto un grosso obiettivo), a volte è stato anche quello di sventolare in faccia il mio risultato a qualcuno che non credeva che ce l’avrei fatta! La gratificazione non deve per forza essere nobile, basta che ti motivi quando sei nel mentre e soddisfi quando la realizzi, senza commettere atti illegali preferibilmente :D.

Per ora mi fermo qui. Mantieniti concentrato su questo e vai avanti con gli esercizi iniziali (atteggiamento positivo e creatività).

La prossima volta introdurrò la prima tecnica di memoria, e vedremo come puoi memorizzare facilmente ed in modo divertente una sequenza di parole, e ti spiegherò come applicarlo nel concreto per gli esami.

Intanto…buon allenamento, e se hai dubbi o vuoi condividere qualcosa, lascia pure un commento qui sotto. 🙂

Cristian

11
Nov

come preparare gli esami: tecniche di memoria e creatività

Rieccoci a distanza di 7 giorni, come promesso, per continuare il discorso sulle tecniche di memoria.

Prima però lo schema in 8 punti del post di oggi sulle tecniche di memoria e creatività:

  1. il nostro cervello è diviso in 2 emisferi: desto e sinistro.
  1. il sinistro è logico razionale, usato quando si studia
  2. il destro è creativo deduttivo, spento quando si studia
  3. le tecniche di memoria combinano logica a creatività, per farti sfruttare al 100% le tue potenzialità, e farti risparmiare metà del tempo nello studio
  4. troppe regole spengono la creatività, ma per riattivarla ci sono dei trucchi
  5. imparare a vivere ogni giorno in modo creativo sviluppa le potenzialità personali oltre che quelle legate allo studio
  6. per sviluppare la creatività scrivi 250 soluzioni ad un problema semplice (es. come allacciarsi le scarpe, nel post è spiegato più nel dettaglio cosa vuol dire)
  7. all’inizio può succedere di sentirsi stupidi nel fare certi esercizi. In realtà sei semplicemente non abituato. Affidarsi e sperimentare come farebbe un bambino, sono la chiave per superare un possibile imbarazzo iniziale.

Nel primo post sull’argomento abbiamo visto le competenze dei nostri due emisferi del cervello (destro —> creatività, sinistro —> razionalità), e ti ho spiegato in che modo operano le tecniche di memoria. Qualora non lo avessi ancora letto ti invito a farlo prima di proseguire.

primo post sulle tecniche di memoria

Ti ho poi lasciato con un compito importante (vorrei dirti ricordi? ma evito il gioco di parole :D). Visto che il primo segreto, affinchè queste tecniche funzionino, è viversi l’entusiasmo, ti ho invitato a trovare già da ora nella tua vita, dei motivi per cui ti possa alzare dal letto al mattino con un bel sorriso e respirare in modo liberatorio. 😀

Questo è un esercizio importantissimo, ti consiglio di prenderlo in seria considerazione. Ci metti un secondo a focalizzarti sulla bellezza della vita, sulla gioia di vivere, ma quel secondo ti cambia la giornata. Provare per credere.

Quindi questo è il momento. Se ancora non lo hai fatto, pensa ai motivi per i quali puoi essere felice qui ed ora!

Ora sorridi e rilassati. 🙂

Fatto? Bene, porta dentro di te questa sensazione e richiamala più volte durante il giorno.

Senza neanche rendertene conto, ti sei appena vissuto il primo segreto delle tecniche di memoria, cioè quello di potenziare il tuo stato emotivo. Tutto parte da qui, se salti questa fase, rischi di ottenere metà dei risultati che puoi raggiungere.

Quindi il primo passo è l’entusiasmo. Qual è il secondo?

Il secondo passo per utilizzare al meglio le tecniche di memoria è sviluppare la creatività.

Come ho spiegato nel primo post, le tecniche di memoria richiamano alcune competenze dell’emisfero destro (creatività, proiezione nel futuro, emozioni…) e la integrano alla tipica memorizzazione razionale, sorretta quindi dall’emisfero sinistro.

A che serve la creatività?

Secondo alcuni la creatività è il linguaggio dell’anima. 🙂 Essere creativi vuol dire accedere ad aree del cervello che tanti, anche giovani, hanno chiuso in una stanza buia. 🙁

Magari non per colpa loro, del resto fin da quando siamo piccoli siamo stati abituati che chi sta nelle regole, tipo: resta composto, mantieni una buona condotta, sta zitto e prendi appunti…viene premiato, mentre chi manifesta la sua creatività, dal disegnare sul banco a chiedere senza alzare la mano, ecc… viene in qualche modo punito o comunque sgridato e ripreso.

