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Posts tagged ‘universitari disoccupati’

17
Jan

perchè disoccupati dopo la laurea 2

Ciao,

nel post precedente abbiamo introdotto il discorso su come mai ci sono tanti laureati che sono rimasti disoccupati dopo la laurea, o vivono il precariato.

Ho richiamato un po’ quelli che sono i motivi generali che si sentono dire, ma sarà proprio tutto vero? O meglio sarà solo quello?

Prima di continuare eccoti lo schema in 5 punti del post di oggi:

  • economia, cultura, storia e società hanno il loro peso sulla situazione lavorativa odierna in Italia
  • esiste però un elemento ancora più importante che può influenzare gli altri: TU
  • tra tutte le componenti della disoccupazione, io mi concentro sull’unico che può essere direttamente migliorato: te stesso!
  • esiste un piccolo grande segreto che ti può differenziare dall’80% dei laureati di oggi: capire le vere motivazioni della tua laurea. Perchè vuoi laurarti?
  • esistono motivi apparenti (più sicurezza di trovare lavoro, accedere a professioni ben pagate, guadagnare di più…) e motivi reali (quelli più personali che trovati sono il motore per grandi performance)

Sicuramente il lato economico conta, il lato storico culturale anche, e la politica fa la sua parte.

Come sai, però, a me non piace puntare il dito verso qualcuno in particolare, preferisco fare un altro tipo di ragionamento. Cioè: se la condizione attuale è quella che è, cosa posso fare IO per venirne fuori? Cosa posso fare IO per evitare di finire nella massa di disoccupati dopo la laurea?

Queste sono le domande a cui mi piace rispondere. Non giudico gli altri tipi di notizia, dico solo che preferisco occuparmi di qualcosa che dipende direttamente da me, perchè quella è la parte che posso migliorare.

Quindi cosa si può fare per non uscire dalla laurea e trovarsi disoccupati?

La prima cosa che puoi fare è avere le idee ben chiare sul perchè vuoi laurearti.

Quali sono le motivazioni profonde che ti hanno portato a ritardare di x anni il lavoro pre prendere un pezzo di carta? Ragioni economiche? Culturali? Evolutive? Non lo so?

Barra la tua risposta, ma occhio che il mondo del lavoro non ama assumere chi non sa  perchè fa le cose, o lo fa per una speranza (di trovare un posto di lavoro migliore). Il ragionamento è: se non sai perchè hai preso una laurea, non sai neanche perchè lavorare, oltre che per uno stipendio. Preferisco qualcuno più motivato.

Fai attenzione quindi a presentarti ad un colloquio di un certo tipo con il tuo bravo elenco di motivazioni convincenti (per essere convincenti occorre che prima convincano te).

Io per esempio ho deciso di riprendere gli studi ed arrivare alla laurea, all’inizio per conoscere degli strumenti di gestione di un team, quando ho visto che l’università non poteva darmi quello che cercavo, ho cambiato motivazione. Oggi mi laureo per dare forza ai lavori online che sto sviluppando, come scrivere in questo blog, scrivere ebook… Purtroppo in Italia piace molto l’idea di comprare qualcosa scritta da un laureato piuttosto che la stessa cosa scritta da un non laureato, come amiamo molto di più le opinioni date da specialisti della materia rispetto a chi non ha quel titolo (può sembrare strano ma a livello statistico è così).

So che non è immediato trovare LA motivazione, quella più vera, ma ci sono esercizi appositi che ti aiutano in questa ricerca. E’ molto probabile che una volta trovato il tuo cosiddetto driver, avrai un nuovo tipo di energia, sarai più focalizzato, salirà la concentrazione ed otterai performance molto migliori.

Capire perchè perseguire un obiettivo, qual è il driver che ti aiuta ad ottenere grandi performance, è uno dei piccoli grandi segreti che ti possono differenziare dall’80% dei laureati che arrivano alla tesi, la discutono e cercano lavoro senza sapere perchè, però si chiede perchè non lo trovano! 😮

Del resto il passo è breve. Se sai perchè ti vuoi laureare, sai perchè vuoi ottenere lavoro in quel settore e con quella compagnia. Non nel senso che i motivi devono essere gli stessi, ma perchè hai allenato la mente a farti queste domande.

Presentarti davanti ad un potenziale datore di lavoro con la speranza che ti assuma perchè è il decimo colloquio che fai, o presentarti concentrato sul fatto che è quello il lavoro che vuoi per questo e questo motivo, è come rispondere alle domande di un esame in modo deciso, quasi sfidando a farti altre domande, piuttosto che rispondere velocemente nella speranza che non ti chieda altro.

Ho scritto 6 post su come gestire gli obiettivi e trovare la giusta motivazione. Li trovi qui, o puoi andare nella categoria: organizzare lo studio.

Una volta che sai davvero perchè fai quello che fai, sei pronto per il prossimo passo.

Ma di questo ne parliamo la prossima volta.

Buona giornata

Cristian

13
Jan

perchè disoccupati dopo la laurea 1

Ciao,

oggi voglio capire insieme a te perchè ci sono tanti, troppi disoccupati laureati nel nostro bel paese, da cosa dipende e se ci sono soluzioni nel breve periodo.

Prima lo schema del post in 3 punti:

  • esiste un punto di vista economico, che parla di periodi di recessione ed espansione
  • esiste un punto di vista sociologico, che parla di bamboccioni
  • esiste un punto di vista politico che parla di frignacce

Già, disoccupati… perchè disoccupato… da cosa dipende… Quante volte hai letto queste frasi? Quante volte ne hai letto il contenuto? Ed ora dimmi: quante volte il contenuto ti ha soddisfatto?

Vedi, se fossi un economista, per spiegarti la disoccupazione di oggi ti parlerei dei grafici della crescita economica. Cioè in alcuni periodi storici hanno studiato che l’economia mondiale cresceva (crescita/espansione), in altri periodo storici scendeva (recessione), ma nel lungo periodo la tendenza era al rialzo.

Un po’ come gestire una banca: prendi soldi da altri, presti i soldi che hai ad altri, ma alla fine ne hai più di prima.

Quindi un economista serio ti direbbe che questa recessione (per piacere basta chiamarla crisi!), è fisiologica. Passato questo periodo, probabilmente di un paio d’anni ancora, ci sarà una forte accelerazione economica.

Se invece i numeri ti annoiano, magari ti son rimasti più impressi gli articoli che parlano di società. In quegli articoli, di solito, si dice che i giovani di oggi hanno una fibra meno forte rispetto alla gioventù degli anni 50 che è uscita da una guerra massacrante con una grande voglia di ricostruzione e riscatto.

Oggi invece abbiamo tutto pronto, i ragazzi stanno a casa fino a 30 anni, anzi ieri sentivo che il 30% dei giovani rimane a casa fino a 34 anni, occorre che ci si svegli.

Ecco un’immagine che fa capire bene il concetto. 😀

Però può anche essere che le ramanzine storiche non ti piacciano più di tanto, quindi buttiamoci sulla politica. Il governo attuale ha tagliato i fondi all’istruzione, quindi la qualità della stessa è diminuita, ci sono meno possibilità per gli studenti, ed in particolare gli universitari, di essere competitivi nel mondo del lavoro, rispetto soprattutto ai partner europei, e questo ci penalizza doppiamente in questo momento di crisi economica.

Vabbè dai chiudiamo con la frase classica: “le università e l’istruzione in Italia fanno pietà!”

Quante volte hai sentito dire o senti dire queste frasi? Quante volte ti hanno convinto?

Ma quindi sono tutte frignacce? Ma allora perchè ci sono tanti laureati che sono disoccupati in Italia?

In realtà sono mezze frignacce, o mezze verità se vuoi. Tutte hanno un loro fondamento, peccato che da sole non bastano a spiegare la situazione attuale, ma la cosa divertente è che la maggior parte dei sostenitori di una o dell’altra teoria, crede di si.

Per ora mi fermo qui. Preferisco rinviare le conclusioni alla prossima volta, quando le leggerai capirai perchè.

Intanto ti auguro una buona giornata, e se ti va di commentare quanto scritto finora lascia pure un commento qui sotto.

Ciao

Cristian