Non a caso i lavori più creativi, come grafici, pubblicitari problem solver… sono i più pagati. Questo è il paradosso del tipo di educazione che viene data oggi infatti. In un posto dove si spendono anni per creare dei quadrati (o gente quadrata), i più premiati, dal mercato del lavoro, sono chi sa disegnare un cerchio nel quadrato. 🙂

Quindi se non ti senti creativo, non darti la colpa, è, secondo me, un difetto di fabbrica della scuola italiana, nel quale c’ero cascato anche io.

Inoltre, diventa anche un discorso di sopravvivenza, per compiacere chi ha il potere di darmi dei voti, e quindi per avere dei bei voti, sto nelle regole.

Il rischio che nasce da ciò, però è che la: creatività, voglia di esplorare, desiderio di distinguersi…venga poco per volta spenta od attenuato, e ci troviamo in un aula a prendere appunti in silenzio ed in modo annoiato e disattento. Domande per chiarimenti? Neanche a pensarci. Interventi in aula? Macchè scherzi?! 😮

Ora, senza togliere il fatto che, secondo me, la scuola va riformata proprio nei geni della sua esistenza, alcune regole è bene che esistano perchè altrimenti sarebbe il caos.

Infatti l’anticonformismo a prescindere è una reazione e quindi non può essere la soluzione, vivere secondo quello che senti consapevolmente è LA soluzione.

Quindi vanno bene le regole per evitare il caos, però troppe regole diminuiscono l’espressività personale, ed in essa, guarda un po’ c’è anche la creatività.

C’è però una categoria di persone che è sempre nella creatività. Un gruppo di inidividui che non si è ancora fatta raggiungere da tutte queste regole, questi schemi, queste rigidità. Sai di chi sto parlando?

Dei bambini!

I bambini non sono ancora stati infettati dal morbo di topolino, 😀 cioè da chi è sempre nelle regole, chi ha sviluppato una profonda rigidità, nella quale i sentimenti non devono esserci o non si devono mostrare. Ora topolino (Miky Mouse) è tanto carino, e mi sta anche simpatico, ma ha un’aria da secchioncello che rende bene l’idea. 😀

Comunque tornando ai bambini. Sapere che sono creativi è un ottima notizia.

Perchè? Perchè se tu ora sei adulto, o quasi adulto, vuol dire che sei stato bambino/a. Facendo un sillogismo viene fuori un risultato pazzesco e confortante: tutti i bambini sono creativi, io sono stato bambino, io sono creativo!!! 😮 😀 clap clap!

Questo è un ottimo punto di partenza per chi non si sente tale. Anche se sei stato dentro i paletti per tutta una vita meglio di uno sciatore di slalom, comunque la tua creatività non ti ha abbandonato, si è solo messa nel letto a dormire, aspettando che la sveglia suonasse.

Se hai migliorato il tuo studio, ti senti più padrone della tua memoria, hai ottenuto risultati migliori, è perchè oggi hai fatto suonare la sveglia!

Interessante, mi piace, voglio farla suonare! 🙂 Ma…come si fa? 😮 In altri termini, come si allena la creatività?

E qui arriviamo al punto di oggi. La creatività è come un muscolo, e come tale può essere allenata!

Come? Ti ripropongo un esercizio che usavo molto quando collaboravo ai corsi di memoria. Quando domattina uscirai di casa, inizia a pensare ai vari modi per arrivare dove stai andando.

E’ proprio questo l’esercizio, trovare i modi più fantasiosi per fare qualcosa di semplice.

Quindi, per esempio: come faccio ad andare da casa in ufficio?

Risposte: in macchina, in autobus, a piedi, in bici, coi pattini… ma questi sono ancora molto razionali, sforzati di trovarne di più fantasiosi… col l’elicottero, con la batmobile, col teletrasporto…già va meglio ma si può molto migliorare… facendo trasferire l’ufficio sotto casa, licenziandomi ed iniziando a lavorare da casa, con un balzo, facendomi portare dalla cicogna :D… già iniziamo a ragionare, e se vogliamo proprio pensare in grande… facendomi evaporare e piovere in ufficio, entrando nell’ascenzore e schiacciando il bottone ufficio, girare il mondo quanto basta per trovarmi in ufficio stando fermo…

Ora tocca a te! Trova altri 250 modi, per esempio, per andare da casa in ufficio, o comunque da un punto A ad un punto B, e mi raccomando, divertiti mentre lo fai. La regola da tenere bene a mente è che è ammesso tutto! Ogni soluzione, dalla più fantasiosa alla più indecente. Quando sarai arrivato a 250, vedrai come sarà sveglia la tua creatività! 😉

Buon allenamento ed alla prossima settimana.

Cristian

P.S. prenditi il tempo che ti serve per fare questo esercizio, non occorre scriverne 250 in 1 giorno e non avrebbe senso. Piuttosto creati l’obiettivo di trovarne 10 al giorno. In 25 giorni sarai arrivato a 250! 🙂